A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo, la lista Potere al Popolo è stata duramente criticata dagli organi di stampa mainstream, e dai partiti di sistema , accusata di sostenere il processo rivoluzionario bolivariano in corso in Venezuela. Come commenta questi attacchi?

 

Le critiche degli organi di stampa del sistema sono la dimostrazione più tangibile del fatto che la strada intrapresa sia davvero quella giusta. Se a criticare Potere al Popolo è l'apparato massmediatico che ha mentito sapendo di mentire negli ultimi vent'anni, allora abbiamo la prova che la via intrapresa, lo rivendico con orgoglio, è davvero quella giusta. C'è un articolo che ha generato in me più sconcerto , vero ribrezzo più di altri sulla questione. Mi dispiace pubblicizzare gente , signori della comunicazione di regime , che non lo meritano davvero . Non parliamo certo di un grande giornalista, non lascerà il segno nella storia di questa professione. Sono stati miei e nostri avversari molti giornalisti che in passato hanno attaccato duramente i movimenti dei lavoratori, l'attività politica e di lotta dei movimenti di classe, ma che avevano rispetto per la loro professione e studiavano accuratamente i dati e i documenti prima di ogni articolo. E per questo li consideravamo avversari rispettabili. Oggi non più. Bisogna cominciare a discutere di che cosa sia diventata la comunicazione e l'informazione del potere . Nel 1999 avevo scritto un libro dal titolo "Comunicazione deviante" ( uscito da poche settimane in nuova edizione aggiornata per l ‘ editore Efesto ) in cui mostravo come gli strumenti attraverso cui la comunicazione manipola l'opinione pubblica è strutturata per creare consenso diretto e indiretto per creare consenso anche fra gli sfruttati ai potenti della terra. Oggi in Italia quei potentati hanno come riferimento Berlusconi, ma ancora di più Renzi o Gentiloni. E poi ci sono anche quei settori di borghesie conservatrici e dell’ estremismo populista nazionalista che hanno come loro riferimento forze fascistoidi, nazistoidi dichiarate. Non è un caso infatti che le nostre istituzioni di competenza abbiano permesso a questi signori spregevoli di presentare le proprie liste e fare campagna elettorale sull'apologia del fascismo - che è un reato – e - sempre le nostre istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto delle regole democratiche - invece reprimono brutalmente chi manifesta e lotta per la difesa della nostra Costituzione.

 

Di quale articolo in particolare stiamo parlando?

 

Su il Foglio, giornale espressione di quei potentati che oggi guardano a Renzi e ieri a Berlusconi, Maurizio Stefanini ha scritto una serie di bugie sul Venezuela e su Potere al Popolo che meritano una risposta. Sul Venezuela e le solite fake news , come va di moda chiamarle oggi , vorrei dire alcune cose in particolare. Stefanini costruisce il suo articolo sull'idea che il Venezuela sia un paese in mano a una feroce dittatura, invischiato in una terribile crisi umanitaria provocata nel migliore dei casi dall’incapacità del suo governo, e nel peggiore dalla volontà scientifica di affamare la popolazione; un paese dove la popolazione stremata affolla le strade e le piazze per chiedere il rovesciamento del chavismo, ciò che sarebbe ancora rimandato solamente dalla più brutale repressione del dissenso. Un paese, insomma, che non aspetterebbe altro che essere “liberato” da un intervento militare esterno che riporti la “democrazia”, la libertà, la prosperità.

Come si spiega, verrebbe da chiedere, che dal 1998 a oggi sono state ben 24 le consultazioni popolari svolte (in 22 nelle quali ha prevalso il chavismo) e la cui regolarità è stata puntualmente verificata da osservatori internazionali? Come si spiega l’enorme partecipazione popolare – otto milioni e mezzo di votanti – nonostante il contesto di violenze e terrorismo fomentato dalle opposizioni, alle elezioni per l’Assemblea Costituente del luglio scorso, che ha visto la netta affermazione di Maduro?

 

E in Italia su Potere al Popolo quali relazioni con quanto scritto e quali osservazioni?

 

In queste ultime settimane ho letto di tutto contro la lista Potere al Popolo e contro la Rivoluzione Bolivariana . E non solo sui giornali berlusconiani, ma anche sul Fatto Quotidiano, giornale strano soprattutto quando si toccano temi esteri, e sul Manifesto, su cui mi sono espresso già tanto in passato. Non è quindi da stupirci se il Foglio attacchi Potere al Popolo e il governo bolivariano rivoluzionario , soprattutto in relazione alla resistenza del popolo venezuelano contro l'aggressione fascista, imperialista e neo-coloniale in corso.

Ma vorrei fare chiarezza su un punto. Oggi l'unica lista veramente alternativa in queste consultazioni elettorali in Italia e’ Potere al Popolo, una coalizione che rappresenta la voce degli ultimi, degli umili, dei disoccupati, dei migranti, di coloro che non hanno casa, che non trovano nelle regole di questa democrazia , forme di protezione senza un adeguato stato sociale ; ed è proprio e solo Potere al Popolo a occuparsi di questi temi cruciali per la vita di ognuno di noi . Siamo oppressi e controllati da un terrorismo massmediatico e psicologico sempre più invasivo che cerca di annullare diritti e dignità e capovolgere la realtà.

Potere al Popolo è una sorte di confederazione per la democrazia partecipativa , un fronte unitario di lotte, un fronte popolare che vede al suo interno forze che hanno anche diversità politiche e culturali . Molte organizzazioni ora in Potere al Popolo da anni si battono per difendere la democrazia di base sostanziale nel nostro paese. Ma per democrazia noi intendiamo quella popolare e partecipata, non quella rappresentativa. E questo ,secondo me è già vivere rivoluzionario.

Pensare che la rivoluzione sia solo atto violento è una follia. Chavez ha trasformato radicalmente tutta l'America Latina vincendo le elezioni , e ancora oggi il chavismo è un modello per tutti gli ultimi della terra. Evo Morales in Bolivia, Rafael Correa in Ecuador hanno vinto regolari elezioni e poi cambiato profondamente , radicalmente la Bolivia e Ecuador. Cuba va alle elezioni a marzo come ci va regolarmente dal 1959 con la democrazia diretta socialista . La questione che fanno finta di non capire in molti , è che da una parte il movimento dei lavoratori, le forze popolari, i comunisti e i paesi rivoluzionari e progressisti nell'ALBA si danno forme di democrazia popolare partecipativa; dall'altro lato, in questo mondo a capitalismo maturo si pensa che l'unica democrazia sia quella rappresentativa. Ma rappresentativa per chi e di chi?

 

Qual è la situazione attuale in Venezuela , Professore?

 

Sul Venezuela bisogna fare chiarezza nel mare di bugie in cui siamo inondati quotidianamente. E' in corso un grande processo rivoluzionario che ha cambiato le sorti dell'America Latina, ridato forza e dignità a milioni di persone che semplicemente nei regimi neo-liberisti del passato non esistevano e ha dato grande forza e speranza a chi come noi in occidente si rifà alla cultura di resistenza del movimento operaio e della democrazia di base. Oggi in Italia ci sono 10 milioni di persone che vivono tra la povertà relativa e quella assoluta. Non hanno dignità, sono scarti del sistema. Proprio per questo anche qui in Europa o nei paesi capitalisti a processo maturo la questione della trasformazione in Venezuela è di vitale importanza.

 

Ma la situazione è oggettivamente difficile nel paese venezuelano bolivariano...

 

Indubbiamente. La situazione è inutile nasconderlo è molto seria. Il rischio che la guerra economica, psicologica, massmediatica, portata avanti con le violenze terroriste dell’opposizione, usando un termine in tal caso improprio , all’interno del Venezuela deflagri in aperta guerra militare è un opzione sul campo. E' necessario quindi che non solo tutti coloro che si battono per il superamento del capitalismo e l’apertura di spazi di socialismo, ma anche ogni sincero democratico e progressista e chiunque ritenga un valore l’autodeterminazione dei popoli, mostri la propria tangibile solidarietà con il Venezuela rivoluzionario chavista. Si preparano probabilmente nuove violenze in prossimità delle elezioni presidenziali in programma per il prossimo 22 aprile.
Ed è qui il mio appello a questo signore "intelligente critico" del Foglio , si informi in maniera chiara ed inizi a guardare alle sanzioni, al blocco che oggi colpisce il Venezuela come ha colpito per decenni Cuba, al terrorismo dell'estrema destra appoggiato da Cia, narcos, ai 130 morti voluti da chi di difende gli interessi delle multinazionali, all’ agire quotidiano del terrorismo militare e alla guerra economica: si fa incetta dei beni di prima necessità, creando una situazione di enorme difficoltà nella vita quotidiana e un'inflazione tremenda per colpire i salari effettivi e poi far così colpa al governo Maduro . Studi , legga , apprenda , questo egregio giornalista , e poi informi . E’ chiaro che la situazione oggi sia difficile ma il popolo venezuelano resiste e resisterà. Atilio Boron ha definito la lotta del Venezuela come la Stalingrado dell'America Latina. Io credo sia la Stalingrado di tutti i popoli che ambiscono all'autodeterminazione, alla sovranità e alla giustizia sociale. E riguarda anche il “primo mondo”.

 

Quale il ruolo di Stati Uniti e Unione Europea?

 

Gli Stati Uniti sostengono le oligarchie e le multinazionali del petrolio con il terrorismo psicologico e massmediatico per condizionare e deviare quei settori della popolazione che hanno sempre sostenuto il chavismo nel paese. Prende sempre più piede la costruzione ad arte di uno scenario sul modello Libia e Siria .Ma il Venezuela ha resisistito con Chávez, quando nel 2002 hanno tentato di rovesciarlo ed è stato il popolo a salvarlo; ha resistito con Maduro nel 2015 alle prime guarimbas; ha resistito con Maduro nel 2017 con le seconde guarimbas, con il popolo che in massa è andato a votare per l'Assemblea costituente. E resisterà anche alla guerra economica dell’imperialismo di Trump e quello della UE di Tajani e Mogherini. Il popolo del Venezuela non rinuncerà mai alla democrazia popolare e ai diritti sociali conquistati. Sa bene il popolo e si ricorda bene di cosa succede nel paese quando a governare sono i lacché dell’imperialismo come oggi in Colombia o Messico.

 

Maduro oggi viene descritto come un “dittatore sanguinario” nonostante abbia vinto elezioni su elezioni. E viene descritto così da chi al contrario chiude gli occhi a comando su quello che avviene in Guatemala, Honduras, Brasile, Paraguay, Messico, Colombia. Come descrive il ruolo e il comportamento oggi del Presidente venezuelano?

 

Maduro sta dimostrando grande responsabilità democratica e senso dello Stato. Vi prego di ascoltare l'intervista di ieri in cui il Presidente fa nuovamente appello a pace, dialogo e elezioni. L'opposizione , per così dire , che e’ dell'estrema destra e che detiene maggioranza nel Parlamento ha chiesto insistentemente nuove elezioni presidenziali "il prima possibile" e come premessa per il dialogo. Il Presidente ha indetto le elezioni per il 22 aprile e quando c''era già il pre-accordo firmato nella Repubblica domenicana tutto è saltato perché l'estrema destra venezuelana il giorno della firma ha ricevuto una telefonata dalla Colombia dove era in visita Tillerson - oggi Segretario di Stato USA ieri oligarca delle multinazionali del petrolio. Sotto pressione degli Stati Uniti si è interrotto tutto con lo sdegno anche dell'ex presidente spagnolo Zapatero, uno dei cosiddetti accompagnatori nel processo di dialogo e pace nella Repubblica domenicana. E' una vera e propria provocazione. Il tutto serve per dire che il 22 aprile non ci saranno elezioni libere. Ma dittatoriali sono le elezioni quando l'opposizione non può partecipare, non quando non vuole partecipare per fare aumentare la pressione dall'esterno lavorando insieme a Unione Europea e Stati Uniti alla destabilizzazione .Chi è l'antidemocratico? Continuano veri e propri attacchi, finti incidenti alla frontiera con la Colombia o del Perù , per poi dire che lo sconfinamento possa essere il pretesto dell'invasione del Venezuela come successo in Siria o in Iraq. Imperialismo non è solo quello degli USA, è imperialismo anche l’insistente ingerenza arrogante , antidemocratica dell'UE .

 

Può spiegarci meglio?

 

L'Imperialismo non è solo guerra militare, ma è anche l'imposizione di regole economiche, attraverso oligopoli, monopoli che obbligano intere popolazioni a sottostare ad orientamenti neo-coloniali violentando la loro sovranità e autodeterminazione.

L'Unione Europea è l'emblema di tutto questo e non è un caso che sia oggi in prima fila con le sanzioni contro la democrazia e l'autodeterminazione del Venezuela. I partiti del Parlamento europeo sono oggi per la maggior parte in particolare espressione del centro sinistra. Dobbiamo essere chiari su questo punto: è Renzi, è Gentiloni, è il cosiddetto partito "democratico" che incita a violare le regole delle Nazioni Unite contro la Rivoluzione Bolivariana dando sponda alle ipotesi fascistoidi per il futuro del Venezuela, dell'America Latina e non solo , pensando a far propaganda di regime per dar forza ai giochi dei potenti ; il partito sedicente “democratico “ sostiene, per fare un altro esempio, in Ucraina le forze fasciste dei mercenari paramilitari e di un governo dittatoriale .

Per tutte queste ragioni credo che l'unica soluzione reale e credibile sia oggi creare e sostenere nel tempo un fronte popolare come Potere al Popolo. Non sono un portavoce di questa lista e non mi permetto di parlare a suo nome, ma posso dire che le aree politico , culturali , sindacali con cui io lavoro - ad esempio il Cestes centro studi Usb, Nuestra America, organizzazioni politiche come la Rete dei Comunisti , o editoriali come Contropiano - ma anche moltissimi altri compagni che sono dentro Potere al Popolo , sostengono e rivendicano con forza l'appoggio alla democrazia popolare, alla resistenza eroica dei governi rivoluzionari e del popolo di Cuba e del Venezuela. E' inutile che si stupisca il signore del Foglio. E' vero e lo rivendichiamo con forza. Per noi è un punto di riferimento forte il Venezuela di Chavez e Maduro, così come Cuba socialista , così come il socialismo comunitario della Bolivia, le conquiste dell' ALBA rivoluzionaria . Lavoriamo e lavoreremo affinché i vari golpe voluti dall’imperialismo USA e UE contro l’autodeterminazione dei popoli dell'America latina non possano avere successo e lavoriamo e lavoreremo perché la democrazia reale in Brasile possa tornare e Lula si possa candidare. Lavoriamo e lavoreremo perché i governi della Colombia, Perù, Cile smettano di sostenere gli USA ma aiutino i loro popoli a compiere conquiste verso la piena autodeterminazione.

 

E sul piano interno?

 

Sul piano interno lavoriamo affinché in Europa si ritorni all’ universalismo dei diritti del Welfare, ai diritti sociali, all'accoglienza. Chi delinque deve essere perseguitato qualunque sia la nazionalità, ma chi oggi pone il problema sull'immigrazione in maniera razzista ed escludente fa il gioco del sistema imperialista e neocolonialista . Chi oggi fa speculazione in chiave razzista in campagna elettorale “sull'incubo dell'immigrato” è chi vuole creare ad arte una immensa guerra tra poveri in modo scientifico per distogliere l'attenzione da chi oggi è il vero nemico da combattere. Dobbiamo ritrovare il nemico vero quello che ci sta portando via diritti, benessere e dignità. E il nemico principale oggi è l'Unione Europea e il suo imperialismo, la Nato e il suo guerreggiare imperialista . Non sono portavoce di Potere al Popolo, ma ribadisco per conto delle aree con cui agisco politicamente e culturalmente : magari in occidente per dare uno schiaffo definitivo al Pd e a forze di uguale natura e con stesse politiche , si formassero esperienze di democrazia reale, di base , popolari e effettive come quelle sperimentate in questi anni nell’ALBA dell’ America Latina.

 

Arriverà in Parlamento Potere al Popolo?

 

Il signore del Foglio ci dà all'1%, noi abbiamo sondaggi che ci danno al 2,8%. Io sono convinto che supereremo il 3% della soglia di rappresentanza, ma qualunque sarà l'esito, sono convinto che Potere al Popolo dal 5 marzo lavorerà per la legge elettorale auspicata dal popolo italiano: un proporzionale puro. Lavorerà per il reddito sociale minimo, per la dignità abitativa, lavoro a pieno salario e pieni diritti per tutti, per la piena cittadinanza con pieni diritti per i migranti , per uno stato sociale forte e Re distributivo di reddito e ricchezza con un universalismo di diritti. Questo è il programma di lotte per Potere al Popolo e proprio per questo moltissime componenti al suo interno non possono che stare dalla parte delle rivoluzioni del Venezuela e di Cuba. Sono tornato in queste ore da un lungo viaggio a Cuba e ho avuto incontri con governo, partito, accademici degni di questo nome , economisti critici anche di Venezuela, Bolivia , Europa e Stati Uniti. Concordiamo tutti su un punto: la finta democrazia occidentale serve solo a restringere gli spazi di diritto. E anche per questo in conclusione faccio appello ai tanti tantissimi elettori e portavoce in buonafede del Movimento Cinque Stelle: non cercate consensi in quell'alta borghesia che ha distrutto il paese e che ha già dato tutto il suo sostegno al Pd e Forza Italia. Non lasciatevi intimorire dalle idiozie di chi vuole nascondere lo stato della corruzione e del malaffare in questo paese con la ridicola storia delle restituzioni volontarie. Non lasciatevi intimorire e non guardate ai moderati e settori conservatori del paese ma alle forze del vero cambiamento , a quelle realmente democratiche popolari e progressiste.

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  da http://www.lantidiplomatico.it/

 

Intervista all'AntiDiplomatico: "Quello che sta accadendo oggi in Venezuela è una guerra, alimentata da attacchi infami dei grandi potentati della stampa internazionale, che agiscono su ordini precisi di Usa e Unione Europea"

 

«Oggi 1 di maggio annuncio che in base alle mie facoltà presidenziali come Capo dello Stato d’accordo con l’articolo 347 convoco il Potere Costituente Originario affinché la classe operaia e il popolo convochino l’Assemblea Nazionale Costituente», queste le parole di Maduro pronunciate in Avenida Bolivar in occasione delle celebrazioni per la festa dei lavoratori. Nelle prossime ore verrà consegnata al Potere Elettorale la proposta per l’elezione di 500 costituenti.
L’opposizione, responsabile dei tentativi di golpe del 2002, del 2014 e quella attuale è in pieno fermento. Non solo la violenza nelle strade. Si grida al “golpe” con il megafono di tutta la stampa internazionale. Addirittura il presidente del Parlamento Borges ha dichiarato che questo è il momento di “colpire il paese”. Queste dichiarazioni gravissime contro il proprio paese seguono quelle dell’ex presidente Allup, altro leader dell’opposizione, che aveva minacciato due settimane fa “altri morti” nelle manifestazioni. Nelle violenze generate dalle frange più estreme dell’opposizione, nell’ultimo mese sono morte 30 persone, che si vanno a sommare alle 43 uccise nelle cosiddette “Guarimbas”, il tentativo di golpe del 2014.
Abbiamo chiesto al Professor Luciano Vasapollo, delegato del rettore della Sapienza per l’America Latina e Direttore del Centro Studi Cestes (Usb), di aiutarci a comprendere meglio il momento che attraversa il Venezuela con un’intervista telefonica che vi proponiamo.

 

Cosa cambia dopo l’annuncio di Nicolas Maduro di ieri di una nuova Assemblea costituente ed è la mossa giusta per uscire dall’impasse?
Quello che dirò non rappresenta la Sapienza, ma la mia opinione personale. La situazione in Venezuela era divenuta insostenibile. L’attacco di Trump, delle multinazionali del petrolio perfettamente rappresentate oggi da Tillerson nel Dipartimento di Stato Usa, e dell’”internazionale nera” non può che essere definita con un termine: guerra. L’invasione militare non se la possono permettere in questa fase, ma quello che sta accadendo oggi in Venezuela è una guerra, alimentata da attacchi infami dei grandi potentati della stampa internazionale, che agiscono su ordini precisi di Usa e Unione Europea. Non lo dico solo io, del resto, ma è quello che ha espresso nella sua analisi lucida della situazione venezuelana il premio Nobel della pace Esquivel. Una guerra alimentata dai media che ogni giorno ci bombardano di bufale sulla crisi umanitaria nel paese e sulla “repressione del regime” contro i ”manifestanti pacifici”. In Venezuela non c’è nessuna crisi umanitaria e se gli stessi atti di violenza e terrorismo fossero accaduti a Parigi, Roma, Bruxelles e per non citare una città degli Stati Uniti avremmo avuto una repressione migliaia di volte superiore a quella pacata e lungimirante dell’esercito e della polizia bolivariana.
 
Cosa cambia ora con l’annuncio di Nicolas Maduro?
Per comprendere il passaggio annunciato dal Presidente è necessario fare una premessa. Meglio di me, l’ha fatta sempre in questi giorni l’ex presidente dell’Uruguay in un’intervista che so avete tradotto come AntiDiplomatico. Quello che mi spaventa di più del Venezuela è l'opposizione, o una gran parte di essa. Credo che ci sia un clima di radicalizzazione che si è trasformata in irrazionale e che nel lungo periodo finisca per favorire la destra. Questo è molto pericoloso dato che c'è Trump negli Stati Uniti. Siamo ormai abituati alla retorica della difesa della democrazia, dei diritti umani, contro le armi di distruzione di massa. E dopo arriva sempre il terribile intervento armato degli Stati Uniti. Il peggio che possiamo fare come latinoamericani è fare da sponda all'interventismo. La radicalizzazione e quello che sta facendo Almagro nell'OSA è un pericolo, non solo per il Venezuela, ma per tutto il continente"
Ecco in questa situazione in cui la destra non solo si pone come sponda dell’interventismo, paralizzando il paese e lavorare solo perché il Venezuela sprofondi in una crisi per giustificare l’intervento umanitario bisognava agire e il presidente Maduro ha scelto la via più democratica e sensata possibile: ritornare al popolo.

 

Convocare il popolo per una nuova assemblea costituente che nel rispetto dei capisaldi e dei poteri della Costituzione del 1999 di un gigante della storia come Hugo Chavez sappia dare una soluzione all’impasse politico e sociale del paese.
Una lezione di democrazia popolare annunciata il giorno della festa dei lavoratori di fronte a milioni di persone. Una lezione, come la celebrazione del primo maggio a Cuba.

 

Perché il presidente del Venezuela è arrivato a questa scelta?
Per rispondere voglio prendere a riferimento le parole di Papa Francesco che di ritorno dalla visita di Cuba ha chiaramente fatto capire come l’impasse del dialogo sia dovuta ad un’opposizione divisa. Sono mesi che il governo Maduro chiama l’opposizione al dialogo, mediato da Unasur e Vaticano con quattro ex presidenti ibero-americani. Non solo non hanno risposto, se non una minima parte moderata. Non solo hanno paralizzato il Parlamento, non accettando le decisioni della Corte suprema sull’ineleggibilità per frode accertata di tre parlamentari e non ratificando riforme economiche con l’obiettivo dichiarato di far sprofondare il paese nel caos. Non solo dopo il colpo di stato del 2002 e il tentativo di golpe del 2014 hanno scelto la via della violenza e del terrorismo. Non solo tutto questo. Ma ora, come ha espressamente dichiarato Capriles, non hanno rispetto neanche delle dichiarazioni di Papa Francesco. Con un’opposizione del genere e in un clima di guerra indotta dall’esterno, che fare? Richiamare il popolo in una nuova assemblea costituente. Nell’Assemblea non saranno rappresentati il Psuv o gli altri partiti, ma sindacati, associazioni di imprese, i pensionati, l’esercito e tutte le altre componenti della società. All’interno ci sono diverse idee e riferimenti culturali. Ma saranno loro, il popolo, a scegliere la via per uscire da quest’impasse.
 

 

Degli Stati Uniti abbiamo detto. Come giudica il comportamento dell’Europa in questa guerra contro il Venezuela?
Proprio 4 giorni fa ero a Bruxelles per solidarizzare contro il bloqueo a Cuba e denunciare il vergognoso attacco che sta subendo il Venezuela. Bene, mentre su Cuba ho trovato solidarietà anche dalla cosidetta “sinistra moderata”, sul Venezuela quella anche “radicale” ha un atteggiamento influenzato dalle idiozie che scrivono i giornali. La settimana scorsa il Parlamento europeo ha approvato una vergognosa risoluzione d’ingerenza contro il governo di Caracas. L’Europa si è macchiata dell’ennesima vergogna con 450 voti a favore e soli 35 contro. Nei 450 c’erano il Pd europeo nelle sue varie sfaccettature, figli degli interessi dell’oligarchie. Il dato poi è di 100 astenuti. 100 Ponzio Pilato, molti della “sinistra radicale”, che fanno ancora più male in una fase come questa.
 
Cosa si aspetta dalla riunione della Celac convocata d’emergenza dal Venezuela e che si riunirà oggi a El Salvador?
Celac è oggi il livello più alto di rappresentanza possibile dell’America Latina. Sia perché all’interno, al contrario dell’Osa, non ci sono Stati Uniti e Canada a dettare la linea, sia per la presenza di Cuba. L’OSA di Almagro è divenuto lo strumento di ingerenza principale contro il Venezuela. Dopo il “golpe interno” contro la presidenza della Bolivia per imporre arbitrariamente una risoluzione contro il governo Maduro e dopo che Almagro si è trasformato nel prossimo candidato della destra veenezuelana nelle prossime elezioni, bene ha fatto la ministra degli esteri Delcy ad annunciare il ritiro e convocare la Celac, l’unico organismo rappresentativo del continente. 

 

da http://www.lantidiplomatico.it

 

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-luciano_vasapollo_sul_venezuela_con_una_destra_che_non_ha_rispetto_nemmeno_del_papa_dal_presidente_maduro_una_lezione_di_democrazia_popolare/5496_19942/

 

L'Ambasciatore del Venezuela Julian Isaias Rodriguez: “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta sul nostro paese”

Sala affollata, oltre 100 persone alla Sapienza, in un’importantissima giornata di corretta informazione  e divulgazione scientifica in un luogo, l’Università, adibito a questo, anche se troppo spesso lo dimentica.  


Durante il seminario internazionale nell'ambito del corso di Storia dell'America Latina e in occasione della presentazione del libro "Tempesta perfetta", in cui hanno preso la parola anche Militant e il Collettivo Noi Restiamo,  il prof. Luciano Vasapollo ha ricordato lunedì pomeriggio come la "guerra inter-imperialista" che sta attaccando in modo "vergognoso la Siria" su "notizie false".
 
A proposito di guerra di propaganda, il caso del Venezuela assume oggi un ruolo preponderante. "Non si tratta solo di guerra mass-mediatica, ma anche economica, psicologica e militare", ha proseguito il Professore. "Si attacca il Venezuela perché significa petrolio. Si attacca il Venezuela che, con  l'Alba, significa pace mondiale attraverso l'autodeterminazione dei popoli. Autodeterminazione che è e non può essere contemporaneamente economica, culturale e politica."
 
Per Vasapollo questo "è il momento più delicato. La Repubblica bolivariana è sempre stata attaccata dall'inizio della vittoria di Chavez. Ricordo subito dopo le elezioni di Maduro come le destre fasciste e oligarchiche non le abbiano accettate e in pochi mesi ci sono stati 43 morti sulla coscienza di mercenari e oligarchie internazionali. Alcuni giorni fa è morto un ragazzo di 19 anni e i responsabili sono sempre gli stessi."

E' un attacco totale. "In Ecuador ancora non riconoscono la sconfitta, il colpo di stato morbido contro Dilma in Brasile, il blocco contro Cuba..." - e l'Italia, a livello mediatico e politico conclude Vasapollo, gioca il ruolo di chi vuole destabilizzare e distruggere non dialogare.
 
Al seminario ha preso la parola anche l'Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela, Julian Isaias Rodriguez, che, in relazione agli ultimi avvenimenti internazionali, ha ricordato come le"Organizzazioni internazionali, su tutte le Nazioni Unite, non prendono posizione e quindi non esistono."
 
Per il caso del Venezuela, l'organizzazione che più attacca la sovranità del paese è l'OSA.  "L'Osa ha condotto un'azione illegittima che cerca di interferire negli affari interni del Venezuela", ha affermato l'ambasciatore ricordando come l'organizzazione sia stata creata nel 1948 divenendo presto strumento di ingerenza degli Stati Uniti varie volte nella storia dell'America Latina: "il colpo di stato in Guatemala 1954, l’espulsione di Cuba 1962, il colpo di stato contro la Repubblica Domenicana del 1963, il colpo di stato in Brasile nel 1964, il colpo di stato del Cile nel 1973, Granada 1983, la destabilizzazione del Nicaragua nel 1985, di Panama nel 1989, i colpi di stato in Venezuela, Haiti, Honduras, Paraguay, 2002, 2005, 2009 e 2012". E oggi di nuovo contro il Venezuela:  "Questa organizzazione regionale agisce contro le nostre sovranità, contro le nostre tendenze politiche nonostante l'art. 19 stabilisca che nessun stato o gruppo di stati ha il diritto di intervenire in modo diretto e indiretto negli affari interni ed esterni di un altro stato".
 
Nel caso del Venezuela, ha precisato l&#

39;Ambasciatore, si tratta di una strategia che mira ad " un intervento sulla base dell'applicazione della Carta democratica sulla presunzione che si tratti di uno Stato fallito, immerso in una grave crisi umanitaria. A gran voce Usa e Canada invocano la Carta democratica Osa contro di noi. Ma in nessuna pagina web o documento compare che loro stessi l'abbiano firmata, e quindi non possono invocarla", ha proseguito.
 
Un riferimento dell’Ambasciatore anche al Segretario Generale dell'organizzazione, Almagro, che più di tutti cerca di mobilitare il Consiglio permanente contro il Venezuela, “anche se l'art.17 della Carta stabilisce che l'Osa possa agire nel caso in cui il governo dello Stato membro ritenga che il processo democratico sia in pericolo. Cosa che non è accaduta, non accade e non accadrà mai in Venezuela”.
  
"La situazione in questo momento per gli alleati degli Stati Uniti è disperata perché non hanno un popolo che li sostiene. Per questo hanno scelto la violenza nelle città più importanti, distruggendo mezzi di comunicazione, edifici dell'amministrazione, della giustizia e servizi sociali.". E poi una notizia che chiaramente Repubblica e gli altri giornali non hanno riportato nelle ore scorse:  "4 manifestanti violenti sono stati arrestati e hanno confessato agli investigatori di essere stati pagati da Voluntad Popular per agire in violazione della distruzione dei servizi pubblici del paese. Hanno segnalato che il contratto stipulato sia di 300 dollari per ogni giorno di vandalismo." Ma, prosegue, “in Venezuela non ci sono dollari. E’ la testimonianza più palese dell’aggressione nord-americana contro il nostro paese”.
 
E la conclusione sulla Costituzione del Venezuela. "Dei cinque poteri pubblici, l'opposizione ne controlla una, il Parlamento in una repubblica presidenziale. E con questa ha cercato di portare avanti una politica di caos e destabilizzazione." Ma, prosegue l'Ambasciatore, "il Venezuela non è né il Brasile e il Paraguay. Si ha una coscienza politica molto alta che ci può permettere di resistere come Cuba in questi anni. Il Venezuela ha l'autorità nel sistema inter-americano, nel resto dell'America Latina e nei consessi internazionali. Per questo non sono riusciti ad ottenere l'applicazione della Carta democratica non avendo raggiunto il quorum necessario, anche se sostenevano di avere la maggioranza già nel 2016. I paesi che attentano alla sovranità del Venezuela si sono resi del ruolo triste svolto e alcuni stanno ritirando l’appoggio. Oggi è la notizia del Guatemala e in tale direzione vanno anche altri stati che fanno parte di PetroCaribe. "

Questo, prosegue l’Ambasciatore, contribuisce ad aggravare la disperazione interna da parte dell'opposizione. Questo è il motivo delle manifestazioni alimentate dai media che portano avanti la guerra mediatica in tutto il mondo. “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta”. Ieri alla Sapienza è stato un raro esempio.
 
A questo si è aggiunta la disperazione dopo la vittoria della Revolucion ciudadana che "ha messo fine a questa storia che le rivoluzioni progressiste erano finite in America Latina. Sono più vive che mai. La sovranità popolare ha una coscienza elevatissima in America Latina, anche in quei paesi, come Paraguay e Brasile, dove sono stati compiuti colpi di stato."  L'America Latina sta facendo la sua parte. E l'Europa? 

La Redazione

 

L'Ambasciatore del Venezuela Julian Isaias Rodriguez: “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta sul nostro paese”

Sala affollata, oltre 100 persone alla Sapienza, in un’importantissima giornata di corretta informazione  e divulgazione scientifica in un luogo, l’Università, adibito a questo, anche se troppo spesso lo dimentica.  


Durante il seminario internazionale nell'ambito del corso di Storia dell'America Latina e in occasione della presentazione del libro "Tempesta perfetta", in cui hanno preso la parola anche Militant e il Collettivo Noi Restiamo,  il prof. Luciano Vasapollo ha ricordato lunedì pomeriggio come la "guerra inter-imperialista" che sta attaccando in modo "vergognoso la Siria" su "notizie false".
 
A proposito di guerra di propaganda, il caso del Venezuela assume oggi un ruolo preponderante. "Non si tratta solo di guerra mass-mediatica, ma anche economica, psicologica e militare", ha proseguito il Professore. "Si attacca il Venezuela perché significa petrolio. Si attacca il Venezuela che, con  l'Alba, significa pace mondiale attraverso l'autodeterminazione dei popoli. Autodeterminazione che è e non può essere contemporaneamente economica, culturale e politica."
 
Per Vasapollo questo "è il momento più delicato. La Repubblica bolivariana è sempre stata attaccata dall'inizio della vittoria di Chavez. Ricordo subito dopo le elezioni di Maduro come le destre fasciste e oligarchiche non le abbiano accettate e in pochi mesi ci sono stati 43 morti sulla coscienza di mercenari e oligarchie internazionali. Alcuni giorni fa è morto un ragazzo di 19 anni e i responsabili sono sempre gli stessi."

E' un attacco totale. "In Ecuador ancora non riconoscono la sconfitta, il colpo di stato morbido contro Dilma in Brasile, il blocco contro Cuba..." - e l'Italia, a livello mediatico e politico conclude Vasapollo, gioca il ruolo di chi vuole destabilizzare e distruggere non dialogare.
 
Al seminario ha preso la parola anche l'Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela, Julian Isaias Rodriguez, che, in relazione agli ultimi avvenimenti internazionali, ha ricordato come le"Organizzazioni internazionali, su tutte le Nazioni Unite, non prendono posizione e quindi non esistono."
 
Per il caso del Venezuela, l'organizzazione che più attacca la sovranità del paese è l'OSA.  "L'Osa ha condotto un'azione illegittima che cerca di interferire negli affari interni del Venezuela", ha affermato l'ambasciatore ricordando come l'organizzazione sia stata creata nel 1948 divenendo presto strumento di ingerenza degli Stati Uniti varie volte nella storia dell'America Latina: "il colpo di stato in Guatemala 1954, l’espulsione di Cuba 1962, il colpo di stato contro la Repubblica Domenicana del 1963, il colpo di stato in Brasile nel 1964, il colpo di stato del Cile nel 1973, Granada 1983, la destabilizzazione del Nicaragua nel 1985, di Panama nel 1989, i colpi di stato in Venezuela, Haiti, Honduras, Paraguay, 2002, 2005, 2009 e 2012". E oggi di nuovo contro il Venezuela:  "Questa organizzazione regionale agisce contro le nostre sovranità, contro le nostre tendenze politiche nonostante l'art. 19 stabilisca che nessun stato o gruppo di stati ha il diritto di intervenire in modo diretto e indiretto negli affari interni ed esterni di un altro stato".
 
Nel caso del Venezuela, ha precisato l&#

39;Ambasciatore, si tratta di una strategia che mira ad " un intervento sulla base dell'applicazione della Carta democratica sulla presunzione che si tratti di uno Stato fallito, immerso in una grave crisi umanitaria. A gran voce Usa e Canada invocano la Carta democratica Osa contro di noi. Ma in nessuna pagina web o documento compare che loro stessi l'abbiano firmata, e quindi non possono invocarla", ha proseguito.
 
Un riferimento dell’Ambasciatore anche al Segretario Generale dell'organizzazione, Almagro, che più di tutti cerca di mobilitare il Consiglio permanente contro il Venezuela, “anche se l'art.17 della Carta stabilisce che l'Osa possa agire nel caso in cui il governo dello Stato membro ritenga che il processo democratico sia in pericolo. Cosa che non è accaduta, non accade e non accadrà mai in Venezuela”.
  
"La situazione in questo momento per gli alleati degli Stati Uniti è disperata perché non hanno un popolo che li sostiene. Per questo hanno scelto la violenza nelle città più importanti, distruggendo mezzi di comunicazione, edifici dell'amministrazione, della giustizia e servizi sociali.". E poi una notizia che chiaramente Repubblica e gli altri giornali non hanno riportato nelle ore scorse:  "4 manifestanti violenti sono stati arrestati e hanno confessato agli investigatori di essere stati pagati da Voluntad Popular per agire in violazione della distruzione dei servizi pubblici del paese. Hanno segnalato che il contratto stipulato sia di 300 dollari per ogni giorno di vandalismo." Ma, prosegue, “in Venezuela non ci sono dollari. E’ la testimonianza più palese dell’aggressione nord-americana contro il nostro paese”.
 
E la conclusione sulla Costituzione del Venezuela. "Dei cinque poteri pubblici, l'opposizione ne controlla una, il Parlamento in una repubblica presidenziale. E con questa ha cercato di portare avanti una politica di caos e destabilizzazione." Ma, prosegue l'Ambasciatore, "il Venezuela non è né il Brasile e il Paraguay. Si ha una coscienza politica molto alta che ci può permettere di resistere come Cuba in questi anni. Il Venezuela ha l'autorità nel sistema inter-americano, nel resto dell'America Latina e nei consessi internazionali. Per questo non sono riusciti ad ottenere l'applicazione della Carta democratica non avendo raggiunto il quorum necessario, anche se sostenevano di avere la maggioranza già nel 2016. I paesi che attentano alla sovranità del Venezuela si sono resi del ruolo triste svolto e alcuni stanno ritirando l’appoggio. Oggi è la notizia del Guatemala e in tale direzione vanno anche altri stati che fanno parte di PetroCaribe. "

Questo, prosegue l’Ambasciatore, contribuisce ad aggravare la disperazione interna da parte dell'opposizione. Questo è il motivo delle manifestazioni alimentate dai media che portano avanti la guerra mediatica in tutto il mondo. “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta”. Ieri alla Sapienza è stato un raro esempio.
 
A questo si è aggiunta la disperazione dopo la vittoria della Revolucion ciudadana che "ha messo fine a questa storia che le rivoluzioni progressiste erano finite in America Latina. Sono più vive che mai. La sovranità popolare ha una coscienza elevatissima in America Latina, anche in quei paesi, come Paraguay e Brasile, dove sono stati compiuti colpi di stato."  L'America Latina sta facendo la sua parte. E l'Europa? 

La Redazione

 

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