Da Sud a Sud

Le elezioni USA, frutto marcio della crisi sistemica che avanza

di Rete dei Comunisti

Le elezioni USA, frutto marcio della crisi sistemica che avanza

Sabato nel tardo pomeriggio le elezioni presidenziali statunitensi hanno avuto “formalmente” un vincitore che ha superato la soglia dei 270 “grandi elettori”, necessaria per aggiudicarsi la carica. I...

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Trump tuona contro la Cina. L’Argentina guarda a Pechino

Rino Condemi-Contropiano

Trump tuona contro la Cina. L’Argentina guarda a Pechino

Insomma, pare proprio che mentre Trump continua ad alimentare la nuova guerra fredda contro la Cina, parte di quello che una volta era “il cortile di casa” degli Usa sembra andare in una direzione opp...

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La malattia di Trump e gli Usa sull’orlo di una crisi di nervi

Redazione Contropiano - Fulvio Scaglione

La malattia di Trump e gli Usa sull’orlo di una crisi di nervi

Abbiamo atteso per scrivere del contagio di Trump, perché sul tema il bombardamento mediatico mainstream era davvero eccessivo e non ci sembrava utile unirci al coro. Anche adesso, sarebbe facile – di...

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di Leonidas Vatikiotis – Atene

La decisione del parlamento cipriota di rifiutare il riscatto imposto dall’Eurogruppo è una grande vittoria per gli europei che stanno lottando contro il quarto Reich tedesco e il suo programma neoliberale. La piccola isola ha dato una lezione di lotta contro le parole d’ordine tedesche. La soluzione dell’Eurogruppo presupponeva un castigo collettivo contro i ciprioti che non hanno avuto responsabilità nei rischiosi investimenti delle loro banche. Al contrario, la responsabilità del fallimento delle banche cipriote è della UE e del Fondo Monetario Internazionale che hanno disegnato il piano di ristrutturazione del debito greco a marzo del 2012. I leaders europei sapevano che le vittime di questo piano non sarebbero state solo le banche greche, il sistema pensionistico o le imprese pubbliche di fornitura, in quanto colpiva molto le banche cipriote per la loro alta esposizione al debito ellenico. La banca di Cipro era in una situazione molto instabile e l’effetto domino era prevedibile.


di Commisione Internazionale

della
Rete dei Comunisti

I LAVORATORI DI CIPRO DEVONO SCEGLIERE LA ROTTURA DELLA UE, PARTECIPANDO ATTIVAMENTE  ALLE LOTTE PER IL PROGETTO DI CLASSE DI COSTRUZIONE DELL’ALBA MEDITERRANEA
Le  impressionanti e guerrafondaie , in senso non solo socio-economico,pressioni della Troika (FMI, UE e BCE) sul governo di Cipro cominciano a farsi sentire pesantemente su tutti i lavoratori, tanto più che al momento Limassol non ha ricevuto l’appoggio richiesto alle massime autorità governative e economiche russe, che  pur masticando amaro sembrano  voler  evitare lo scontro con  l’UE per difendere  i depositi russi presso le banche cipriote.  Ma non sono i depositi russi l’origine della crisi, la messa in mora del sistema bancario cipriota, piuttosto  discende dai piani di ristrutturazione del debito greco disegnati  dall’UE e dal FMI che sono costati alle banche di Cipro una riduzione del valore dei titoli pari 6 miliardi di euro a fronte di un PIL di 17miliardi.

Continua il percorso di lotta culturale dell’Associazione “Il Brigante” che, in collaborazione con l’Associazione Rivista “Nuestra America”, ha presentato il pomeriggio del 27 gennaio un incontro–dibattito sull’attualità dell’azione e del pensiero antimperialista martiano, in ricorrenza del 160° anno della nascita del poeta rivoluzionario cubano Josè Marti, e le relazioni tutt’oggi vive e realizzabili con la proposta politica contenuta nel volume “IL RISVEGLIO DEI MAIALI” di Vasapollo con Martufi e Arriola.
All’iniziativa hanno preso parte intellettuali militanti ,movimenti sociali, artisti militanti,collettivi politici studenteschi, organizzazioni sindacali conflittuali, associazionidi solidarietà e di lotta nel territorio e cittadini impegnati politicamente e culturalmente in tante strutture di base.
Ha aperto la discussione Salvatore Albanese, illustrando il progetto politico dell’Associazione Il Brigante e il suo ruolo nella società come punto di riferimento culturale e di protesta e di proposta dal basso nella nostra regione.

Cogliamo con crescente preoccupazione avvertimenti e dichiarazioni che vengono da oltre Oceano, da Cuba precisamente, che ci fanno temere una nuova crisi in Medio Oriente, quella israelo-iraniana al cui confronto, per le conseguenze sia materiali che politiche, quella libica fa quasi sorridere.
Martedì 13 novembre Cuba reitera il suo impegno contro il terrorismo; infatti il suo rappresentante permanente presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, Pedro Núñez Mosquera, ha ribadito nel Consiglio di Sicurezza, l’impegno dell’Isola nella lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, condannando anche il terrorismo di Stato, come una delle varianti più orrende di queste azioni, e insistendo sulla necessità che le misure per eliminare il terrorismo internazionale si debbano basare nello stretto rispetto della Carta delle Nazioni Unite e i principi del Diritto Internazionale.
Pedro Núñez Mosquera ha sostenuto la posizione del Movimento dei Paesi Non Allineati contraria alla confezione unilaterale delle liste che accusano gli Stati di un presunto appoggio al terrorismo.
Giovedì 17 novembre alcuni Parlamentari della Cina e di Cuba rilanciano un appello a sostegno della pace mondiale: il vicepresidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, Jaime Crombet, ha ricevuto Han Qide il suo omologo del Comitato Permanente dell’Assemblea Popolare Nazionale della Cina.

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