nuestra america

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Monday, 01 February 2016 11:02

LA LUMACA nella TERRA dei SUD

Venerdì 5 febbraio dalle ore 20.00 presso il  GiorgiAbitato, via Georges Sorel 6

Cena-Spettacolo in solidarietà con i Paesi dell'ALBA e i processi rivoluzionari dei Sud del Mondo

  • Presentazione del libro " La lumaca nella terra dei Sud. Conversando con Luciano Vasapollo"                                                                                                                     
  • Cena-buffet   
  • Spettacolo di danze mediorientali e musica.                  

 

                                                                                                                                         

Sottoscrizione 12 €.                                                                                                        

Organizzano Nuestra America e GiorgiAbitato                                                 

Una delegazione del Cestes si è recata nei giorni scorsi in Bolivia per incontri e seminari. Nei primi due giorni di permanenza  a Cochabamba la delegazione del CESTES, Centro Studi della USB, si sono avuti  incontri politico culturali con centri studi di formazione politica , sindacali e con l’università di  Saint Simon; si è svolta anche la presentazione dei libri SUR a SUR e Il recentissimo LUMACA NELLA TERRA DEI SUD (EL CARACOL EN LA TIERRA DEL SUR) seguita da una  intervista alla  televisione boliviana  sulla crisi sistemica  del capitale e la situazione politica economica internazionale, l'ALBA e le alternative di sistema. Il giorno seguente la delegazione è arrivata a La Paz e nel pomeriggio si è avuto l’Atto ufficiale del Governo Boliviano di Presentazione del libro Sur  Sur con una relazione del Cancelliere David Choquehuanca e del professore universitario Hugo Moldiz, in una sala del Ministero degli Esteri, gremita di ambasciatori dei paesi dell’America Latina, l’Ambasciatore italiano, alti rappresentanti di organismi dell’ONU, di dirigenti sindacali e intellettuali militanti.

La mattina del quarto giorno si è tenuta la FESTA DELLA PACHAMAMA PER I DIECI ANNI DI GOVERNO RIVOLUZIONARIO DEL COMPAGNO EVO.

Si è poi partiti alle tre di mattina con il presidente Evo per andare a Tiwanaku, il lago più in alto al mondo a 4300 metri, ad aspettare il sorgere de sole per la cerimonia di ringraziamento alla Madre Terra in occasione del decimo anniversario della vittoria della rivoluzione dei popoli boliviani e dello Stato plurinazionale di Bolivia per il socialismo del Vivir Bien. Alle 5,30 è iniziata la parte centrale della cerimonia con il Presidente, stupenda nel rispetto della madre terra e in compagnia del “grande fuoco” aspettando che dalla montagna più alta di oltre 6000 metri sorgesse il sole, donatore di energia per servire il popolo e difendere l’umanità.

Il presidente Evo ha ringraziato Pachamama Madre Terra per aver dato la forza per realizzare dieci anni di rivoluzione per le conquiste sociali dei 36 popoli della Bolivia e per rappresentare con questa rivoluzione culturale indigena del Vivir Bien un orizzonte di speranza per i poveri e gli sfruttati di tutta la terra, e per chiedere al sole che stava sorgendo ancora tanta energia per rafforzare il processo di cambiamento nella rivoluzione del socialismo comunitario.

Paesaggi incredibili da favola , contadini e popoli stupendi , emozione culturale e politica immensa che riempie di gioia e motivazioni sempre più forti per lottare contro l'imperialismo, contro ogni forma di eurocentrismo, contro la società del capitale per l internazionalismo di classe socialista.

Nei giorni seguenti si sono avute riunioni e incontri di ampio respiro e molto importanti con il Presidente Evo Morales, con il Ministro dell’Economia Arce, con il Ministro degli Esteri David Choquehuanca,con vari viceministri e con organizzazioni sociali territoriali, con docenti e strutture universitarie, con strutture sindacali contadine, operaie, del commercio, metropolitane e con la Rete in Difesa dell’Umanità, con centro di ricerca della Vicepresidenza e vari centri studi sindacali, politici sociali.

La delegazione del CESTES è stata invitata dal Presidente Evo Morales al Parlamento dove ha tenuto il discorso di oltre sei ore per presentare i risultati dei 10 anni di governo e ha rivendicato non solo il forte carattere antimperialista e anticapitalista ma anche pienamente la via assolutamente socialista del modello rivoluzionario boliviano; ha dato una dettagliata informativa sugli eccezionali risultati politici economici sociali e internazionali ed ha dettagliato il prossimo piano quinquennale per rafforzare la transizione socialista nei prossimi anni di governo.

Di grande profilo marxista anche il discorso del caro fratello il Vicepresidente Alvaro Garcia Linera, che ha spiegato la grande originalità del modello socialista boliviano e come rafforzarlo anche sul piano internazionale .

La delegazione ha anche assistito nella tribuna istituzionale con tutto il Governo boliviano alla sfilata dei movimenti sociali per festeggiare i 10 anni di governo rivoluzionario e i sei anni di Stato plurinazionale dei 36 popoli originari, per l'indigenismo di classe rivoluzionario dei cocaleros , minatori, contadini e operai. Per quattro ore hanno sfilato centinaia di migliaia di compagni provenienti da tutte le 36 nazioni boliviane, rappresentando centinaia di organizzazioni di movimenti sociali e sindacati di classe operai, contadini, insegnanti, commercio, piccoli produttori; centinaia di migliaia di lavoratori, un vero blocco storico rivoluzionario di questo interessantissimo e creativo modello del socialismo comunitario sindacale sociale. Una lezione di cultura popolare e politica grandissima, una sempre più grande convinzione che solo la lotta dura e coerente di classe può cambiare la sorte degli sfruttati; una emozione indimenticabile che vogliamo condividere per continuare a lavorare duramente da noi, qui e subito. Anche noi senza pausa, con le lotte del sindacalismo conflittuale di classe, con i movimenti sociali antagonisti.

Il 23 gennaio si è svolto  l’incontro internazionale dei movimenti sociali con delegazioni da tutti i paesi del America Latina e dalla Palestina e la nostra delegazione è stata l’unica invitata per l’Europa. l lavori si sono aperti con il discorso di Evo Morales e poi con l’inno dell’internazionale.

Si sono poi formate quattro commissioni di lavoro e la delegazione del CESTES ha partecipato a quella su “ Crisi e modelli politico socioeconomici alternativi”.

Abbiamo poi tenuto un lungo e affettuosissimo incontro il vicepresidente Alvaro Garcia Linera, e successivamente con  Ignazio Mendoza segretario nazionale del partito comunista boliviano, esponenti della Rete in Difesa dell'Umanità, professori e presidi dell’università di San Andres, con reti sociali e sindacali.

Una visita molto intensa e ricca di risultati  culturali  e politico sindacali che rafforzano le nostre già lunghe e consolidate relazioni con il governo rivoluzionario boliviano, con intellettuali, centri studi e movimenti sociali e organizzazioni sindacali.

VIVA EVO PRESIDENTE E COMPAGNO CAMPESINDIO !
VIVA IL SINDACALISMO DI CLASSE E L’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!

VIVA TUPAC KATARI E LA LOTTA ANTIMPERIALISTA DEL GRANDE POPOLO BOLIVIANO E LA AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI !
HASTA LA VICTORIA, SIEMPRE !

Report diffuso nella riunione internazionale dei movimenti sociali dalla delegazione del CESTES

Wednesday, 13 January 2016 12:25

Fidel, poeta de la historia

Así como hay poetas que encuentran su forma de expresión en otros géneros literarios, como el teatro, o la narrativa Gabriel García Márquez, José María Arguedas, Julio Cortazar; los hay aquellos que eligen la acción y la palabra y a lo largo de su vida dejan en su actos una estela de poesía en la historia. De “palabras en acción, hechos que cantan”, hablaba Pablo Neruda. 

Tal es el caso del comandante Fidel Castro. Desde sus albores, la Revolución Cuba estuvo ligada a la poesía. ¿Qué fue el asalto al Moncada sino un episodio épico digno de la mitología? ¿El dramatismo de la trágica escena de Abel  Santamaría, avizorando, sin ojos, el porvenir, víctima de Caín y de sus horrendos crímenes? En La Historia me absolverá de Fidel, ¿No hay, acaso, líneas de conmovedora poesía?

La aventura del Granma, esa liviana nave aquea, parte inseparable  de los pasajes más románticos de la guerrilla, ¿no contiene intensos momentos de poesía? ¿Los días de Sierra Maestra? ¿El ascenso al cielo de Camilo Cienfuegos? ¿La Primera Declaración de La Habana, pieza memorable solo comparable al Sermón de la Montaña?; el día de las expropiaciones: la épica victoria de Playa Girón; los poemas y las páginas del Diario del Che (“entramos en la Era del pájaro”, dice en uno de sus párrafos).

Ver a Fidel, con un millón de cubanos, liderando las marchas de resistencia y alerta en el malecón de La Habana ¡cuánta juventud en toda una edad entregada a la lucha por su pueblo, junto a su pueblo, en defensa sin desmayo de la condición humana! ¿Y los cantores de la Revolución comandando la revolución de la palabra? “Te lo prometió Martí y Fidel te lo cumplió”.

Alicia Alonso, el cisne sobre el cisne deslizado; poblando la Isla de arpegios pachangueros,  Carlos Puebla. Y la Nueva Trova revolucionando la música y congregando multitudes, erigiéndole un pedestal a la poesía de los mártires, la poesía de los que se inmolaron -¡Patria o muerte!- y ofrendaron su simiente para que la patria naciera inexpugnable y lozana: la historia nos enseña que la poesía también se escribe con la piel y con la sangre y con el hueso duro de roer. No la poesía pura (admirada y respetada) sino esa  pura poesía que constituye la historia de Cuba. Por eso al  comandante Fidel Castro, el poeta de la historia, quiero saludarlo con un poema que se cimbree en el aire como una rosa blanca:

El perfil de Fidel

Escribe: Arturo Corcuera

Para hablar de Fidel
hay que cederle  la palara al mar,
pedir su testimonio a las montañas;
los árboles lo recuerdan,
saben su edad y repiten su nombre.

La edad de Fidel
es la edad de los framboyanes en flor,
la enhiesta edad de su barba  verde olivo.

Todos lo sabemos:
los  héroes no tienen edad,
tienen historia,
hacen historia,
son la historia.

No le arredra a Fidel la cuadratura  del Pentágono,
ni las bravatas al rojo de Cara Pálida
en la hora oscura de la Casa Blanca.

Quien lo dude puede ver en alerta al héroe
con un millón de cubanos cara al norte
en el malecón de La Habana.

Él es América Negra,
América Hispana,
América  Andina,
el perfil de Fidel
es el perfil de América Latina.

El Fidel Verdadero

Escribe: Arturo Corcuera

1

Con ojos de lagartija
y manos de carnicero,
el Fidel que a diario veo
en la prensa matutina,
no es el Fidel verdadero.

El que revisten de espinas
con tintes de su tintero,
los periodistas del feudo,
los escritores a sueldo,
no es el Fidel verdadero.

El que pintan con su baba
el gusano algodonero,
el que inventan los gerentes
para amedrentar al pueblo,
no es el Fidel verdadero.

2

El Fidel que yo conozco,
valeroso caballero,
el Hidalgo de la Sierra,
Varón de la Primavera,
Es el Fidel verdadero.

El que cultiva una rosa
en junio como en enero,
el que limpia las malezas
con su látigo de fuego,
es el Fidel verdadero.

El que ha de surgir de nuevo
en el Perú que yo quiero,
el que palpita en la sangre
macerando nuestro anhelo,
es el Fidel verdadero.
1960

Canto Verde Olivo

Escribe: Arturo Corcuera

Quiero escribir un canto verde olivo
retemplado en paloma y en acero,
dejar por hoy al mar y sus palabras,
dejar al viento deshojando otoños
y ponerme a cantar al guerrillero.

Trasladarme a La Habana fulgurante
y rebelde danzar junto a su fuego,
ver a Fidel con rifle y barba verde
rescatando el aroma de las rosas
y entregando las rosas al labriego.

Mirar su frente de feroz rocío
nimbarle las heridas de sus puños,
las almas estrecharnos y las manos,
vistiendo el  uniforme verde olivo
en medio de festejos milicianos.

Hablarle del  Perú roto y mendigo
comiéndose sus hambres y dolores,
porque su sangre se la bebe el gringo,
porque las liendres se la come el indio
hay en mi pecho amargos ruiseñores.

Por el dolor del hombre de mi suelo,
por el fulgor del astro verdadero,
quiero pisar Sierra Maestra un día
para traer semillas subversivas
y sembrar en mi patria un guerrillero.

Mira Perú la aurora ya está en Cuba,
mira su luz da a luz una bandera,
miira su luz despertará tu pueblo,
y con su luz escribo este poema
con su luz se encenderá la hoguera.

1960

(Tomado de Mariategui)

Wednesday, 13 January 2016 12:20

Basta guerre Stop Razzismo

Venerdi 15 gennaio ore 15.30

Assemblea cittadina c/o Università Statale nell’aula 420 al terzo piano in via Festa del Perdono.

Partecipano

Luciano Vasapollo, Università Sapienza

Don Vitaliano Della Sala ,Parroco di Mercogliano

Dafne Anastasi , Eurostop

 

Cuba ha resistito sempre con determinazione rivoluzionaria e con grande dignità all’aggressione del potente vicino, e inoltre soprattutto ha contribuito, in questi ultimi 57 anni , e ha insegnato a milioni di lavoratori in America Latina e nel resto del mondo, senza armi e solo con la forza del suo esempio, il valore della libertà, della solidarietà, dell’autodeterminazione, della democrazia e della giustizia sociale.

 La rivoluzione socialista di Cuba non solo resiste da 57 anni, nonostante sia obbligata a subire un blocco infame che il governo degli Stati Uniti gli impone per attaccare il diritto inviolabile all’autodeterminazione, ma guarda con lungimiranza al futuro e affronta la sfida dell’attualizzazione teorica e pratica dei processi del socialismo rivoluzionario, offrendo il suo esempio ai popoli e ai governi rivoluzionari dell’alleanza dell’ALBA, ed anche a tutte le democrazie partecipative e progressiste dell’America Latina e del mondo.

 La crisi sistemica del capitalismo pone seri problemi alle potenze imperialiste degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, che si mostrano sempre più aggressivi per conservare il loro dominio internazionale, portando l’intera umanità sempre più nel contesto della guerra economica e militare con la minaccia nucleare e della catastrofe ambientale. In una situazione di crisi sistemica gli scenari di guerra aumentano in tutte le loro forme incluse la sociale, mediatica e finanziaria.

 La politica però, in questa fase di competizione globale deve essere pensata e realizzata a lungo termine, si possono creare le condizioni di prospettiva di una possibilità di aprire una fase storica di nuove relazioni internazionali.  In questo contesto sono sempre più importanti il ruolo e le capacità di dinamici movimenti di classe e di alcuni  partiti politici che lottano grazie all’esperienza della Rivoluzione socialista cubana.

 La Rete dei Comunisti esprime grande appoggio politico alla nuova fase di relazioni Cuba-USA e sappiamo bene che questa è una grande vittoria della Rivoluzione Socialista, del popolo e del Governo cubano. Il fatto che al centro dell’agenda politica internazionale ci sia la fine del blocco contro Cuba all’interno della lotta fondamentale per l’autodeterminazione di popoli  per la libertà e il socialismo, è stato il frutto di una incessante traiettoria rivoluzionaria contro l’imperialismo del popolo e del Governo di Cuba e di tutto il movimento di solidarietà internazionale.

 Vogliamo confermare nuovamente e come sempre la piena solidarietà internazionale al Governo rivoluzionario, in questa occasione che rappresenta un importante momento strategico e di fase alla quale tutti guardiamo con grande interesse  e con rinnovata stima per l’intelligenza politica del Partito Comunista e del popolo di Cuba nel saper rafforzare la Rivoluzione e attualizzare e perfezionare il sistema di gestione e la pianificazione economica in una nuova fase della transizione socialista.

 Nell’attuale crisi sistemica del capitale nei popoli di molti paesi si fa sempre più profonda la convinzione dell’’importanza che rappresenta l’esperienza dei combattenti socialisti cubani , che sono esempio e modello di sacrificio per tutti quei rivoluzionari nel mondo che hanno l’obiettivo di rilanciare l’iniziativa all’interno del movimento di classe e comunista internazionale.

 Si accentuerà nell’immediato futuro sempre più in Europa, negli Stati Uniti e in tutto il mondo a capitalismo maturo e non solo, la crisi globale e la storia ci insegna disgraziatamente che le crisi strutturali e sistemiche si sono risolte con guerre mondiali. Per questo nell’attuale momento storico la parola sulla trasformazione anticapitalista è dei lavoratori nel movimento internazionalista di classe, rappresentato oggi al massimo livello dalla Federazione Sindacale Mondiale.

 Il contributo di Cuba al movimento operaio mondiale è esemplare, e nel percorso di questo cammino storico, rivoluzionario sempre più è necessaria la voce chiara che proviene dal lungo processo socialista cubano, che continua ad insegnare che si può resistere all’imperialismo contribuire al processo di resistenza internazionale, e allo stesso tempo costruire una propria via di transizione al socialismo.

 La Rete dei Comunisti ritiene fondamentale l’urgente necessità politica di trasformare la crisi dell’Unione Europea in una possibilità per i lavoratori di creare condizioni di lotta e di speranza politica per un processo di trasformazione radicale anticapitalista, per l’uscita dell’Unione Europea e la costruzione dell’ALBA Mediterranea, in una dinamica di lotta e in un cambiamento radicale delle relazioni di classe che devono essere assolutamente a favore del mondo del lavoro, per creare con una determinazione internazionalista il cammino della costruzione del Socialismo.

 Se noi comunisti, i rivoluzionari, gli anticapitalisti pensiamo concretamente al futuro di una Europa autodeterminata dei popoli, si tratta di rinforzare i processi di lotta di classe che pongono come centrale il tema politico dell’anticapitalismo e dell’antimperialismo. Con l’esempio della Rivoluzione di Cuba e dei paesi dell’ALBA, possiamo operare per bloccare il liberismo, il capitalismo e i danni che questo sistema sta producendo su scala europea e mondiale.

 La Rete dei Comunisti continuerà sempre nella lotta in  difesa della Rivoluzione cubana, contro le guerre imperialiste, per la libertà di tutti i prigionieri politici e detenuti nelle carceri degli   Stati imperialisti, per l’autodeterminazione di tutti i popoli; e per questo sempre con la Rivoluzione di Cuba socialista affinché gli Stati Uniti porgano fine immediatamente al’infame blocco che di fatto dimostra di non aver conseguito nulla di utile o rilevante creando solo problemi e drammi.

 Difenderemo sempre il processo rivoluzionario socialista autodeterminato di Cuba che nonostante il blocco sempre più restrittivo e la crisi internazionale, sta realizzando una resistenza eroica  punto di riferimento storico e centrale delle lotte di popoli in difesa dell’umanità; una resistenza e una difesa della rivoluzione socialista alla quale partecipano  insieme  in maniera indivisibile il popolo e il Governo di Cuba diretti da un forte e dinamico Partito Comunista.

 ¡ SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!

 ¡LA VICTORIA ES INEVITABILE!!!

2 gennaio 2016 ,Rete dei Comunisti Segreteria Nazionale

La Red de Comunistas espresa gran apoyo politico a la nueva fase de las relaciones USA con Cuba y bien sabemos que  esta es una gran victoria de la Revolución socialista, del pueblo cubano.

Queremos confirmar nuevamente y como siempre la plena solidaridad al Gobierno revolucionario y al Partido Comunista, en esta ocasión  que representa un importante momento estrategico y de fase, que todos vemos con gran interes y renovada stima de la inteligencia del Partido Comunista y del pueblo de Cuba de fortalecer la Revolucion y actualizar y perfeccionar el sistema de gestión y la planificación económica en la nueva fase de la transición socialista.

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La Red de Comunistas interpreta  como fundamental la nececidad politica urgente de  transformar la crisis de la Unión Europea en una posibilidad para los trabajadores de crear condiciones de lucha y esperanza para un proceso de transformación radical anticapitalista para salir de la Union Europea y construir el ALBA Mediteranea, en la dinamica de la lucha y en una diferente relacion de clase que tiene de ser absolutamente a favor del mundo del trabajo, para crear con una determinacion internacionalista en el camino de construcion del socialismo.

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Cuba ha resistido siempre con determinacion revolucionaria y con gran dignidad a la agresión del vecino poderoso, sino que – sobretodo – ha contribuido, en estos ultimos 57 años y ha enseñado a milliones de trabajadores en America Latina y en el resto del mundo, sin armas, sino con la fuerza de su ejemplo, el valor de la libertad, de la solidaridad, de la autodeterminación, de la democracia y de la justicia social.

La Revolucion Socialista de Cuba no solo resiste son 57 anos, también obligada a sufrir un bloqueo infame que el gobierno de EE.UU. le impuso para atacar el derecho inviolable a la autodeterminacion, sino tambien mira al futuro y pone el desafio de la actualizacion teorica y practica de los procesos del socialismo revolucionario, dando su exemplo a los pueblos y gobiernos revolucionarios de la alianza de ALBA, y tamben a las democracias partecipativas y progresistas de Latino America y del mundo.

La crisis sistemica del capitalismo pone serios problemas a las potencias imperialistas de EE.UU. y Union Europea, que vuelven mas agresivas para conservar su dominio, llevando la humanidad cada vez al borde de la guerra economica y militar con la amenaza nuclear  y de la catastrofe ambiental. En una situación de crisis sistémica los escenarios de guerra aumentarán en todas sus formas, incluida la social , mediática y financiera.

Pero la política, sobre todo en esta fase de competencia global, se hace a largo plazo, y pueden estar las condiciones de perspectiva de poder abrir  una fase historica de nuevas relaciones internacionales.  Y siempre mas importante es el alcance y el rol de los dinamicos movimientos de clase y de algunos partidos políticos que luchan gracias a la experiencia de la Revolucion Socialista cubana.

La Red de Comunistas espresa gran apoyo politico a la nueva fase de las relaciones USA con Cuba y bien sabemos que  esta es una gran victoria de la Revolución Socialista, del pueblo y del Gobierno cubano.  La puesta al centro de la agenda política internacional  de la fin del bloqueo contra Cuba en la  lucha fundamental para la autodeterminación de los pueblos, por la libertad y el socialismo,  ha sido el fruto de una incesable trayectoria revolucionaria contra el imperialismo del pueblo y del Gobierno de Cuba y de todo el movimiento de solidaridad internacional.

 

Queremos confirmar nuevamente y como siempre la plena solidaridad al Gobierno revolucionario y al Partido, en esta ocasión  que representa un importante momento estrategico y de fase, que todos vemos con gran interes y renovada stima de la inteligencia del Partido Comunista y del pueblo de Cuba de fortalecer la Revolucion y actualizar y perfeccionar el sistema de gestión y la planificación económica en la nueva fase de la transición socialista.

 

  En la actual crisis sistemica del capital en los pueblos de  muchos paises se profundiza la convinción de la importancia que representa la experiencia de los combatientes socialistas cubanos, o sea ellos son el ejemplo y el modelo de sacrificio para todos los revolucionarios en  el mundo, que tienen el objetivo de relanzar la iniciativa desde el interior del movimiento de clase y comunista internacional.

 

Se acentuará en un inmediato futuro  siempre mas en Europa , USA , en todo el mundo del capitalismo  “ maduro“  y no solo, la crisis global y desgraciadamente las grandes crisis sistémicas siempre se han resuelto con guerras mundiales. Y en esto sentido en este momento historico la palabra de transformacion anticapitalista la tienen los trabajadores en el movimiento internacionalista de clase, representado hoy al maximo nivel da la Federacion Sindical Mundial.

La contribucion de Cuba al movimiento obrero mundial es ejemplar, y  en el percurso de esto camino historico revolucionario siempre mas necesida la  voz clara que llega desde el largo proceso socialista cubano, y que sigue ensenando que se puede resistir al imperialismo y contribuir al proceso global de resistencia, y al mismo tiempo construir su propia via de transicion al socialismo.

La Red de Comunistas interpreta  como fundamental la nececidad politica urgente de  transformar la crisis de la Unión Europea en una posibilidad para los trabajadores de crear condiciones de lucha y esperanza para un proceso de transformación radical anticapitalista para salir de la Union Europea y construir el ALBA Mediteranea, en la dinamica de la lucha y en una diferente relacion de clase que tiene de ser absolutamente a favor del mundo del trabajo, para crear con una determinacion internacionalista en el camino de construcion del socialismo.

Si nosotros los comunistas, los revolucionarios, los anticapitalistas pensamos concretamente al futuro de una Europa autodeterminada de los pueblos , se trata de renforzar procesos de luchas de clase que pongan como central el tema polico del anticapitalismo y antimperialismo. Con el exemplo de la Revolucion de Cuba y de los paises del ALBA ,entonces podemos esperar bloquear al liberalismo,el capitalismo y los daños que está produciendo a escala europea y mundial. 

 La Red de  Comunistas estarà siempre en la lucha  en defensa de la Revolucion cubana, contra las guerras imperialistas,  por la libertad de todos los presos políticos detenidos en las cárceles de los Estados imperialistas, por la autodeterminación de todos los pueblos; y  por eso siempre con la  Revolucion de Cuba Socialista,para que los Estados Unidos pongan  fin inmediatamente al  infame bloqueo que de hecho demuestra no haber conseguido nada útil o relevante, sólo problemas y dramas.

Defendemos siempre el proceso revolucionario socialista autodeterminado de Cuba que, a pesar del bloqueo cada vez más restrictivo y de la crisis internacional, está llevando a cabo una resistencia heroica punto de referencia historico y central de las luchas de los pueblos en defensa de la humanidad ; una resistencia y una defensa de la Revolucion socialista a la cual participan  junto en manera indivisible el pueblo y el Gobierno de Cuba, dirigidos por un fuerte y dinamico Partido Comunista.

 ¡ SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!

 ¡LA VICTORIA ES INEVITABILE!!!

2 gennaio 2016 ,Rete dei Comunisti

 

Hace pocos minutos nos llegò la noticia que nuestro amigo y companero Rodney Alejandro López Clemente falleciò hace pocas horas en La Habana. La Red de los Comunistas y todas los organizaciones relacionadas en los diferentes frentes de lucha queremos expresar nuestras condolencias a los familiares, a los amigos y companeros, al Partido Comunista y al gobierno de la Republica de Cuba.

Nacido el 3 de mayo de 1946, en Holguín, Rodney Alejandro López Clemente participó en la Campaña Nacional de Alfabetización. Cumplió tareas encomendadas por la Asociación de Jóvenes Rebeldes (AJR) y en 1962 se incorporó a las Milicias Nacionales Revolucionarias (MNR). Entre 1962 y 1975 ocupó responsabilidades en la AJR y la Unión de Jóvenes Comunistas. Fue militante del Partido Comunista de Cuba desde 1975.

Recibió varias condecoraciones nacionales, entre ellas las medallas de la Alfabetización y Conmemorativa del 40 Aniversario de las FAR, así como otras extranjeras.

Posteriormente ingresó al Ministerio de Relaciones Exteriores en ese año donde asumió importantes responsabilidades en el servicio interno y externo, como embajador en Rumania, Alemania, Gran Bretaña e Italia y Representante Permanente Alterno de Cuba en las Naciones Unidas.

Desde noviembre de 2013 se desempeñaba como Embajador de Cuba ante la Santa Sede.

 Sentimos la desapariciòn del diplomatico y revolucionario cubano que en muchisimas ocasiones nos honrò de su presencia y participaciòn en distintas movilizaciones, debates y conferencias, actividades de profundizaciòn politica o de solidaridad internacionalista.

RODNEY SIEMPRE ÈN NUESTRO CORAZON , SIEMPRE ÈN NUESTRAS LUCHAS !!

Red  Comunistas Italia

Roma, 15 de diciembre del 2015

 

Rodney López Clemente nos ha dejado y permanecerá siempre en nuestros corazones y en nuestras mentes como ejemplo de revolucionario

 

El embajador de Cuba ante la Santa Sede falleció el lunes 14 de diciembre de 2015 en la Habana.

 

El revolucionario y diplomático recibió un gran número de premios nacionales y siempre llevó a cabo papeles importantes como el de embajador en Rumania, Alemania, Gran Bretaña e Italia así como Representante Permanente de Cuba ante las Naciones Unidas.

 

Todas nuestras asociaciones políticas y sindicales se unen al dolor de la familia por la pérdida de un verdadero revolucionario que vivió toda su vida para sacar adelante los valores de libertad, igualdad y democracia de la revolución cubana.

 

Siempre compartimos con Rodney López todas las ideas comunes revolucionarias y las luchas llevadas a cabo por nuestras organizaciones político-culturales en defensa de la Cuba socialista, de los gobiernos y de los pueblos del ALBA en defensa de la humanidad y nos alentó siempre como un verdadero maestro revolucionario a sacar adelante sin vacilar la lucha por el socialismo, volando alto, pero siempre con los pies en la tierra.

 

Querido Hermano, querido camarada, que la tierra te sea leve, ¡Estarás siempre en nuestros corazones! ¡Tus ideales no morirán jamás!

 

Capítulo Italiano de la Red de Artistas Intelectuales y Movimientos Sociales en Defensa de la Humanidad (REDH.it):

 

Asociación y revista Nuestra América

 

Red de los Comunistas

 

Contropiano, periódico comunista online

 

Contropiano, revista de la Red de los Comunistas

 

Asociación Marxista Política y Clase del Socialismo del siglo XXI

 

Asociación y ediciones Natura Avventura

 

Laboratorio Europeo de la Crítica Social

 

Centro de Estudios CESTES

 

Radio Città Aperta

 

Y tantas otras asociaciones culturales y estructuras sociales, así como intelectuales militantes y artistas del Capítulo Italiano de la Red en Defensa de la Humanidad

L’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede è deceduto lunedi 14 dicembre 2015 all’Havana.

Il rivoluzionario  e diplomatico ha ricevuto molti premi nazionali e ha sempre svolto ruoli  importanti anche come ambasciatore in Romania, Germania, Gran Bretagna e Italia e Rappresentante Permanente di Cuba presso le Nazioni Unite.

Tutte le nostre associazioni politiche e sindacali, si associano al dolore della famiglia per la perdita di un vero rivoluzionario che ha vissuto tutta la sua vita per portare avanti i valori di libertà,eguaglianza, democrazia e per la rivoluzione cubana.

Con Rodney Lopez abbiamo sempre condiviso tutte le idee comuni rivoluzionarie e le lotte portate avanti dalle nostre organizzazioni politico, culturali in difesa di Cuba socialista, dei governi e dei popoli dell’ALBA e in difesa dell’umanità e ci ha sempre spronato come un vero maestro rivoluzionario  ad andare   avanti senza esitazioni nella lotta per i socialismo volando alto ma con i piedi per terra.

Caro Fratello, caro compagno,  che la terra ti sia lieve, resterai sempre nei nostri cuori! Le tue e nostre idee non moriranno mai!

Capitolo Italiano della Rete di Intellettuali Artisti e Movimenti Sociali In Difesa dell’Umanità (REDH.it):

Associazione e rivista Nuestra America

Rete dei Comunisti

Contropiano, giornale comunista online

Contropiano, rivista della Rete dei Comunisti

Associazione Marxista Politica e Classe per il Socialismo del XXI secolo

Associazione ed edizioni Natura Avventura

Laboratorio Europeo per la Critica Sociale

Centro Studi CESTES

Radio Città Aperta

e le tante associazioni culturali e strutture sociali e gli intellettuali militanti e artisti del Capitolo Italiano della Rete In Difesa dell’Umanità

 

E’ morto l’amico e compagno Rodney Lopez Pochi minuti fa ci è giunta la triste notizia che il nostro amigo e compagno Rodney Alejandro López Clemente è scomparso a l’Avana nel corso della notte. La Rete dei Comunisti e tutte le organizzazioni correlate che operano nei diversi fronti di lotta esprimono le più sincere e sentite condoglianze ai familiari, agli amici, ai compagni, al Partito Comunista e al governo della Repubblica di Cuba.

 

Nato il 3 maggio del 1946, a Holguín, Rodney Alejandro López Clemente participó alla Campaña Nacional de Alfabetización. Si impegnò in diverse attività come membro della Asociación de Jóvenes Rebeldes (AJR) e nel 1962 si unì alle Milicias Nacionales Revolucionarias (MNR). Tra il 1962 e il 1975 occupò diversi incarichi di responsabilità nella AJR e nella Unión de Jóvenes Comunistas. Divenne militante del Partito Comunista di Cuba a partire dal 1975.

 

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerose decorazioni, tra queste la medaglia dell’Alfabetizzazione e quella Commemorativa del 40° anniversario delle FAR, così come altre decorazioni internazionali.

 

Nel 1975 è stato incaricato al Ministero delle Relazioni Internazionali dove ha assunto importanti responsabilità sia all’interno sia a livello internazionale, come ambasciatore in Romania, Germania, Gran Bretagna e Italia e poi come Rappresentante Permanente di Cuba alle Nazioni Unite.

 

Dal novembre del 2013 svolgeva il ruolo di Ambasciatore della Repubblica di Cuba presso la Santa Sede.

 

 Ci addolora la scomparsa di un diplomatico e di un rivoluzionario cubano che in moltissime occasioni, negli ultimi anni, ci ha onorato della sua presenza e della sua attiva partecipazione in occasione di numerose mobilitazioni, dibattiti, conferenze, attività di riflessione politica o di solidarietà internazionalista.

 

RODNEY PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI E NELLE NOSTRE LOTTE !!

 

Rete dei Comunisti

 

Roma, 15 dicembre 2015

 

 

 

 

Nell'ambito dell'orario delle lezioni dei Professori Luciano Vasapollo (Fac. Sc. Politiche, LM "Problemi dello sviluppo", insegnamento di "Metodi di analisi dei problemi dello sviluppo") e Mauro Cristaldi (Dip. BBCD, insegnamento di "Biomarcatori di alterazioni ambientali" per la LM in "Monitoraggio e riqualificazione ambientale"), Sapienza Università di Roma,

Il giorno 17 Dicembre 2015 alle ore 9
presso la ex-Caserma Siani (mercato Esquilino), in aula 6

 si terranno, tre seminari (Germana Szpunar, M. Cristaldi, L. Vasapollo) sui problemi emergenti creati all'ecologia globale del pianeta dalla crescita del modo di produzione capitalistico e dalla appropriazione delle risorse naturali per cause attribuibili all'imperialismo e alle multinazionali della produzione energetica, dell'apparato industriale-militare e dello sfruttamento agro-zootecnico. In particolare si commenterà il risultato della Conferenza sul Clima di Parigi evidenziando le cause nell'accumulo di residui di CO2 e di altri gas serra in atmosfera che determinano i crescenti gravi scompensi climalteranti ormai conclamati in diverse aree del Pianeta.

Con l'occasione si commemorerà la figura di Domenico Vasapollo, appassionata guida delle aree naturali protette e coraggioso copromotore dei referendum su "Acqua e nucleare" vinti dal popolo italiano.

Friday, 11 December 2015 10:16

LA RIVOLUZIONE NON È UN PRANZO DI GALA.

UN PUNTO DI SVOLTA STRATEGICO PER LA RIVOLUZIONE CHAVISTA: DAL GOVERNO PER LA TRANSIZIONE ALLA PRESA DEL POTERE PER IL SOCIALISMO

Intervista di Radio Città Aperta a Luciano Vasapollo sulle elezioni in Venezuela

7 dicembre 2015.

Sbobinamento di Viviana Vasapollo  dell’intervista a Radio Città Aperta di Luciano Vasapollo; riveduta e corretta per questa versione scritta

 

S: Caro Luciano, cosa ne pensi della situazione politica mondiale di questi ultimi anni?

L.V.: Grazie Sandrino a te  e a Radio Città Aperta per la sempre convinta disponibilità a parlare di temi che la stragrande maggioranza dell’informazione nega e distorce.

La situazione politica attuale a livello mondiale è quella di una guerra permanente. Il tentativo di uscire dalla crisi economica che pervade un gran numero di paesi capitalisti, si sta risolvendo in una “corsa agli armamenti” che di fatto continua a destabilizzare i paesi.

La guerra, oltre che militare, può essere però sociale ed economica: la prima è caratterizzata dalla repressione, dagli arresti, dalla presenza dell’esercito nelle strade con il pretesto di difendere le città dal “terrorismo” – altro argomento sul quale ragionare: terrorismo da parte di chi? chi sono i veri terroristi se il terrorismo è di Stato, come appunto quello dell’ISIS voluto dalle petromonarchie e ben sostenuto da molti paesi occidentali?- ; la seconda, la guerra economica, è quella per esempio scatenata contro il Venezuela e contro la Russia.

Infatti, chi sono i più grandi esportatori di petrolio? Uno è senza dubbio il Venezuela, al quinto posto fra i paesi esportatori, e il primo al mondo fra i paesi che detengono riserve petrolifere; un altro è la Russia, fra i più grandi competitori nello scacchiere internazionale degli USA e dell’Europa.

 

S: A proposito del Venezuela, come mai alle ultime elezioni ha vinto la destra?

L.V.: Torniamo al 14 aprile 2013, giorno successivo alla vittoria di Maduro alle elezioni in Venezuela: bande di fascisti e mercenari al soldo delle multinazionali del petrolio scendono in piazza e, mentre la gente festeggiava la vittoria del Presidente, attaccano con le armi i policlinici cubani al grido di “no alla cubanizzazione”, attaccano i cortei dei lavoratori, del popolo rivoluzionario e in pochi giorni causano decine di morti e feriti.

Ciò rappresenta l’inizio di una serie di tentativi – durati almeno per tutto il primo anno di mandato del presidente Maduro- di provocare un colpo di Stato. Ma quando si è capito che la via armata, diretta dagli USA, dalle oligarchie, dall’imperialismo e dai fascisti, non avrebbe ottenuto successo in quanto si è espresso un consenso popolare nei confronti del governo bolivariano molto alto, l’imperialismo ha tentato un’altra strada, quella della guerra economica.

“Guerra economica” significa togliere dal mercato la maggior parte dei beni di prima necessità, approfittando del fatto che la quasi totalità della grande distribuzione e dell’informazione, delle televisioni e dei giornali è in mano all’ologarchia. Ad esempio: il riso, le uova,  il formaggio, i beni di prima necessità, vengono contrabbandati – attraverso l’appoggio dei narcotrafficanti che negli ultimi anni non commerciano più cocaina dalla Colombia ma fanno incetta illegale di merci dal Venezuela, perché al momento più convenienti- e che fanno rientrare in Venezuela come importazioni e rientrano a un costo molto più alto del prezzo di partenza, e in dollari. Come se la situazione non fosse già abbastanza grave di per sé, c’è da aggiungere che il cambio  nero illegale dollaro-bolivar negli ultimi mesi è aumentato a livello esponenziale, fino a raggiungere 1:750 nel settembre scorso. Si è trattato ovviamente di un effetto speculativo a spese del popolo di lavoratori. La guerra economica ha quindi una ricaduta psicologica incredibile sulla popolazione, che si trova in difficoltà anche nel semplice acquisto di beni di prima necessità.

S: Tenendo in considerazione tutto ciò, dove ha sbagliato il governo di Maduro nel far fronte a questa situazione e quali ripercussioni sul paese reale?

L.V.: Ci sono stati vari problemi, in primis la debole diversificazione produttiva. Il Venezuela infatti è ancora oggi un paese fortemente dipendente dalla produzione del petrolio, e negli ultimi anni poco attento alle capacità effettive di penetrazione destabilizzante da parte degli imperialismi e dell’oligarchia anche attraverso la speculazione sul petrolio stesso da parte dei mercati internazionali. L’errore del governo rivoluzionario del Venezuela è stato, quindi, quello di non diversificare l’economia produttiva, di non spostare la propria attenzione anche su altri prodotti ma continuare a dipendere esclusivamente dal petrolio ( il 90% delle entrate dall’estero è per la vendita di petrolio).

Un altro problema risiede nel fatto che una transizione socialista, per quanto possa essere lunga, non può non avere da subito un settore bancario e finanziario nazionalizzato: se ci fosse stato  un controllo del sistema finanziario questa speculazione di cambio in moneta probabilmente sarebbe stata più facilmente controllabile.

Un ulteriore errore è stato la mancanza – accanto ad una pianificazione centralizzata - di una qualche forma di sostenimento delle economie locali che valorizzasse le peculiarità e le capacità produttive di ogni singola zona del Paese attraverso realizzazioni di forme di pianificazione decentralizzata.

 

S: E adesso, quali saranno le ripercussioni sulle alleanze internazionali?
Si può quindi ormai parlare di un fallimento dell’ALBA?

 

L.V.: Sicuramente gli Stati Uniti avranno il via libera per rimettere pesantemente le mani sull’intera area del Centro-Sud America, servendosi dell’alleanza di Cile, Colombia e Perù. Inoltre, è recentissima la notizia della vittoria della destra anche in Argentina, nuovo paese alleato dell’imperialismo statunitense e nemico del Venezuela.

L’ALBA non ha fallito! Non dimentichiamo che in Venezuela il governo è ancora quello bolivariano chavista di Maduro; e che tutti gli altri governi dell’ALBA sono ancora decisamente e con stabilità in piedi! Certo però è che questo indebolimento del Venezuela rivoluzionario non è da sottovalutare. A livello internazionale, così,  la competizione globale vede un rafforzamento degli USA, a favore del quale ha remato anche lo scompenso emotivo di una parte del popolo venezuelano nell’assistere alla vittoria della destra in Argentina.

C’è da dire però che, almeno nella mia personale visione della politica di classe, in Venezuela non ha vinto la destra, ma ha perso la sinistra rivoluzionaria, ha perso purtroppo il Polo Patriottico il PSUV!

E questo perché è accaduto? Perché ci sono stati anche degli errori politici!

Il PSUV, fondato da Chávez solo pochi anni fa, con un numero elevatissimo di iscritti non ha mai avuto una funzione realmente di espressione piena del potere politico, ma è stata semplicemente l’espressione di governo.

Il potere si esprime con il controllo dei settori strategici; ad esempio  la stampa e la grande distribuzione sono sempre state in mano all’opposizione, e all’interno del PSUV stesso, insieme a molti chávisti e rivoluzionari, ci sono anche molti burocrati e corrotti.

La colpa della sconfitta non è quindi di Maduro, è della guerra economica, della violenta controrivoluzione ma non dimentichiamo gli errori, le contraddizioni, i limiti anche di una classe dirigente all’interno del Paese che deve necessariamente ritornare in mezzo al popolo, per il popolo e con il popolo dei lavoratori e dei deboli. Bisogna quindi depurare i quadri corrotti del partito e realizzare fino in fondo strutture e finalità del partito rivoluzionario socialista!

 

S.: É possibile che parte del problema di controllo e governo risieda anche nella criminalità organizzata?

L.V.: Sì, perché la corruzione purtroppo presente anche  nel PSUV porta ad un distacco forte di una parte della classe dirigente, dai quartieri, da molte realtà sociali all’interno delle quali, come succede ovunque, può celarsi la malavita e la criminalità organizzata, che comunque rispetto a 15 anni fa è molto diminuita. Le masse proletarie non possono essere tenute in disparte dai reali processi di formazione e governodel Paese. Bisogna parlare con la gente, coinvolgerla, renderla attivamente partecipe del processo rivoluzionario.

Se non si ha un partito rivoluzionario forte, organizzato completamente nel preparare la classe sul terreno diretto della costruzione del Socialismo, esso può governare, ma non può avere il potere.

 

S.: Quali sono quindi le prospettive per il futuro?

L.V.: Il futuro vedrà il suo inizio il 5 gennaio, con la nascita del nuovo Parlamento. Teniamo presente che questa è stata una vittoria non dell’opposizione, ma della controrivoluzione, quindi dei fascisti, delle multinazionali, dei paramilitari ecc. Il nuovo Parlamento sarà quindi esclusivamente operante continuamente per boicottare qualsiasi iniziativa sociale del governo.

I capi della controrivoluzione hanno già elencato alcuni dei prossimi provvedimenti: togliere anche le leggi organiche del lavoro; privatizzare; eliminare le socializzazioni; ridare forza alle multinazionali; scarcerare Lopez - responsabile di 43 omicidi – che sta quindi a significare mettere in discussione il potere della magistratura; diminuire le visite alla tomba di Chávez.

Quali sono quindi le prospettive? O la via dell’accettazione delle regole della democrazia occidentale borghese, quindi quella della mediazione seguita da Tsipras in Grecia per esempio, che però porterebbe a risultati del tutto negativi in Venezuela così come è stato per la Grecia; o continuare a portare avanti le idee, le realizzazioni sociali, di governo e di potere della rivoluzione. Stare in mezzo al popolo del lavoro e dei deboli, sensibilizzare, formare coscienza di classe, non rompere le alleanze internazionali, rafforzare il ruolo nell’ALBA, mantenere le alleanze commerciali con i BRICS, puntare al protagonismo del potere popolare.

D’altra parte nessuno ha mai pensato che la rivoluzione sia un pranzo di gala, o che nella transizione al socialismo sia superata la lotta di classe.

Quindi la rivoluzione chavista è a un bivio : o rafforzare la via rivoluzionaria al socialismo o affogare le speranze di un popolo, della stessa umanità, degli sfruttati, nelle regole  della democrazia borghese. Cioè soccombere .

E allora ora più che mai:

Chavez vive, la lucha de clase sigue!

Socialismo o barbarie!!! La victoria es inevitable!

S.: Grazie Luciano ne abbiamo certamente capito di più; a presto!

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