DAVANTI A EVENTUALI PREOCCUPAZIONI DESTABILIZZATRICI: LE ORGANIZZAZIONI SOCIALI ANNUNCIANO LA DIFESA DEL PROCESSO DI CAMBIAMENTO RIVOLUZIONARIO E SOSTENGONO LA GESTIONE DEMOCRATICA DEL PRESIDENTE EVO.

Written by 

 

BTV Patria Nueva Catena di Radio(TRADUZIONE DELLA REDAZIONE DI NUESTRA AMERICA)

Bartolinas Sisa appoggiano il processo di cambiamento e preannunciano una marcia da Caracollo in difesa del Presidente, ha informato la dirigente Julia Ramos.

Máxima Apaza, secretaria direttiva di Juana Azurduy de Padilla: Non discutiamo la marcia, ma la forma vandalica con cui hanno proceduto. Uno si chiede cosa nascondono questi documenti, perché hanno bruciato tanti documenti relativi ai loro processi. Voglio congratularmi con poliziotti come quelli di Palmasola che hanno ripreso le loro attività. Tutte le organizzazioni sociali siamo per la difesa del processo di cambiamento, vogliamo che le prossime generazioni vivano meglio, per questo difenderemo il processo di cambiamento, non permetteremo che succeda quanto è accaduto in Paraguay.

Mercedes Marca, dirigente della Federazione delle Donne di El Alto: Non permetteremo che ci sia un colpo di stato, non permetteremo che l’unico presidente eletto col voto popolare sia abbattuto. Purtroppo, non so se Guadalupe Cárdenas, era candidata per El Alto, offriva tutto, diceva che era per il processo di cambiamento, ma ha cambiato atteggiamento; che rifletta, non si faccia influenzare da coloro che hanno alienato il paese. Come donne ci dichiariamo in stato d’emergenza, difenderemo il processo di cambiamento.

Jaime Vera, secretario dirigente della Fejuve La Paz: Non permetteremo che la destra infiltrata nella Polizia, con a capo Juan Del Granado, Guadalupe Cárdenas, danneggi il nostro fratello Presidente.

Comunicado Organizazione delle Donne Juana Azurduy: Ci dichiariamo in stato d’emergenza, in difesa del processo di cambiamento. Facciamo appello ai poliziotti della base e alla cittadinanza in generale affinchè riflettano e non permettano che si impongano gli interessi dei faraoni.

Leonardo Maturano, dirigente dei contadini di Chuquisaca: Qui si sta preparando un colpo di stato il MSM lo sta organizzando utilizzando le rivendicazioni dei poliziotti. Siamo in allerta ed emergenza, in qualsiasi momento daremo istruzioni per la difesa del processo di cambiamento.

Pánfilo Guzmán, dirigente dei contadini di Tarija: Noi poveri siamo tanti, e perciò difenderemo il processo di cambiamento dalle comunità, perché il processo continui con a capo il Presidente Evo Morales.

Senatore Eugenio Rojas: Chiamo tutta la popolazione in generale, senatori e deputati, organizzazioni sociali a difendere la nostra democrazia, il nostro Palazzo. Non possono fare un colpo di stato in Bolivia. Tutte le organizzazioni doobbiamo organizzarci domani a La Paz e non permettere il colpo di stato, dobbiamo chiedere a tutte le organizzazini che si organizzino a livello nazionale per difendere la democrazia.

Luis Paz, rappresentante della Federazione Contadini Beni: C’è la mano nera della destra dietro le rivendicazioni di vari settori. Noi contadini di Beni siamo in mobilitazione, in difesa del processo di cambiamento e del nostro Presidente. Se la mobilitazione della polizia continua è sedizione e vuol dire che vogliono destabilizzare il Presidente Evo.

Gustavo Aliaga, segretario Generale della Confederación Interculturale: Questa settimana faremo un’ampia convocazione d’emergenza per definire le azioni da porre in atto. Da adesso la popolazione non avrà più fiducia nella Polizia, perché ha agito insieme a dei vandali, ha perduto con questo movimento, la Polizia non comanda, la Polizia e le Forze Armate sono istituzioni incaricate di salvaguardare la sicurezza boliviana; attenzione: non sono tutti, ma solo alcuni i cattivi poliziotti.

Rubén Paz, presidente della Fejuve El Alto: Noi di El Alto non permetteremo un colpo di stato, staremo sul piede di guerra. Questo è finanziato da un gruppo di élite che vuole eliminare il nostro Presidente, ma noi non permetteremo che succeda lo stesso che in Paraguay, ci stiamo organizzando per passare alle vie di fatto.

Federico Jove, dirigente dei cocaleros di los Yungas: Domani faremo una riunione d’emergenza, non lasceremo che il processo fallisca, saremo lì a difendere il nostro Presidente Evo Morales.

Javier Rea, dirigente della Csutcb: Tutte le federazioni siamo in allerta, esortiamo la Polizia a riflettere, sappiamo che il Governo ha risposto alle loro richieste, ma ci sono dei gruppi che vogliono la destabilizzazione. Difenderemos il processo di cambiamento.

Silvia Lazarte, expresidente dell’Assemblea Costituente: I fratelli della Polizia si sono fatti strumentalizzare, proprio loro dovrebbero essere il motore della difesa del Presidente Evo Morales. Il fratello Presidente chiama sempre al dialogo, non come altri presidenti che prima reprimono e poi dialogano. Chiedere ai dirigenti che riflettano e, per esempio, non permettano che alcuni gruppi attacchino le istituzioni. Forse sentono che sono stati loro tolti dei privilegi personali, come le mance, ma devono sapere che devono prevalere gli interessi del popolo. Esigere che il Presidente, Vicepresidente, ministri e autorità del Governo facciano rispettare la Costituzione. Siamo noi che abbiamo eletto il Presidente, sappiamo che sta soffrendo molto, ma siamo pure coscienti che lui ha la capacità per attendere alle necessità dei più bisognosi, e noi lo sosterremo.

Concepción Ortiz, vicepresidente del MAS: Domani mobiliteremo le organizzazioni in appoggio del Presidente Evo Morales, ringraziamo per il sostegno di altri paesi, che siamo sicuri non permetteranno che accada come in Paraguay. Il Presidente si è occupato del tema del salario per i differenti settori. Perciò, chiediamo ai fratelli poliziotti di riflettere e tornare ai loro posti di lavoro.

Leonardo Mariaca, rappresentante dei Lavoratori Sociali Comunitari: Convochiamo tutta la gioventù ad unirsi per poter difendere questa rivoluzione ed il processo di cambiamento. Denunciamo che venerdì scorso non c’erano gli educatori di strada, le zebre, questo ci fa pensare che stavano appoggiando le azioni vandaliche. Compagno Evo, comandi che e lavoratori sociali ci siano fino alla morte. Se succede qualcosa i responsabili sono coloro che stanno dietro questo tentativo di colpo di stato, ma noi saremo tutti lì a difendere il processo di cambiamento.

Ciro Bozo, rappresentante degli insegnanti urbani Santa Cruz: Come maestri puntiamo sempre sulla democrazia; in questo senso, dobbiamo riconoscere che in questo processo di cambiamento che si vive nel paese, con molte difficoltà, ci sono avanzamenti come nelle rivendicazioni sociali. Noi non siamo militanti del MAS, però lo siamo di questo processo di cambiamento. Diciamo ai politici falliti, non so perché ora non si pronuncia Juan Del Granado, ma sappiamo che il silenzio è complice e fa capire che questa è una cospirazione. Non siamo in condizioni di tornare a una dittatura, puntiamo sull’approfondimento del processo di cambiamento.

Amalia Coaquira, rappresentante dell’Alleanza per la Rivoluzione: il processo di cambiamento è del popolo e lo difenderemo. Chiediamo alla popolazione di non farsi sorprendere da altre persone che hanno altri interessi. Siamo in emergenza e difenderemo il processo finchè potremo.

Nancy, rappresentante dell’Unione delle Donne Boliviane: esorto le madri a riflettere sul futuro che lasceremo ai nostri figli, per questo dobbiamo essere ferme e fare fronte contro i neoliberisti e difendere il processo di cambiamento. Difenderemo il processo di cambiamento da qualsiasi parte del paese. La liberazione della donna arriverà solo con la liberazione del popolo. Noi dell’unione delle Donne Boliviane siamo risolute in questo processo e nostro compito: continueremo, succeda quel che succeda.

Senatrice Rina Aguirre: Al fratello Evo, diciamo che non è solo, siamo al tuo fianco. Ai poliziotti diciamo che per la prima volta sono stati trattati come persone e sono stati considerati tutti i loro diritti. Tarija è in allerta e seguiamo passa passo tutti gli eventi, non permetteremo che si impongano gli interessi dell’impero come è successo in Paraguay.

Freddy Torrejón, rappresentante di Nord y Sud Cinti: Non permetteremo che si distrugga il processo di cambiamento, perché l’abbiamo costruito per anni; prima di abbattere il Presidente dovranno abbattere noi. I nostri compagni ci stanno chiamando, ci chiedono cosa facciamo; dicono: blocchiamo, che facciamo; tutti sono in allerta per difendere il processo di cambiamento. Non permetteremo che si distrugga la democrazia nel paese. Le organizzazioni sociali si stanno manifestando, difenderemo col sangue, con la vita il processo di cambiamento, perché questo è costato ai nostri nonni ed è nostro obbligo difenderlo.

Deputato Jorge Medina: Richiamo al buon senso ed alla riflessione i dirigenti della Polizia che non vogliono accettare l’accordo con il Governo. Si vede come la destra sta operando in alcune istituzioni e con alcuni dirigenti. Quello che si deve fare è sederci tutti, se si deve rivedere la Legge 101, lo faremo. Diciamo al fratello Evo che non è solo e se dobbiamo mobilitarci lo faremo pacificamente.

Antonio Costas, direttore del SEGIP, ha informato a partire da domani si riprenderanno le attività istituzionali in luoghi dove non ci sia accesso all’infrastruttura della Polizia. Ha confermato che dal 2011 ad oggi sono state consegnati alla Polizia oltre 75 milioni di bolivianos in entrate per carte d’identità e patenti di guida, persino superando le entrate che c’erano durante l’amministrazione della Polizia.

Franklin Gutiérrez, presidente della Giunta Nazional dei Padri di Famiglia: Gente infiltrata nella Polizia sta macchiando quello che significa questa istituzione. Per questo chiamiamo a riflettere la dirigenza della Polizia, perché stanno dando un cattivo esempio ai nostri figli. Come padri di famiglia appoggeremo il processo di cambiamento.

Deputato Marcelo Elio: Convochiamo tutti i poliziotti impegnati nell’istituzione verde oliva a riflettere e accettare l’accordo firmato con il Governo. Li esortiamo a non abbandonare il buon senso.

Zabala, rappresentante di Trinidad: Siamo in emergenza, diciamo al presidente che siamo determinati nella difesa del processo di cambiamento. Il Governo deve far rispettare l’accordo firmato con la Polizia. Vediamo che ci sono interessi per destabilizzare il processo di cambiamento. Diciamo a coloro che ci sono dietro che non lo permetteremo.

Senatrice Clementina Garnica: I dirigenti di Potosí si sono dichiarati in veglia e riunione permanente, saranno attenti alla difesa del processo di cambiamento. Riflettano quei cattivi poliziotti che stanno anche violando la Costituzione, sono loro quelli che più devono rispettare e far rispettare la Costituzione, ma non lo fanno, commettendo atti vandalici.

Deputato Miguel Ruiz: Il Beni difenderà il processo di cambiamento, perché grazie a questo processo il Beni non è più senza futuro ed ha un presente. Alla destra non piace riconoscere quello che fa il Presidente Evo, brucia, perché quello che loro non hanno fatto per anni, il Presidente lo sta facendo in modo trasparente e a beneficio dei più bisognosi.

Edmundo Polo, presidente di Ferreco: Noi delle cooperative minerarie d’oro garantiamo la democrazia con a capo il presidente Evo Morales. Non permetteremo preoccupazioni destabilizzatrici del Governo. Stiamo convocando per telefono le nostre organizzazioni, fino a domani ci pronunceremo sul conflitto della Polizia, ma siamo in allerta per difendere la democrazia.

Manifesto pubblico delle organizzazioni del Sud, Tarija: Denunciamo preoccupazioni golpiste. Chiamiamo a difendere la democrazia e la pace nel paese. Ci appelliamo alle mogli dei poliziotti e alle basi affinché accettino l’accordo firmato col governo, e ci autoconvochiamo in veglia permanente finché non si concluda il conflitto

Realizzazione: Natura Avventura

Joomla Templates by Joomla51.com