COMUNICATO URGENTE

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L’Ambasciata dello Stato plurinazionale di Bolivia in Italia preoccupata per i recenti accadimenti causati dall’ammutinamento della Polizia organizzato dal settore di base della Polizia Boliviana, denuncia le intenzioni di destabilizzazione contro il governo del cambiamento e comunica la propria posizione al proposito:

La richiesta salariale fatta dai poliziotti, iniziata nella città di la Paz, avviene in trasgressione all’essenza dell’istituzione di Polizia, che non è deliberante. A partire da una richiesta salariale si compiono una serie di violazioni ed atti violenti contro i membri della polizia che si opponevano a tale atteggiamento della base di una importante unità di La Paz che si è ammutinata lo scorso giovedì 21 giugno ed hanno espulso dalla caserma il comandante e altri ufficiali per richieste salariali.

Il Governo dello Stato Plurinazionale di Bolivia, attento alla richiesta fatta malgrado fosse stata fatta in maniera inappropriata e violenta, anche con la partecipazione delle mogli dei poliziotti, ha proceduto a instaurare dei negoziati che permettessero di conoscere le richieste e occuparsene.

Nella mattina della scorsa domenica 24 giugno, autorità del Governo, rappresentanti dell’Associazione dei Sotto Ufficiali, Poliziotti di basso grado e Poliziotti (ANSSCLAPOL), della Federazione Nazionale Unica delle Mogli dei Poliziotti, dell’Alto Comando di Polizia hanno firmato un accordo di 8 punti che mette fine alla mobilitazione dei poliziotti di grado basso. L’accordo è stato rubricato alla presenza della presidente dell’assemblea Permanente dei Diritti Umani de La Paz, Teresa Subieta. Per i poliziotti in mobilitazione hanno firmato il documento le persone che avevano presentato la domanda.

Sottoscritto l’accordo, tanto il ministro del Governo, Carlos Romero, come il Sotto Ufficiale Edgar Ramos, presidente dell’ANSSCLAPOL, si sono felicitati del fatto che nel negoziato si fosse imposta la linea del dialogo e si fossero esaudite le richieste presentate, facendo notare che l’attuale Governo ha fatto agli uniformati aumenti in percentuale “non paragonabile” a quelli dei precedenti governi, cercando di favorire i poliziotti, i sergenti e i poliziotti di grado basso in special modo.

Conclusi i negoziati, tanto il ministro del Governo, come il Comandante della Polizia, hanno dato disposizione di ristabilire le funzioni del servizio della polizia come impegno davanti alla società.

Effettivamente, stranamente, vari gruppi di poliziotti barricati in unità di polizia de La Paz e di altri dipartimenti hanno rifiutato l’accordo firmato la mattina di domenica 24 giugno dal Governo e dai rappresentanti dei poliziotti di grado basso, ammutinati dallo scorso giovedì e hanno deciso di non smettere con le pressioni, secondo quanto riportano i media locali. Questo atteggiamento si capisce come un fatto che inizia come domanda sociale e salariale e passa a una fase di ammutinamento che non prende in considerazione gli sforzi fatti dal Governo.

Questa situazione che riguarda i poliziotti di base di cinque dei nove dipartimenti della Bolivia, continuata in modo irresponsabile e pericoloso con le armi, mette in pericolo la sicurezza dello Stato e lascia totalmente indifesa la cittadinanza. Si deve lamentare la presa dei comandi dipartimentali della polizia in vari dipartimenti e l’assedio costante del palazzo legislativo nella città di La Paz, oltre all’occupazione armata delle piazze, atti di vandalismo nell’occupazione di edifici pubblici, roghi di documenti relativi a processi giudiziari e distruzione di materiale, aggressioni alla popolazione civile, anche a donne.

Si è potuto scoprire che un gruppo di poliziotti di grado basso, capeggiato da ex ufficiali legati a partiti politici o con passato politico, sostiene un ammutinamento in 5 delle 9 citta della Bolivia, e questo significa il sequestro della polizia, impedendo il lavoro delle istituzioni dello Stato e, contemporaneamente, l’assedio al Palazzo del Governo. Questa situazione si è chiaramente evoluta in un atto di sedizione con interessi politici e distribuzione di armi ai civili.

Questo modo d’agire fa parte di un piano di destabilizzazione dell’ordine istituzionale, il cosiddetto piano TIPNIS, che ha lo scopo di spodestare il governo instaurato, ricollegare l’ammutinamento con l’arrivo della marcia del TIPNIS, appoggiato da forze politiche conservatrici, con il forte rischio della presa del palazzo di governo oggi 26 giugno 2012.

Il Governo boliviano ha mantenuto la serenità in ogni momento astenendosi dal comandare alle forze armate di ristabilire l’ordine e la tranquillità, e soprattutto impedendo che ci siano scontri.

Il Governo ha intimato agli uniformati che ancora si mantengono mobilitati in varie unità del paese a deporre questa misura di pressione e tornare alla normalità per garantire la sicurezza cittadina nel paese ed ha assicurato tutti gli sforzi per l’ottenimento di migliori condizioni di vita per tutti i poliziotti boliviani, nel senso che sono state soddisfatte tutte le richieste con un significativo aumento, anche un aumento del buono e il raddoppio della dotazione di viveri annuale.

Si deve rimarcare che nelle ultime ore sono state emesse comunicazioni che fanno riferimento al fatto che i membri della polizia ammutinati si riuniranno con i piano TIPNIS per destabilizzare il Governo. Altre fanno riferimento alla possibilità di assassinio del Ministro Carlos Romero e di membri delle forze armate. Queste comunicazioni fanno anche riferimento a preparativi di confezionamento di bombe Molotov per attaccare il Palazzo del Governo per effettuare un colpo di Stato contro il Governo di Evo Morales.

Di fronte all’imminenza di un processo di sedizione che non trova soluzione nelle richieste salariali e sindacali della Polizia della Bolivia, è chiaro che lo Stato si trova di fronte a un fatto che cerca di interrompere l’istituzionalità e tagliare la democrazia.

Il Governo dello Stato Plurinazionale di Bolivia, di conseguenza, convoca e chiama a difendere la democrazia di fronte agli sforzi golpisti denunciati nelle ultime ore sviluppati da gruppi politici nell’ammutinamento dei poliziotti di grado basso.

Roma , 26 giugno 2012

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