Evo Morales, mandatario della Bolivia, ha assicurato oggi che, dalla presidenza del Gruppo dei 77 più Cina, il paese sud-americano promuoverà un ordine mondiale pacifico, giusto e basato sull’armonia con la natura. Per Morales la costruzione senza esclusioni di un nuovo ordine internazionale passa per l’impulso con 10 obiettivi che ha esposto nell’evento, che ha contato con la presenza del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, e del presidente dell’Assemblea Generale, John Ashe. Difenderemo un pianeta senza imposizioni, gerarchie, saccheggio di risorse e guerre interventiste, nel quale siano considerati i diritti della madre terra, ha affermato nelle Nazioni Unite durante la cerimonia di trapasso della presidenza del blocco che riunisce 133 paesi in via di sviluppo. Dal G-77 dobbiamo promuovere un cambiamento nelle priorità della generazione delle ricchezze, per passare dal lucro e dall’accaparramento alla soddisfazione delle necessità degli esseri umani, ha detto nella cerimonia nella quale Bolivia ha ricevuto dalle Isole Fiji le redini del Gruppo fondato nel giugno del 1964.

Il presidente della Bolivia, Evo Morales,  ha affermato che il suo governo non permetterà per questioni di dignità, le cospirazioni delle Organizzazioni non Governative – ONG’s  -accreditate in Bolivia, ha informato PL.

“Per una questione di dignità delle boliviane e dei boliviani, non si permetterà  che le ONG’s con  i loro finanziamenti vengano a cospirare contro la democrazia e il governo nazionale”, ha segnalato Evo Morales, che ha aggiunto parlando alla stampa, che i boliviani hanno il diritto costituzionale di far politica, ma non di cospirare con denaro che viene dall’estero.

Alcune ONGs’ vengono a cospirare finanziando gli oppositori, vengono e ci trattano come non avessimo una formazione, guardandoci dall’alto in basso come un padrone o un  impero, e questo non lo permetteremo”, ha assicurato,  e inoltre ha considerato positivamente il lavoro di altre ONGs’ “che apportano e lavorano in coordinamento con municipi e governi, per stimolare lo sviluppo sociale, per cui si garantisce questa  cooperazione”, ha detto ancora.

Il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), Graziano da Silva,  ha segnalato il successo dell’Anno Internazionale della Quinua, chidendo il suo programma in Perù in un incontro pubblico nella località di Capachica, nella regione di Puno, al confine con la Bolivia, con la presenza del ministro peruviano dell’Agricoltura, Milton Von Hesse. Da Silva  ha detto che il saldo delle attività programmate è una maggiore produzione, maggior consumo, visibilità  e conoscenza scientifica   del detto cereale d’oro, per il suo alto valore nutritivo, che lo include tra gli alimenti indicati per combattere la fame nel mondo.
Inoltre ha elogiato il governo peruviano per aver dato priorità all’Anno Internazionale della Quinua, del quale è stata ambasciatrice la prima dama, Nadine Heredia, che ha detto: “Il Perù ha lanciato un segnale ulteriore del suo impegno per sradicare la fame e la povertà”. Per la FAO la Quinua ha smesso d’essere prodotto solo delle Ande.

Il presidente boliviano, Evo Morales, si è dispiaciuto questo giovedì che il comitato del Premio Nobel della Pace si sia confuso nell’anno 2009 ed abbia concesso questo premio al mandatario statunitense Barack Obama, poiché lui negli ultimi anni ha dimostrato di essere meritevole, al contrario, del Premio Nobel della Guerra.

Il capo di Stato boliviano ha ricordato che da quando Obama ha assunto il potere negli Stati Uniti, nel mondo sono proliferate le guerre, sottolineando così la continuità dei conflitti armati in Afghanistan, Iraq, Libia e, recentemente, Siria. Ha affermato tutto ciò durante una visita ufficiale che realizza a Caracas, la cui intenzione è controllare lo stato delle relazioni bilaterali insieme al suo omologo venezuelano, Nicolas Maduro. In riferimento al caso della Libia, ha ricordato che non solamente Obama è responsabile della morte dell’ex presidente di quello paese, Muamar Al Gaddafi, ma anche del massacro del popolo libico e della distruzione della nazione nordafricana. Morales ha affermato che Obama si crede “il padrone del mondo”, con autorità per intervenire in qualunque paese, a patto che ci siano in ballo risorse energetiche. Inoltre, ha criticato che per controllare Obama non servono le Nazioni Unite, e neanche il Consiglio di Sicurezza. “Questo ci fa pensare alla necessità di creare un tribunale internazionale dei popoli, capace di incominciare a giudicare, perfino, lo stesso mandatario nordamericano”, ha enfatizzato.
In questo senso, ha anticipato che stabilirà contatto con vari premi nobel della pace e con alcuni organizzazioni patrocinatrici dei diritti umani, per incominciare a lavorare su questa proposta. “Qualcuno deve fermarlo, le cose non possono rimanere così, dobbiamo difendere la vita di tutti i popoli del mondo”, ha precisato.
Infine, ha sottolineato che per Washington “provocare guerre è sempre la soluzione, essendo l’obiettivo essenziale impadronirsi del nostro petrolio e vedere se così possono affrontare le loro crisi finanziarie”, ha puntualizzato.
In un altro ordine di idee, Morales ha risposto positivamente all’appello del Presidente venezuelano per consolidare più unità e combattere i piani destabilizzanti che attentano contro i loro popoli. “Ascoltare Nicolas è continuare ad ascoltare il Comandante Hugo Chavez, continuiamo in una battaglia permanente”, ha enfatizzato.
Da parte sua, il Mandatario venezuelano ha affermato che darà il suo appoggio alla proposta che ha formulato Morales, mercoledì, nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU): cambiare la sede dell’organismo da New York ad un’altra capitale del mondo.
Morales ha ricordato che è stato “il compagno Chavez che ci ha insegnato a perdere la paura dell’Impero”, per questo motivo ha ripetuto la sua proposta, “bisogna cambiare posto alla sede delle Nazioni Unite perché lì non ci sentiamo sicuri.”

con informazioni di TeleSur

traduzione di Ida Garberi

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