Camilo Morales, vice ministro allo Sviluppo  Produttivo e l’Economia Plurale della Bolivia, ha detto che il progetto è stato  firmato dalle ditte cubane  Puntex y Mediatex, a la boliviana Impresa Pubblica Nazionale Tessile.

Durante una visita realizzata nella XXXII Fiera Internazionale de L’Avana (Fihav 2014), Morales ha segnalato che questa iniziativa è già avanzata nel tema produttivo e permetterà il commercio delle merci nei due Stati.

Morales ha affermato che: “Questo piano è una mostra dell’interesse delle autorità del mio paese di stringere ulteriormente i vincoli economici con Cuba, perchè esistono già  forti  legami politici e adesso vogliamo portarli su un piano di sviluppo produttivo”.

“Una mostra di questa volontà è la crescente presenza boliviana nella FIHAV 2014, espressa quest’anno con la presenza di una ventina di imprese”, ha detto.

Con un gesto significativo ed eclatante, alcune ore fa il governo della Bolivia ha deciso di includere Israele nella propria lista di "Stati terroristi" per protestare contro il massacro in corso ormai da decine di giorni nella Striscia di Gaza e costato finora la vita a più di 1300 palestinesi, per lo più civili, donne e bambini inermi.

L'offensiva militare delle forze armate di Tel Aviv contro la popolazione della piccola enclave assediata "dimostra come Israele non sia il garante dei principi del rispetto della vita e dei diritti fondamentali che garantiscono la coesistenza pacifica della nostra comunità internazionale" ha dichiarato il presidente socialista boliviano, Evo Morales.

La Paz ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel 2009, dopo un'altra operazione militare nella Striscia; tuttavia, la Bolivia ha fino ad ora rispettato un accordo del 1972, firmato dall’allora giunta militare di estrema destra, che permetteva il libero ingresso dei cittadini israeliani nel Paese.

Con un gesto significativo ed eclatante, alcune ore fa il governo della Bolivia ha deciso di includere Israele nella propria lista di "Stati terroristi" per protestare contro il massacro in corso ormai da decine di giorni nella Striscia di Gaza e costato finora la vita a più di 1300 palestinesi, per lo più civili, donne e bambini inermi.

L'offensiva militare delle forze armate di Tel Aviv contro la popolazione della piccola enclave assediata "dimostra come Israele non sia il garante dei principi del rispetto della vita e dei diritti fondamentali che garantiscono la coesistenza pacifica della nostra comunità internazionale" ha dichiarato il presidente socialista boliviano, Evo Morales.

La Paz ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel 2009, dopo un'altra operazione militare nella Striscia; tuttavia, la Bolivia ha fino ad ora rispettato un accordo del 1972, firmato dall’allora giunta militare di estrema destra, che permetteva il libero ingresso dei cittadini israeliani nel Paese.

Il popolo boliviano al capo dello Stato Plurinazionale ha seguito il processo con grande interesse e responsabilità perché crede che questo tipo di istanze risolvano pacificamente i problemi che ancora oggi alcuni stati hanno. Ieri abbiamo ascoltato con molta attenzione la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia e rispettiamo qualsiasi soluzione può essere fornita dai tribunali.Colgo l'occasione che mi date per dire al mondo che la Bolivia è uno Stato pacifista non solo per l'ultima Costituzione approvata con un referendum dal popolo boliviano, ma per esperienza, l'esperienza pacifista del movimento indigeno, del fatto che siamo per la vita e non per la morte, non siamo aggressori, non pratichiamo politiche interventiste né espansionistiche, ma siamo della cultura del difendere la vita e l'umanità e per questo nell'ultima Costituzione raccogliamo quel grande rispetto verso la vita che viene dal movimento indigeno.

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