(trad.A. M., in Cuba) 

 

Gli inganni totalizzanti del modello neoliberista, i suoi miti intorno ad un supposto accesso universale a tecnologie, capitali e mercati,sono stati gli argomenti principali della Commissione sui temi sociali e del lavoro, che hanno mostrato il fracassato volto umano di questa globalizzazione in verità polverizzatrice e distruttrice…

La tecnologia di per sé non è progresso né contribuisce all’uguaglianza, nella misura che è strumento dei centri di potere,ha sostenuto l’argentino Rouvier.Da una prospettiva simile, il messicano Armando Sanchez Diaz evidenziava gli effetti economico-socialidel modello neoliberistasviluppatinel suo paese a partire dagli anni ’80 che hanno contraddetto la presuppostainfallibilità dei mercati…

Dal primo mondo, l’italiana Rita Martufi ha sostenuto come si vanno a delineare i tentativi di nascondere la crisi del sistema, con l’ implosione delle contraddizioni al punto in cui si annuncia una fase finale e un limite già da ora  alla possibilità  reale di accumulazione del modello capitalista.

Nonostante ciò, ha avvistato Rita, il capitalismo trova sempre nuove  modalità di riadattamento per sopravvivere. Di qui , l’importanza che i lavoratori e tutti gli altri soggetti organizzati della trasformazione sociale assumano il loro ruolo storico.

 

 

CARLO MARX HA PARLATO NELLA SALA 3,   di Francisco Rodriguez Cruz, in “Globalizacion” del 4 marzo ,2009 (trad.A.M., in Cuba)

 

Quando il professore italiano Luciano Vasapollo è arrivato nella Sala 3 del Palazzo delle Convenzioni è sembrato che Carlo Marx abbia cominciato a parlare.La teoria del filosofo tedesco sull’essenza del capitalismo contemporaneo è stata analizzata e così affrontata ,  in maniera precisa e attuale e non come un fantasma,  dalla Commissione sulla crisi economica globale nella sessione mattutina del martedì.

Nella mia esperienza personale in tutte le undici edizioni di questo incontro sulla  Globalizzazione, ha detto il prof. Vasapollo,  non ho mai sentito menzionare, citare e ponderare tanto le idee marxiste da economisti e politologi di tutte le tendenze di pensiero, come in questo momento di crisi finanziaria ed economica che stiamo attraversando.Il richiamo al suo nome e ai suoi studi per comprendere la normalità delle crisi  periodiche di sovrapproduzione nella società capitalista , si possono equiparare solo al numero di volte in cui si  menziona il nome di John Maynard Keynes (1883-1946).E’ chiaro che il richiamo all’uomo britannico nel dibattito attuale è associato alla denuncia degli intenti che rendono protagonisti i disperati e confusi  rappresentanti del neoliberismo per salvare, attraverso un intervento statale, il modello economico che sta portando al disastro del pianeta.

Così ha esordito nel momento del suo primo intervento il prof. Vasapollo, in una giornata intensa in cui gli accademici messicani Alejandro Valle e Arturo Guillen avevano esposto una analisi della crisi attuale e la sua origine nella economia reale, più che in quella finanziaria, per nulla disprezzabile, sfruttata in tutti i suoi aspetti  dagli ideologi del liberalismo e dall’onnipotente potere del mercato…….

E poi l’irriducibile e apertamente dichiarato marxista italiano ha preso di nuovo la parola per dire che gli intellettuali europei che si dicono di sinistra hanno “abbandonato la cassetta degli attrezzi di Marx” e dimostrano con le loro accettazione delle formule keynesiane la loro sottomissione alla ideologia del capitale.

Non c’è un capitalismo produttivo buono e uno finanziario cattivo: il modo di produzione capitalista è uno solo e le sue leggi fondamentali  continuano ancora oggi attraverso la creazione e appropriazione del plusvalore,  ha spiegato Vasapollo avventandosi contro tale sistema.

I metodi e le ricette  per uscire dalla crisi sono sempre contro i lavoratori, prima, durante e dopo la crisi; gli Stati Uniti, ha proseguito, hanno esaurito la loro funzione di locomotiva  della economia mondiale e la crisi è a sua volta una crisi ambientale, energetica, di diritto, di cultura ed etica.

Il superamento del modo di produzione capitalista, e di  questa crisi, che secondo il professore potrebbe annunciare la auspicata fase finale dell’imperialismo USA, dipenderà dal modo di organizzazione che si daranno le forze progressiste in una battaglia che in ultima istanza continua a seguire la dinamica della lotta di classe di cui ha parlato Marx.

Nonostante ciò  sarebbe un errore scartare a priori una uscita ancora  di tipo capitalista  dalla crisi attuale. Il sistema può e ha le possibilità di tentare di creare nuove situazioni che producano ancora una volta la contraddizione conflittuale e antagonista esistente tra capitale e lavoro.

Se non vi è una forza rivoluzionaria che diriga la trasformazione verso il socialismo allora  il capitalismo può continuare a dominare.

“Per questo – ha esortato il professore italiano analisi e dichiarazione finale del suo discorso- dobbiamo continuare la lotta intellettuale, culturale nella dinamica della lotta di classe”.

Report degli incontri e delle attività

della delegazione della Rete dei Comunisti a Cuba 

 

 

Anche questo anno una delegazione della Rete dei Comunisti si è recata a Cuba per una serie di incontri, rispondendo all’invito del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, il cui obiettivo è stato il consolidamento delle relazioni con il Partito, le Istituzioni e gli Organismi in cui è strutturata l’organizzazione politica cubana.

 

La delegazione nel corso di due intense e  prolifiche  settimane di lavoro ha avuto modo di  constatare concretamente gli alti livelli di resistenza e d’organizzazione attraverso i quali il popolo cubano, diretto da un Partito e un Governo  che in modo altamente dinamico applicano i principi socialisti rivoluzionari, affrontano l’attuale e difficile situazione internazionale caratterizzata da una gravissima  crisi economica e finanziaria del sistema capitalista che si sta abbattendo sull’intero pianeta e le cui ripercussioni colpiscono duramente i paesi del Terzo Mondo.

 

Tale grave crisi internazionale colpisce ancor più fortemente Cuba poiché è soggetta da ormai mezzo secolo ad un anacronistico e vile embargo da parte delle varie Amministrazioni statunitensi susseguitesi da Eisenhower ad Obama.

 

Ciò nonostante  il processo rivoluzionario non si arresta e adotta tutte le misure necessarie per riadeguare la sua pianificazione economica socialista alle nuove e gravi contraddizioni prodotte dall’intensissima crisi che il sistema capitalista a livello mondiale sta attraversando, non mancando di rettificare tutte quelle inevitabili inadeguatezze economiche, sociali, con a volte contraddizioni e arretratezze che a Cuba, di riflesso, per essere un piccolo paese socialista del Terzo Mondo immerso in una imponente sistema mondiale egemonizzato economicamente dal modello di sfruttamento capitalista,   conseguentemente  si producono.

 

Tali modifiche, ultimamente, hanno interessato la razionalizzazione integrale delle risorse dello Stato socialista, attraverso l’accorpamento di alcuni Ministeri e la rimozione dai loro posti di responsabilità alcuni membri nel Governo e nel Partito.

 

Questa importante e necessaria ristrutturazione è stata percepita dai componenti della delegazione, nei numerosissimi incontri, dibattiti, conferenze o solo semplici conversazioni avuti durante il loro lungo e variegato itinerario che ha attraversato tutta l’Isola da Pinar del Rio, a La Habana, fino a Santiago de Cuba, come un importante e tangibile segno di vitalità e di dinamicità del processo rivoluzionario diretto dal PCC.

 

La delegazione nel corso della sua permanenza ha potuto incontrare i compagni Oscar Martinez vice responsabile del Dipartimento Relazioni Internazionali del C.C. e Juan Carlos Marsan responsabile dello stesso per l’Europa.Nel corso di questi incontri sono state analizzate le nuove prospettive della situazione internazionale e con particolare riguardo il fondamentale e determinante processo d’integrazione latinoamericana; importanti anche le analisi e i possibili sviluppi in Europa e  in Italia e per finire lo stato ed il ruolo attuale del movimento comunista a livello internazionale nella fase contraddistinta dalla gravissima crisi economica, sociale e politica internazionale.Ciò ha permesso di evidenziare i limiti e le contraddizioni che attraversano oggi le forze comuniste e far emergere la necessità di rafforzare i vincoli tra il PCC e la Rete dei Comunisti e i loro principali metodi  d’intervento e di radicamento tra le masse popolari e i lavoratori.

 

Con i vari  Centri Studi in particolare dell’università di Pinar del Rio e dell’Havana e con iresponsabili del Centro Studi Medio Ambiente e Risorse Naturali, i responsabili del Centro Studi Demografici e del Centro Studi Trasformazioni Tecnologiche  si sono potuti approfondire i temi politico-economici e sociali della movimentata situazione dei diversi paesi del Continente Rebelde che, se anche in maniera diversificata, stanno esprimendo un alto contenuto politico di autodeterminazione attuando concretamente il processo di costruzione del socialismo nel XXI secolo.

Un importante incontro la delegazione della Rete dei Comunisti l'ha tenuta al Centro Studi sull'Europa dove si sono affrontati i temi legati alle politiche neoliberiste in Europa con particolare riferimento alle vicende politiche in corso nella sinistra italiana.

Di rilievo gli incontri istituzionali con Ministeri e con le varie agenzie come quella del Medio Ambiente, quella di Statistica, che hanno permesso di rinsaldare la collaborazione complessiva su temi politici, economici e sociali.

Importanti anche gli incontri con il Comitato Internazionale per la liberazione dei cinque patrioti cubani, con i quali si è preso l'impegno di intensificare la battaglia anche sul piano politico in Italia e in Europa.

In particolare  la delegazione ha potuto in lunghi e articolati incontri approfondire temi politico-culturali e sviluppare progetti di collaborazione con vari Ministeri; a tal fine di particolare importanza gli incontri con il compagno Abel Prieto Ministro della Cultura, il compagno Oberto Santin Viceministro dell’Educazione Superiore, con i responsabili del Centro Studi del Ministero dell’Economia e della Pianificazione e del Centro Nazionale di Statistica; con tutti si è aperta un’attiva e proficua collaborazione che troverà nuovi impulsi e scadenze di lavoro nei prossimi mesi.

 

Si è così complessivamente ancor più rafforzato il vincolo di collaborazione e l'unità di intenti con le varie istituzioni cubane nella visione complessiva dei fenomeni in atto in campo politico, economico, culturale e sociale anche con incontri con compagni intellettuali e di gruppi politici e movimenti di lotta contro l'imperialismo di vari paesi dell'America Latina (del Brasile, Messico, Venezuela, etc.) con i quali si sono intensificate le relazioni politiche e culturali.

Durante questi incontri la nostra delegazione ha espresso solidarietà ed appoggio ai popoli e ai governi di Cuba, Bolivia, Venezuela, Ecuador e ai movimenti di lotta contro l'imperialismo e per la costruzione del processo politico del socialismo del e nel XXI secolo.

 

La delegazione ha partecipato al Congresso Internazionale degli Economisti su Globalizzazione e Sviluppo, organizzata dall’Associazione Nazionale Economisti Cubani intervenendo ai lavori del Congresso con 2 relazioni nelle sezioni dedicate alla crisi;gli interventi sono stati apprezzati e accolti molto favorevolmente e hanno prodotto un confronto attivo e un dibattito propositivo nell’importante forum di economisti.

Di prospettiva e rilevanza politico-culturale gli incontri con la rete "En defensa de la Humanidad" e con diversi studiosi di Cuba su specifiche tematiche e con i responsabili dell’ALBA culturale.

 

Particolarmente interessanti ed emozionanti anche gli incontri con il  Comandante Camacho, combattente nella Sierra Maestra, e con il compagno Armando Hart Davalo presidente dell’Associazione Culturale Josè Marti per accordi per una prossima conferenza internazionale su Gramsci e Mella, rispettiviamente fondatori del P.C. d’Italia e P.C. di Cuba.

Ricca di prospettive la relazione con il compagno Rafael Polanco Brahojos direttore della rivista della Società Culturale Josè Marti, Honda, con il quale è stata aperta una stretta collaborazione con la rivista Nuestra America.

Molto interessanti  anche gli incontri con l’Istituto Cubano d’ Amicizia con i Popoli e

Stato Maggiore dei Lavoratori Sociali.

 

Abbiamo così potuto verificare direttamente come l'intera società cubana stia crescendo e cercando anche nuovi approcci nei modelli di pianificazione per migliorare continuamente sul piano economico e sociale, salvaguardando e rafforzando le conquiste del socialismo in un processo rivoluzionario dinamico, attivo e moderno, capace di far fronte ai problemi di uno sviluppo equilibrato con forti compatibilità sociali e ambientali e di superare le difficoltà , nonostante l'infame blocco imposto dall'imperialismo degli Stati Uniti e una Europa, nel migliore dei casi, prevenuta e ostile ad ogni processo di autodeterminazione capace realmente di opporsi alle leggi del capitale internazionale. Ecco perchè tante menzogne e propaganda anticomunista all'annuncio degli accorpamenti e cambi nella guida di alcuni Ministeri. La nostra delegazione era a Cuba e abbiamo potuto verificare come i compagni del Partito Comunista e il popolo cubano abbiano immediatamente espresso un profondo e sentito riconoscimento positivo dei cambiamenti in atto e con la dignità, la lealtà e la consapevolezza che il Partito e il processo rivoluzionario dispone di quadri di una generazione intermedia preparata e capace di dirigere la complessità delle prossime tappe del socialismo,in una condizione ancora più difficile per governare il paese nell’attuale fase di grave crisi sistemica  del capitale internazionale ,cercando al contempo  di creare le condizioni per un’opportunità di cambiamenti nel contesto mondiale in chiave anticapitalista.

 

L’amplia diversificazione degli incontri, dei dibattiti e delle attività internazionali, e bilaterali sottolinea come Cuba resta per tutti i comunisti quell’eccezionale laboratorio rivoluzionario utile ed indispensabile al rafforzamento sul piano mondiale dell’ineludibile battaglia delle idee.

La nostra delegazione esprime un sentito ringraziamento al Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e alle Istituzioni per questo invito che rafforza ancora di più la nostra amicizia e il legame al processo rivoluzionario, al popolo, al governo cubano.

Per la Rete dei Comunisti si rafforza la convinzione dell’importanza fondamentale che l’esperienza dei comunisti cubani rappresenta, in termini d’esempio e  di sacrificio per tutti i rivoluzionari, gli antimperialisti,gli anticapitalisti, i comunisti di tutto il mondo, per il rilancio dell’iniziativa dell’interno movimento di classe e comunista internazionale.   

 

LA RETE DEI COMUNISTI


Roma, 14 marzo 2009

 

L'Avana. 22 Febbraio 2012

La delegazione che ha rappresentato l’Università ‘La Sapienza’ di Roma al 8º Congresso Università 2012,  guidata dal professore d’economia Luciano Vasapollo e integrata da nomi come quello del Prof. Asor Rosa, è rientrata in Italia, ma Luciano, che è anche il vice presidente del Comitato Italiano  per la liberazione dei Cinque, e direttore scientifico della Rivista Nuestra America, “Capitolo della rete delle reti in difesa dell’umanità”, è ancora a Cuba e sta svolgendo una fitta agenda di incontri in diverse università.

Dopo Pinar del Río, nella cui Università è professore ad honorem,  città in cui ha firmato accordi di scambi culturali e di docenti nel settore dell’economia, andrà a Santiago di Cuba, dove ugualmente sarà ricevuto tra alcuni giorni nella facoltà dai più alti docenti per elaborare piani di lavoro e di scambio. Nelle varie università visitate ha offerto conferenze a partecipato a dibattiti.

A L’Avana ha conversato con Oscar Martínez nel Comitato Centrale, analizzando in particolare aspetti delle tesi, le linee d’economia e sviluppo  approvate nel VI Congresso del PCC, ed ha anche incontrato il ministro d’educazione superiore Diaz Canel, con il quale  ha parlato della cooperazione tra le università italiana e cubana,  in vista di incontri per dibattere questioni sociali ed economiche d’interesse in questa fase di cambiamenti e di crisi globale.

L’incontro con il vice ministro d’Educazione Superiore Oberto Santin si è basato su economia ed educazione nella società di oggi, temi affrontati anche nella conversazione con Ramon Sánchez Noda, specialista in marxismo-leninismo,  con il quale sono stati reiterati i vincoli ideologici.

Luciano Vasapollo con la sua tipica vivacità piena di passione e di conoscenza  ha incontrato il vice ministro di cultura Fernando Rojas,  con il quale sta elaborando iniziative e scambi culturali, in particolare dopo l’incontro con gli intellettuali nel quale Fidel ha incitato a rinforzare la rete delle reti  in difesa dell’umanità.

Vasapollo lavora da circa 35 anni al fianco  di Cuba e delle giuste cause: è stato anche lui detenuto per ragioni politiche e anche per questo comprende  a fondo quanto è importante combattere la battaglia per la liberazione dei Cinque Eroi cubani.

Recentemente Vasapollo  ha consegnato al Papa Benedetto XVI in un’udienza, la storia dal caso dei Cinque antiterroristi con la preghiera di un’orazione per loro e le loro famiglie, accompagnato da Monsignor  Tarsia, direttore della rivista Jesus delle Edizioni Paoline. 

A L’Avana ha avuto un lungo e proficuo  incontro con Kenia Serrano, presidentessa dell’ICAP - Istituto di Amicizia per i Popoli-   ed ha anche conversato con Osvaldo Martínez, uno dei maggiori economisti dell’Isola.

Parlando di un avvenimento molto prossimo, il prof. Vasapollo ha detto che il viaggio di Papa Ratzinger “rafforzerà le relazioni tra Cuba e il Vaticano e il popolo cubano parteciperà con orgoglio agli eventi previsti per la visita del Pontefice” ed ha ricordato che  il libro “Fidel Castro, la mia fede” è stato pubblicato e ristampato ben tre volte dalle edizioni Paoline.

Il direttore di Jesus,  Mons. Tarsia ha incontrato diverse volte Fidel Castro in preparazione del viaggio di Papa Wojtyla a Cuba e forse verrà a Cuba anche in occasione di questa seconda visita papale.

Gioia Minuti

http://www.granma.cu/italiano/cultura/22febre-Scambi%20tra.html

 

 

L'Avana. 17 Marzo 2012

La Santa Sede ha condannato il blocco statunitense contro Cuba, in una dichiarazione che precede la visita che il Papa Benedetto XVI realizzerà nell’Isola.

In una conferenza stampa il portavoce del Vaticano, Federico Lombardi, ha segnalato che sono le persone che soffrono le conseguenze dell’imposizione statunitense, un assedio economico, commerciale e finanziario imposto da più di mezzo secolo.

“La Santa Sede non crede che questa sia una misura positiva e utile”, ha aggiunto come risposta ad una domanda durante la sessione informativa sul viaggio che il Papa realizzerà dal prossimo 23 marzo, in Messico e a Cuba.

Il portavoce ha riconosciuto il buono stato fisico di Benedetto XVI per effettuare il viaggio in Messico dal 23 marzo e sino al 26, e proseguirà a Cuba dal 26 al 28.

“Sta molto bene e la sua decisione di fare un viaggio così impegnativo fisicamente lo conferma”, ha detto il portavoce.

Questo viaggio del Pontefice è la seconda visita in America Latina dopo quella fatta in Brasile nel 2007.

Il ministero degli Esteri di Cuba ha aperto un sito web dedicato ad informare sulla visita del Santo Padre.

Oltre al programma ufficiale della visita di Benedetto XVI, il nuovo sito “benedictocuba.cubaminrex.cu” contiene informazioni sugli avvenimento attuali della vita ecclesiastica e dati statistici sulla chiesa cattolica e le altre religioni in Cuba.

(PL/Traduzione Granma Int.)

Realizzazione: Natura Avventura

Joomla Templates by Joomla51.com