Il Papa Francisco si riunirà con il patriarca della Chiesa Ortodossa Russa, Kiril, in Cuba il 12 febbraio, prima di raggiungere il Messico dove il Papa va in visita ufficiale, come ha annunciato il Vaticano.

Questa sarà la prima riunione tra i capi di queste due chiese e la si considera un primo passo per una possibile visita di un Pontefice in Russia.

L’incontro prevede una conversazione personale nell’Aeroporto Internazionale José Martí de L’Avana, che terminerà con la firma di una dichiarazione congiunta.

Questa riunione dei due capi della Chiesa Cattolica e della Chiesa Ortodosa russa, è stata preparata da molto tempo, sostiene il Vaticano, e segnerà una tappa importante nelle relazioni tra le due chiese.

La Santa Sede e il Patriarcato di Mosca sperano che sia anche un segno di speranza per tutti gli uomini di buona volontà.

Per questo la Santa Sede invita tutti i cristiani a pregare in maniera fervente, perchè Dio benedica questa riunione che produrrà buoni frutti.

(info agenzie / Traduzione GM – Granma int.)

Miguel Díaz-Canel, primo vicepresidente di Cuba, guida la delegazoine cubana al IV Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC-, è stato ricevuto nell’aeroporto internazionale Mariscal Sucre di Quito dal ministro di cultura dell’Ecuador, Guillón Long.

Dopo il benvenuto ufficiale, Diaz-Canel ha espresso la gratitudine di Cuba al popolo ecuadoriano per il suo incondizionato appoggio e per l’impegno di continuare a lavorare per rinforzare la CELAC.

Il membro del burò politico ha augurato, nella capitale ecuadoriana, che il IV Vertice di questo organismo regionale sarà un successo per il bene di tutti i popoli della regione.

Nel dicembre scorso il Presidente cubano Raúl Castro ha definito la CELAC un meccanismo indispensabile, legittimo, unitario e diverso da coalizioni politiche e integrazioni. (Traduzione GM – Granma Int.)

L’ultima relazione del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo pone Cuba al 67º posto tra i paesi con un Alto Sviluppo Umano. Tra le 188 nazioni che presentano i dati di Sviluppo Umano al programma delle nazioni unite per lo sviluppo PNUD cuba occupa il 67º posto migliorando di due posti la sua posizione rispetto alla relazione del 2014, e la situa nuovamente tra i paesi con un Alto Sviluppo Umano.

“L’Indice di Sviluppo Umano (IDH) è un insieme composto dalla speranza di vita e dagli indici di reddito e d’educazione”, ha segnalato Juan Carlos Alfonso Fraga, direttore del Centro di Studi della Popolazione e lo Sviluppo dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione - ONEI.

“Il IDH, ha aggiunto, è stato creato per sottolineare la crescita economica, ma soprattutto le persone e le loro capacità, che devono essere il criterio fondamentale nella valutazione dello sviluppo di un paese.

I dati offerti del ONEI indicano che la speranza di vita alla nascita nell’Isola raggiunge i 79 anni e questo situa Cuba – in questo - indice al 33º posto della scala globale.

Ugualmente il PNUD valuta la media degli anni di scolarità raggiunta dalla popolazione con più di 25 anni. Questo valore tocca gli 11.5 anni e colloca Cuba al 30º posto.

Il PNUD valuta anche gli anni di speranza di scolarità che l’individuo può raggiungere nel paese. A Cuba questo indice tocca i 13.8 anni, cioè il secondo anno di università, e questo situa l’Isola al 73º posto.

Alfonso Fraga ha poi spiegato che il PIL - Ingresso Nazionale Lordo - permette di valutare la sua importanza in funzione della popolazione di ogni paese e nei termini di parità d’acquisto, per realizzare paragoni internazionali.

Qui Cuba occupa il 114º posto.

Il dirigente ha aggiunto che: “Cuba continua ad essere il paese che ascende maggiormente, perchè ha migliorato 47 posti in quello che riguarda il PIL e questo è stato possibile grazie ai valori raggiunti nelle sfere della salute e dell’educazione, perchè in queste materie l’Isola è all’altezza di quelli con il più alto sviluppo e riflette la portata delle politiche pubbliche applicate nel periodo rivoluzionario”, ha puntualizzato. (Traduzione GM – Granma Int.)

L’ultima relazione del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo pone Cuba al 67º posto tra i paesi con un Alto Sviluppo Umano. Tra le 188 nazioni che presentano i dati di Sviluppo Umano al programma delle nazioni unite per lo sviluppo PNUD cuba occupa il 67º posto migliorando di due posti la sua posizione rispetto alla relazione del 2014, e la situa nuovamente tra i paesi con un Alto Sviluppo Umano.

“L’Indice di Sviluppo Umano (IDH) è un insieme composto dalla speranza di vita e dagli indici di reddito e d’educazione”, ha segnalato Juan Carlos Alfonso Fraga, direttore del Centro di Studi della Popolazione e lo Sviluppo dell’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione - ONEI.

“Il IDH, ha aggiunto, è stato creato per sottolineare la crescita economica, ma soprattutto le persone e le loro capacità, che devono essere il criterio fondamentale nella valutazione dello sviluppo di un paese.

I dati offerti del ONEI indicano che la speranza di vita alla nascita nell’Isola raggiunge i 79 anni e questo situa Cuba – in questo - indice al 33º posto della scala globale.

Ugualmente il PNUD valuta la media degli anni di scolarità raggiunta dalla popolazione con più di 25 anni. Questo valore tocca gli 11.5 anni e colloca Cuba al 30º posto.

Il PNUD valuta anche gli anni di speranza di scolarità che l’individuo può raggiungere nel paese. A Cuba questo indice tocca i 13.8 anni, cioè il secondo anno di università, e questo situa l’Isola al 73º posto.

Alfonso Fraga ha poi spiegato che il PIL - Ingresso Nazionale Lordo - permette di valutare la sua importanza in funzione della popolazione di ogni paese e nei termini di parità d’acquisto, per realizzare paragoni internazionali.

Qui Cuba occupa il 114º posto.

Il dirigente ha aggiunto che: “Cuba continua ad essere il paese che ascende maggiormente, perchè ha migliorato 47 posti in quello che riguarda il PIL e questo è stato possibile grazie ai valori raggiunti nelle sfere della salute e dell’educazione, perchè in queste materie l’Isola è all’altezza di quelli con il più alto sviluppo e riflette la portata delle politiche pubbliche applicate nel periodo rivoluzionario”, ha puntualizzato. (Traduzione GM – Granma Int.)

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