In merito all’articolo di Fidel alla Federazione Studenti Universitari

Fidel ha inviato questo lunedi una carta ai suoi compagni della Federazione Studenti Universitari nella quale fa una panoramica storica di vari argomenti, ribadisce l'impossibilità di soluzioni capitaliste per i problemi del mondo, spiega come era l'istruzione superiore nella Cuba pre-rivoluzionaria e, a partire dall’Angola, ricorda la vittoria cubana contro l'apartheid del Sud Africa appoggiato dagli USA e da Israele con armi nucleari; ricorda Fidel: "Le truppe internazionaliste cubane si ritirarono con onore dall'Africa. Poi venne il periodo speciale in tempo di pace, che è durato più di 20 anni senza alzare bandiera bianca, cosa che non abbiamo fatto e non faremo mai "..

Comunicato stampa della delegazione cubana alle conversazioni sul ristabilimento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

 Il 22 gennaio del  2015, si sono svolte le conversazioni  tra le delegazioni degli Stati Uniti e di Cuba per definire i passi da fare con il fine di formalizzare la decisione annunciata dai presidenti Raúl Castro Ruz e Barack Obama, il 17 dicembre del 2014, di ristabilire le relazioni diplomatiche tra i due paesi. La delegazione statunitense è stata presieduta dalla segretaria assistente per i Temi dell’Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Roberta S. Jacobson, e la cubana dalla direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero delle Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro. Durante la riunione che si è svolta in un clima  rispettoso e costruttivo, la delegazione cubana ha detto che le relazioni  diplomatiche si dovranno basare nei principi del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, includendo  uguale sovranità, uguaglianza di diritti, la libera autodeterminazione dei due popoli, il non intervento nei temi interni degli Stati.  Ugualmente dovranno rispondere alle Convenzioni sulle Relazioni diplomatiche e consolari che guidano l’attuazione delle missioni diplomatiche e consolari e dei loro funzionari. Le due delegazioni hanno scambiato criteri sui procedimenti per il ristabilimento delle relazioni diplomatiche in una data da determinare ed hanno deciso di continuare le conversazioni su questo tema per definire i passi che si dovranno realizzare per l’apertura delle rispettive ambasciate e la realizzazione di visite ad alto livello.

Benvenuta, vita felice nella libertà e il socialismo per Gema!

Con tutto il nostro cuore

Rita Martufi, Luciano Vasapollo

Coordinatori del Capitolo Italiano in Difesa dell’Umanità

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E’ nata Gema, la figlia di Gerardo Hernández e Adriana Pérez

Oggi 6 gennaio è fra le braccia di Gerardo Hernández e della sua sposa Adriana Pérez la piccola Gema.

Alle 8.30 di mattina del 6 gennaio è nata all’HavanaGema Hernández Pérez figlia di Gerardo Hernández Nordelo e Adriana Pérez O Connor, frutto di un amore che per 16 anni è sopravvissuto alla distanza e all’ingiusto carcere, ha pubblicato il sito  Cubadebate .

Gema è nata con parto cesareo e pesa 7 libre e 7 once. Secondo  quanto detto da Gerardo ad Alicia Jrapko e Bill Hackwell, i fedeli amici residenti negli Stati Uniti – che durante i duri anni di separazione sono stati come dei genitori per il matrimonio dei due – la bimba è molto bella e lui personalmente ha fatto le prime foto che potranno circolare quando i genitori saranno pronti a render partecipe il mondo della loro straordinaria felicità, come il più grande premio a tutte le sofferenze e l’attesa di 16 anni di ingiusta separazione. Come ha detto nei giorni precedenti  l’Eroe della Repubblica di Cuba, la solidarietà e l’amore di tutto ha aiutato a rendere reale questa gravidanza e il sogno di tenere sua figlia Gema come testimonianza della durata del loto amore.

Ha detto che con ogni dimostrazione di amore che ricevono dal nostro popolo si moltiplica la gratitudine dei Cinque  verso le sorelle e i fratelli che li hanno appoggiati nei sedici anni di ingiusta carcerazione nelle carceri statunitensi.

Traduzione nostra da granma.cu del 6 gennaio 2015

L’allocuzione del presidente cubano Raúl Castro

Compatrioti:

Dalla mia elezione come  Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri ho reiterato in molteplici occasioni che eravamo disposti e sostenere con il governo degli Stati Uniti un dialogo rispettoso basato nell’uguaglianza  sovrana, per trattare i più diversi temi in forma reciproca senza intaccare l’indipendenza nazionale e l’autodeterminazione dei nostri popoli.

Questa è una posizione esposta al Governo degli Stati Uniti, in forma  pubblica e privata, dal compagno Fidel in differenti momenti della nostra lunga lotta, con la proposta di discutere e risolvere le differenze mediante negoziati, senza rinunciare ad uno solo dei nostri principi.

L’eroico popolo cubano ha dimostrato, di fronte a grandi pericoli, aggressioni, avversità e sacrifici, che è e sarà fedele ai nostri ideali d’indipendenza e giustizia sociale. Strettamente uniti in questi 56 anni di Rivoluzione, abbiamo mantenuto una profonda lealtà con coloro che sono morti per difendere questi principi sin dall’inizio delle nostre guerre d’indipendenza, nel 1868.

Ora portiamo avanti, nonostante le difficoltà, l’attualizzazione del nostro modello economico per ostruire un socialismo prospero e sostenibile.

Come risultato di un dialogo al più alto livello, che ha compreso una conversazione telefonica che ho effettuato ieri con il Presidente Barack Obama,  avanziamo verso la  soluzione di alcuni temi d’interesse per le due nazioni.

Come promise  Fidel, nel giugno del 2001, quando disse: “ Torneranno!”, sono arrivati oggi nella nostra Patria, Gerardo, Ramón e Antonio.

L’enorme allegria dei loro familiari e di tutto il nostro popolo, che si è mobilitato infaticabilmente per questo obiettivo, si estende alle centinaia di comitati e di gruppi di solidarietà, ai Governi, ai Parlamenti, alle organizzazioni, alle istituzioni e alle personalità che in questi 16 anni hanno reclamato ed hanno fatto grandi sforzi per la loro liberazione. A tutti va la nostra più profonda gratitudine e impegno.

Questa decisione del  Presidente Obama, merita il rispetto e il riconoscimento del nostro popolo.

Voglio ringraziare e indicare l’appoggio del Vaticano e soprattutto del Papa Francisco, per il miglioramento delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Ugualmente, al Governo del Canada per le facilità create per la realizzazione del dialogo d’alto livello tra i due paesi.

Inoltre abbiamo deciso di scarcerare e inviare negli Stati Uniti una spia d’origine cubana che era al  servizio di questa nazione.

Basandoci in ragioni umanitarie, oggi è stato restituito al suo paese il cittadino   nordamericano Alan Gross.

In maniera unilaterale, come ci è abituale e con il più stretto rispetto del nostro regolamento legale, hanno ricevuto benefici penali i reclusi corrispondenti, includendo la scarcerazione di persone per le quali il governo degli Stati Uniti aveva mostrato interesse.

Ugualmente abbiamo accordato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.

Questo non significa che i temi principali siano risolti.

Il blocco economico, commerciale e finanziario che provoca enormi danni umani ed economici al nostro paese, dev’essere eliminato.

Anche se le misure del blocco sono state mutate in Legge, il Presidente degli Stati Uniti può modificarne l’applicazione usando le sue facoltà esecutive.

Proponiamo al governo degli Stati Uniti di adottare alcune misure mutue per migliorare il clima bilaterale e avanzare verso la normalità dei vincoli tra i nostri paesi, basati nei principi del Diritto Internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Cuba reitera la sua disposizione di sostenere una cooperazione negli organismi multilaterali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Riconoscendo che abbiamo profonde differenze, soprattutto in materia di sovranità nazionale, democrazia, diritti umani e politica estera, riaffermo la volontà di dialogare su questi temi.

Esorto il governo degli Stati Uniti a rimuovere gli ostacoli che impediscono o restringono i vincoli tra i nostri popoli, le famiglie e i cittadini dei due paesi, in particolare quelli relativi ai viaggi, il servizio postale diretto e le telecomunicazioni.

I progressi ottenuti negli scambi dimostrano che è possibile trovare soluzioni a molti problemi.

Come abbiamo sostenuto, dobbiamo apprendere l’arte di convivere in forma civile con le nostre differenze.

Su questi importanti temi parleremo di nuovo, successivamente.

Molte grazie (Traduzione Gioia Minuti)
 

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