Appuntamenti: Sabato 13 aprile, dalle ore 10:00 alle 13.30, forum di discussione presso il Centro Convegni Villa Palestro – via Palestro 24, (vicino Stazione Termini/Piazza Indipendenza) Roma
A seguire, Sit-in piazza di Porta Pia dalle 14 alle 15.30

Giù le mani dal Venezuela! Hands off Venezuela!
Forum Venezuela

Questo libro della cara amica e compagna Pasqualina Curcio e ‘ la storia politica ed economica di una guerra d ‘ assedio imperialista . Un economia sotto assedio e un assedio militare vero e sullo sfondo l’esplicita ambizione degli imperialismi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea di rovesciare il governo Maduro e l’esperienza chavista socialista bolivariana che ha segnato una netta rottura con l’egemonia imperialista in Venezuela e in America Latina.

Sono anni ormai che L’oligarchia interna e gli imperialismi di Usa e Ue stanno preparando un golpe contro Maduro l’unico Presidente legittimo eletto a stragrande maggioranza dal popolo venezuelano.
Ma l’economia non è solo un problema relativo al ruolo del Venezuela nelle transazioni internazionali. Sull’economia interna pesano sfide estremamente impegnative, ma anche sfide politiche per molti aspetti minacciose e di vero e proprio terrorismo da parte dell ‘oligarchia e degli apparati economici e militari fascisti pagati e sostenuti dagli imperialismi e dalle multinazionali , cioè da tutti i vampiri del petrolio e della democrazia popolare e partecipativa.
Ma Caracas non è sola in questa sfida globale per l’auto determinazione dei popoli: ci sono tra i tanti Cuba , Bolivia , Nicaragua , Siria , India , l’Iran, la Russia e la Cina; e poi ci sono i tanti sinceri progressisti democratici e rivoluzionari nel mondo che rispondono quotidianamente alla falsità della comunicazione deviante e alla barbarie capitalista della società del profitto con il sacrificio del proprio lavoro e del lavoro negato e con l’orgoglio di lottare ogni giorno per un mondo di giusti senza frontiere e senza catene.
Luciano Vasapollo e Rita Martufi
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La guerra militare , psicologica , massmediatica ,accompagnano una tremenda guerra economica sempre più intensa e feroce contro il popolo venezuelano; la guerra espansionista imperialista per distruggere la nostra esperienza rivoluzionaria bolivariana chavista non è terminata, al contrario è stata intensificata.
Le mani che hanno manipolato e distorto i mercati, mirando alla destabilizzazione economica e sociale, e alla sconfitta della rivoluzione bolivariana, si sono rese sempre più visibili.
Stiamo ingaggiando una battaglia eroica. Il popolo venezuelano è combattivo, paziente, democratico e molto cosciente del potere del nemico che sta affrontando, e di quanto vaste e crudeli siano le sue azioni. E’ un popolo che è stato capace di resistere a una guerra che, non essendo convenzionale, ha continuato a mutare, affinando certe armi e creandone e intensificando altre.
I due carissimi amici , il professor Luciano Vasapollo e la dottoressa Rita Martufi, mi hanno onorato del loro interesse nel tradurre e pubblicare il libro in Italia. Questa nuova edizione, e su ciò mi sono trovata d’accordo con Luciano e Rita, ha richiesto vari aggiornamenti e aggiustamenti per L edizione italiana .
Sono davvero pienamente soddisfatta dell’eccellente e minuzioso lavoro che hanno realizzato e a loro sono molto grata per la gentilezza e interesse politico e scientifico e la sempre più viva amicizia .
Sono certa che questo libro possa contribuire anche in italia , nel vivo dell’impero , a dare un contributo di verità rivoluzionaria per difendere la democrazia partecipativa del mio paese e l‘ autodeterminazione di tutti i popoli contro le aggressioni imperialiste .
Pasqualina Curcio Curcio

http://cestes.usb.it/leggi-notizia/articolo/la-mano-visibile-del-mercato-guerra-economica-in-venezuela.html

 

Questa domanda è stata posta da coloro che affermano che Nicolás Maduro è un dittatore, un usurpatore e che il periodo 2019-2025 manca di legittimità. Oppure ripetono semplicemente ciò che sentono?

I 12 paesi riuniti a Lima hanno iniziato a veicolare queste opinioni. Si legge nella sua dichiarazione:” … il processo elettorale condotta in Venezuela il 20 maggio 2018 manca la legittimità per non aver avuto la partecipazione di tutti gli attori politici venezuelani, né la presenza di osservatori internazionali indipendenti, né le garanzie e le norme internazionali necessarie per un processo libero, equo e trasparente.”

I leader dell’opposizione venezuelana, ci riferiamo ai non democratici, ripetono senza sosta, e ovviamente senza discutere, che Maduro è un usurpatore.

In un atto di disperazione, il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence quando è stato costretto a convocare personalmente la manifestazione dell’opposizione del  23 gennaio, a causa della incompetenza della leadership dell’opposizione, ha insistito e ripetuto che il presidente Nicolas Maduro è un dittatore , usurpatore e illegittimo.

La strategia è chiara, ripeti la menzogna mille volte per renderla vera.

Smontiamo la menzogna:

1. Ci sono state elezioni presidenziali. Si sono tenute il 20 maggio 2018, vale a dire prima del 10 gennaio 2019, momento in cui ai sensi degli articoli 230 e 231 della Costituzione presidenziale 2013-2019 scade. La Costituzione veniva violata se le elezioni si fossero tenute dopo il 10 gennaio 2019 o, peggio ancora, se non si fossero svolte.

2. È stata l’opposizione venezuelana a chiedere l’anticipo delle elezioni. Sono state tenute in maggio e nel mese di dicembre, come tradizionalmente è stato fatto, perché era l’opposizione, nel quadro del dialogo avvenuto nella Repubblica Domnicana, ha richiesto che venissero fatte nel primo trimestre del 2018.

3. In Venezuela, il voto è un diritto, non è un dovere. Da svolgere liberamente, anche se influenzato da alcune organizzazioni politiche non democratiche che hanno chiamato all’astensione, anche se hanno deciso di non partecipare al voto  per rendere illegittimo il processo elettorale, ciò significherebbe ignorare e mancare di rispetto ai 9.389 .056 di persone che hanno deciso di di votare e esercitato il loro diritto al voto democratico.

4. 16 partiti politici hanno partecipato alla competizione elettorale (PSUV), (MSV), (Tupamaro), (UPV), (Podemos), (PPT), (ORA), (MPAC), (MEP), (PCV), (AP), (MAS) (Copei) Hope for Change, (UPP89). In Venezuela non è obbligatorio per tutti i partiti politici partecipare ai processi elettorali. Hanno il pieno diritto di decidere se partecipare o meno. Proprio perché il nostro sistema è democratico. Il fatto che 3 partiti (AD, VP e PJ) abbiano deciso liberamente di non partecipare, non rende illegittimo il processo elettorale.

5. Sono stati nominati 6 candidati: Nicolás Maduro, Henri Falcón, Javier Bertucci, Reinaldo Quijada, Francisco Visconti Osorio e Luis Alejandro Ratti (gli ultimi due hanno deciso di ritirarsi).

6. Maduro ha vinto con un ampio margine. Ha ottenuto 6.248.864 voti, pari al 67,84%; Henri Falcón ha seguito con 1.927.958 pari al 20.93%; Javier Bertucci con 1.015.895 pari al 10.82% e Reinaldo Quijada che hanno ottenuto 36.246 voti, pari allo 0,39% del totale. La differenza tra Maduro e Falcón era di 46,91 punti percentuali.

7. Circa 150 persone hanno seguito il processo elettorale, tra cui 14 commissioni elettorali provenienti da 8 paesi; 2 missioni tecniche elettorali; 18 giornalisti provenienti da diverse parti del mondo; 1 Europarlamentare e 1 delegazione della centrale tecnico-elettorale della Russia.

8. Le elezioni si sono svolte con lo stesso sistema elettorale utilizzato nelle elezioni parlamentari del dicembre 2015, in cui l’opposizione venezuelana ha vinto. Sistema automatizzato e sottoposto a controlli prima, durante e dopo le elezioni. Sistema che garantisce i principi di “un elettore, un voto” perché solo con l’impronta digitale viene sbloccata la macchina per il voto  e garantisce il “segreto del voto”.

9. 18 audit sono stati eseguiti sul sistema automatizzato. I rappresentanti del candidato Henri Falcón hanno partecipato ai 18 audit ed hanno firmato i verbali in cui esprimono il loro accordo con il sistema elettorale. Gli audit sono pubblici e trasmessi in diretta sul canale del Consiglio Nazionale Elettorale. Una volta terminati gli audit, il sistema viene bloccato e l’unico modo per accedervi di nuovo è con l’introduzione simultanea dei codici segreti che ogni organizzazione politica ha a disposizione.

10. Nessuno dei candidati che hanno partecipato al processo elettorale ha contestato i risultati. Non ci sono prove di frode, non hanno presentato alcuna prova o denuncia specifica di frode.

Le elezioni presidenziali del 20 maggio 2018 sono state libere, trasparenti, affidabili, sicure e conformi alla Costituzione e alle leggi, nonostante l’appello anti-democratico all’astensione da parte di un settore della opposizione.

Ce ne sono altri che pretendono di usurpare l’ufficio del Presidente della Repubblica con l’argomento di un presunto vuoto di potere, una ipotesi che non è contemplata nella nostra Costituzione,  e con l’istituzione di un “governo di transizione”, una ipotesi nemmeno prevista nella Magna Carta. Come se ciò non bastasse, intendono esercitare un potere al di fuori dei nostri confini in violazione dell’articolo 18 della Costituzione che stabilisce che è Caracas la sede dei poteri pubblici.

Quindi, i fatti dicono che altri sono usurpatori, illegittimi e antidemocratici.

È illegittimo ed è un tentativo di usurpazione che alcuni settori dell’opposizione pretendano di sostenere se stessi con il sostegno di settori stranieri provenienti dai governi imperialisti, per esercitare un’autorità che né il popolo né la Costituzione danno loro.

Ripetiamo queste verità mille volte.

*economista e giurista venezuelana

 

Perchè il Venezuela è nel mirino – insieme con Cuba ma oggi in modo addirittura più violento e organizzato – degli Stati Uniti e dell’Unione Europea?
“L’imperialismo oggi vuole riconquistare l’America Latina perché in un momento di crisi sistemica è necessario per Usa e Ue appropriarsi di quelle risorse”, ha risposto il professor Luciano Vasapollo, docente di economia alla Sapienza di Roma e delegato del rettore per i rapporti internazionali con l’America Latina, introducendo un affollatissimo seminario che si è tenuto nell’Aula di Archeologia della Facoltà di Lettere. “Trump non è una novità nell’imperialismo americano. Barack Obama è stato quello che aveva definito il Venezuela una minaccia straordinaria alla sicurezza degli Stati Uniti a giustificare la politica di aggressione che oggi vediamo. E’ l’Europa, con la sua tradizione umanista che deve smarcarsi dall’imperialismo di Trump. Non è successo e il Venezuela oggi è sola in questo piano di occupazione in corso”, ha aggiunto il grande intellettuale argentino Atilio Boron, docente di sociologia all’Università di Buenos Aires, relatore all’incontro di studio insieme con l’Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela Julián Isaías Rodríguez Díaz, che ha ripercorso la vicenda delle sanzioni imposte illegittimamente al suo paese per fermare la rivoluzione pacifica di Chavez.

Al centro delle riflessioni del seminario dunque la guerra economica contro il Venezuela, la decadenza dell’impero nord-americana e l’ascesa di potenze come Cina e India che, ha sottolineato Boron nel suo intervento, entro il 2030 rapresenteranno il 39% del Pil mondiale. “Il tema – ha aggiunto Vasapollo – è che sei paesi (Russia, Cina, India, Turchia, Venezuela e Iran fanno oltre il 50 per cento del pil e della popolazione mondiale. Dunque è possibile oggi lanciare una visione basata sul multipolarismo” che potrebbe affrancare l’economia mondiale dalla schiavitù del dollaro.

“Ad esempio – ha ripreso il professor Boron – la Cina in America Latina è una presenza importantissima. È il primo socio commerciale del Caribe dove ha fatto investimenti molto forti,
ma non ha una presunzione egemonica: in America Latina ci sono oltre 83 basi americane ma la Cina non ha basi militari”.

“A Cuba – ha ricordato in proposito Vasapollo – c’è Guantanamo che non è autorizzata da nessun accordo ma è frutto di una occupazione. E negli altri paesi gli accordi sulle basi gli Usa li hanno fatti con le dittature. In Colombia ben 7 basi sono legalmente riconosciute da in trattato firmato da Uribe e Obama. E la Colombia rinuncia a ispezionarle. Ci sono armi nuclearo? Non lo sappiamo. Il trattato stabilisce che qualunque persona entrata in Colombia per recarsi alle basi non può esssere giudicata dal paese ospitante: è una lesione del diritto internazionale. Uno può entrare in Colombia illegalmente e armato. Ma non è un caso estremo: in Messico è uguale”.

Nell’incontro alla Sapienza si è rilevato che le continue offese al diritto internazionale restano impunite a causa del diritto di veto all’Onu. “La Santa Sede – ha ricordato in proposito Vasapollo – promuove e difende il multilateralismo, una visione in definitiva antimperialista. E le nuove potenze emergenti possono davvero aspirare ad un multipolarismo che appare oggi un fattore decisivo per favorire la pace”.

“L’imperialismo si è rivelato decisivo – ha osservato Boron – contro Dilma Rousseff in Brasile e Cristina Kirkner in Argentina, mentre è fallito il colpo di stato in Bolivia, che volevano dividere in Bolivia Orientale, dove c’è il petrolio, e Bolivia Occidentale con il litio. Proprio la volontà nordamericana di accaparramento delle risorse è il movente di tutti gli attentati all’autodeterminazione dei popoli in America Latina”.

“Il ciclo progressista è in una fase recessiva. Ma – ha quindi assicurato Vasapollo – non comincia una nuova fase capitalista perche’ non hanno nessuna possibile soluzione al problema della forbice sociale che si allarga ovunque”.

“E’ il caso di Cuba la migliore risposta alle menzogne contro il Venezuela. Non c’è un bambino, nonostante 60 anni di blocco, che non venga curato o che non abbia un’istruzione a differenza di tanti altri paesi dell’America Latina”, ha convenuto infine Boron.

http://www.farodiroma.it/imperialismo-e-multipolarismo-il-caso-del-venezuela-al-seminario-della-sapienza-con-boron-rodriguez-e-vasapollo/

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