L’America Latina è sotto attacco, avvolta in una fitta nebbia di false informazioni e menzogne costruite dai media della civiltà occidentale, che demonizzano i regimi popolari distorcendo o censurando i colpi di stato e gli stermini di cui sono vittima, giustificando interventi militari e aggressioni economiche da parte di Stati Uniti e Unione Europea.

In un contesto, quindi, in cui le conquiste politiche e sociali sudamericane sono a rischio, il libro “La resistenza eroica della rivoluzione bolivariana”, del professore Luciano Vasapollo, tenta di gettare un raggio di luce nell’oscurità causata dal fango gettato dai mass media, contestualizzando storicamente premesse e risvolti della Rivoluzione Bolivariana.

 

Come ben ricorda l’Ambasciatore Venezuelano Julián Isaías Rodríguez Díaz nella prefazione del testo, il proposito del libro di Vasapollo è quello di diffondere la storia, troppo spesso distorta e tuttora mal raccontata, dei processi bolivariano, cubano, e boliviano con il processo d’integrazione dell’ “Alianza bolivariana para América Latina”, in opposizione ai dettami quasi dittatoriali di liberalizzazione commerciale imposti dagli Stati Uniti in modo da favorire in primo luogo i propri interessi.

Isaías sostiene sottolinea il merito della rivoluzione chavista nell’invertire il trend per il quale le ricchezze del paese finivano nelle tasche dei paesi stranieri lasciando invece versare la maggioranza della propria popolazione nella povertà assoluta e nell’analfabetismo.

 

La rivoluzione di Chávez in Venezuela si è andata a innestare in un processo di trasformazione socialista concretizzatasi nell’ALBA, per ispirazione dell’idea di Nuestra America di Josè Marti, seguace del pensiero di Simon Bolivar, eroe dell’indipendenza dell’America Latina dalle catene straniere.

Con la morte di Chavez, però, il 5 marzo del 2013, racconta Isaias, sono ricominciati gli attacchi materiali ed economici da parte di Stati Uniti, paesi europei e oligarchi, attraverso atti terroristici e sanzioni internazionali attuate con l’intento di destabilizzare i governi legittimi come nel caso di quello di Maduro, successore di Chavez in Venezuela.

 

Il libro di Vasapollo, come indica anche Isaias, ricostruisce e contestualizza passato, presente e futuro della Rivoluzione Bolivariana, movimento di emancipazione di milioni di persone soggiogate dai soffocanti interessi nord-americani, europei e oligarchici, per cercare di fugare il miope eurocentrismo che avvolge l’interpretazione delle questioni latino americane semplificandole e aggregandole senza tenere conto delle unicità delle tante nazioni che compongono un intero continente che non è la banale appendice, o il cortile di casa, statunitense.

 

Lo stesso presidente Nicolas Maduro ha espresso il proprio pensiero riguardo la pubblicazione del libro, ringraziando Luciano Vasapollo e i suoi collaboratori per il loro appoggio al processo rivoluzionario bolivariano.

Forgiatisi in un continente vessato prima dal colonialismo europeo e poi dall’imperialismo americano, due secoli dividono Simon Bolivar, el Libertador, e Josè Marti da uomini come Chavez e Maduro, ma i sentimenti che li animano non sono diversi: consegnare finalmente al loro popolo la democrazia, la libertà e le redini del proprio destino.

http://www.farodiroma.it/venezuela-chavez-vive-nel-suo-popolo-indomito-maduro-ringrazia-vasapollo/

 

La denuncia della Maggiore delle  Antille è stata presentata  durante la riunione ministeriale del Movimento dei Paesi Non Allineati (Mnoal), a Bakú, la capitale del Azerbaigian .Cuba ha condannato, ieri giovedì 5, la minaccia militare, l’ostilità e l’aggressione economica degli Stati Uniti contro il Venezuela nella riunione ministeriale del Movimento dei Paesi Non Allineati (Mnoal), a Bakú, la capitale dell’Azerbaigian.
«Consideriamo le misure coercitive, ingiuste e arbitrarie e l’ingerenza esterna contro il processo bolivariano, che minacciano la pace e il dialogo tra venezuelani, con propositi di destabilizzazione», ha denunciato  il vice cancelliere cubano Abelardo Moreno.
Il capo della delegazione cubana nel  XVIII Incontro Ministeriale del Mnoal ha indicato che per questa organizzazione è inaccettabile la minaccia d’intervento militare o di distruzione contro qualsiasi dei suoi Stati membri.
Moreno ha denunciato che mentre Cuba rinforza i vincoli di collaborazione con il resto del mondo, il governo degli Stati Uniti indurisce il suo criminale blocco economico, commerciale e finanziario contro il suo paese, includendo la dimensione extraterritoriale.
Washington  ha imposto nuovi ostacoli alle limitate possibilità delle sue imprese per commerciare e investire in cuba, oltre a restrizioni addizionali  dei viaggi dei suoi cittadini, usando una retorica contro Cuba degna della guerra fredda, ha deplorato Moreno.
«Il Mnoal continua ad essere il fórum principale d’unione dei paesi del Sud, nonostante il complesso scenario internazionale e mantiene il suo attivismo nei principali processi in corso nelle differenti sedi multilaterali», ha segnalato  il vice cancelliere cubano.
Sradicare la fame, la povertà e l’esclusione sociale sono sempre sfide,  ha sottolineato Moreno che partecipa alla riunione ministeriale in questa capitale sulle coste del mar Caspio, che sarà sede del Vertice del  Mnoal il prossimo anno.
«Non possiamo permetterci di vivere in un mondo in cui  155 milioni di bambini minori di cinque anni soffrono ritardi nella crescita e migliaia di milioni di persone sono costrette alla disoccupazione e alla miseria», ha affermato.
«L’ Agenda 2030 per  lo Sviluppo Sostenibile manca dei mezzi d’applicazione  per mancanza di volontà politica e per l’egoismo dei paesi industrializzati; le spese militari globali superano i 7 bilioni di dollari che includono la modernizzazione delle armi nucleari, ha indicato ancora. Noi condanniamo la manipolazione, la politicizzazione e la doppia morale nel trattamento dei diritti umani», ha indicato Abelardo Moreno.
«Il meccanismo delle Nazioni Unite è stato incapace di promuovere e proteggere la realizzazione di tutti i diritti umani per tutti. sulla base del rispetto e del vincolo ai principi di universalità, imparzialità, obiettività  e non selettività», ha osservato.
«Inoltre respingiamo l’utilizzo di concetti come “sovranità limitata”, “interventi umanitari”, “guerre preventive”, “responsabilità di protezione”, perchè possono servire gli interessi meschini di un paese e o di un gruppo di paesi»  ha dichiarato il diplomatico di Cuba.
«Tutto questo può essere usato per violare la sovranità e l’integrità territoriale, per impadronirsi delle risorse militari e mutilare l’indipendenza dei nostri paesi», ha denunciato ancora.  (PL/ GM – Granma Int.)

«Ho paragonato le statistiche del  Venezuela con quelle di altri paesi e non c’è crisi umanitaria»,  ha segnalato Alfred De Zayas, esperto indipendente dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

CARACAS.–L’esperto indipendente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Alfred De Zayas,  ha riconosciuto gli effetti negativi della guerra economica in Venezuela, ma ha scartato ch esista una crisi umanitaria nella nazione sudamericana.
L’incaricato della  Promozione di Un Ordine Internazionale Democratico ed Equo  per la ONU, ha detto alla catena  multinazionale Telesur che, anche se c’è scarsità e poco rifornimento in questo paese, la situazione non è simile ai panorami molto difficili che si osservano in altre nazioni.
«Ho paragonato le statistiche del Venezuela con quelle di altri paesi e non c’è crisi umanitaria. Ci sono scarsità e pochi rifornimenti, ma chi ha vissuto e lavorato per decenni per le Nazioni Unite e conosce la situazione dei paesi di Asia e Africa, ad anche alcuni in America, sa che la situazione del Venezuela non è una crisi umanitaria», ha precisato.
De Zayas ha segnalato l’impatto della campagna mediatica nella percezione a livello internazionale, che in molti casi è errata, sulla vera situazione del paese, che soffre per una guerra economica, un blocco finanziario e un alto livello di contrabbando.
PL ha informato che Cossio ha incitato ad un incremento della solidarietà internazionale ( Traduzione GM – Granma Int.)

Si conclude la partecipazione della delegazione italiana alle giornate di solidarietà internazionale con la Rivoluzione bolivariana Todos Somos Venezuela. La delegazione composta, tra gli altri, da due dei responsabili del CESTES-USB, il prof. Luciano Vasapollo e la dott.ssa Rita Martufi, ha svolto diversi incontri con membri del governo venezuelano e di altri paesi dell'America Latina.
"A nome del Centro Studi Cestes - USB si sono concordate molte attività da tenere per realizzare pubblicazioni, interviste e scambi culturali e scientifici. Si sono avuti incontri con altri viceministri, rappresentanti dell'Assemblea Costituente. Molte interviste con Radio e televisioni nazionali, con TeleSUR e altre. Insomma giornate piene ma molto importanti e che ci hanno dato modo di confermare ancora una volta l'appoggio al processo bolivariano, al Popolo Venezuelano e al Governo del Presidente Maduro." Lo ha reso noto Rita Martufi (Cestes-Usb) sulle reti sociali. 
Vasapollo ha voluto precisare come " dopo l'eroica dimostrazione popolare del 31 luglio scorso, l'Assemblea Nazionale costituente ha regalato la pace al Venezuela. Questo a dimostrazione di come i media occidentali abbiano mentito per mesi all'opinione pubblica. La delegazione italiana ha partecipato con grande entusiasmo militante anche alla manifestazione antimperialista a Caracas di questa settimana. Abbiamo assistito ad un grande discorso, il discorso di affermazione dei valori e della pratica del socialismo per il XXI secolo del presidente Maduro. La stampa occidentale ha censurato tutto. Siamo abitutati. Mentre il leader del 'mondo libero' Trump minacciava di genocidi e guerre decine di paesi all'Onu, in Venezuela il popolo resisteva e lottava per affermare la propria libertà, sovranità e pace. Ognuno deve chiarire da che parte stare. Giornalisti, politicanti e burattini vari anche."

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