Le “Brigate mediche cubane Henry Reeve” meritano assolutamente il Premio Nobel per la Pace. Questo è l’appello del Capitolo italiano della Rete degli Intellettuali, Artisti e Movimenti Sociali in Difesa Dell’umanità (di cui fanno parte, fra le altre associazioni, il CESTES e l’Associazione padre Virginio Rotondi per un Giornalismo di Pace, l’Associazione Rivista Nuestra America, FarodiRoma, la Rivista Proteo) Infatti, la piccola isola caraibica, durante questa pandemia di coronavirus, ha inviato più medici e operatori sanitari nel mondo che qualsiasi altro paese, anche fra le economie più sviluppate.

Come ha spiegato l’intellettuale marxista e docente di economia presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Luciano Vasapollo, “l’internazionalismo solidale di Cuba è sia un esempio che un modello per tutto il mondo. L’impegno di Cuba – che da tantissimi anni invia i propri medici e infermieri la dove c’è più bisogno, in paesi colpiti da terribili terremoti, epidemie, uragani e perfino eruzioni vulcaniche – merita un riconoscimento prestigioso, come il Premio Nobel per la Pace”.

In effetti, ha aggiunto Vasapollo – che insieme a Rita Martufi coordina il Capitolo Italiano della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità – “nell’agosto del 2005, infatti, fu reclutata dal popolo cubano una brigata di 1500 medici e tecnici specializzati nel settore della salute, con l’obiettivo di portare il proprio aiuto alla popolazione colpita dal terribile uragano Katrina. Tuttavia, l’arrogante governo degli Stati Uniti rifiutò questo soccorso, nonostante le condizioni gravissime in cui si trovava la città di New Orleans. Ciononostante, questo non impedì la costituzione della brigata Henry Reeve, che prese il nome da un volontario statunitense nella lotta per l’indipendenza di Cuba dal colonialismo spagnolo”.

Oggi, nel corso di questa terribile pandemia di coronavirus, la quale ha messo in crisi le nostre vite ed abitudini, ha spiegato Rita Martufi, “le brigate mediche cubane hanno raggiunto 28 paesi, in tutti i continenti. Si tratta di uno sforzo incredibile per un piccolo paese che ha messo a disposizione il suo bene più prezioso: Cuba ha investito tantissimo nella formazione di talenti nel campo medico e della ricerca. Nonostante il blocco economico, cui da sessant’anni è sottoposta la piccola isola caraibica, Cuba ha concentrato i propri sforzi per formare e esportare competenze mediche e umane, guardando alla cooperazione e alla fratellanza tra stati”.

La priorità di Cuba è stata il soddisfacimento dei bisogni sanitari del proprio popolo e l’impegno per la salute e il benessere di tutto il mondo, al di là delle preclusioni politiche e degli orientamenti ideologici. “Dal 1963”, ha sottolineato uno dei promotori e fondatori della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità (REDH) a Caracas nel 2004, Luciano Vasapollo, “quasi mezzo milione di professionisti e medici cubani hanno portato il loro aiuto in 160 paesi. In questo modo, l’isola caraibica ha dimostrato che i valori della solidarietà e della pace possono trionfare nei confronti della logica economica e della volontà di potenza”.

Per questo motivo si lancia questo appello affinché la prestigiosa giuria del Premio Nobel assegni alla Brigata di Medici cubani Henry Reeve il Premio Nobel per la Pace. Si tratta di un appello promosso dal Capitolo italiano della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità, che è stato già sottoscritto da decine di intellettuali, democratici, progressisti, marxisti e esponenti del cattolicesimo di base e che è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la ragione dell’umanità. Nei prossimi giorni, verrà, infatti, fornita la lista dei primi aderenti.

FarodiRoma aderisce convintamente all’iniziativa che prende le mosse dall’idea di un’organizzazione francese, “Cuba Linda” ed è portata avanti da

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha sottolineato il ruolo dell’educazione, dei maestri e dei professori ed ha incitato a dare loro maggior dignità, distinguendoli.  

«L’educazione si difende con l’impegno, l’anima, la creatività e l’esempio e con queste convinzioni gli educatori andranno alla marcia per il Primo Maggio», ha sottolineato il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, intervenendo, giovedì 25, durante il Seminario Nazionale di preparazione del prossimo corso scolastico, che ha dedicato la sua prima giornata ad analizzare i risultati del Ministero d’Educazione  (MINED) nel 2018.
«Questo concetto, ha detto, l’ho riaffermato ascoltando gli interventi di quadri giovani provenienti da Manicaragua e da Cienfuegos, che hanno dato mostra dei risultati ottenuti nelle loro scuole ed hanno confermato l’importanza dell’esempio personale e della dedizione al loro lavoro».  
Più che un discorso,  Díaz-Canel ha stabilito una riflessione collettiva, arricchita dai suoi ricordi di quando era studente e con l’impegno di dirigente del settore, perché nel magistero sono sempre vigenti i precetti dei maestri e dei professori di tutte le epoche, includendo Fidel Castro e José Ramón Fernández.
Di quest’ultimo, ha indicato, abbiamo tutti un grato ricordo come rivoluzionario e pedagogo.
Poi ha insistito sul fatto che dobbiamo continuare ad applicare le idee del leader storico per questo settore. Lui affermava che senza educazione non c’è Rivoluzione possibile.  «Questo ha una grande attualità, ha sottolineato il mandatario cubano, in una situazione complessa, quando l’impero e i suoi lacchè strumentalizzano un discorso retorico, offensivo e pieno d’ingerenze, incolpando Cuba, perchè non è riuscito a realizzare i suoi piani d’aggressione del Venezuela, nè a far cadere il suo popolo e i suoi governi, che hanno rinforzato la propria resistenza.
Nelle sue riflessioni e proposte sugli impegni del settore dell’educazione, ha segnalato  che è fondamentale una preparazione docente metodologica con qualità e senza formalità.
«È quello che influenza di più nell’apprendimento degli studenti e garantisce la loro formazione integrale, rinforzando la formazione dei valori», ha segnalato.
Poi ha definito la scuola come il luogo dove impera la decenza, un ambiente che non deve favorire fatti d’avversione, volgari o banali.
«L’impegno principale per voi è il perfezionamento dei sistemi d’insegnamento che in forma sperimentale si sta realizzando in un gruppo d’istituzioni per la sua futura diffusione.
Il Presidente ha segnalato che nonostante i difficili momenti che si stanno vivendo a livello internazionale e nel paese, pochi giorni fa è stata inaugurata una scuola speciale a Santiago di Cuba, e nelle prossime settimane s’inaugurerà un’altra a  Villa Clara, esempi di quello che può fare una Rivoluzione.
Ha difeso il lavoro collettivo sia dei professori che dei maestri, come degli studenti, ed ha risaltato la necessità di prestare molta attenzione alle proposte dei lavoratori docenti e non docenti, della comunità e della famiglia, e partendo da questo, favorire il dibattito con loro e verso l’interno.
«Si deve dare dignità, distinguere di più maestri e professori, e qui sono stati posti vari esempi e dobbiamo vedere, dal Governo, in quali altre cose possiamo appoggiare», ha aggiunto, ed ha insistito sulla difesa dei bilanci territoriali, gli investimenti e la manutenzione  della rete di scuole, su  quanto realizzato sino al momento, ed ha valutato che Cienfuegos, Santiago di Cuba, Guantánamo e Las Tunas prevedono di tenerle tutte pronte per il 2020.
Rispetto al processo docente educativo e partendo da quanto discusso nell’incontro, ha sostenuto che il modello nelle scuole pedagogiche dà risultati. Abbiamo utilizzato misure alternative per supplire  il deficit degli educatori nelle aule, ma la cosa migliore è che  in ognuna ci sia un professore formato con tutto il rigore.   
Teresa Amarelle Boué, membro del Burò Politico del Partito e segretaria generale della Federazione delle Donne Cubane, successivamente ha decorato Ena Elsa Velázquez, ministro d’Educazione, con la medaglia Ordine Ana Betancourt, per  la sua carriera in politica e come educatrice.
Sono stati consegnati diplomi per i migliori risultati a scuole pedagogiche e a direzioni provinciali d’educazione.
Erano presenti Roberto Morales Ojeda, membro del Burò Politico del Partito e vicepresidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri, e Olga Lidia Tapia, membro della Segretaria del Comitato Centrale, tra i vari dirigenti. (GM – Granma Int.)

Appuntamenti: Sabato 13 aprile, dalle ore 10:00 alle 13.30, forum di discussione presso il Centro Convegni Villa Palestro – via Palestro 24, (vicino Stazione Termini/Piazza Indipendenza) Roma
A seguire, Sit-in piazza di Porta Pia dalle 14 alle 15.30

Giù le mani dal Venezuela! Hands off Venezuela!
Forum Venezuela

Questo libro della cara amica e compagna Pasqualina Curcio e ‘ la storia politica ed economica di una guerra d ‘ assedio imperialista . Un economia sotto assedio e un assedio militare vero e sullo sfondo l’esplicita ambizione degli imperialismi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea di rovesciare il governo Maduro e l’esperienza chavista socialista bolivariana che ha segnato una netta rottura con l’egemonia imperialista in Venezuela e in America Latina.

Sono anni ormai che L’oligarchia interna e gli imperialismi di Usa e Ue stanno preparando un golpe contro Maduro l’unico Presidente legittimo eletto a stragrande maggioranza dal popolo venezuelano.
Ma l’economia non è solo un problema relativo al ruolo del Venezuela nelle transazioni internazionali. Sull’economia interna pesano sfide estremamente impegnative, ma anche sfide politiche per molti aspetti minacciose e di vero e proprio terrorismo da parte dell ‘oligarchia e degli apparati economici e militari fascisti pagati e sostenuti dagli imperialismi e dalle multinazionali , cioè da tutti i vampiri del petrolio e della democrazia popolare e partecipativa.
Ma Caracas non è sola in questa sfida globale per l’auto determinazione dei popoli: ci sono tra i tanti Cuba , Bolivia , Nicaragua , Siria , India , l’Iran, la Russia e la Cina; e poi ci sono i tanti sinceri progressisti democratici e rivoluzionari nel mondo che rispondono quotidianamente alla falsità della comunicazione deviante e alla barbarie capitalista della società del profitto con il sacrificio del proprio lavoro e del lavoro negato e con l’orgoglio di lottare ogni giorno per un mondo di giusti senza frontiere e senza catene.
Luciano Vasapollo e Rita Martufi
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La guerra militare , psicologica , massmediatica ,accompagnano una tremenda guerra economica sempre più intensa e feroce contro il popolo venezuelano; la guerra espansionista imperialista per distruggere la nostra esperienza rivoluzionaria bolivariana chavista non è terminata, al contrario è stata intensificata.
Le mani che hanno manipolato e distorto i mercati, mirando alla destabilizzazione economica e sociale, e alla sconfitta della rivoluzione bolivariana, si sono rese sempre più visibili.
Stiamo ingaggiando una battaglia eroica. Il popolo venezuelano è combattivo, paziente, democratico e molto cosciente del potere del nemico che sta affrontando, e di quanto vaste e crudeli siano le sue azioni. E’ un popolo che è stato capace di resistere a una guerra che, non essendo convenzionale, ha continuato a mutare, affinando certe armi e creandone e intensificando altre.
I due carissimi amici , il professor Luciano Vasapollo e la dottoressa Rita Martufi, mi hanno onorato del loro interesse nel tradurre e pubblicare il libro in Italia. Questa nuova edizione, e su ciò mi sono trovata d’accordo con Luciano e Rita, ha richiesto vari aggiornamenti e aggiustamenti per L edizione italiana .
Sono davvero pienamente soddisfatta dell’eccellente e minuzioso lavoro che hanno realizzato e a loro sono molto grata per la gentilezza e interesse politico e scientifico e la sempre più viva amicizia .
Sono certa che questo libro possa contribuire anche in italia , nel vivo dell’impero , a dare un contributo di verità rivoluzionaria per difendere la democrazia partecipativa del mio paese e l‘ autodeterminazione di tutti i popoli contro le aggressioni imperialiste .
Pasqualina Curcio Curcio

http://cestes.usb.it/leggi-notizia/articolo/la-mano-visibile-del-mercato-guerra-economica-in-venezuela.html

 

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