ll viceministro delle Relazioni Estere di Cuba, Abelardo Moreno, ha considerato da Bruxelles che la situazione in Venezuela è "la più sensibile" che devono affrontare i paesi dell’Unione Europea e della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) nel Vertice del 10 e 11 giugno.

il viceministro delle Relazioni Estere di Cuba, Abelardo Moreno, ha considerato da Bruxelles che la situazione in Venezuela è "la più sensibile" che devono affrontare i paesi dell’Unione Europea e della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) nel Vertice del 10 e 11 giugno.

"Con la UE, il tema più sensibile gira attorno alla situazione del Venezuela, ha detto Moreno a un piccolo gruppo di giornalisti nella capitale del Belgio, dove si realizzerà la riunione.

“I paesi della CELAC abbiamo una chiara visione a propositi di quel che sta succedendo in Venezuela, abbiamo respinto l’ordine esecutivo del governo degli USA contro il Venezuela e consideriamo che dev’essere cancellato”, ha spiegato il vice ministro.

“Questa posizione apparentemente la UE non la condivide e quindi in questo momento le due regioni stiamo sviluppando un processo di negoziato”, ha aggiunto, ed ha indicato che ci sono altri aspetti contenziosi tra i membri della CELAC e la UE, relazionati con il cambio climatico e il disarmo nucleare.

“Ci isono punti di frizione che stiamo cercando di limare tra oggi e domani, per cercare durante il Vertice d’avere testi puliti che possano essere approvati dai capi di Stato e di Governo”.

Moreno ha spiegato che nel Vertice si approverà una dichiarazione politica breve, la detta Dichiarazione di Bruxelles più voluminosa, con la posizione delle due regioni sui principali temi d’interesse comuni e un piano d’azione con le attività concrete che si realizzeranno in questo Vertice e nel seguente che si terrà in America Latina nel 2017.

( Frammento/ Traduzione GM - Granma Int.)

Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti.

Messico - Un centinaio di giornalisti sono stati uccisi in Messico negli ultimi 15 anni, ha informato Luis Raul Gonzalez, a capo della Commissione Nazionale dei Diritti Umani (CNDH) che ha specificato che sono stati segnalati dal 2005, anche 21 giornalisti scomparsi e 45 attacchi contro i media di comunicazione.

Questi attacchi dovrebbero costringere le autorità ad affrontare questo grave problema in tutte le sue fasi: prevenzione, formazione dei dipendenti pubblici, la condanna degli attacchi, le indagini e la punizione dei responsabili, ha detto Gonzalez.

“Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti”, ha detto il presidente della CNDH che ha esortato ad aggiornare la legislazione sulla libertà d’ espressione, rispettando gli strumenti legali internazionali, ed i criteri più recenti o le tesi in giurisprudenza segnalate dalla Corte Suprema di Giustizia.

Inoltre ha chiesto che l’Organizzazione di Protezione dei Giornalisti conceda adeguate misure di sicurezza nel tempo previsto dalla legge e che le misure non vengano sostituite o rimosse prematuramente, ma coordinate dalle autorità ai tre livelli di governo.

( Traduzione GM – Granma Int.)

Possiamo proseguire molto bene senza l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), pertanto, se non assume un atteggiamento rispettoso di fronte ai nostri paesi, sarà ridotta appena ad un'organizzazione degli Stati Uniti e Canada.   

Questa tagliente affermazione corrisponde a Frei Betto, il conosciuto domenicano brasiliano rappresentante della teologia della liberazione che ha visitato Cuba per la riedizione del suo libro di successo “Fidel e la Religione”, scritto 30 anni fa.   

La visita di Betto a L'Avana è stata contemporanea con la celebrazione del VII Vertice delle Americhe in Panama, e dalla capitale cubana è dove ha potuto seguire passo a passo l'appuntamento continentale nel quale ha partecipato Cuba per la prima volta rappresentata dal suo presidente, Raul Castro.   

In un'intervista esclusiva con Prensa Latina su questo avvenimento ed il triste ruolo giocato dall'OSA, concedendo credenziali a mercenari e negarle a rappresentanti veri di organizzazioni di vari paesi, compresa Cuba, Betto ha fatto qualche riflessione.   

È ancora molto presto per dare una valutazione concreta, ha detto.

Tuttavia, il fatto che Cuba ritornasse ed occupasse il centro dell'attenzione in Panama, già di per sé rappresenta una cornice storica.   

Soprattutto, ha aggiunto, perché obbligò il presidente Barack Obama all'autocritica, anche se non è sincera. Chiarì che, secondo lui, la presenza di Cuba nel VII Vertice è il risultato della passione dei paesi latinoamericani e caraibici che uniti minacciarono di fare implodere l'OSA.   

Almeno nel discorso, ha sottolineato, Obama dovette abbandonare la tradizionale arroganza degli occupanti della Casa Bianca in relazione con l'America Latina.   

Nella sua analisi delle forze e debolezze che America Latina ed i Caraibi presentarono nel Vertice, il teorico della liberazione considerò che i paesi della regione sono usciti fortificati nella misura in cui i progressisti, soprattutto governi come quello del Venezuela, affrontino gli Stati Uniti alla pari e dicano verità che la Casa Bianca non vuole sentire.   

La debolezza consiste nel fatto che Stati Uniti e Canada dispongono di poteri, soprattutto economici e militari molto superiori agli altri paesi del continente.   

Seguendo questa stessa idea, Betto spiega che gli Stati Uniti si videro obbligati ad ammettere l'esistenza di solidarietà tra i paesi del continente, e che non basta cambiare i loro metodi in relazione con questi paesi. Il fatto principale è modificare gli obiettivi che continuano ad essere imperialisti ed interventisti.   

Entrando in pieno nella valutazione dell'OSA e nel poco senso che ha la sua permanenza quando continua ad agire come un Ministero delle Colonie degli Stati Uniti, secondo il brasiliano, la sua infamia è rimasta in evidenza nel dare credenziali e crediti a mercenari stipendiati.   

Gli Stati Uniti sanno che oggi esistono nuovi organismi che congregano i nostri paesi, come la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) che esclude la partecipazione della Casa Bianca.   

Possiamo proseguire molto bene senza l'OSA. Pertanto, se ella non assume un atteggiamento rispettoso di fronte ai nostri paesi, sarà ridotta ad essere appena l'Organizzazione degli Stati Uniti e Canada.   

Sullo stesso tema, e riflettendo sul fatto che l'OSA potrebbe esistere mentre e quanto è un ambito di interlocuzione con gli Stati Uniti e Canada, e che perfino potrebbe essere sostituita dallo stesso meccanismo del Vertice delle Americhe, l'intervistato considera che è necessario vedere come la Casa Bianca si comporterà da ora in poi.   

Concludendo, parlando della dicotomia che può suggerire la convivenza nel tempo della Celac e dell'OSA i cui membri latinoamericani e dei Caraibi sono gli stessi, Betto ammette una certa incongruenza occasionale dei suoi membri al sud del Rio Bravo che a volte non sono unanimi nelle loro votazioni o analisi.   

Secondo Frei Betto questo si deve in parte a che gli Stati Uniti generano uno squilibrio di forze e ci sono capi di Stato del continente che sono ancora infelicemente lacché dell'imperialismo.  

Tutto è pronto in Costa Rica per  il III Vertice  della CELAC

Il funzionario ha precisato che si aspetta la partecipazione dei 33 capi di Stato o di Governo.  Tutto è pronto per il III Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - che si svolgerà in Costa Rica il 28 e 29 gennaio, ha assicurato il ministro degli Esteri interino, Eduardo Trejos.
Il funzionario ha precisato che si aspetta la partecipazione dei 33 capi di Stato o di Governo che formano il blocco regionale, fondato a Caracas in Venezuela nel dicembre del 2011.

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