“Non contro l’Europa, bensì contro questa Unione Europea”. Si può riassumere così la posizione di Luciano Vasapollo, professore di Politica Economica presso La Sapienza di Roma e esponente autorevole della sinistra sindacale e politica, ospite della trasmissione TG3 Linea Notte.

Interrogato relativamente alla questione legge di Bilancio di questi giorni il professore ha detto: “è anomalo che si tolga sovranità al parlamento italiano, e quindi al popolo italiano”. Di ieri la decisione della Commissione Europea di non avviare la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia. Nei giorni scorsi l’esecutivo aveva presentato a Bruxelles una modifica alla finanziaria, tagli per 10 miliardi e deficit giù al 2,04% dal 2,4% inizialmente avanzato. Più che i decimali, per Vasapollo, la decurtazione dettata da Bruxelles riguarda la sovranità popolare.

“Dietro alle manovre finanziarie ci sono i bisogni delle persone. Bisogna ripristinare un’Europa in cui le politiche economiche si rivolgano ai bisogni dei cittadini. La politica deve dettare tempi e modalità dell’economia, non viceversa”, ha denunciato il professore.

Nel corso della trasmissione, Vasapollo ha presentato il suo libro “PIGS la vendetta dei maiali. Per un programma di alternativa di sistema: uscire dalla UE e dall’Euro, costruire l’Area Euromediterranea”. Al di là del titolo provocatorio (PIGS come acronimo di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), ha spiegato il professore, questo libro nasce sulla base del movimento di una minoranza composta da accademici, intellettuali, sindacati e movimenti sociali che, negli scorsi anni, si è mossa in Europa per contrastare la “dittatura dell’Euro”, cioè del denaro e del profitto, e il “vuoto di democrazia” attuale. “Dietro le manovre economiche – ha affermato Vasapollo – c’è un vero e proprio massacro sociale, dai precari alla classe media, per il bene della finanza”. “Pensiamo che i Paesi dell’area mediterranea, che sono i più complementari tra di loro e che subiscono maggiormente questa crisi, possano mettere in moto cittadini e movimenti sociali e dei lavoratori per una spinta al cambiamento e, perché no, un’alternativa all’Unione Europea”.

http://www.farodiroma.it/si-e-tolta-sovranita-al-parlamento-e-al-popolo-italiano-la-denuncia-di-vasapollo-a-linea-notte/

https://youtu.be/k71h5-Y5jZI 

 

Oggi il 22% delle famiglie italiane rinuncia alle cure mediche per ragioni economiche, il 33% per le lunghissime liste d’attesa del sistema sanitario pubblico.
Il salario della classe media è stato compresso fino al 30% e, nell’ultimo ventennio, le famiglie con welfare pubblico garantito sono passate dal 100% a solo un terzo del totale.
I poveri sono 5 milioni. Questi alcuni dei più recenti dati Istat riportati nel corso dell’assemblea-convegno USB “Politiche UE e welfare: tagli o sviluppo sociale”, tenutosi presso la sede della Direzione generale dell’Istituo Nazionale della Previdenza Sociale il 3 dicembre a Roma. Il colpevole, additato durante l’incontro, la privatizzazione del welfare.

All’incontro hanno preso parte i vertici dell’Unione Sindacale di Base (la seconda per appartenenza all’interno dell’Inps) e dell’Istituto, il professor Luciano
Vasapollo, docente di Politica Economica Internazionale presso l’Università La Sapienza, e più di un centinaio dei suoi studenti del primo anno.
Si è trattato, dunque, di un’assemblea atipica, una delle poche a così alto livello ad essere aperta ai giovani. Durante le discussioni, più volte i
relatori si sono rivolti direttamente agli studenti, sottolineando come il momento presente richieda loro massimi livelli di attenzione e impegno.

Nel 120° anniversario della nascita dell’Inps, e nel giorno in cui l’Istituto torna ad assumere, dopo anni, 250 ragazzi di 27 anni in media (anche se la necessità
resta molto più alta), la discussione tra il sindacato e l’Istituo si è sviluppata in maniera autentica, non risparmiando civili contrasti, e toccando diversi punti caldi del panorama attuale come l’alternanza scuola lavoro, la quota 100, il mansionismo, il reddito di cittadinanza e lo smart working.
“Ho invitato i ragazzi proprio perchè potessero fare vera formazione ed assistere con i loro occhi e orecchie al lavoro di sindacato, avendo anche un assaggio di come si intavolano le trattative”, ha spiegato il professor Vasapollo.

Con uffici periferici dell’Istituto collegati in video da tutt’Italia, infatti, diverse questioni sono state presentate al Direttore generale dell’Inps, la Dott.ssa
Gabriella Di Michele. Soprattutto intorno ai temi cari all’USB, come una maggiore mobilità verticale dei dipendenti pubblici, spesso sottoinquadrati, un’ispettorato del lavoro che torni di competenza dei singoli enti per una più efficace lotta all’evasione contributiva oltre che per aprire nuove possibilità di impiego, la revisione del sistema contributivo – che già migliorerà, secondo l’USB, con la quota 100 – per allinearsi con la realtà dei salari medio-bassi italiani
e della precarietà del lavoro, e la rinascita di un consiglio d’amministrazione Inps che, con il secondo bilancio dopo quello dello Stato, gestisce 700 miliardi di euro.

Sulle questioni esterne, come è chiaro, l’Inps può portare pressioni al governo e, su molte di esse, le parti si sono trovate in accordo. Su altre meno e ci
sarà ancora da lavorare; ad esempio sulla questione del consiglio di amministrazione che, per la Di Michele, può “senz’altro tornare in essere a patto che sia
contenuto, perchè altrimenti si rischia di rallentare i lavori e, di questi tempi, non ce lo possiamo permettere”. Visioni opposte, poi, su copertura del territorio
e smart working; mentre, infatti, per il Direttore generale Inps “si copre il territorio anche con i servizi telematici e le partnership con il settore privato e si
risponde ai tagli al personale con una maggiore flessibilità nel lavoro e più fiducia nei lavoratori”, “flessibilità”, per Pier Paolo Leonardi, Coordinatore nazionale confederale USB, “significa precarietà. Smart working significa più lavoro con l’annullamento degli orari di lavoro, che invece andrebbero addirittura diminuiti”.

Il Direttore generale Inps ha spiegato che la previsione è di 3700 nuove posizioni entro il 2020 – dopo che la spending review degli anni passati ha fatto calare i dipendenti dell’Istituto da 40000 a 25000 – e come il “sistema di pianificazione debba riumanizzarsi,
per rispondere ai bisogni del personale e non guardare solo alle necessità di budget”. Sul reddito di cittadinanza, poi, che riguarderà quasi 2 milioni di persone, ha ammesso: “tremano i polsi, per il lavoro che ci sarà da fare, ma siamo fiduciosi”. Sulla questione del welfare aziendale, che la Di Michele dice di “rispettare, anche se l’Inps lo attua già da tempo”, Vasapollo ha commentato: “è un modo per pacificare i lavoratori, facendo da ammortizzatore dei conflitti. Ma ha un prezzo, si paga con il salario. Non è, quindi, il welfare universalistico di cui parla la costituzione”.

Leonardi ha individuato la radice del problema italiano nella riforma del titolo quinto della costituzione del 2001 che “ha devastato il sistema pubblico a beneficio degli interessi privati. Governo dopo governo, la previdenza pubblica è stata smantellata per rendere appetibili i sistemi pensionistici privati. Ormai, il welfare pubblico è il welfare dei miserabili. Se si dispone di sufficienti ci si rivolge alla scuola privata, alla sanità privata, all’assicurazione e alla previdenza private”.

Sull’attuale governo poi ha detto che “non abbiamo trovato ascolto nei passati governi e non lo stiamo trovando neppure ora, ma ci sono delle cose che ci piacciono, come
il reddito di cittadinanza e la quota 100. Speriamo che il governo del cambiamento non cambi troppo idea”. “La paura è per il futuro dei giovani, che faticheranno a
costruirsi una pensione se non cambia il sistema contributivo. Sono loro che devono interessarsi. La rivolta francesce di questi giorni può essere istruttiva,
perchè si sta chiedendo con forza più welfare pubblico”, ha poi detto Leonardi rivolgendosi alla platea di studenti.

“Il problema, per i giovani, non è solo salariale, ma è l’umiliazione in termini di possibilità. Per la prima volta una generazione non sa che fare”, ha aggiunto
il professor Vasapollo che ha poi continuato, sempre rivolto agli studenti, “non bisogna mai contrapporre i diritti civili a i diritti sociali: i primi, sacrosanti, senza i secondi significano poco”.

E ancora “l’alternanza scuola lavoro, anche nell’università, è un’aberrazione. La formazione si fa nelle scuole, o nelle occasioni
come questa (riferendosi al convegno USB aperto agli studenti); se si lavora anche solo un minuto bisogna pretendere salario e diritti”. Citando Gramsci, il professore ha poi concluso: “odiate gli indifferenti e fate la vostra strada”.

http://www.farodiroma.it/superare-il-welfare-per-favorire-la-miseria-vasapollo-e-i-suoi-studenti-al-seminario-dellusb-allinps/

 

Si è tenuto ieri, martedì 27 novembre presso la prestigiosa Sala Archeologia di Lettere, un importante seminario alla Sapienza di Roma nel corso delle lezioni del Prof. Luciano Vasapollo alla presenza dell'Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela Julián Isaías Rodríguez Díaz e il grande intellettuale argentino Atilio Borón.

Al centro delle riflessioni del seminario la guerra economica contro il Venezuela, la decadenza dell'impero nord-americana e l'ascesa di potenze come quelle cinese e indiane che, ha sottolineato Boron nel suo intervento, entro il 2030 rapresenteranno il 39% del Pil mondiale. 

Come AntiDiplomatico abbiamo avuto il privilegio di poter avere un breve incontro con Atilio Boron e vi riponiamo tre importanti contributi video. Il professore della Sapienza Luciano Vasapollo e il grande intellettuale argentino smontano in pochi minuti le decine di fake news e terrorismo mediatico quotidiano contro i paesi progressisti dell'America Latina e in generale tutti quei paesi che hanno deciso di intrprendere una via indipendente e sovrana. I due, ci tengono a precisare, lavorano e collaborano insieme da anni perseguendo questi obiettivi e, su indicazione diretta di Chavez e Fidel Castro, sono stati tra i primi fondatori nel 2004 della Rete degli Intellettuali in Difesa dell’Umanità.

"Fratelli d'Italia e Pd sono la stessa cosa nell'attaccare la sovranità del Venezuela", ci dice il Prof. Luciano Vasapollo. "Le bugie di Repubblica dimostrano che non c'è differenza tra giornale di destra e di sinistra".


 "E' il caso di Cuba la migliore risposta alle menzogne contro il Venezuela. Non c'è un bambino nonostante 60 anni di blocco che non venga curato o che non abbia un'istruzione a differenza di tanti altri paesi dell'America Latina", ha proseguito Boron.
 

"L'imperialismo oggi vuole riconquistare l'America Latina perché in un momento di crisi sistemica è necessario per Usa e Ue appropriarsi di quelle risorse", ha sottolineato Vasapollo.

"Trump non è una novità nell'imperialismo americano. Barack Obama è stato quello che aveva definito il Venezuela una minaccia straordinaria alla sicurezza degli Stati Uniti a giustificare la politica di aggressione che oggi vediamo. E' l'Europa, con la sua tradizione umanista che deve smarcarsi dall'imperialismo di Trump. Non è successo e il Venezuela oggi è sola in questo piano di occupazione in corso", ha proseguito Boron.

"Tutti coloro che cercano una via alternativa al dollaro o all'euro sono stati canaglia che siano stati socialisti, come Venezuela e Cuba, o no, come Iran e Turchia. Il sistema valutario delle criptovalute può essere una via per aggirare la tirannia del dollaro con una collaborazione sul piano monetario che vede coinvolti Russia, Cina, Iran, Venezuela, Cuba, Iran e Turchia", ha sottolineato Vasapollo.

"La crisi del sistema unilaterale è inevitabile. La realtà che gli americani non volevano che Russia, Cina e Iran sviluppassero un sistema economico alternativo al dollaro. E' un peccato imperdonabile per gli Stati Uniti e noi siamo qui a difendere questi paesi a restare fuori dalla dittatura del dollaro e dell'euro", ha concluso Boron.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-intervista_a_vasapollo_e_atilio_boron_siamo_qui_a_difendere_quei_paesi_che_vogliono_restare_fuori_dalla_dittatura_del_dollaro_e_delleuro/82_26230/

 

"Ancorare il Petro all'oro per svincolare il Venezuela dal dollaro, il vero strumento di dominio imperiale"

Intervista al Prof. Luciano Vasapollo, in Venezuela per importanti incontri al vertice. "Stiamo cercando di lavorare per ancorare il Petro non solo al petrolio ma ad un paniere in cui abbia un ruolo fondamentale l’oro.

Prosegue la missione a Caracas del Prof. Vasapollo e Rita Martufi con Pasqualina Curcio e un gruppo ristretto di economisti venezuelani per affrontare alcune questioni esistenziali per il futuro del Venezuela, della rivoluzione bolivariana e, più in generale, delle forze progressiste in America Latina. Noi de l’AntiDiplomatico abbiamo avuto la possibilità di ascoltare telefonicamente Luciano Vasapollo per raccogliere le sue impressioni dopo gli ultimi incontri.

 “Stiamo discutendo qui in Venezuela soprattutto della questione della guerra economica, ma il timore consolidato è anche politico. A gennaio Maduro dovrà assumere i poteri per l’inizio del nuovo mandato dopo la legittima vittoria delle passate elezioni e si sta preparando da parte di Usa e Ue  un golpe”. Queste le prime parole che ascoltiamo dal Prof. Vasapollo. Tenteranno di dire, prosegue il Professore, che non era presente parte dell’opposizione e quindi non sono elezioni valide e non si può insediare. “Non sono legittime, quindi possono tentare il golpe da due punti di vista: uno bianco – con istituzioni internazionali e governi occidentali che non riconoscono Maduro come legittimo Presidente. E un golpe frutto di uno scontro militare alla frontiera”. Si perché è questo che a Caracas emerge con sempre maggiore forza dopo che Bolsonaro e l’estrema destra ha preso il potere in Brasile.  Quest’ultimo, insieme alla Colombia, i narcos, il Perù, l’Argentina e le solite transnazionali stanno creando le condizioni ancora più pesanti dal punto di vista economico contro il Venezuela e poi essendo paesi limitrofi con la scusa dei flussi migratori (inesistenti) vogliono portare la situazione allo scontro. “Non solo la Colombia.  Anche il governo del Brasile, dell’Argentina iniziano a parlare della dittatura del narco-dittatore Maduro. Flussi sarebbero funzionali al traffico di cocaina. Siamo alla follia.”, ha sottolineato Vasapollo.

Ma il Venezuela si sta preparando bene alla reazione come ha sempre fatto in questi mesi di guerra economica e psicologica. “Di tutto questo ne stiamo parlando con incontri ad altissimo livello. Incontri con ministri, con Adan Chavez, con i vertici del Psuv, con la Assemblea Costituente. Estremamente importanti i dibattiti con radio sur, telesur, Commissione relazioni internazionali. Un fatto estremamente importante è che pensiamo che quest’attacco al Venezuela deve essere aggirato, non solo con la solidarietà internazionale ampliando la comunicazione - perché la guerra economica e militare che si sta preparando è preparata dalla guerra di informazione, massmediatica – ma anche con una strategia culturale, una serie di attività e relazioni accademiche e culturali possono facilitare le relazioni tra i popoli“, ha proseguito Vasapollo indicando un importante incontro con il rettore e gruppo direttivo dell’Università bolivariano. “Con il rettore abbiamo firmato un accordo quadro. E ho tenuto una conferenza a 200 studenti che mi chiedevano soprattutto perché l’Unione Europea si comporta in modo così servile degli Stati Uniti. E’ emerso il ruolo dell’università pubblica e gratuita con figli del popolo che partecipano a tutti i livelli della vita culturale del paese. Come nella costituente ho visto la rappresentanza sociale di tutti i ceti del paese, mi sono confrontato con donne disabili operai contadini indigeni comunità Lgbt, è questa la democrazia popolare”, ha proseguito.

Sul futuro economico ci sono speranza perché il Venezuela non è sola. “Siamo in una commissione ristretta economica che sta lavorando soprattutto sul Petro. Attraverso il PETRO, attraverso le CRIPTMONETE bisogna creare le condizioni per un sistema monetario alternativo in risposta al dollaro. Dobbiamo de-dollarizzare il mondo. Gli Usa cercano di sottomettere il paese attraverso il dollaro, il Petro deve essere lo strumento attraverso cui svincolarsi da euro e dollaro, strumenti di dominio imperiale. Caracas non è sola. Alcuni paesi stanno lavorando con il Venezuela in questa direzione: ci sono la Turchia, l’Iran, la Russia e la Cina. Una speranza di mutamento contro il dollaro esiste ed è proprio per questo che stiamo cercando di lavorare per ancorare il Petro non solo al petrolio ma ad un paniere in cui abbia un ruolo fondamentale l’oro. Il Venezuela, che è stato depredato in passato, ha giacimenti enormi di oro. E attaccare l’oro potrebbe essere un suicidio anche per l’Impero e i suoi vassalli”.

 

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ancorare_il_petro_alloro_per_svincolare_il_venezuela_dal_dollaro_il_vero_strumento_di_dominio_imperiale/5496_26089/?fbclid=IwAR0sDmpvDb_5aRPngM4wdYF4Eb-M4In_5icdUV03QzpvoyVFjrsfel1idrI

 

 

 

 

Importanti accordi quadro Sapienza-Università bolivariane in Venezuela. "Con la cultura si intensifica l'amicizia tra i popoli"

16 novembre 2018

 

Con incontri intensi con Tania Valentina Díaz, giornalista, già deputata del PSUV  e attualmente Prima vicepresidente dell’Assemblea Nazionale Costituente di Venezuela; Aristóbulo Istúriz Almeida, il Ministro del Potere Popolare per l’Educazione e vicepresidente settoriale per il Socialismo sociale e territoriale del Venezuela; e Villegas ministro della cultura si va a concludere la missione di Luciano Vasapollo e Rita Martufi in Venezuela. Come AntiDiplomatico vi abbiamo aggiornato anche nei giorni passati. Importanti gli accordi firmati per conto della Sapienza con le università bolivariane. “Abbiamo firmato diversi accordi quadro. Continuano le relazioni culturali tra il mondo della cultura dei due paesi per intensificare l’amicizia tra i due popoli”, ha dichiarato Vasapollo che ha anche sottolineato la visita nell’università bolivariana dei lavoratori. “Totalmente gratuita che forma la classe dei lavoratori da un punto di vista culturale e di interessi di classe.”
Nei suoi incontri l’economista Vasapollo ha ribadito come la crisi del capitalismo è ormai sistemica, di sovrapproduzione. “L’unica soluzione, lo sappiamo, è il keynesianesimo militare o  la guerra militare. La guerra di oggi è psicologica, economica, comunicativa, prima di essere militare. In Libia, la Francia è intervenuta per espropriare con la guerra il petrolio. L’Unione Europea non gli Stati Uniti”, perché, sottolinea Vasapollo, “viviamo oggi uno scontro inter-imperialista” in cui gli Stati Uniti hanno dollarizzato il mondo. “ Nelle riunioni con Pasqualina Curcio e altri economisti abbiamo discusso di slegare il Petro dal dollaro. Tutti siamo d’accordo che per terminare il dominio imperialista bisogna evitare la dollarizzazione dell’economia. Le Criptomonete non vincolate al dollaro possono essere il viatico per la creazione di sistemi alternativi monetari. “Se ci sono paesi non socialisti che vanno in questa direzione è giusto intensificare i rapporti”, ha dichiarato Vasapollo in relazione a Russia, Cina, Siria, Iran. “Di fronte al blocco degli Stati Uniti devi trovare soluzioni alternative. Il Petro va svincolato dal dollaro con un paniere di beni di riferimento tra cui l’oro”, ha concluso.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-importanti_accordi_quadro_sapienzauniversit_bolivariane_in_venezuela_con_la_cultura_si_intensifica_lamicizia_tra_i_popoli/82_26098/?fbclid=IwAR2UtGaaE2jsLIs8WdoxhM_EigzKT09Ep9R6gr1-iuF3pQvSSEyGvhWdxjw

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