Il 16 giugno 2017, Donald Trump, in un discorso pronunciato simbolicamente in un teatro di Miami ha annullato di fatto il lentissimo disgelo iniziato con la fine dell'amministrazione Obama nei confronti di Cuba. Trump ha annunciato la firma di una direttiva politica denominata ‘Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sul Rafforzamento della Politica degli Stati Uniti verso Cuba’ che dispone l’eliminazione degli scambi educativi ‘pueblo a pueblo’ e un maggiore controllo dei viaggiatori statunitensi che si recano a Cuba, così come il divieto di transazioni economiche, commerciali e finanziarie tra compagnie statunitensi e società cubane legate alle Forze Armate Rivoluzionarie e i servizi di intelligence e sicurezza.

Con delle non meglio specificate e presunte preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani a Cuba, Trump ha quindi abrogato la Direttiva Presidenziale di Politica ‘Normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba’, emessa da Obama il 14 ottobre del 2016, che anche se non occultava il carattere interventista della politica statunitense, aveva riconosciuto l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione di Cuba e il governo cubano come interlocutore legittimo. Ammetteva inoltre che quella del bloqueo era una politica obsoleta che andava eliminata.

Un grande passo indietro, in una fase in cui l'abbattimento di Jet siriani impegnati a liberare il proprio paese dal terrorismo e la tremenda guerra economica, mediatica e ormai para-miliatare contro il Venezuela rendono gli Stati Uniti una valvola totalmente impazzita per il futuro del pianeta. 

Su tutto questo abbiamo avuto la possibilità di ascoltare il Prof. Luciano Vasapollo per un'intervista.

 

 

L'Intervista

Come giudica le dichiarazioni di Trump a Miami?

 

Le dichiarazioni di Trump contro Cuba sono antistoriche e ricreano un clima di guerra fredda, provocatorio e assolutamente fuori contesto storico. Si tratta, del resto, di una politica in linea con le scelte intraprese da quest'amministrazione anche nel resto del mondo, frutto di decisioni non in linea con il diritto internazionale, ma della logica del più forte.

Una politica chiaramente guerrafondaia. Ormai Trump sta portando il mondo verso la guerra militare, economica, guerra totale. Gli obiettivi sono chiari: Venezuela e Cuba, i paesi dell'Alba in generale, Iran e il Medio Oriente non allineato, Russia, Cina e Corea del Nord. Una guerra totale, militare ed economica. Gli Usa non hanno più la leadership mondiale né a livello militare, né economico. In quella competizione globale, o scontro inter-imperialista come lo chiamiamo noi, gli Usa non hanno nessuna possibilità di uscita dalla tremenda crisi economica, occupazionale e internazionale che vivono se non attraverso una guerra.

 

E quindi dopo Siria, Venezuela è il turno di Cuba?

 

 

Esattamente così. La conferenza stampa con cui è stato annunciato il decreto contro Cuba aveva un luogo preciso e simbolico. Trump si è recato a Miami alla corte della mafia anticastrista, degli scarface attuali di Cuba, coloro che attraverso lo spaccio di cociaina, il terrorismo e la tutela degli interessi della peggior mafia internazionale combattono la sovranità dell'Avana. Il governo degli Stati Uniti si è presentato in un contesto chiaro per annunciare il proibizionismo delle relazioni con Cuba e la riproposizione del blocco con ulteriori inasprimenti. Avviene in un contesto sovversivo, un contesto di abbattimento di ogni idea di autodeterminazione costituzionale di Cuba e di ogni autonomia.

 

Finisce il lento disgelo che si era iniziato con l'ultimo periodo dell'amministrazione Obama?

 

La direttiva emessa da Trump è contraria agli interessi della direttiva del 2016 di Obama, in cui si parlava di rispetto di sovranità, indipendenza e autodeterminazione. Questa dierettiva nuova deroga la precedente, in un contesto di guerra. La dichiarazione è avvenuta in un contesto, lo ribadisco perché è l'elemento più importante che deve essere chiaro a tutti, in cui erano presenti tutti i terroristi di Miami coinvolti nell'attacco a Playa Girón, c'erano agenti della Cia, dei servizi segreti di altri paesi europei, i peggiori criminali che si sono macchiati di crimini contro la rivoluzione cubana e contro l'autodeterminazione dei popoli dell'America Latina.  C'erano quegli assassini per cui 5 agenti cubani dell'antiterrroismo hanno patito ingiustamente 16 anni di detenzione per aver combattuto questa mafia legata alla Cia. Erano presenti tutti in questa sala. Una sala preparata ad hoc per dare la  massima provocazione guerrafondaia possibile contro Cuba.

 

Qual è l'obiettivo ultimo del governo statunitense?

 

Riconquistare tutta l'America Latina, con tutto il peggior neo-colonialismo e neo-imperialismo che questa politica prevede. Dopo il colpo di stato in Honduras, dopo aver abbattuto con un golpe bianco il governo di Dilma in Brasile, dopo aver condizionato con elezioni poco chiare la vittoria di Macri in Argentina, dopo il golpe bianco in Paraguay, dopo aver rafforzato le basi militari in Colombia e in Perù, ora è il momento della tremenda e inumana guerra economica che la Cia e gli Usa stanno facendo contro il legittimo governo del Venezuela. Una guerra economica che si accompagna ad una guerra mediatica e una guerra psicologica.

 

Anche Gentiloni, insieme a Rajoy, ha deciso di fare da sponda a Trump con una grave ingerenza contro il governo venezuelano. Come la giudica?

Per quello che è: neo-colonialismo. Nel caso dell'Italia, è ancora più grave, perché non si perseguono neanche interessi propri ma si fa il lavoro per conto di terzi. In Venezuela, milioni di persone che prima di Chavez non esistevano oggi hanno diritto alla sanità, all'istruzione e ad una vita degna. Questo a Gentiloni e alla cultura liberista che rappresenta non piace. Ce ne faremo una ragione. La resistenza di queste ore del Venezuela bolivariano è la resistenza di tutti coloro che hanno a cuore un futuro di pace e di convivenza solidale dei popoli nel segno dell'uguaglianza sociale. Questo ha rappresentato e rappresenta l'Alba bolivariana. Chi, al contrario, come Gentiloni spera in una destituzione sovversiva e violenta del legittimo governo di Caracas fa gli interessi di quelle multinazionali del petrolio che non hanno mai accettato la nazionalizzazione dell'azienda energetica e che vogliono riappropriarsi delle riserve petrolifere più grandi al mondo. Decidete voi da che parte stare, ma per farvi un'opinione in modo onesto dovete smettere di leggere i media corporativi italiani che perseguono lo stesso obiettivo di Gentiloni.

 

Anche su Cuba la guerra è stata e sarà economica, mediatica e psicologica?

 

Si continuerà ad esserlo. Quest'attacco criminale contro l'autodeterminazione in quel teatro di Miami fa parte della guerra psicologica e massmediatica.

Ma non ci saranno conseguenze negative sul piano interno né internazionale. Cuba ha sempre dimostrato che quando è sott'attacco riesce a mobilitare fino all'ultimo cubano in piena solidarietà e vicinanza al governo, al partito comunista.

Le prime risposte di intellettuali, movimenti sociali e artisti impegnati a difendere la rivoluzione cubana sono già arrivate. Il governo, il partito e il sindacato hanno ribadito serenamente e decisamente che l'unica strada delle relazioni internazionali è il rispetto del diritto internazionale, della sovranità, dell'indipendenza e dell'autoderminazione dei popoli. I primi due punti all'ordine del giorno nelle relazioni con gli Usa sono: fine immediata del blocco e restituzione di Guantanamo alla sovranità di Cuba. La posizione dell'Avana è limpida, semplice e autorevole. Autorevole come quella che solo un paese libero, sovrano e indipendente può avere.

 

Che mobilitazioni avete in mente in difesa di Cuba dopo quest'ultimo attacco ricevuto?

 

Sul piano internazionale credo che le associazioni, i partiti, i democratici, i rivoluzionari, i progressisti, gli uomini liberi di questo pianeta sanno benissimo che il rispetto del diritto internazionale sia l'unico modo d'uscita. Si tornerà ad una forte solidarietà internazionalsita non solo verso Cuba, ma verso il rispetto delle regole internazionali. Noi come Rete dei comunisti, Nuestra America, Capitolo Italiano degli Intellettuali in difesa dell'umanità e Cestes-Usb abbiamo ribadito che va rafforzata la solidarietà politica. Il 30 giugno alla Villetta a Roma inizieremo a raccogliere firme contro il blocco criminale che colpisce Cuba, in una mobilitazione in cui invitiamo tutti i parlamentari, intellettuali, politici, dirigenti sindacali che vogliano partecipare. E' la continuazione di quello che abbiamo fatto un mese fa a Bruxelles, sollecitando le forze progressiste e democratiche presenti nel Parlamento europeo.

 

E' tornato da poco da Cuba. Com'è la situazione nel paese e quale reazione prevede dopo il decreto di Trump?

 

Sono tornato da pochi giorni a Cuba, dopo un lungo viaggio di relazioni politiche. Un viaggio intenso in cui ho visto in tutti i luoghi culturali, politici, sindacali, accademici in cui sono stato tanta passione e senso di responsabilità storico nel rivendicare l'autodeterminazione e la fine del blocco ma in un contesto in cui si rivendica la fine delle ingerenze contro il Venezuela e contro tutti i popoli schiacciati dalla catene dell'imperialismo. La solidarietà internazionalista è questa.

 

Quali obiettivi sta cavalcando Trump e dove stanno portando il mondo?

 

Questi processi non nascono casaulmente. Trump non risponde ad una sua visione di mondo, come dice anche alcuna sinistra, o a interessi suoi. No, questa è la visione di un settore importante della borghesia imperialista statunitense, di settori importanti anche di borghesia transnazionale europea. Voglio anche ribadire un concetto fondamentale che troppo spesso viene dimenticato. Ascolto leader politici, anche italiani, dire "si su CubaTrump magari sta esagerando, ma sulla dittatura di Maduro fa bene". Vorrei dire a questi signori che l'Alba bolivariana è un corpo solo, un unico grande spiraglio di speranza per il resto del mondo. L'Alba si difende nella sua interezza, per cui colpire Cuba significa colpire Venezuela, Bolivia, Ecuador e tutti gli altri paesi. Colpire il Venezuela significa colpire Cuba e tutti gli altri paesi. I presidenti dell'Alba si sono immediatamente e tutti insieme stretti intorno a Venezuela e Cuba.

 

Che legittimità hanno a parlare di democrazia e diritti gli Stati Uniti di oggi?

 

Trump e gli Stati Uniti non hanno alcuna legittimità e autorevolezza a parlare di diritti. i diritti, come ha ribadito più volte il governo di Cuba, sono un tutt'uno: quindi quando si parla di diritti, si parla di diritti civili e di diritti di liberazione del bisogno. Cuba è un punto di riferimento ed è all'avanguardia sia per quello che riguarda i diritti civili, sia per i diritti sociali. Non possono parlare, certo, di diritti gli Usa che hanno centinaia di detenuti politici condannati a lubnghissime pene, che hanno fatto patire un carcere durissimo e ingiusto ai cinque cubani, che hanno presidenti eletti con meno della metà delle persone che votano. Un paese in cui la criminalità, figlia del disagio di un paese dove milioni di persone sono costrette a vivere nella povertà assoluta, è totalmente fuori controllo. Un paese in cui lo stato del diritto e lo stato sociale non esistono. Un paese in cui milioni, ripeto milioni, di bambini vivono in condizione di indigenza pressoché assoluta. Che diritto ha di dare lezioni di democrazia a Cuba e Venezuela? Nessuna. Come a nessun paese a livello internazionale.

 

Anche il governo cubano nella sua risposta a Trump ha utilizzato più o meno queste argomentazioni...

 

Gli Stati Uniti non sono in grado dare lezioni a nessuno. E tutti noi che sogniamo un mondo di eguaglianza e libertà siamo molto preoccupati, come ha giustamente ricordato proprio in queste ore il governo di Cuba, dei numerosi casi di omicidi, brutalità e abusi polizieschi, in particolare contro la popolazione afroamericana, che avvengono negli Stati Uniti; del fatto che venga sfruttato il lavoro infantile ed esistano gravi manifestazioni di discriminazione razziale; del fatto che negli Usa 23 milioni di persone sono senza assistenza medica; del fatto che vengono marginalizzati immigrati e rifugiati, in particolare quelli provenienti da paesi islamici; del fatto, infine, che si pretenda di costruire muri che denigrano i vicini; e vengono abbandonati gli impegni internazionali per preservare l’ambiente e affrontare i cambiamenti climatici.

Detto tutto questo, voglio concludere quest'intervista con una frase di cui mi assumo chiaramente tutta la responsabilità: se Trump continua con questa politica dovrà essere giudicato dall'umanità e dagli organismi internazionali preposti come l'uomo che sta portando il mondo nel baratro di una guerra dai risvolti apocalittici. Dovrà rispondere per crimini contro l'umanità perché il blocco, la guerra militare, la guerra economica cosa sono se non crimini contro l'umanità.

Caracas, 14 giu (Prensa Latina) Il dirigente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Nahum Fernandez, assicurò che il popolo che accompagna oggi la Rivoluzione bolivariana decise di seguire l'esempio del guerrigliero argentino-cubano Ernesto Che Guevara. 

 
Questo è il popolo leale che accompagnò il Comandante Hugo Chavez e lotta attualmente per la preservazione del suo modello democratico, affermò il consigliere comunale del municipio Libertador in un atto celebrato nella Casa Nuestra America Josè Martì, in questa capitale, per l'89ºanniversario del compleanno del mitico lottatore. 
 
Davanti ad integranti di organizzazioni politiche e sociali, convocati dalla Fondazione Ernesto Guevara, Fernandez sottolineò, inoltre, l'importanza della figura del guerrigliero argentino per i giovani che assumono attualmente un posto di avanguardia nella difesa della Rivoluzione bolivariana. 
 
Ha affermato, in questo senso, che questa nuova generazione assunse come sue le parole che il leader storico della Rivoluzione cubano Fidel Castro pronunciò nel 1967, dopo la scomparsa fisica del Che in Bolivia. 
 
“In quel momento, davanti al popolo cubano, Fidel pronunciò la frase ‘Saremo come il Che’ per sollecitare che si seguisse il suo esempio di altruismo, antimperialismo, solidarietà ed internazionalismo”, ricordò. 
 
Al rispetto, il membro del PSUV commentò che questi valori rimangono nei governi progressisti come quello del Venezuela, Bolivia, Cuba e che affrontano i piani di una nuova colonizzazione dell'Impero. 
 
Esortò anche a mantenere presente la concezione del Guerrigliero Eroico sull'America Latina come un solo paese ed una sola razza, che, precisò, ha la sua base nel pensiero del Libertador Simon Bolivar, la sua validità nella Rivoluzione cubana e nel lascito di Chavez. 
 
Ig/lrd

Nella sede della ANEC e con i giovani della capitale, nel cinema teatro La Rampa è continuata l’intensa attività di Luciano Vasapollo e Rita Martufi a L’Avana.

« Siamo qui a L’Avana in delegazione  con Rita Martufi, rappresentando le entità, le associazioni e movimenti in cui lavoriamo».
 (Luciano Vasapollo è il coordinatore del Capitolo Italiano della Rete degli Intellettuali e gli Artisti in Difesa dell’Umanità, della Rete dei Comunisti,  membro d’onore della ANEC- associazione degli economisti e ragionieri cubani,  professore d’economia dell’Università di Pinar del Río e de L’Avana … tra le molte attività. Rita Martufi rappresenta anche i sindacati di base.  
«Con la collega, la Prof. Laura Mariottini rappresentiamo l’università La Sapienza di Roma realizzando diversi progetti culturali » ha spiegato  Vasapollo, che è il vice rettore e delegato del rettore di questa università di Roma per le relazioni con l’America Latina.  
Nel biblioteca dell’ICAP ci dice: « Siamo partiti da un momento storico indimenticabile,  la scomparsa del Comandante in Capo, Fidel Castro e  abbiamo pensato di presentare qualcosa che potesse servire sopratutto ai giovani,  per diffondere la grandezza di quell’immenso uomo.   In Europa da tempo si manifesta un terrorismo mass-medatico  contro Fidel, contro Chávez, oggi contro Maduro.
Il capitalismo non è superabile si sostiene in Europa, cercando di chiudere il discorso. Papa Francisco però, che non è un comunista marxista, durante la visita di Trump, il presidente degli USA, di pochi giorni fa, gli ha regalato due encicliche, una sull’ambiente, tema che Fidel ha sempre avuto molto a cuore, denunciando gli attacchi in tutti i Forum internazionali e la litteram del capitalismo, definito una  struttura terrorista che crea guerre, fame e morte.  Inoltre il Papa ha ricordato la detta “madre delle bombe”.  «Chiamare madre una bomba è una vergogna!» ha sostenuto.  
Prima di parlare di Fidel marxista si deve capire il Fidel martiano o non si comprenderà la Rivoluzione cubana. Lo dico sempre ai miei studenti ed è molto  importante che i giovani oggi studino e comprendano Martí e Bolivar e Tupac Amaru» ha considerato Luciano, che è apparso nella serata nella Mesa Redonda quotidiana della televisione cubana, come accade ogni volta che viene a Cuba, per analizzare con Elsa Claro, una specialista cubana  gli Stati Uniti e le sfide dell’era Trump. E non è certo la prima volta.  
Questo libro sul pensiero politico economico  di Fidel ma che va molto più in là sul suo legato, è stato presentato con Ramón Labañino, uno dei Cinque Eroi cubani che è vice presidente della ANEC, di recente anche in Italia ed è  una bella  edizione della Casa Editrice  Zambon.
Nella sala La Rampa, piena zeppa di studenti medi e universitari, la presentazione di Vasapollo, Labañino e Orlando Borrego  è stata dedicata ai giovani, indicando loro la profondità del pensiero e del legato di Fidel, dell’uomo nuovo, di Che Guevara,  l’umanità del socialismo e che la Rivoluzione è un atto d’amore.   
« Cuba è un paese che resiste da 60 anni nonostante il blocco e le sue poche risorse naturali, perchè il  popolo è legato molto profondamente a questo processo rivoluzionario e lo abbiamo visto nel percorso dalla capitale a Santiago, accompagnando le ceneri di Fidel» ci riferisce Vasapollo.
« Noi staremo qui a L’Avana altri tre giorni, faremo altre presentazioni di libri, dibattiti su Gramsci e Martì, e in particolare in difesa del Venezuela, attaccato e aggredito in maniera terribile per via delle sue infinite ricchezze sotterranee di petrolio.
L’unione e l’integrazione contro il capitalismo e l’imperialismo sono le battaglie che sferriamo oggi al fianco dei paesi progressisti di questo continente oggi, quando tutti noi non siamo fidelisti, siamo Fidel!  E lo diciamo forte e orgogliosi, dappertutto : Yo soy Fidel!»   

Lunedì 22 maggio siamo  partiti per una visita a  Cuba come delegazione in rappresentanza del  Capitolo Italiano della Rete inDifesa dell'Umanità ( in rappresentanza degli intellettuali, associaziomi e organizzazioni aderenti  tra cui CESTES, NUESTRA AMÉRICA, Contropiano e RETE dei COMUNISTI e altr assoc.), invitati ufficialmente da  istituzioni di Governo centrali nazionali cubane per incontri , convegni, seminari, per interscambi attività politico culturali; e per rafforzare la Campagna Internazionale  Contro il Blocco e per dare il nostro modesto contributo alle tante attività di solidarietà militante nella campagna  internazionale contro la  vile aggressione  politica, economica, militare, massmediatica, psicologica dell’imperialismo contro la rivoluzione chavista  del Venezuela.

 La nostra delegazione ufficiale ,   invitata da organismi centrali di governo - in particolare ANEC e ICAP  , ha tenuto moltissimi incontri importanti di alto livello partecipando con un ruolo di relatori principali  al  congresso internazionale dell'Anec  su pianificazione economica e problematiche socio ambientali . Molti lavori di commissioni con strutture ANEC , e altre istituzioni di governo e di rappresentanti di 14 paesi , con fitto interscambio e collaborazione intensa ai programmi ed elaborazioni in tema di processo di pianificazione socio- economica , con importanti continui confronti.

Già nei primissimi giorni non sono certo mancati momenti meravigliosi come a casa di Gerardo e Adriana con la piccola Gemma  e i due splendidi gemelli.

Sono poi continuati  importanti attività anche dopo la chiusura del grande congresso internazionale dell’ANEC su pianificazione economica e problematiche socio ambientali , nel quale abbiamo svolto un ruolo centrale con conferenza anche magistrale e direzioni di commissioni .

Molto emozionante la conferenza sul pensiero di Che Guevara a 50 anni dal suo assassinio , che abbiamo tenuto insieme a Ramon e Orlando Borrego a lungo diretto assessore di Guevara,  al teatro centrale la Rampa dell’Havana con la partecipazione di centinaia di giovani studenti che ci hanno manifestato il loro grande apprezzamento e affetto e con grande impatto televisivo e di stampa .

E poi continui  e sempre molto positivi incontri internazionali anche con intellettuali compagni dell’America Latina a partire dai nostri fratelli venezuelani , boliviani , Nicaragua , Argentina , Santo Domingo etc .

Nel lavoro intenso e proficuo che abbiamo svolto sulle attuali problematiche e molto positivamente dibattute politico economiche sui modelli di pianificazione si è direttamente operato anche in  commissioni con ANEC , e sempre con il vicepresidente e presidente Ramon Labanino Salazar e Oscar Luis.

E' seguita  intensa attività di conferenze; molto partecipata e seguita anche dalla stampa e televisioni cubane la presentazione del libro nell’edizione cubana di Ramon Labañino e Luciano Vasapollo " Yo soy Fidel "  con partecipazione al dibattito di viceministri di governo nazionale , incontri con istituzioni di governo , come con il viceministro Miguel García del Ministero di Finanza , e Roberto Verrier , accompagnati sempre dal profondo storico legame di amicizia fraterna che ci dona momenti di intensa umanità e poi momenti di allegro e stupendo relax con famiglie e  nipotino di Ramon, Fidel Ángel .

La delegazione ha continuato il lavoro politico- culturale con molti incontri bilaterali, con centri studi, istituzioni governative. Si è tenuto un incontro con i vertici del sindacato nazionale cubano- CTC ( Raimundo e Carmen) e un incontro con esponenti della solidarietà internazionalista di Portorico, Venezuela,Palestina del Comitato Internazionale Pace e Libertà.

Abbiamo realizzato molte interviste e in particolare con Granma Internazionale, Juventud Rebelde, Prensa Latina.

Vasapollo ha partecipato alla Mesa Redonda in diretta su Telesur e ha parlato del G7 di Taormina e di politica internazionale in difesa del governo e del popolo rivoluzionario della Venezuela chavista .

Molto intenso , di prospettiva e di fraterna amicizia organizzativa l'incontro della nostra delegazione con Juan Carlos Marsan, vice capo  responsabile  della Relazioni Internazionali del CCPCC,  il Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba .

Approfondita e fortemente  collaborativa la riunione con il ministro dell'Educazione Superiore di Cuba e con il vice Ministro Santin per preparare l'evento di Università 2018 , che si svolgerà il prossimo febbraio.

Molto partecipata e con grande riscontro della stampa e televisioni cubane la presentazione del ministro della cultura Abel Prieto dell' edizione cubana del libro "Gramsci e l'Alba di Nuestra America" con la partecipazione dei  due autori Luciano Vasapollo e Isabel Monal . 

Fraterni incontri di massima sintonia e collaborazione con impostazioni di lavoro politico già a partire dalle prossime settimane con Ali , l'ambasciatore del Venezuela a Cuba,con lCAP , con l'Anec con il ministero della Cultura , con il ministero dell'educazione superiore e continui incontri di grande fratellanza con i Cinque Eroi cubani.

 

Dopo quasi due intense e coinvolgenti settimane di lavoro politico si è conclusa  la nostra stupenda visita  con altre presentazioni di libri al centro studi martiano , con lezioni all’università dell' Avana e firma di protocolli esecutivi fra università e accordi quadro di collaborazione politica e scientifica con ANEC , università dell’Avana , università di Pinar del Río ; con incontri con il ministro della cultura Abel Prieto , con ministro di educazione superiore Saporido e il vice ministro  Santin, con i compagni del comitato centrale del PCC, con la stupenda compagna e sorella Kenia Serrano , con il presidente dell’ICAP Fernando e il vicepresidente Elio, con Ramon e tutti i 5 eroi cubani, con un caloroso incontro e caro  abbraccio con il ministro degli Esteri Bruno , e per concludere grande serata di emozioni con il Comandante della rivoluzione cubana Noriega, 91 anni di gioventù rivoluzionaria .  

Grazie Nuestra  Grande Isla  , grazie al partito , al governo e al popolo cubano per averci offerto questa altra grande occasione di interscambio politico e culturale che continua ad insegnarci il divenire storico del socialismo rivoluzionario .

YO SOY FIDEL TODOS SOMOS FIDEL !!

SOCIALISMO O MUERTE ! VENCEREMOS ! !

LA VICTORIA ES INEVITABLE !!

SEMPRE CON CUBA SOCIALISTA  RIVOLUZIONARIA , A PRESTISSIMO !! 

E grazie a tutti voi per averci seguito con pazienza e siamo certi con passione  rivoluzionaria , grazie a voi tutti per averci accompagnato in questa Intensa , emozionante visita ufficiale  di politica , cultura , tanto lavoro , tanta gioia , e tanto amore per le nostre idee che non moriranno mai !!

FIDEL VIVE , LA LUCHA SIGUE !!!

Viva Cuba  socialista nell’amore rivoluzionario !


 

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