I paesi dell'Alba e l'integrazione Latino-Americana: il capitalismo non è la soluzione

 

Morales: la Rivoluzione cubana si è trasferita in altri paesi che, con la guida dei loro comandanti, presidenti, governi e movimenti sociali, adesso sono identificati con la lotta dell’umanità, convinti che il capitalismo non sia una soluzione.

Lo scorso 8 di marzo, durante una manifestazione per il Giorno Internazionale delle donne, il Presidente ecuadoriano Rafael Correa ha ripreso il tema lanciato il mese scorso durante l’XI Vertice dell’ALBA: l’esclusione di Cuba dal VI Vertice delle Americhe.
Correa durante la celebrazione dell’8 marzo ha chiesto, lì per lì, una consultazione con i presenti per sapere se la popolazione ecuadoregna fosse d’accordo che il paese vada al Vertice delle Americhe dal quale Cuba è esclusa. Prima di dare il via alla votazione, Correa ha precisato che, non solo dovrebbe partecipare Cuba, ma lì si dovrebbe anche parlare del criminale blocco che l’isola subisce da 50 anni, e si dovrebbe parlare anche del criminale processo colonialista subito nelle isole Malvine, ancora colonia britannica in pieno XXI secolo e a quasi 15 mila kilometri da Londra.
Ma, siccome questi temi non saranno trattati, “andiamo o non andiamo al Vertice delle Americhe?” ha infine chiesto il Presidente alle migliaia di persone intervenute, che hanno risposto un oceanico coro di NO.

A parte la consultazione e la risposta quasi scontata, Correa ha chiarito con evidenza che andare al Vertice dei capi di Stato dell’OEA (Organizzazione degli Stati Americani), in cui ci sono tutti tranne Cuba, a parlare di luoghi comuni, ad ascoltare discorsi usurati su democrazia, libertà d’espressione, intendendo come tale la libertà delle imprese di gestire i loro affari, mentre non sono trattati i temi che veramente interessano, non ha l’approvazione dei popoli latinoamericani.
E pensare che il mancato consenso è dovuto solo ad un’unica nazione in tutte le Americhe…. Solo gli USA, infatti, hanno espresso i loro veto in quanto, secondo la congressista statunitense di origine cubana Ileana Ros-Lehtinen, Cuba non ha i requisiti di base, e, in ogni caso, aggiunge il Segretario di Affari Giuridici dell’OEA, Jean Michel Arrighi, spetta al paese ospitante, la Colombia, gestire gli inviti. La Ros-Lehtinen chiede a Obama di non partecipare al vertice, nel caso in cui partecipi Cuba. (1) Modo neanche troppo elegante di delegare a Santos il discutibile incarico di comunicare ai cubani la non partecipazione.
È per questo che, il 7 marzo, il Presidente colombiano Juan Manuel Santos Calderòn, a L’Avana, ha annunciato a Raul Castro che “purtroppo non si era raggiunto il consenso necessario” per la partecipazione di Cuba al Vertice di Cartagena, ma che, in quella sede, avrebbe posto la discussione sulla presenza di Cuba al successivo Vertice, che si terrà a Panama. Quasi a scusarsi poi di quel forzato non invito, Santos ha ribadito e rinverdito l’alleanza strategica tra Cuba e la Colombia in materia di sport per il passato ed i futuri World Games che si terranno a Cali nel 2013.
Questa esclusione, comunque, non ha meravigliato affatto il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez che ravvisa in questa un’altra espressione della “politica di blocco politico, economico e mediatico che è genocida, illegale e viola i diritti umani dei cubani. Il blocco è un crimine e un errore che dura già da oltre 50 anni”. Rodríguez precisa anche che Cuba non ha mai chiesto di essere invitata e che i Vertici delle Americhe sono ben lontani dall’occuparsi delle problematiche regionali come lo sviluppo sostenibile, la lotta alla povertà, il commercio giusto e la lotta al terrorismo e al narcotraffico perché sono nati come piattaforma politica di sostegno all’ALCA (Area di Libero Commercio delle Americhe), progetto degli Stati Uniti per l’annessione economica dell’America latina e dei Caraibi. Insomma Rodriguez conclude chiarendo che Cuba “non perderà il sonno non andando a una nuova edizione del Vertice delle Americhe”, anzi, proprio in quei giorni, festeggerà l’epica vittoria di Playa Giron (aprile 1961) sull’invasione mercenaria promossa e finanziata da Washington.
Una volta assicuratasi l’assenza di Cuba, grazie alla condiscendenza della Colombia, agli USA tocca ora assicurarsi le presenze, che, malgrado ciò non sembrano poi tutte così scontate, infatti, oltre a Correa, che, durante una visita ufficiale ad Ankara ha comunicato che l’Ecuador non parteciperà a un Vertice dove non si dibattono problemi come quelli del “bloqueo” a Cuba o l’occupazione britannica delle Malvine, anche Chavez ha detto che “continua a studiare” la posizione da prendere rispetto a Cartagena. Anche l’Uruguay considera che “l’esclusione di un paese dell’emisfero da una riunione che comprende tutti i paesi è inammissibile” e lo farà presente nel Vertice. Anche Evo Morales “a nome del Governo e del popolo boliviano” ha definito “inammissibile “ che gli Stati Uniti non accettino la presenza di Cuba definendo “discriminatoria e antidemocratica” questa posizione. Si è spinto anche oltre dicendo che “ora ci sono molti presidenti di tendenza comunista marxista leninista, io sono uno di loro e chiedo di essere espulso dall’OEA, se questo è il pretesto con il quale è stata espulsa Cuba”.
La stessa ministra degli Esteri della Colombia, Maria Ángela Holguín, su spinta di diversi paesi, ha dovuto assicurare che il tema Cuba sarà trattato nel Vertice di Cartagena, e non a porte chiuse come inizialmente proposto.
Insomma, che ci sia o no fisicamente, Cuba sarà nell’aria che respireranno tutte le nazioni d’America presenti al Vertice, com’è stato in quello del 2009, quando Obama sembrava voler fare delle aperture nei suoi confronti rispetto alle precedenti amministrazioni e cambiare le relazioni con i paesi dell’America latina, fino allora segnate da golpe, invasioni ed ingerenze sempre (più o meno esplicitamente) targate USA. I Vertici delle Americhe sono serviti fin ora a confermare il ruolo egemone degli Stati Uniti che hanno il potere di decidere la conclusione dei dibattiti spesso già prima che si facciano.
È questo il caso della proposta di discutere sul problema del narcotraffico e delle droghe. Più di un paese ha già espresso la necessità di affrontare questo argomento e alcuni propongono la depenalizzazione come percorso da valutare nell’eliminazione del narcotraffico. Però il sottosegretario di Stato USA, Mike Hammer, ha già preannunciato che il suo paese è “contro la legalizzazione della droga” anche se [buona grazia sua….] “è disposto a dibattere sull’argomento”. Vedremo se l’unico paese del vertice che al momento si oppone a percorsi alternativi come la depenalizzazione e/o la legalizzazione avrà anche su questo la maggioranza morale che farà decidere il Vertice nel verso della sua opinione.
A proposito di questo senso della democrazia un po’ sui generis che hanno gli Stati Uniti e che riesce trascinante per alcuni paesi, ci hanno colpito le “Sette tesi per il dibattito” proposte dall’analista internazionale cubano residente nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, Ernesto Wong Maestre. In particolare è interessante la tesi numero cinque in cui il ricercatore nota che gli USA sono criticati dai paesi dell’America Latina per traffico di armi verso il Sud America, consumo di droga e incitamento al narcotraffico, ingerenza negli affari interni di altri paesi, maltrattamenti agli immigrati latini, minacce di golpe verso governi democraticamente eletti. L’autore si chiede, a ragione, che motivo ci sia di cedere al ricatto di Obama, che con questo Vertice vuole rastrellare voti contro i Repubblicani nelle prossime elezioni, mentre sono stati proprio i Democratici a iniziare la maggior parte delle guerre di aggressione degli USA…
Hammer però ci sembra in qualche modo un po’ preoccupato della fronda che si è creata intorno a questo Vertice. Prova ne sono sia le dichiarazioni con le quali dice di sperare in una grande partecipazione, anche se Cuba non è stata invitata, sia la necessità di ribadire che “la maggioranza dei leader della regione vedono il grande merito che hanno queste riunioni” (2). Hammer, per l’occasione, strumentalizza persino la visita del Papa a Cuba che dice essere “un’opportunità per chiarire al governo cubano le preoccupazioni internazionali”, specie quelle sui diritti umani nell’isola o la liberazione dei prigionieri politici.
Ci sembra che gli intenti della presenza del Papa a Cuba siano di ben altro segno, ma il nervosismo di Hammer forse è dovuto alla sensazione sempre più incombente e fastidiosa che si stia formando concretamente quell’humus, quel sottofondo di insofferenza generalizzata dei paesi latino americani nei confronti dello zio Tom, che, a prescindere dal colore e dai dettagli politici che distinguono i governi nazionali, vede come prospettiva la Patria unica preconizzata da Martì che “inizia nel Rio grande e si ferma nei monti fangosi della Patagonia”. Tutte le premesse sembrano esserci.

Redazione Rivista NUESTRA AMERICA

Note e fonti:
1.
È utile sapere che la signora Ros-Lehtinen è stata presidente onoraria del Comitato raccolta fondi per pagare le spese legali del terrorista Posada Carriles, che vive libero a Miami.
2.
Dichiarazione nella prima conferenza stampa in spagnolo del Dipartimento di Stato degli USA.

http://www.piensachile.com/secciones/noticias/9743-qno-queremos-y-no-nos-da-la-gana-de-ser-una-colonia-norteamericana-y-si-queremos-y-si-nos-da-la-gana-de-ser-una-patria-altiva-y-soberanaq?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Suscripciones%3A+piensachile+%28piensaChile%29
http://www.elpais.com.co/elpais/deportes/noticias/deporte-hace-colombia-y-cuba-dos-aliados-estrategicos

http://www.prensa-latina.cu/index.php?option=com_content&task=view&id=485922&Itemid=1

http://wsp.presidencia.gov.co/Prensa/2012/Marzo/Paginas/20120307_04.aspx

http://ecodiario.eleconomista.es/politica/noticias/3806981/03/12/Cuba-culpa-a-Estados-Unidos-de-su-exclusion-en-la-Cumbre-de-las-Americas.html

http://www.radiohc.cu/noticias/nacionales/12734-congresista-estadounidense-pide-boicotear-cumbre-de-las-americas-si-participa-cuba.html

http://www.piensachile.com/secciones/noticias/9745-uruguay-afirma-que-es-inadmisible-ausencia-de-cuba-en-cumbre-de-las-americas?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Suscripciones%3A+piensachile+%28piensaChile%29

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=146175

http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/11/la-bolivia-definisce-inammissibile-lesclusione-di-cuba-dal-vertice-delle-americhe/

http://www.aporrea.org/internacionales/n200851.html

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