Una lettera dall’Argentina ci invita a sollevare anche in Italia la vicenda di Santiago Maldonado, un giovane attivista argentino desapararecido da agosto mentre sosteneva la protesta dei Mapuche contro l’espropriazione della loro terra in Patagonia. Abbiamo riferito diverse volte sul nostro giornale delle mobilitazione per “l’apparizione in vita di Santiago Maldonado”, ultima delle quali una enorme manifestazione a Plaza de Mayo a Buenos Aires.

Ma i nostri amici e compagni argentini ci chiedono qualcosa di più. Le terre che i Mapuche stanno difendendo, sono infatti contese ad una grande multinazionale italiana: la Benetton. Questa ha infatti comprato quasi 800.000 ettari di territorio per allevarvi le pecore da cui ricavare lana e tessuti per le sue produzioni. Ma su quelle terre ci sono i Mapuche, che da anni conducono una resistenza durissima e violentemente repressa sia sul versante argentino che su quello cileno.

“Carlo Benetton, fratello minore della famiglia che controlla l’impero tessile italiano, è uno dei milionari del pianeta innamorato della Patagonia argentina. Nel 1991, il gruppo ha acquistato in questo paradiso 900.000 ettari (più spazio di quello della Comunità di Madrid) nella raccolta di circa 100.000 pecore, che hanno prodotto il 10% della lana della ditta. Carlo viaggia quattro volte l’anno per godersi gli amici e controllare la produzione che sarà la base dei suoi vestiti” – scrive in “Battaglia in paradiso” il giornale Resumen Latinoamericano– “Ma la sua tenuta placida ed enorme ha riscontrato un problema che nessuno sa come affrontare: un gruppo di indiani Mapuche che occupava queste terre fino a quando non sono stati praticamente spazzati via dagli argentini alla fine del XIX secolo, si è installato in un piccola zona con l’intenzione dichiarata di “iniziare la ricostruzione della gente di Mapuche”. “Questo è come se io ora vado a Inverness in Scozia per reclamare la terra dei miei antenati”, si lamenta Ronald McDonald, uno scozzese che è venuto in Patagonia ad allevare pecore, ma che è anche il direttore generale della società Benetton. McDonald viaggia con un veicolo fuoristrada nell’enorme tenuta in un luogo magnifico, con le maestose Ande sullo sfondo. Solo le pecore e il vento patagonico rompono il silenzio”.

I nostri amici argentini ci scrivono per informarci che negli ultimi anni, e soprattutto nello scorso gennaio, ci sono state azioni repressive molto forti da parte della “Gendarmeria Nazionale” ed è provato da testimoni che i gendarmi alloggiano in una palestra dentro quella che viene chiamata la “Repubblica Benetton” (i 900mila ettari di proprietà dell’azienda), dove con un catering vengono rifocillati a spese dell’azienda. Lo stesso sindaco di Maitèn ha ringraziato pubblicamente Benetton perché grazie ad esso ha potuto pagare le tredicesime.

La scomparsa forzosa di Santiago Maldonado, va inquadrata in una escalation che include torture, morti e “sparizioni” contro i Mapuche. In Italia, dopo la “desaparicion” di Santiago Maldonado, alcuni argentini hanno fatto sottoscrivere una lettera a diversi parlamentari italiani e l’hanno consegnato all’ambasciata, con la quale chiedono l’apparizione in vita di Santiago Maldonado.

Insomma questa vicenda ci riguarda da vicino. L’idea degli imprenditori “italiani brava gente”, non regge al confronto con i fatti. Le autorità argentine continuano a coprire la Gendarmeria ritenuta responsabile dell’arresto e della scomparsa di Santiago Maldonado e delle violenze contro i Mapuche. Forse bisogna prendere la mobilitazione da lontano, dalla “tasca”, dagli interessi dei Benetton. Sarebbe opportuno porre ai dirigenti e ai proprietari della Benetton in tutta Italia – ma anche ai loro clienti nei vari centri vendita sparsi nelle città e nei centri commerciali – “Sapere dirci qualcosa di Santiago Maldonado?”

Brasilia -Mai prima l’economia nazionale aveva sommato una caduta del 7.4 %, com’e avvenuto nel biennio  2015-2016. La caduta al 3,6 % del Prodotto Interno Lordo  (PIL) nel 2016, colloca il Brasile di fronte alla peggiore recessione registrata dal 1948, ha indicato il 7 marzo l’Istituto  Brasiliano di Geografia e Statistica  (IBGE).
Anche se ci sono stati anni di maggior  retrazione, mai prima l’economia nazionale aveva sommato una caduta del 7.4 com’è avvenuto nel biennio  2015-2016, ha dichiarato la coordinatrice dei Conti Regionali dell’istituzione, Rebeca Palis.
Secondo il  IBGE, il risultato negativo degli  ultimi due anni situa il PIL brasiliano ai livelli registrati nel terzo trimestre del 2010.
Rebeca Palis, citats da Prensa Latina, ha detto anche che è la prima volta da molto tempo, nel periodo di riferimento, che tutte la attività economiche sono state danneggiate e in particolare l’area dei servizi.
Poi ha dettagliata che nell’ultimo trimestre dell’ anno scorso il PIL è calato dello 0.9 % in relazione ai tre mesi precedenti e del 2,5 % rispetto allo stesso periodo del 2015.
La maggior caduta l’accusa l’agricoltura con -6.6 %, ha precisato il IBGE ed ha aggiunto che nell’industria la discesa è stata di -3.8 e di – 2.7% nei servizi.
Senza dubbio il presidente. Michel Temer  ha assicurato che l’economia brasiliana si sta recuperando, ovviando completamente le statistiche.

Dopo il successo unitario dell’ultimo sit-it contro il Blocco Economico a Cuba, avvenuto la settimana scorsa dinanzi l’Ambasciata Statunitense, con la presenza qualificata di politici, sindacati, associazioni e centri sociali, con la significativa presenza dell'Unione Sindacale di Base USB, affiliata alla Federazione Sindacale Internazionale, il Capitolo italiano della Rete di Intellettuali e movimenti sociali in Difesa dell'Umanità, la Rete dei Comunisti, il Partito di Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e la presenza dell'informazione libera e alternativa come Contropiano, Radio Onda d'Urto, Controlacrisi, Radio Città Aperta, l’ Ass. la Villetta per Cube e l’ Ass. Nuestra America, hanno proseguito il comune impegno per il NO internazionalista al Blocco e alla guerra economica, contro ogni forma di aggressione dell'imperialismo alle rivoluzioni socialiste di Cuba e Venezuela, per l'autodeterminazione di tutti i popoli, predisponendo un interessante dibattito tenutosi giovedì, 3 Novembre, dalle ore 17:30, nella sede dell' Ass. La Villetta per Cuba (via Degli Armatori n.3, quartiere Garbatella). 

Il primo intervento è stato quello del prof. Luciano Vasapollo dell'Università la Sapienza di Roma, che ha chiarito la sempre più urgente necessità di difendere il principio di autoderminazione dei popoli. Ha rilevato come il pretesto d’intervento per fini umanitari (ad esempio, quanto accade in questi giorni in Venezuela) delimiti e svuoti l’autonomia economica e politica dei popoli. Azioni utili esclusivamente per imporre una sudditanza alle nazioni e alle genti che mostrano avere tuttora una relativa indipendenza in ambito economico e politico. In questo senso, il prof. Luciano Vasapollo ribadisce la sua piena solidarietà al governo Maduro, vittima di uno spregiudicato attacco economico, politico ed informativo volto a piegare il paese, per allineare il Venezuela a logiche neoliberiste e globaliste. E’ intervenuto anche il compagno Carlos Samper del Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano, membro dell’Ufficio Relazioni Assunti religiosi , che ha illustrato i notevoli progressi compiuti dallo Stato cubano in materia di pluralismo religioso e dialogo tra le varie fedi. A Cuba sempre più numerose sono, non solo le realtà cattoliche, disseminate in ogni quartiere, ma anche le chiese protestanti e la Chiesa Ortodossa. Inoltre Cuba vanta la presenza di un’antica e consistente comunità giudaica e di una ramificata realtà “santera” (l’antica religione dei cubani afrodiscendenti). Il Compagno Carlos Samper ha chiarito come a Cuba, la presenza di numerose fedi, è garantita da un clima politico che prevede espressamene dialogo inter-religioso e che promuove l’ecumenismo. Padre Massimo Nevola ha continuato a illustrare quanto già affermato dal Compagno Carlos Samper, chiarendo meglio il ruolo politico e sociale delle religioni a Cuba. Il Presidente dell' Ass. la Villetta per Cuba, Luciano Iacovino, ha illustrato l’ urgenza di continuare a combattere contro il Blocco economico a Cuba che continua a provocare forti danni all’ economia cubana, limitando il diritto allo sviluppo del popolo di Cuba. Interviene anche il compagno Mauricio Martinez Duque, Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, che ha illustrato i numerosi sacrifici attraversati dal popolo cubano per preservare la dignità e il decoro di tutta la cittadinanza cubana, anche nei periodi politici ed economici più bui, come il “periodo especial”.

 

Si è discussa ulteriormente l’ultima votazione ONU contro il Blocco Economico a Cuba e si è ' approvata la decisione politica di inviare una delegazione italiana che andrà albParlamento Europeo per la raccolte firme per il conferimento del Premio Nobel per la Pace a Fidel Castro. Infine la Partigiana Tina Costa è intervenuta introducendo l’importante ruolo della Campagna per il No al Referendum Costituzionale, precisando che la Costituzione Italiana, tra le più evolute e complete del mondo, riporta oggi molti aspetti del tutto inattuati. Un’eventuale vittoria del “si” rischia di completare un disegno di svuotamento della stessa Costituzione, suggerito dalle banche dagli affari internazionali. Al termine dell’incontro, il prof. Luciano Vasapollo ed il Presidente dell’ ass. la Villetta per Cuba, Luciano Iacovino, annunciano un imminente viaggio a Bruxelles al parlamento europeo con una delegazione , per incontri e audizioni che cerchino consensi concreti fra le forze parlamentari relativamente al dibattito e le iniziative fatte e che si stanno costruendo da parte delle forze politiche sociali e sindacali che hanno dato vita allo scorso sIT in a Roma e al grande percorso unitario di solidarietà internazionalista in atto , a partire dalla richiesta di pieno appoggio alla battaglia per il NO internazionalista al Blocco e alla guerra economica, contro ogni forma di aggressione dell'imperialismo alle rivoluzioni socialiste di Cuba e Venezuela e all appoggio parlamentare della candidatura di Fidel Castro al premio Nobel per la Pace.

 

Presidenza della Villetta per Cuba

 

Ass. Nuesta America




Si e' tenuto con un grande successo di rappresentanza qualificata politica, sindacale, associativa e numericamente rilevante ,il sit in di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma organizzato dall'associazione La Villetta e dall'Associazione Nuestra America per continuare la lotta per il NO internazionalista al blocco e alla guerra economica e contro ogni forma di aggressione dell'imperialismo alle rivoluzioni socialiste di Cuba e Venezuela per l'auto determinazione di tutti i popoli. Già a partire dalle 16.30 e per oltre tre ore i partiti e le organizzazioni storiche e più significative della solidarietà internazionalista militante hanno man mano riempito gli spazi di fronte all'Ambasciata degli USA arrivando a una presenza di più di 200 compagni in rappresentanza oltre che delle associazioni che hanno convocato la manifestazione, di  tanti lavoratori dei vari comparti del sindacato conflittuale  di classe dell'Unione Sindacale di Base USB, e di militanti del Capitolo Italiano di Intellettuali e movimenti sociali in difesa dell'umanità, della Rete dei Comunisti, del Partito di Rifondazione Comunista , del Partito Comunista Italiano, del Partito Comunista e con la presenza dell'informazione libera e alternativa come Contropiano, Radio Onda d'Urto,  Controlacrisi,  Radio Città Aperta e di  tante altre associazioni e collettivi che hanno dato l'adesione come Militant, la piena adesione dell'associazione Italia Cuba circolo Mella , Associazione provincia Habana ecc. 

Tutti gli interventi a partire da quelli di apertura di Luciano Vasapollo, Luciano Iacovino, Paolo Leonardi per la USB, affiliataalla FSM- Federazioni Sindacale Mondiale, Fabio Nobili per il PRC , Roberto Luchetti per la Rete dei Comunisti hanno sottolineato l'importanza di questa iniziativa unitaria che si colloca nell'ambito delle manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni in tutto il mondo per esprimere la solidarietà internazionalista a Cuba socialista contro il Blocco e in pieno appoggio al governo rivoluzionario di Maduro per il rispetto della sovranità dei popoli rivoluzionari, sottolineando la volontà politica dei movimenti di classe italiani ed europei di continuare a stare attivamente vicini e combattivi nella difesa dei lavoratori, dei popoli e dei governi delle rivoluzioni socialiste. 

Un sin in che ha espresso una grande unità nella maturità e convinzione politica che solo il protagonismo organizzato dell'internazionalismo di classe sia il concreto contributo militante al movimento internazionale dei lavoratori e dei popoli che lottano contro la barbarie del capitalismo e dell'imperialismo. 

 Con Fidel e con Raúl viva la rivoluzione socialista cubana!

Chávez presente ! Viva Maduro presidente!

Socialismo o muerte. Venceremos!

La vittoria è inevitabile!

Associazione La Villetta e Associazione Nuestra America

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