28 e 29 gennaio 2014

I Capi di Stato e di Governo dell’America Latina e dei Caraibi, riuniti a L’Avana, Cuba, in occasione del II Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), tenutosi nei giorni 28 e 29 gennaio 2014,

Riaffermando la validità del patrimonio storico della Comunità, integrato, a sua volta, dal patrimonio storico del Gruppo di Rio e del Vertice dell’America Latina e dei Caraibi sullo sviluppo e l’integrazione e dalle Dichiarazioni, Comunicati Speciali e decisioni approvate nel I vertice della CELAC, tenutasi a Santiago del Cile nei giorni 27 e 28 di gennaio del 2013; nel Vertice Fondatore di Caracas, del 3 dicembre del 2011; nel Vertice dell’Unità dell’America Latina e dei Caraibi, realizzata nella Riviera Maya, a Cancún, in Messico, il 23 febbraio 2010; nei Vertici dell’America Latina e dei Caraibi sull’Integrazione e lo Sviluppo, iniziati a Salvador de Bahía, Brasile, nei giorni 16 e 17 dicembre del 2008; e nel processo di convergenza che ha dato inizio alla CELAC.

Rimarcando che a due anni dalla messa in funzione della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici siamo riusciti a costruire uno spazio di dialogo e concertazione politica che ci unisce e rende possibile l’aspirazione di lavorare insieme per il benessere dei nostri popoli; che permette, a sua volta, un migliore inserimento e la proiezione della nostra regione nell’ambito internazionale.Ratificando oggi la nostra volontà irrevocabile di rafforzare questo spazio di dialogo politico effettivo. Siamo stati, siamo e saremo diversi, ed è a partire da questa diversità che dobbiamo identificare le sfide e gli obiettivi comuni e i piani di convergenza che ci permetteranno di avanzare nel processo di integrazione della nostra regione. Rafforziamo le nostre democrazie e tutti i diritti umani per tutti; diamo maggiori opportunità alla nostra gente, costruiamo società più inclusive; miglioriamo la nostra produttività; stringiamo il nostro commercio; miglioriamo la nostra infrastruttura e connessione e le reti necessarie che uniscano sempre più i nostri popoli; lavoriamo per lo sviluppo sostenibile, per superare le disuguaglianze e per una più equa distribuzione della ricchezza, affinché tutte e tutti sentano che la democrazia dà senso alle loro vite. Quello è il dovere della CELAC, quello è il compito al quale siamo chiamati e quella è la responsabilità politica che abbiamo davanti e della quale dobbiamo rendere conto ai nostri popoli.

Il Movimento Giovanile  Martiano (MJM) sostiene che il pensiero dell’Eroe Nazionale di Cuba, José Martí, è più vigente che mai oggi, in un momento in cui l’America Latina torna a sventolare la bandiera dell’unità.

“Confidiamo che nel II  Vertice  della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici - CELAC - che si svolgerà tra pochi giorni a L’Avana si ravviverà la volontà martiana di rendere veramente indipendente  la nostra regione”, ha dichiarato a Prensa Latina il presidente del MJM, Yosuán Palacios, sottolineando che "Nuestra América", come la chiamò Martí, deve  rinforzare i vincoli tra i popoli e cercare forza negli elementi autoctoni per affrontare le minacce dei nemici della regione.

L'Avana, 22 gen (Prensa Latina) La guerriglia delle FARC-EP ha denunciato oggi lo sterminio portato avanti, con partecipazione subdola del Governo colombiano, degli attivisti politici del movimento Marcia Patriottica ed ha considerato tali azioni come un pessimo segnale nel contesto dei dialoghi di pace.  
Affinché questo processo di pace non finisca con una farsa o in una commedia, con la sonorità di parole vuote sull’espansione della democrazia, è urgente che il governo fermi il via crucis di Marcia Patriottica, ha affermato la delegazione insorta che partecipa da 14 mesi alle conversazioni di pace col governo colombiano.   
Parliamo con una certa molestia da L'Avana, dove abbiamo firmato col governo di Juan Manuel Santos un accordo parziale per ampliare la democrazia e la partecipazione politica in Colombia, ha affermato la guerriglia respingendo la scalata offensiva contro i militanti di Marcia Patriottica.   
Al rispetto, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP) hanno considerato tali azioni come una smentita a quanto convenuto sulla partecipazione politica, un'ignoranza dei doveri dello Stato, ed un pessimo segno che continua a minare la fiducia nella parola del governo. 

14/01/14 Il presidente del Messico Enrique Peña Nieto affronta in queste ore la crisi più grave degli ultimi anni. Il conflitto tra le cosiddette ‘autodifese popolari’ dello Stato del Michoacàn, nel sudest del grande paese, e le bande di narcotrafficanti, si è convertito in una vera e propria guerra campale.Domenica i gruppi di autodifesa sono entrati a Mugica, nome ufficiale della città che i più conoscono con nomignolo di Nueva Italia, scontrandosi prima con alcune bande di aderenti alle gang criminali e poi con alcuni agenti di polizia. E’ la prima volta che i gruppi armati formati dai cittadini in lotta col narcotraffico entrano in una città così grande – circa 35.000 abitanti – anche se dal febbraio del 2013, da quando cioè hanno fatto la loro prima apparizione, le Autodifese hanno preso il controllo di 11 municipi della regione della Tierra Caliente, quella dove si concentrano maggiormente la produzione e il traffico di droga – marijuana e metanfetamine soprattutto - nella parte occidentale del Michoacán. 

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