Costa Rica. Mirna Román, indigena ngöbe di La Casona, Coto Brus, è una ragazza molto estroversa. Con il sorriso in volto e la voce chiara e decisa, racconta come è riuscita a laurearsi in Medicina.

“Mi sembra incredibile, però dopo due mesi sono tornata in Costa Rica e sto studiando per equiparare il mio titolo presso l'Albo dei Medici del mio Paese”, assicura la donna di 28 anni, che dice di aver realizzato già vari sogni, anche se nel cassetto ne è rimasto ancora qualcuno. Pablo Ortiz, medico direttore dell'Area Sanitaria di Coto Brus, ammira profondamente il suo temperamento: “È la prima donna ngöbe con un titolo del genere; la ritengo un grande esempio per le donne della sua comunità”, ha affermato.

Il 28 novembre 2013, l'impegno di questa ragazza, amante della lettura e del calcio l'ha condotta ad una conferenza stampa in cui ha raccontato la sua esperienza, una cosa che non aveva mai immaginato.

Città del Guatemala, 2 dic (Prensa Latina) L'analista honduregno Freddy Tejada ha assicurato oggi che il governo al potere di Juan Orlando Hernandez sarà debole a causa della mancanza di consenso politico e dell'enorme debito del paese centroamericano, di 8,5 milioni di abitanti.
Hernandez dovrà affrontare problemi di governance e di debito estero rampante che alla fine di quest'anno occuperà il 42% del Prodotto Interno Lordo (PIL), ha detto Tejada in una conversazione telefonica con il canale multinazionale Telesur.
Tuttavia, ha chiarito, avrà il vantaggio di avere il sostegno di gruppi potenti (banchieri ed imprenditori industriali), che hanno inclinato la vittoria verso il Partito Nazionale con il 36,8% dei voti emessi dal Tribunale Supremo Elettorale (TSE).
Riferendosi alle elezioni del 24 novembre, Tejada ha detto che i risultati erano poveri dalle irregolarità nella gestione dei registri e dalla manipolazione del sistema.

"IN AMERICA LATINA RITORNA IL CLIMA DEL VOLER SAPERE E DISCUTERE DI PIÚ"

 È stato uno dei fondatori del CLACSO e continua a promuovere congressi di sociologia. Theotonio dos Santos, che negli anni '60 ha sviluppato la sua teoria del rapporto dell'America Latina con il capitalismo mondiale, è stato intervistato da Página/12 nella casa che fu il circolo dei Parra sulla sua storia e sul perché oggi la polemica torna ad essere intensa.

Soffia un vento fresco nel pomeriggio a Santiago del Cile. Il vantaggio è che il vento ha spazzato lo smog e la cordigliera è visibile alle nostre spalle, bellissima. In calle Carmen, proprio dietro l' Università Cattolica Cardinale Silva Henríquez, c'è la casa che apparteneva ai Parra. Una camera era di Violeta, morta suicida a 49 anni nel 1967. L'intera casa è stata un circolo culturale e politico molto attivo negli anni '60 e soprattutto dopo il 1970, col governo di Unità Popolare di Salvador Allende. Il sociologo brasiliano Theotonio dos Santos, allora in esilio in Cile, è stato uno dei frequentatori abituali di questo luogo che ricorda come "molto bello, molto accogliente, e con un forte contenuto emotivo".

Si cantava?

- Certo.

“L'ambasciata” dice chi ha vinto [1]

 Nelle ultime ore del 26 novembre 2013, il Tribunale Elettorale dell'Honduras consacrava vincitore il candidato delle file golpiste, Juan Orlando Hernández. Sin dall'inizio, il processo elettorale è stato lastricato da vizi insormontabili che hanno gettato dei gravi sospetti sullo svolgimento. La sfrontata dichiarazione dell' “ambasciata” a proposito degli affari interni dell'Honduras, sarebbe dovuta essere una ragione sufficiente per sospendere le elezioni, ripensare le istituzioni politiche – tra cui lo stesso TSE, controllato da chi ha avallato il golpe del 2009 – e riconvocare le elezioni nel momento in cui ci fossero state le condizioni minime per una votazione, non solo durante la campagna (fase problematica in Honduras, paese con un alto numero di giornalisti e militanti dell'opposizione assassinati), ma anche durante il conteggio finale dei voti. Alcune settimane prima delle elezioni, alcuni personaggi governativi avevano dichiarato che il TSE avrebbe confrontato i suoi dati con quelli consegnati dall'ambasciata degli Stati Uniti prima che fossero pubblici i risultati definitivi! Riassumendo: il vincitore sarebbe stato proclamato dall' “ambasciata” e il governo delle file golpiste di Porfirio Lobo avrebbe dovuto di aver fatto diventare l'Honduras un protettorato statunitense.

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