Morales dirottato: l’ira dell’America Latina.

Per molte ore il presidente della Bolivia è  stato costretto ad attendere all’aeroporto di Vienna di poter tornare nel suo paese dopo che Italia, Portogallo e Francia hanno chiuso il loro spazio aereo.
L'aereo del presidente boliviano Evo Morales si trova tuttora all'aeroporto di Vienna e dovrebbe lasciare la capitale austriaca alla volta di La Paz in giornata, una volta ottenuto il permesso definitivo di potere sorvolare la Spagna. L'aereo é dovuto atterrare in Austria durante la notte, proveniente da Mosca, dopo che il Portogallo non gli ha concesso la possibilità di effettuare uno scalo tecnico e la Francia gli ha negato il permesso di penetrare nel suo spazio aereo, secondo il ministro degli esteri boliviano David Choquehuanca. Una mossa provocatoria di Lisbona e Parigi dovuta al timore dei rispettivi paesi che a bordo dell’aereo presidenziale boliviano ci fosse la cosiddetta 'talpa' del Datagate, Edward Snowden.

Lunedì 15 ottobre Evo Morales ha promulgato la Legge Quadro della Madre Terra che aveva già presentato a giugno al Vertice Rio+20.
In quel consesso il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia aveva espresso con chiarezza il pensiero del suo governo sulla cosiddetta “economia verde” che è assolutamente altro dal rispetto ancestrale che le popolazioni locali, responsabili e coscienti, nutrono per la Terra sulla quale tutti abitiamo e che ci permette di vivere con le sue risorse.
Aveva detto: “l’economia verde è il nuovo colonialismo per sottomettere i nostri popoli e i governi anticapitalisti” ed aveva anche chiarito che era ormai tempo di farla finita con i modelli di saccheggio del sistema capitalista e che la natura e i servizi di base non possono essere considerati lucrosi affari privati. Aveva anche invitato gli altri paesi a nazionalizzare le proprie risorse, come aveva fatto il suo governo con gli idrocarburi, per evitare lo sfruttamento indiscriminato e soprattutto per permettere alle proprie popolazioni di godere di un benessere finora negato proprio perché rapinato dalle multinazionali.

Il giorno del solstizio d’estate per la Bolivia significherà il cambio di paradigma, il passaggio dalla Macha cioè dall’egoismo e dall’individualismo alla Pacha ovvero la nuova vita, il vivere in armonia e in fratellanza.

Nei mesi scorsi il Ministro degli Esteri boliviano David Choquehuanca, nel solco della politica del governo di Evo Morales di riappropriazione dell’identità culturale dei popoli originari, aveva annunciato la fine della Coca Cola per il prossimo 21 dicembre, giorno in cui si festeggerà la fine della bibita simbolo dell’economia globalizzata e l’inizio dell’era della mocochinche, la bibita di pesca locale e naturale sicuramente più salutare delle corrosive bollicine.
Con la messa al bando della bevanda nel giorno del solstizio d’estate si chiuderà il ciclo della Macha, la “notte oscura”, l’egoismo, l’individualismo e la divisione, cioè l’estrinsecazione del capitalismo e inizierà la Pacha, la nuova vita, il vivere in armonia, il socialismo primitivo delle comunità e la fratellanza. L’avvenimento verrà festeggiato con una cerimonia tradizionale nell’Isola del Sole, situata sul lago Titicaca, alla quale presenzieranno migliaia di indigeni, leader dei movimenti sociali di tutto il mondo e Capi di Stato del continente Latino Americano.

Se fino a poco tempo fa le scelte economico-politiche degli Stati Uniti e dell’Europa venivano considerate fari da seguire, ora invece la tendenza si è invertita. Oggi il capitalismo e l’imperialismo vivono una crisi evidente che è stata definita “crisi di civiltà” perché mette in pericolo la vita stessa della Terra e del genere umano, avendo impatti drammatici sulle sfere ambientali, energetiche e sociali con guerre militari ed economico-finanziarie.
Il cambiamento di rotta arriva dall’America Latina: i Paesi dell’ALBA stanno dimostrando che si può cambiare il mondo offrendo un’alternativa concreta al capitalismo e all’imperialismo, mettendo fine alle politiche neoliberiste e al massacro sociale; stanno dimostrando che è possibile che i governi si autodetermino liberandosi dalla schiavitù imposta dagli Stati Uniti e dal Fondo Monetario Internazionale.
L’ALBA nasce infatti proprio in contrapposizione all’ALCA, organizzazione economica che persegue la liberalizzazione assoluta del commercio dei beni e dei servizi e in cui l’America latina e caraibica continua ad essere trattata come una colonia.
La Bolivia, con il Presidente Evo Morales, teorizza il paradigma del Vivir Bien come processo universale di alternativa sociale. Vivir Bien non vuol dire vivere meglio ma significa utilizzare la solidarietà, la compartecipazione, l’uguaglianza e la riappropriazione popolare dei beni collettivi. Anche in Italia, in occasione dei referendum, alcuni partiti politici - come il Pd - si sono appropriati di tali concetti per farne però un utilizzo solamente strumentale visto che nei loro programmi non ci sono proposte concrete in tal senso.

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