nuestra america

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Ci sono alcuni che tentano di fare analisi, ma dimostrano una grande mancanza di conoscenza dell’ economia e in particolare della realtà venezuelana, avendo scritto che la situazione iperinflazionistica che esiste attualmente in Venezuela, che è estremamente complessa, sarebbe determinata dalla dipendenza dalle esportazioni di petrolio, e anche dall’alta dipendenza dalle importazioni di beni essenziali.
Costoro affermano che di fronte al calo del prezzo del petrolio, e quindi alla diminuzione delle esportazioni, il paese è entrato in una situazione di deficit della bilancia dei pagamenti che, a sua volta, fa pressioni sulla perdita di valore del bolivar, aumenta il prezzo delle merci importate (da cui, secondo questi, siamo molto dipendenti) con conseguente iperinflazione.

Devono essere fatte diverse precisazioni al riguardo, come dimostrano ad esempio gli studi del professor Luciano Vasapollo, ordinario di economia all’Università La Sapienza. Certamente il Venezuela è un paese mono esportatore di petrolio, più del 90% del reddito in valuta estera viene dalla vendita di idrocarburi la cui produzione è nelle mani dello Stato. Ciò ci dice molto del settore privato che storicamente non ha esportato più del 10% del totale.
Tuttavia, il Venezuela non è un paese produttore solo di petrolio. Solo il 15% del prodotto interno lordo totale, deriva dalla produzione di petrolio, il resto è imputabile a settori che nulla hanno a che vedere con la produzione del petrolio.
Il che a sua volta indica che non tutto ciò che viene consumato in Venezuela viene importato. C’è quindi una precisa e ben sviluppata produzione nazionale interna.

Le importazioni in Venezuela rappresentano il 17% del PIL nazionale. Di ciò che è importato, il primo per importanza corrisponde, con il 29%, a macchinari e tecnologie, di cui siamo altamente dipendenti. Al secondo posto le importazioni dell’industria chimica e farmaceutica con il 14%. Al terzo posto , i prodotti per il trasporto con il 12%.
Gli alimenti rappresentano solo il 5%. In Venezuela, l’88% del cibo consumato viene prodotto internamente nel paese , la differenza viene importata e Principalmente si tratta di grano.
Non c’è dubbio che la variazione del prezzo del petrolio ha un impatto diretto sui livelli di produzione interna.
Tuttavia, ciò che non è corretto dal punto di vista soprattutto economico e non solo , è affermare che la perdita di valore del bolivar, soprattutto negli ultimi anni, sia stata causata dal deficit della bilancia commerciale.
Questa perdita si è evidenziata a partire dal 2012, quando anche il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile.

Il tasso di cambio in Venezuela si modifica secondo criteri che non corrispondono alla realtà economica, né al comportamento della bilancia dei pagamenti, né ai livelli delle riserve internazionali, né alle esportazioni di petrolio. Il suo prezzo è stato politicamente attaccato e manipolato attraverso listini della speculazione finanziaria che quotano e stimano il loro presunto valore giornaliero.
Queste variazioni del tasso di cambio, che arrivano a partire dal 2012 a 6.000 milioni di volte in termine percentuali, passando da 8.69 BsF / US $ nel 2012 a 520.000.000 BsF / US $ oggi, sono il risultato di un attacco politico criminale che non riguarda solo il prezzo delle merci importate, ma tutti i prezzi di beni e servizi dell’economia venezuelana.

Tali condizioni di guerra economica , commerciale , finanziaria e monetaria agiscono su una variabile psicologica, e creano le aspettative di coloro che cercano di massimizzare i loro profitti e rendite , e quindi si basano sul tasso di cambio più alto per calcolare i prezzi delle merci .
La manipolazione politica del tasso di cambio, come arma principale della guerra economica, determina l’iperinflazione e quindi il deterioramento del potere d’acquisto, accompagnato da un condizionamento mediatico e psicologico attraverso il quale il governo viene ritenuto responsabile di politiche sbagliate , o del presunto fallimento del modello socialista.

Questa iperinflazione indotta ha tre effetti principali, e cioè polverizza il salario reale e diminuisce i livelli di produzione interna nazionale a causa della perdita di potere di acquisto; tutto ciò implica una contrazione della domanda aggregata e ciò fa si che gli imprenditori riducano il loro
livello di produzione.

Inoltre, in terzo luogo, l’iperinflazione genera una diminuzione della quantità di denaro in termini relativi.
Di fronte all’aumento dei prezzi, è necessario più denaro in termini nominali per le dimensioni quantitative dell’economia . In altre parole, l’indice di monetizzazione diminuisce.
Questa situazione richiede l’aumento della quantità di denaro in circolazione per garantire simili livelli adeguati di consumo nella popolazione. Soprattutto ciò e’ vero ed è necessario nell’ambito di processi rivoluzionari a carattere socialista .
Non è il modello di rendita del petrolio, né il deficit della bilancia dei pagamenti che modifica il tasso di cambio generando iperinflazione. Non c’è modo di spiegare o sostenere per chi ne sa almeno un po’ di economia che il bolivar si sia svalutato di 6000 milioni percentuali perché i prezzi del petrolio sono diminuiti.
La causa determinante dell’iperinflazione in Venezuela è l’attacco politico speculativo al bolivar da parte dell’imperialismo.

Non aiutano certo il processo rivoluzionario bolivariano coloro che per mancanza di conoscenza o infatuati e portatori di modelli teorici e paradigmi dogmatici che comunque si riferiscono alle scuole economiche e alle teorie capitaliste convenzionali , anche qualora fossero mai in qualche modo animati da buone intenzioni, indicano con alcune diverse e accattivanti teorie ortodosse , la causa di ciò che sta accadendo in Venezuela a fattori che non sono determinanti ne’ significativi in questo momento caratterizzato dalle diverse modalità dell’ attacco politico imperialista .

È quindi la guerra economica imperialista , nelle sue diverse configurazioni produttive , commerciali , monetarie , finanziarie, le continue brutali aggressioni tutte a caratterizzazioni politiche nel quadro delle guerre non convenzionali, e non altre supposte teorizzazioni che siano di comodo sulla realtà venezuelana, che determinano la durissima situazione attuale.

Pasqualina Curcio, ordinario di economia all’Universidad Simón Bolívar

Nelle foto: il professor Vasapollo e la professoressa Curcio a Caracas, con Rita Martufi del Cestes, il Centro studi del Sindacato USB. I due economisti condividono la stessa analisi della situazione. Si vedano ad esempio centinaia di articoli sui siti di Últimas noticias, o di 15 Ultimo, Correo dell’Orinoco , 4 F etc ; ed anche davvero una infinita’ di disposizioni , circolari , documenti di commissioni economiche e atti governativi venezuelani , e inoltre pubblicati in Italia per esempio i due recenti libri: Pasqualina Curcio , La mano visibile del mercato , guerra economica in Venezuela, Ediz. Efesto 2019 ; Luciano Vasapollo con Joaquin Arriola , Trattato di critica delle politiche per il governo dell economia , VOL. 2 , Teoria e critica delle politiche economiche e monetarie dello sviluppo , Ediz. Efesto 2019

 

 

http://www.farodiroma.it/la-guerra-economica-contro-il-venezuela-liperinflazione-perche-e-come-batterla-lanalisi-di-pasqualina-curcio-coincide-con-gli-studi-di-luciano-vasapollo/

Appuntamenti: Sabato 13 aprile, dalle ore 10:00 alle 13.30, forum di discussione presso il Centro Convegni Villa Palestro – via Palestro 24, (vicino Stazione Termini/Piazza Indipendenza) Roma
A seguire, Sit-in piazza di Porta Pia dalle 14 alle 15.30

Giù le mani dal Venezuela! Hands off Venezuela!
Forum Venezuela

Martedì, 09 Aprile 2019 10:38

ROMA CONVEGNO ASSEMBLEA 10 APRILE 2019

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“PIGS . LA VENDETTA DEI MAIALI”

MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE

ORE 10.00

VIA XX SETTEMBRE 97-ROMA

INTERVENTI DI

LUCIANO VASAPOLLO

ON. ALESSIO MATTIA VILLAROSA

Seminario de encuentro sobre la situación en Venezuela hoy.

En la reunión se presentará el libro "La mano visible del mercado".

de Pasqualina Curcio


Incontro seminario sulla situazione del Venezuela oggi.

In occasione delll'incontro sarà presentato il libro "La mano visibile del mercato"

di Pasqualina Curcio

 

Seminario tenuto da Luciano Vasapollo dirigente della rete dei Comunisti

Questo libro della cara amica e compagna Pasqualina Curcio e ‘ la storia politica ed economica di una guerra d ‘ assedio imperialista . Un economia sotto assedio e un assedio militare vero e sullo sfondo l’esplicita ambizione degli imperialismi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea di rovesciare il governo Maduro e l’esperienza chavista socialista bolivariana che ha segnato una netta rottura con l’egemonia imperialista in Venezuela e in America Latina.

Sono anni ormai che L’oligarchia interna e gli imperialismi di Usa e Ue stanno preparando un golpe contro Maduro l’unico Presidente legittimo eletto a stragrande maggioranza dal popolo venezuelano.
Ma l’economia non è solo un problema relativo al ruolo del Venezuela nelle transazioni internazionali. Sull’economia interna pesano sfide estremamente impegnative, ma anche sfide politiche per molti aspetti minacciose e di vero e proprio terrorismo da parte dell ‘oligarchia e degli apparati economici e militari fascisti pagati e sostenuti dagli imperialismi e dalle multinazionali , cioè da tutti i vampiri del petrolio e della democrazia popolare e partecipativa.
Ma Caracas non è sola in questa sfida globale per l’auto determinazione dei popoli: ci sono tra i tanti Cuba , Bolivia , Nicaragua , Siria , India , l’Iran, la Russia e la Cina; e poi ci sono i tanti sinceri progressisti democratici e rivoluzionari nel mondo che rispondono quotidianamente alla falsità della comunicazione deviante e alla barbarie capitalista della società del profitto con il sacrificio del proprio lavoro e del lavoro negato e con l’orgoglio di lottare ogni giorno per un mondo di giusti senza frontiere e senza catene.
Luciano Vasapollo e Rita Martufi
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La guerra militare , psicologica , massmediatica ,accompagnano una tremenda guerra economica sempre più intensa e feroce contro il popolo venezuelano; la guerra espansionista imperialista per distruggere la nostra esperienza rivoluzionaria bolivariana chavista non è terminata, al contrario è stata intensificata.
Le mani che hanno manipolato e distorto i mercati, mirando alla destabilizzazione economica e sociale, e alla sconfitta della rivoluzione bolivariana, si sono rese sempre più visibili.
Stiamo ingaggiando una battaglia eroica. Il popolo venezuelano è combattivo, paziente, democratico e molto cosciente del potere del nemico che sta affrontando, e di quanto vaste e crudeli siano le sue azioni. E’ un popolo che è stato capace di resistere a una guerra che, non essendo convenzionale, ha continuato a mutare, affinando certe armi e creandone e intensificando altre.
I due carissimi amici , il professor Luciano Vasapollo e la dottoressa Rita Martufi, mi hanno onorato del loro interesse nel tradurre e pubblicare il libro in Italia. Questa nuova edizione, e su ciò mi sono trovata d’accordo con Luciano e Rita, ha richiesto vari aggiornamenti e aggiustamenti per L edizione italiana .
Sono davvero pienamente soddisfatta dell’eccellente e minuzioso lavoro che hanno realizzato e a loro sono molto grata per la gentilezza e interesse politico e scientifico e la sempre più viva amicizia .
Sono certa che questo libro possa contribuire anche in italia , nel vivo dell’impero , a dare un contributo di verità rivoluzionaria per difendere la democrazia partecipativa del mio paese e l‘ autodeterminazione di tutti i popoli contro le aggressioni imperialiste .
Pasqualina Curcio Curcio

http://cestes.usb.it/leggi-notizia/articolo/la-mano-visibile-del-mercato-guerra-economica-in-venezuela.html

 

"Un grande popolo. Pensatela come volete... ma gloria e rispetto per la resistenza eroica del popolo venezuelano". Luciano Vasapollo ad un'iniziativa di ieri a Pisa.

Si è svolto a Pisa, presso la sede della Rete dei Comunisti, un decisivo e importante, quanto delicato, seminario tenuto dal Professor Luciano Vasapollo, dirigente della RdC, docente di economia alla Sapienza di Roma e delegato del Rettore per i rapporti internazionali con l’America Latina; l’incontro, dal tema sul “Venezuela: contro il tentativo di golpe in atto in quel paese – La posta in gioco e la necessità della mobilitazione”, ci ha permesso di entrare nel merito dei motivi geopolitici ed economici alla base del tentativo di golpe in corso nel Paese, andando a ripercorrere la storia della rivoluzione chavista , le grandi conquiste economiche sociali e politiche che hanno dato dignità e prospettiva socialista di benessere alle classi povere , ai proletari , ai piccoli produttori imprenditori e a tutto il popolo rivoluzionario ; durante il significativo incontro c’è stata la solidarizzazione con l’eroica resistenza del popolo chavista che di nuovo è sotto attacco del terrorismo massmediatico e della guerra economica che è anche in questi giorni guerra psicologica con il criminale sabotaggio attraverso il blocco energetico diretto dalla CIA , dall’ imperialismo USA e attuato per mano dell’oligarchia venezuelana con la complicità del governo colombiano e della manovalanza criminale fascista , dei narcos e paramilitare.

Secondo il Prof Vasapollo la numerosa partecipazione al seminario, l’attenzione e le domande di merito che hanno seguito la sua relazione ci fanno capire che in una parte del mondo giovanile, dei lavoratori coscienti e dei militanti comunisti è forte l’esigenza di “capire per agire”, in sostegno del popolo e del governo venezuelano di Nicolas Maduro. Durante il tavolo di confronto si è discusso della prossima manifestazione nazionale in preparazione per il 13 aprile, con la quale organizzazioni politiche, sociali e sindacali intendono dare una sponda a tutti coloro i quali intendono scendere in piazza al fianco della rivoluzione bolivariana, contro l’imperialismo statunitense e della UE, intenzionate ad impadronirsi di un paese ricchissimo di materie prime.

Qui il video dell’intero seminario: https://www.facebook.com/380974915406758/videos/272738823653326/

 

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dopo_il_terrorismo_militare_e_quello_economico_il_popolo_venezuelano_ha_sconfitto_anche_il_terrorismo_elettrico/5694_27530/

 

 

 

“Schiavi mai!”. La resistenza eroica del socialismo venezuelano che nelle ultime settimane ha respinto un golpe e il tentativo di invasione da parte degli Stati Uniti, così come la lotta per i loro diritti portata avanti dai migranti nella tendopoli di San Ferdinando (entrambe eroiche) richiamano le celebri parole di Giuseppe Di Vittorio il padre del sindacalismo di sinistra italiano: “Non dovete togliervi più il cappello di fronte a nessuno, di fronte al padrone, perché siete uguali agli altri”. E in effetti per non togliere il cappello sono morti, in tanti, in troppi, un prezzo di classe incalcolabile.

A loro è dedicato il secondo volume del “Trattato di critica delle politiche per il governo dell’economia” di Luciano Vasapollo e Joaquin Arriola (con la collaborazione di Ramiro Chimuris, Pasqualina Curcio e Rita Martufi) come un tributo degli autori e di tutti i compagni intellettuali rivoluzionari che da decenni li accompagnano nella lunga, dura e stupenda “battaglia delle idee”, anche nel centro studi della USB, il CESTES, luogo, nonostante la sua giovane vita politica di poco più di venti anni, di sintesi politica dei percorsi di democrazia partecipativa, politica ed economica. Il volume introduce del resto in una dimensione chiave di qualsiasi progetto del futuro di alternativa di sistema: essere integralmente nella trasformazione democratica anche nella sfera economico-produttiva, essere universalmente cittadini che vivono di lavoro (cittadinanza globale del lavoro). In questo modo, quando l’attività economica finirà di essere parte della sfera del privato, si starà camminando verso un mondo diverso dal capitalismo nei percorsi della transizione al socialismo.

Per Marx – spiega Vasapollo – gli esseri umani vengono formati dalle relazioni sociali in cui si sviluppano. Ciò non vuol dire che le caratteristiche personali non contano; ma nel capitalismo, gli individui si muovono in un sistema inerentemente contradditorio la cui caratteristica principale è lo sfruttamento. Il caso gioca un ruolo solo all’interno della determinazione sociale, la partita delle relazioni internazionali si gioca in fondo sulla relazione di classe.

Vasapollo dunque ci mette a disposizione, per un approfondito studio di formazione culturale e politica sulla competizione economico – finanziaria interimperialistica, il secondo volume di questa importante, e davvero oseremo dire unica, opera di articolato e profondo studio di impostazione coerentemente marxista mettendo a fuoco tutte le dinamiche produttive, commerciali e monetarie sul piano teorico e fattuale della guerra in corso fra poli imperialisti.

Luciano Vasapollo, ordinario di economia politica alla Sapienza, ormai da tempo riferimento internazionale di tantissimi studiosi marxisti intellettuali militanti profondi critici dell‘ economia, con i suoi più vicini collaboratori, a partire da Joaquín Arriola e Rita Martufi, ci offre tanti elementi di approfondita analisi che vuole chiudere un cerchio sulla dimensione e particolarità dell’ attuale competizione interimperialistica in atto.

Obiettivo di questo lavoro è dunque fornire un quadro critico dei principali approcci teorici alla Politica Economica Internazionale (PEI), esplorati nel loro rapporto con la teoria delle Relazioni Internazionali (RI), per fare emergere la necessità di un punto di vista marxista di critica alla politica economica convenzionale, raccogliendo gli spunti che provengono dai più eterodossi tra questi orientamenti, spesso tuttavia confinati a un’artificiosa dimensione puramente “cattedratica”, che noi invece vogliamo superare nella nostra impostazione teorica e politica.
L’intenzione è quella di portare un contributo allo sviluppo di una teoria marxista della politica economica internazionale che permetta dunque di guardare alle dinamiche superficiali dello scontro politico a livello mondiale tramite le lenti delle categorie e della metodologia marxista, ovvero a partire dallo svolgimento storico concreto delle dinamiche immanenti al modo di produzione capitalistico.

Secondo Vasapollo, la stessa rigida distinzione disciplinare tra Relazioni Internazionali e Politica Economica Internazionale va messa radicalmente in discussione, come pure, ingaggiando un confronto ravvicinato con una dura battaglia delle idee (come la definiva Fidel Castro), tutte le teorie geopolitiche e della “governance” internazionale che prescindono dall’analisi delle dinamiche capitalistiche di fondo. La saturazione dei mercati nazionali ha richiesto una nuova fase di mondializzazione dell’economia capitalista in senso imperialista.

Ma il modo di produzione capitalistico in crisi sistemica non dispone al proprio interno delle leve con cui rilanciare un nuovo ciclo di accumulazione; crisi e tendenza alla guerra vanno di pari passo, poiché una delle principali contromisure alla caduta tendenziale del saggio di profitto è la spesa in armamenti e la distruzione di capitale fisso (e anche variabile, cioè umano). È qui che si condensano e macinano le contraddizioni che, come vedremo, alla fine del percorso possono spingere ad esiti di rottura.

Idealmente, il Trattato muove dalla critica delle visioni più ortodosse della Politica Economica Internazionale e delle Relazioni Internazionali, per passare gradualmente a quelle più radicali, keynesiane e marxiste accademiche, facendo emergere lungo il testo e poi probabilmente in una specifica parte finale il punto di vista marxista che vuole sviluppare; adottando un metodo che sa sempre ricondurre le teorie e le loro critiche ai cambiamenti strutturali dei modelli di riproduzione del capitale, e dunque alla dinamica profonda del modo di produzione capitalistico.

Fino ad oggi però l’assenza di un adeguato sviluppo della teoria monetaria marxista rappresentava una delle difficoltà nel completare la critica dell’analisi borghese delle dinamiche economiche. È a questo livello che il Trattato analizza la moneta di credito (moneta bancaria) e la sua funzione nell’accelerare l’accumulazione di capitale, aspetto al quale Marx non ha dato una forma nemmeno parzialmente definitiva nella sua teoria del capitale in generale.
Ne risulta quindi un Trattato come lavoro di taglio teorico, di confronto metodologico tra diversi approcci, e non di un lavoro applicativo; tuttavia, alcuni casi studio permettono di offrire ai lettori qualche esempio concreto utile per arricchire un lavoro che è comunque diretto in primo luogo a giovani, studenti, militanti politici e dunque deve saper proporre uno stile “accessibile” accanto all’analisi teorica.

Ciascuno di questi esempi richiede una teoria marxista che la differenzi dalle teorie mainstream, essi devono essere ricondotti alle relazioni internazionali di classe, alla divisione sociale internazionale del lavoro, proprio per marcare la differenza dagli approcci tradizionali. Essi, anche se sono casi concreti, richiedono un’ulteriore sviluppo della teoria marxista.

È infatti nell’analisi del capitale in generale che deve essere affrontato il problema della possibilità di smaterializzazione del denaro, o della sua conversione in una rappresentazione del valore puramente ideale, stabilito per convenzione. Nello sforzo di sviluppare una teoria monetaria adeguata all’analisi del capitale, è stata introdotta una maggiore confusione con la (apparente) perdita di riferimento materiale del denaro. Ma c’è un’altra strada possibile: nelle pagine del volume si coglie accanto ad una forte idealità anche il contribuito scientifico di Vasapollo e del suo gruppo al nuovo piano economico che attraverso il Petro, la nuova criptovaluta venezuelana, spinge il più importante paese-laboratorio socialista del Sudamerica fuori dalla crisi economica che gli è stata indotta dagli Stati Uniti e dai suoi alleati interni ed esterni. Compresa la balbettante e prona Unione Europea.

Recensione a cura di Casa editrice EFESTO, febnraio 2019

 

http://www.farodiroma.it/le-moderne-teorie-economiche-ispirate-a-marx-come-via-per-luguaglianza-sociale-vasapollo-e-arriola-rilanciano-lesortazione-di-di-vittorio-non-toglietevi-piu-il-cappello-abbiamo-tutti-la-stes/

 

METODI DI ANALISI DEL TERZO CICLO DELL’ESPANSIONE IMPERIALISTA

TRATTATO DI CRITICA DELLE POLITICHE PER IL GOVERNO DELL’ECONOMIA (VOL.2)

Di LUCIANO VASAPOLLO e JOAQUIN ARRIOLA

CON LA COLLABORAZIONE DI

RAMIRO CHIMURIS, PASQUALINA CURCIO, RITA MARTUFI

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http://cestes.usb.it/leggi-notizia/articolo/consigli-per-la-lettura-metodi-di-analisi-del-terzo-ciclo-dellespansione-imperialista.html

Dopo PIANO , MERCATO E PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE ( TRATTATO DI CRITICA DELLE POLITICHE PER IL GOVERNO DELL’ECONOMIA ) - edizione. Efesto 2018 - Vasapollo ci mette a disposizione per un approfondito studio di formazione culturale e politica sulla competizione economico - finanziaria interimperialistica , il secondo volume di questa importante e davvero oseremo dire unica opera di articolato e profondo studio di impostazione coerentemente marxista mettendo a fuoco tutte le dinamiche produttive , commerciali e monetarie sul piano teorico e fattuale della guerra in corso fra poli imperialisti . Con TEORIA E CRITICA DELLE POLITICHE ECONOMICHE E MONETARIE DELLO SVILUPPO. METODI DI ANALISI DEL TERZO CICLO DELL’ESPANSIONE IMPERIALISTA

 

 

Obiettivo di questo lavoro è fornire un quadro critico dei principali approcci teorici alla Politica Economica Internazionale , esplorati nel loro rapporto con la teoria delle Relazioni Internazionali, per fare emergere la necessità di un punto di vista marxista di critica alla politica economica convenzionale.

 

L’intenzione è quella di portare un contributo allo sviluppo di una teoria  della politica economica internazionale che permetta dunque di guardare alle dinamiche  dello scontro politico a livello mondiale tramite le lenti delle categorie e della metodologia marxista, ovvero a partire dallo svolgimento storico concreto delle dinamiche immanenti al modo di produzione capitalistico. La stessa rigida distinzione disciplinare tra Relazioni Internazionali e Politica Economica Internazionale va messa radicalmente in discussione, come pure, ingaggiando un confronto ravvicinato con una dura battaglia delle idee (come la definiva Fidel Castro), tutte le teorie geopolitiche e della “governance” internazionale che prescindono dall’analisi delle dinamiche capitalistiche di fondo. 

 

Vasapollo ormai da tempo riferimento internazionale di tantissimi studiosi marxisti intellettuali militanti profondi critici dell‘ economia, con i suoi più vicini collaboratori, a partire da Joaquín Arriola e Rita Martufi, ci offre tanti elementi di approfondita analisi che vuole chiudere un cerchio sulla dimensione e particolarità dell’ attuale competizione interimperialistica in atto , contenuta in questo secondo volume del suo davvero insostituibile TRATTATO DI CRITICA DELLE POLITICHE

PER IL GOVERNO DELL’ECONOMIA (VOL.2 , pagg . 500) , ediz. Efesto , febbraio 2019 .

 

Ma il modo di produzione capitalistico in crisi sistemica non dispone insomma al proprio interno delle leve con cui rilanciare un nuovo ciclo di accumulazione; crisi e tendenza alla guerra vanno di pari passo, poiché una delle principali contromisure alla caduta tendenziale del saggio di profitto è la spesa in armamenti e la distruzione di capitale fisso (e anche variabile, cioè umano). È qui che si condensano e macinano le contraddizioni che, come vedremo, alla fine del percorso possono spingere ad esiti di rottura.

 

Idealmente, il Trattato muove dalla critica delle visioni più ortodosse della Politica Economica Internazionale e delle Relazioni Internazionali, per passare gradualmente a quelle più radicali, keynesiane e marxiste accademiche, facendo emergere lungo il testo e poi probabilmente in una specifica parte finale il punto di vista marxista ; adottando un metodo che sappia sempre ricondurre le teorie e le loro critiche ai cambiamenti strutturali dei modelli di riproduzione del capitale alla dinamica profonda del modo di produzione capitalistico.

 

 

La teoria del processo di produzione di Marx richiede una teoria del denaro che si accordi a tale principio. E infatti la si ritrova sviluppata nel capitolo III del primo libro de Il capitale. Tale teoria è anche valida per l’analisi del processo di circolazione del capitale, così come è spiegato nel libro II.

 

 

Il problema è che l’analisi del processo globale della produzione capitalista, in cui agiscono altre determinazioni generali nella dinamica dell’accumulazione, come le tendenze all’equalizzazione dei tassi di profitto settoriali e la formazione dei prezzi di produzione, non hanno uno sviluppo equivalente della teoria monetaria adattata a questo livello di determinazione dell’analisi. È risaputo che nel manoscritto con cui Engels compose il libro III, le parti che si riferiscono alle questioni monetarie compilate nella sezione V del libro sono le meno elaborate.

 

 

Poiché è a questo livello di analisi generale che si situa l’analisi della macroeconomia neoclassica, è proprio l’assenza di un adeguato sviluppo della teoria monetaria marxista una delle difficoltà nel completare la critica dell’analisi borghese delle dinamiche economiche. È a questo livello che siga analisi  dellamoneta di credito (moneta bancaria) e la sua funzione nell’accelerare l’accumulazione di capitale, aspetto al quale Marx non ha dato una forma nemmeno parzialmente definitiva nella sua teoria del capitale in generale.

 

Ne risulta quindi un Trattato come lavoro di taglio teorico, di confronto metodologico tra diversi approcci, e non di uno speciale fare co è limitato lavoro applicativo; tuttavia, alcuni casi studio permettono di offrire ai lettori qualche esempio concreto utile per arricchire un lavoro che è comunque diretto in primo luogo a giovani, studenti, militanti politici e dunque deve saper proporre uno stile “accessibile” accanto all’analisi teorica. Ciascuno di questi esempi richiede una teoria marxista che la differenzi dalle teorie mainstream, e gli studi di contesto devono essere ricondotti alle relazioni internazionali di classe, alla divisione sociale internazionale del lavoro, proprio per marcare la differenza dagli approcci tradizionali. Essi, anche se sono casi concreti, richiedono un’ulteriore sviluppo della teoria marxista.Il caso gioca un ruolo solo all’interno della determinazione sociale, la partita delle relazioni internazionali si gioca in fondo sulla relazione di classe.

Per Marx gli esseri umani vengono formati dalle relazioni sociali in cui si sviluppano. Ciò non vuol dire che le caratteristiche personali non contano; ma nel capitalismo, gli individui si muovono in un sistema inerentemente contradditorio la cui caratteristica principale è lo sfruttamento.

 

Per questo, la democrazia partecipativa, politica ed economica è una dimensione chiave di qualsiasi progetto del futuro di alternativa di sistema: essere integralmente oggetti della trasformazione democratica anche nella sfera economico-produttiva, essere universalmente cittadini che vivono di lavoro (cittadinanza globale del lavoro)o di lavoro negato .

 

In questo modo, quando l’attività economica finirà di essere parte della sfera del privato, si starà camminando verso un mondo diverso dal capitalismo nei percorsi della transizione al socialismo.

Casa editrice EFESTO , feb . 2019.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-consigli_per_la_lettura_metodi_di_analisi_del_terzo_ciclo_dellespansione_imperialista/5694_27529/

Seminario sulla situazione in Venezuela tenuto da Luciano Vasapollo

Sabato 9 marzo ore 17.30

Via Sant’Andrea 31, Pisa

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