Il giorno 21 settembre si è tenuto a Roma nella sede dell’Associazione La Villetta per Cuba un interessante e partecipato seminario internazionale dal titolo “Cuba e Venezuela in difesa del Socialismo per il XXI secolo”.

Ha aperto la discussione il Presidente della Villetta Luciano Iacovino che ha illustrato ai presenti i prossimi eventi che avverranno nel mese di ottobre comunicando che una delegazione dell’Associazione La Villetta e del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità (REDH) si recherà a Bruxelles al Parlamento Europeo per presentare una istanza per una raccolta di firme con l’obiettivo di appoggiare la candidatura del Comandante Fidel Castro come  Premio Nobel per la Pace. Ha inoltre anticipato che alla fine del  mese di ottobre si terrà un sit in davanti l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma per sostenere i Governi di Cuba e Venezuela contro l’attacco imperialista.

 Gli interventi degli invitati internazionali sono stati molto seguiti dai presenti perché hanno permesso di conoscere aspetti politico-economici su Cuba e Venezuela che aiutano nella comprensione delle realtà vissute in questi paesi e che non sono in alcun modo riportate dai media internazionali.

Il Prof. Yorki Mayor Hernandez, Rettore dell’Università di Pinar del Rio, ha parlato della reale condizione esistente nei rapporti tra gli USA e Cuba; ha ben spiegato che dopo il 17 dicembre 2014, data in cui anche i tre compagni cubani ancora in carcere negli Stati Uniti sono stati liberati dopo 16 anni di ingiusta prigionia, le relazioni con gli Stati Uniti hanno avuto un miglioramento e sono stati avviati dei processi di lenta normalizzazione tra i due paesi. Cuba è stata tolta dalla lista nera dei paesi “ terroristi” e sono state riaperte le due ambasciate –sia quella cubana negli USA sia quella statunitense a Cuba.  Ciò che però i media internazionali non dicono è che, pur essendo stati fatti alcuni piccoli passi nei rapporti tra i due paesi , in realtà il blocco economico è rimasto esattamente lo stesso di prima con pochissime eccezioni. A ciò va aggiunto che anche la base di Guantanamo che doveva essere riconsegnata i cubani, è ancora in mano degli USA.

E’ intervenuto poi il Prof. Francisco Dominguez, segretario del Venezuelan Solidarity in Inghilterra e ha spiegato e chiarito molti aspetti dell’attuale situazione socio-politica  del Venezuela. Ha parlato della grave guerra economica che l’opposizione venezuelana con la complicità degli altri paesi imperialisti sta inasprendo quotidianamente attraverso i vari boicottaggi e le operazioni di contrabbando continuo; ha anche chiarito molti aspetti del cosiddetto “referendum revocatorio” spiegando che è molto difficile che  l’opposizione riesca nel suo intento di far cadere il Governo del Presidente Maduro.

Il  Prof. Vasapollo è intervenuto  per sottolineare che il Governo di Cuba ha tutti i diritti di ricevere dagli USA degli indennizzi economici per gli innumerevoli danni provocati da oltre 50 anni di blocco. E’ quindi chiaro che ciò che la stampa internazionale fa intendere, ossia una normalizzazione dei rapporti fra USA e Cuba, non risponde assolutamente a verità.

Ha poi continuato ad approfondire le notizie sull’attuale situazione del continente latino americano sotto assedio imperialista e ha rinnovato l’invito a tutti alla partecipazione alle due importanti iniziative da realizzare nel mese di ottobre. Ha poi sottolineato la necessità storico-politica di sostenere sempre con più forza le rivoluzioni cubane e venezuelane oltre che tutti i movimenti progressisti dell’America Latina che sono oggi sotto attacco dalle destre e che stanno provocando gravi ingiustizie e che hanno lo scopo di far tornare l’America Latina il “giardino degli Stati Uniti” come è stato per moltissimo tempo.

Sono intervenuti poi per dare il loro appoggio e la loro completa solidarietà il Prof. Raul Mordenti, il Prof. Spallone e Padre Nevola. Le loro parole hanno rafforzato quanto detto in precedenza e hanno incitato tutte le forze progressiste a impegnarsi per mantenere sempre viva la solidarietà verso queste rivoluzioni.

Per completare la splendida serata si è avuto poi uno spettacolo di danza orientale che la danzatrice ha voluto dì chiamare da Sud a Sud , per testimoniare come i popoli dei Sud del mondo debbano essere uniti per lottare contro le aggressioni imperialiste.

Si è trattato di balli coinvolgenti ed emozionanti accompagnanti da splendide musiche di stampo orientale ma anche latino americano.

La serata si è conclusa con una festa e un brindisi per rilanciare l’impegno da parte di tutti a continuare le battaglie per l’autodeterminazione di tutti i popoli del mondo.

Patria o Muerte Venceremos!

Hasta la victoria siempre!

La victoria ee inevitable!!!

 

Associazione la Villetta per Cuba - Associazione Nuestra America

 

El 21 de septiembre se ha tenido en Roma, en la sede de la Villetta por Cuba un interesante y participado  seminario internacional titulado "Cuba y Venezuela en defensa del socialismo para el siglo XXI".

Abrió el debate, el Presidente de la Villetta Luciano Iacovino que ha ilustrado los próximos eventos que tendrán lugar en octubre. Dijo que una delegación de la Asociacion La Villetta y del Capitulo Italiano de la Red en  Defensa de la Humanidad (REDH) viajará a Bruselas al Parlamento Europeo para presentar una campaña de firmas con el objetivo de apoyar la candidatura de Fidel Castro como un Premio Nobel de la Paz. También he dicho que en octubre se realizarà un sit in frente a la embajada de Estados Unidos en Roma para apoyar a los Gobiernos de Cuba y Venezuela contra el ataque imperialista.

 Las intervenciones de los invitados internacionales fueron muy seguidos de parte de todos  porque nos han permitido conocer aspectos politicos-economicos sobre Cuba y Venezuela ypara ayudar en la comprensión de las realidades vividas en estos países y que no son de ningún modo descrito por los medios internacionales.

El Prof. Yorki Hernández, Rector de la Universidad de Pinar del Río, habló de la condición real existente en las relaciones entre los EE.UU. y Cuba; ha explicado que después del 17 de diciembre de 2014, fecha en la que también los tres compañeros cubanos que siguen en prisión en los Estados Unidos fueron puestos en libertad después de 16 años de injusta prisión, las relaciones con los Estados Unidos tuvieron una mejoría y se han iniciado los procesos de lenta normalización entre los dos países. Cuba ha sido retirada de la lista negra de países "terroristas" y se han abiertos  las dos  embajadas (cubanas en los EE.UU. y los EE.UU. a Cuba). Pero lo que los medios de comunicación internacionales no dicen es que, a pesar de algunos pequeños pasos que se hicieron en las relaciones entre los dos países, en realidad, el bloqueo económico se ha mantenido exactamente igual que antes, con muy pocas excepciones. A esto hay que añadir que la base de Guantánamo debe ser devuelto a los cubanos y que todavía está en manos de los EE.UU.

El Prof. Francisco Domínguez, secretario de Solidaridad de Venezuela en Inglaterra ha explicado y aclarado muchos aspectos de la situación actual en Venezuela. Habló de la guerra económica severa que la oposición venezolana con la complicidad de los otros países imperialistas está haciendo todos los diaz a través de diversos boicots y continuas operaciones de contrabando. También ha aclarado muchos aspectos de la llamada "referendo revocatorio", explicando que es muy difícil que la oposición tenga éxito en su intento de derribar al gobierno del presidente Maduro.
El Prof. Vasapollo intervino para decir que el Gobierno de Cuba tiene todo el derecho a recibir la compensación económica de parte de Estados Unidos para los grandes daños causados por más de 50 años de bloqueo. Y por lo tanto es claro que lo que dice la prensa internacional, de una normalización de las relaciones entre los EE.UU. y Cuba, no responde absolutamente a verdad y despues ha hablado para esplicar la actual situacion en el continente latino-americano bajo ataque imperialista y para renovar la invitación a todos a participar en las dos importantes iniciativas de  octubre para apoyar cada vez con más fuerza las revoluciones de Cuba y Venezuela, así como todos los movimientos progresistas en América Latina que están ahora bajo ataque por la derecha y que están causando graves injusticias y que están esperando de hacer volver l’America Latina, el "jardín de los Estados Unidos", como lo ha sido durante mucho tiempo.

Entonces intervino para prestar su apoyo y su solidaridad total el Prof. Raul Mordente, el profesor Spallone y el padre Nevola. Sus palabras han fortalecido lo anterior y incitado a todas las fuerzas progresistas que se comprometan a mantener viva la solidaridad hacia estas revoluciones.
Para completar la espléndida noche, entonces había un espectáculo de danza oriental que el bailarín quería llamar de Sur a Sur, para ser testigo de cómo las personas del mundo deben unirse para luchar contra la agresión imperialista.

Fue un baile agradable y emocionantes acompañada de la música oriental, sino también de musica latinoamericano.
La noche se concluyó con una fiesta para reactivar el  compromiso de todos para continuar la lucha por la libre determinación de todos los pueblos del mundo.

 

Patria o Muerte Venceremos!

Hasta la victoria siempre!

La victoria es inevitable!!!

Associazione la Villetta per Cuba - Associazione Nuestra America

 

Da oggi mercoledì 21, e sino a venerdì  23, si sviluppa a L’Avana il Primo Seminario Internazionale Realtà e Sfide del Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.
La pace e la sua importanza per lo sviluppo pieno dell’essere umano sono al centro dei dibattiti che si realizzano da ieri a L’Avana come parte del Primo  Seminario Internazionale Realtà e Sfide del Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.
Delegati di Brasile, Messico, Ecuador, El Salvador, Barbados, Nicaragua, Argentina, Perù, Puerto Rico e Venezuela, oltre che di Cuba, sono riuniti per ratificare l’impegno  con queste proposito accordato durante il 2º. Vertice della Comunità degli  Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac), effettuata nell’Isola nel gennaio del 2014.
Questa è la prima riunione dopo quell’importante momento per  dare nuovi sguardi alla soluzione delle differenze e dei conflitti attraverso il dialogo e riveste una rilevanza singolare soprattutto nel contesto attuale.
I temi centrali di queste giornate comprendono la politica attuale degli Stati Uniti verso l’America Latina e i Caraibi e le loro implicazioni per la pace.
Silvio Platero, presidente del Movimento Cubano per la Pace e la Sovranità dei Popoli, ha affermato a Prensa Latina che una singolarità di questo evento è che non solo partecipano accademici e studiosi, ma anche rappresentanti di diversi movimenti sociali, operai e contadini.
Tra i convocati c’è la presidente del Consiglio Mondiale della Pacel la brasiliana  María do Socorro Gomes, che sarà decorata oggi mercoledì 21, Giorno Internazionale della Pace per accordo delle Nazioni Unite, con la medaglia dell’amicizia concessa dal Consiglio di Stato di Cuba.
Come parte del seminario si svilupperà anche una campagna nelle reti sociali con l’obiettivo di diffondere temi relativi al termine dei conflitti e alla non proliferazione della violenza in America Latina e nei Caraibi. (Traduzione GM - Granma Int.)

Discorso pronunciato dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo
Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente
dei Consigli di Stato e dei Ministri, nel XVII Vertice del Movimento dei Paesi Non Allineati, nell’Isola di Margarita, Venezuela, il 17 settembre del 2016, “58º Anno della Rivoluzione”.

Stimato compagno Nicolás Maduro Moros, Presidente della Repubblica
Bolivariana del Venezuela;

Capi di Stato e di Governo;

Stimati Ministri, delegati e invitati;

Signore e Signori:

Siamo 120 Stati Non Allineati e contiamo oltre che sui Principi di Bandung, con la Dichiarazione dei Propositi, Principi e Ruolo del  Movimento dei Paesi Non Allineati nella Congiuntura Internazionale attuale, approvata nel XIV Vertice a L’Avana. Non si può sottovalutare la nostra enorme forza quando attuiamo uniti.
Nello stesso Vertice del 2006 abbiamo respinto i tentativi di “cambio di regime”, ed abbiamo chiamato a garantire che ogni paese rifiuti di ricorrere all’ aggressione e all’uso della forza.   
Sempre a L’Avana, nel gennaio del 2014 i Capi di Stato e di Governo della comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - con la firma del Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come “Zona di Pace”, abbiamo riaffermato l’impegno con i principi della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale; con la soluzione delle differenze  in forma pacifica  e nel pieno rispetto al diritto inalienabile di ogni Stato d’eleggere il suo sistema politico, economico, sociale e culturale, come condizione essenziale per assicurare la convivenza tra le nazioni.
Senza dubbio siamo testimoni dei crescenti attacchi alla sovranità e all’autodeterminazione del Venezuela. Cuba riafferma il suo sostegno senza condizioni al Governo e al popolo venezuelani, all’Unione Civico Militare e al
presidente costituzionale Nicolás Maduro Moros (Applausi).
Condanniamo con energia il colpo di Stato parlamentare - giudiziario in Brasile contro la presidente Dilma Rousseff, che costituisce un’azione d’aggressione alla volontà sovrana del popolo che l’ha eletta con più di 53 milioni di voti.
La fraterna Colombia avrà tutto l’appoggio di Cuba per avanzare nel difficile cammino dell’implementazione dell’accordo e nel consolidamento della Pace, giusta e duratura, che il suo popolo merita.
Esprimiamo la nostra fiducia nel fatto che il popolo della Repubblica Araba della Sira sarà capace di risolvere le sue differenze da solo, senza ingerenze esterne indirizzate a promuovere un cambio di regime.

Compagno  Presidente:

È inaccettabile  che ancora oggi il popolo della Palestina continui a essere vittima dell’occupazione e della violenza e che la potenza occupante continui ad impedire la creazione di uno Stato Palestinese indipendente, con Gerusalemme orientale come sua capitale.   
Tutti i tentativi di garantire l’autodeterminazione del sofferto popolo sarahaui sono stati frustrati e questo richiede l’azione della comunità internazionale.
Noi siamo solidali con la storica domanda del popolo di Puerto Rico a favore della sua autodeterminazione e indipendenza.
Sosteniamo anche il reclamo della Repubblica Argentina sulle isole Malvine, Sandwich del Sud e George del Sud.

Stimato compagno  Maduro:

Per Cuba, il non allineamento significa la lotta per modificare l’Ordine Economico  Internazionale imposto dalle grandi potenze, che ha portato a che 360 persone possiedano una ricchezza annuale superiore alle entrate del 45% della popolazione mondiale. La breccia tra i paesi ricchi e i poveri cresce. Il trasferimento delle tecnologie dal nord al sud è una mera aspirazione.
La globalizzazione favorisce fondamentalmente  un selezionato gruppo di paesi industrializzati. Il debito dei paesi del sud si moltiplica e somma più di 1700 bilioni di dollari.
Duemilanovecento milioni di persone sono senza lavoro e in miseria.
Milioni di bambini muoiono ogni anno a causa della fame e di malattie curabili. Quasi 800 milioni di persone non sanno leggere né scrivere, mentre più di 1.7 milioni di dollari si dedicano alle spese militari.
Non allineamento significa anche la lotta per eliminare la breccia della conoscenza e per l’uso delle tecnologie dell’informazione e le comunicazioni a favore dello sviluppo e la cooperazione.
Condanniamo la crescente militarizzazione e l’uso aggressivo contro terzi paesi. Il cambio climatico si aggrava e persistono nei paesi sviluppati indici irrazionali di produzione e consumo che minacciano le condizioni d’esistenza della nostra specie. La realizzazione dei diritti umani continua ad essere un sogno per milioni di persone in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti e l’Europa utilizzano la manipolazione, la doppia morale, la selettività e la politicizzazione, mentre ondate di rifugiati si ammassano alle frontiere europee senza che si trovino soluzioni giuste, stabili e permanenti che proteggano la loro vita e la loro dignità.

Stimato presidente Maduro:

Sono passati 21 mesi da quando abbiamo annunciato simultaneamente con il
presidente Barack Obama, la decisione di ristabilire le relazioni diplomatiche tra Ciba e gli Stati Uniti. Ci sono stati alcuni passi avanti soprattutto in ambito diplomatico e della cooperazione in temi d’interesse reciproco, ma non è stato così nella sfera economico-commerciale, per via della portata limitata, anche se positiva, delle misure adottate sino ad ora dal governo statunitense.

Cuba continuerà a reclamare l’eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario che provoca molti danni e privazioni e che danneggia anche molti altri paesi per la sua portata extraterritoriale.  
Continueremo a domandare che si restituisca alla nostra sovranità il territorio illegalmente occupato dalla Base Navale degli Stati Uniti in Guantánamo.
Senza questo non ci potranno essere relazioni normali, e sarà anche impossibile se non si porrà fine alle altre politiche sempre vigenti, che ledono la sovranità di Cuba, come i programmi sovversivi e ingerenti.
Ratifichiamo la volontà di sostenere relazioni di convivenza civile con gli Stati Uniti, ma Cuba non rinuncerà ad uno solo dei suoi principi, nè realizzerà concessioni inerenti alla sua sovranità e indipendenza ( Applausi).
Non cederà mai alla difesa dei suoi ideali rivoluzionari e antimperialisti, né  all’appoggio dell’auto determinazione dei popoli.
Compagno  Maduro:
auguriamo tutto il successo alla fraterna  Repubblica Bolivariana del Venezuela alla guida dei Paesi Non allineati e ci complimentiamo con la  Repubblica Islamica dell’Iran per  il suo lavoro nel mandato appena terminato.
L’unica alternativa di fronte agli enormi pericoli e alle sfide che abbiamo davanti è l’unità con la solidarietà, in difesa dei nostri obiettivi e interessi comuni.   

Molte grazie
(Applausi/ Versione stenografica del Consiglio di Stato – Traduzione Gioia Minuti)

 

 

Desidero esprimere la mia profonda gratitudine per le espressioni di rispetto, i saluti e gli ossequi che ho ricevuto in questi giorni, che mi danno le forze per  ricambiare attraverso le idee che trasmetterò ai militanti del nostro Partito e gli organismi pertinenti

 

 

Domani compirò 90 anni. Sono nato in un territorio chiamato Birán, nella regione orientale di Cuba . Con questo nome lo si conosce, anche se non è mai apparso in una mappa. Data la sua buona funzionalità, era conosciuto da amici, vicini e ovviamente da un gruppo di rappresentanti politici e ispettori che si vedono attorno a qualsiasi attività commerciale o produttiva proprie dei paesi neo colonizzati del mondo.
In un’occasione accompagnai mio padre a  Pinares de Mayarí. Io allora avevo otto o nove anni. Come gli piaceva conversare quando usciva dalla casa di Birán!
Lì era un padrone delle terre dove si coltivavano la canna da zucchero, pascoli e altre coltivazioni dell’agricoltura. Ma a Pinares de Mayarí non era un padrone ma un inquilino come molti spagnoli che furono padroni di un continente, in virtù dei diritti concessi con una Bolla Papale sconosciuta dai popoli e dagli esseri umani di questo continente. Le conoscenze trasmesse erano già in gran parte tesori dell’umanità.
L’altezza è di circa 500 metri, con colline inclinate e sassose, dove la vegetazione è scarsa e a volte ostile.  Alberi e rocce ostacolano il transito e repentinamente a un’altezza determinata, inizia una spianata estesa che, calcolo, si stende per circa 200 chilometri quadrati, con ricchi giacimenti di nichel, cromo, manganese e altri minerali di grande valore economico. Da quella spianata si estraevano ogni giorno decine di camion di pini di grande misura e qualità.
Si osservi che non ho citato l’oro, il platino, il palladio, i diamanti, il rame, lo stagno e altro che parallelamente si sono trasformati in simboli dei valori economici che la società umana nella sua tappa attuale di sviluppo richiede.
Pochi anni prima del trionfo della Rivoluzione mio padre morì. Prima aveva sofferto abbastanza.
Dei suoi tre figli maschi, il secondo e il terzo erano assenti e distanti. Nell’ attività rivoluzionaria uno e l’atro compivano il loro dovere. Io avevo detto che sapevo chi poteva sostituirmi se l’avversario avesse avuto esito nei suoi piani d’eliminazione. Io quasi ridevo con i piani machiavellici dei presidenti degli Stati Uniti.  
Il 27 gennaio del 1953, dopo il colpo  perfido di Batista nel 1952, si scrisse una pagina della storia del nostra Rivoluzione : gli studenti universitari e le organizzazioni giovanili, con il popolo, realizzarono la prima Marcia delle Fiaccole per commemorare il centenario della nascita di  José Martí.
Lo ero giunto alla convinzione che nessuna organizzazione era preparata per la lotta che stavamo organizzando. C’era un totale sconcerto in tutti i partiti politici che mobilitavano masse di cittadini da sinistra a destra e al centro, disgustati dalla politicheria che regnava nel paese.
A 6 anni una maestra piena di ambizioni, che insegnava nella piccola scuola pubblica di Birán, convinse la famiglia che io dovevo andare a Santiago di Cuba per accompagnare  mia sorella maggiore che sarebbe entrata in una scuola di monache con un buon prestigio. Includere me fu una un’abilità della stessa maestra della piccola scuola di Birán. Lei, splendidamente trattata nella casa di Birán dove mangiava a tavola con la famiglia, aveva convinto della necessità della mia presenza. In definitiva io avevo una salute migliore di mio fratello Ramón - che è deceduto pochi mesi fa- , e per molto tempo fui compagno di scuola. Non voglio scrivere troppo, ma furono molto duri gli anni di quella tappa di fame per la maggioranza della popolazione.
Dopo tre anni m’inviarono al Collegio  La Salle di Santiago di Cuba, dove m’iscrissero alle elementari. Passarono quasi tre anni senza che mi portassero a un cinema.
Così cominciò la mia vita, forse se avrò tempo, scriverò di questo. Scusatemi se non lo ho fatto sino adesso, ma ho idee di quello che si può e che si deve insegnare  a un bambino.  Considero che la mancanza d’educazione sia il maggior danno che gli si può fare.
La specie umana  affronta oggi il maggior rischio della sua storia.
Gli specialisti in questo tema sono quelli che possono fare di più per gli abitanti di questo pianeta, il cui numero è cresciuto da mille milioni alla fine del 1800, ai settemila milioni al principio del 2016. Quanti ne avrà il nostro pianeta tra pochi anni?
Gli scienziati più brillanti che già sono varie migliaia, sono quelli che possono rispondere a questa domanda e ad altre molto importanti.
Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per le espressioni di rispetto, i saluti e gli ossequi che ho ricevuto in questi giorni, che mi danno le forze per ricambiare  attraverso idee che trasmetterò ai militanti del nostro Partito e agli organismi pertinenti.
I mezzi tecnici moderni hanno permesso di scrutare l’universo. Grandi potenze come la Cina e la Russia non possono essere sottoposte alle minacce d’imporre l’uso delle armi nucleari. Sono popoli di grande valore e intelligenza .
Considero che è mancata statura al presidente degli Stati Uniti quando ha visitato il Giappone e gli sono mancate le parole per scusarsi per il massacro di centinaia di migliaia di persone a Hiroshima, nonostante conoscesse l’effetto della bomba. È stato ugualmente criminale l’attacco a Nagasaki, città che i padroni della vita scelsero a caso.
È per questo che si deve martellare sulla necessità di preservare la pace e che nessuna potenza si prenda il diritto d’uccidere milioni di esseri umani.



Fidel Castro Ruz

12  agosto del 2016.

Ore 22. 34

(Traduzione Gioia Minuti).

 

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