Ecuador: Correa straccia il banchiere: “la rivoluzione continua”Vittoria schiacciante al primo turno delle presidenziali di ieri del socialista Rafael Correa. Che promette di approfondire la rivoluzione e di rafforzare ancora i legami con gli altri paesi dell'America Latina.
E’ stata riconfermato alla presidenza, al primo turno, con una maggioranza nettissima, il presidente uscente dell’Ecuador, Rafael Correa. Che ha ottenuto una percentuale schiacciante pari a circa il 57% dei consensi. Un distacco nettissimo rispetto al principale sfidante, il banchiere Guillermo Lasso, rimasto fermo al 23%. I dati finora diffusi sono relativi allo spoglio del 44% delle schede elettorali delle presidenziali e legislative di ieri.
La Costituzione dell'Ecuador stabilisce che per vincere al primo turno bisogna ottenere la metà più uno dei voti validi (al netto delle schede bianche e dei voti nulli) o un 40% con una differenza di 10 punti sull'inseguitore. 
Lontano, lontanissimo, l’ex presidente Lucio Gutiérrez (2003-2005) che ha ottenuto un magrissimo 5,9% dei consensi, seguito dal miliardario Álvaro Noboa che non ha superato il 3%. Lasso non ha potuto fare altro, dopo i primi exit poll, che riconoscere la vittoria di Correa parlando di “una vittoria che merita rispetto”. A capo dello Stato dal gennaio 2007, Correa è al suo terzo e ultimo mandato dopo essere già stato riconfermato alle elezioni anticipate del 2009.

La grande vittoria di Correa in Ecuador rafforza il processo rivoluzionario in America Latina.
Domenica 17 febbraio il popolo ecuadoriano ha riconfermato come suo presidente Rafael Correa con una vittoria schiacciante al primo turno elettorale: il candidato del movimento Alianza Pais viene eletto infatti con oltre il 55% dei voti, distaccando nettamente i suoi avversari politici, come l'ex banchiere Guillermo Lasso che raccoglie il 23% delle preferenze.
Con una campagna elettorale caratterizzata dalla gioia e dalla massiccia presenza di migliaia di sostenitori in piazza si chiude la tornata elettorale in Ecuador e il popolo riconferma come proprio presidente Rafael Correa, sostenuto da un ampio movimento popolare cresciuto negli ultimi anni, sotto la sua presidenza, e che ha visto un aumento di 10% punti elettorali rispetto alle ultime presidenziali dell'aprile del 2009. 

La schiacciante vittoria di Rafael Correa, con una percentuale di voti e una differenza tra lui e il suo più immediato contendente che sarebbe piaciuto avere a Obama, Hollande e Rajoy, lascia alcune lezioni che è bene ricapitolare.
La prima cosa, e la più ovvia, è la ratifica del mandato popolare per continuare ad avanzare nel cammino tracciato, ma, come ha detto Correa nella sua conferenza stampa, avanzando più rapidamente e in profondità. Il presidente rieletto sa che i prossimi quattro anni saranno cruciali per assicurare la irreversibilità delle riforme che, alla fine di dieci anni di gestione, avranno rifondato un Ecuador migliore, più giusto e più sostenibile. Nella citata conferenza stampa ha testualmente detto: “o cambiamo ora il paese o non lo cambiamo più”. Il progetto di creare un ordine sociale basato sul socialismo del sumak kawsay, il “vivere bene” dei nostri popoli originari, esige che si agisca con rapidità e determinazione.
Ma questo lo sanno pure la destra nazionale e l’imperialismo, e per questo si può predire che raddoppieranno gli sforzi per evitare il consolidamento del processo della “Rivoluzione Cittadina”. Seconda lezione: se un governo obbedisce a un mandato popolare e produce politiche pubbliche che beneficiano le grandi maggioranze nazionali –che di questo alla fin fine è fatta la democrazia- la lealtà dell’elettorato può darsi per scontata.
La manipolazione delle oligarchie mediatiche, la cospirazione delle classi dominanti e gli stratagemmi dell’imperialismo si infrangono contro il muro della fedeltà popolare.

A pochi giorni dalle elezioni in Ecuador, la Rete dei Comunisti rinnova il suo pieno appoggio, la fraterna amicizia e la totale solidarietà internazionalista al Presidente Rafael Correa nella certezza di una sua grande vittoria e della rielezione affinché possa continuare nel Paese il grande processo rivoluzionario di cambiamento in atto dal 2006.
I compagni della Rete dei Comunisti esprimono il loro sostegno alle decine di migliaia di lavoratori, provenienti da tutto il Paese, che il 12 gennaio si sono riunite in Plaza Roja, nella città di Guaranda, per festeggiare l'anniversario di quello che orgogliosamente considerano una trasformazione storica per l'Ecuador iniziata con la prima elezione del Presidente Correa e l'avvio della Rivoluzione Cittadina ( Revolución Ciudadana ).
A pochi giorni dalle elezioni vari istituti di sondaggi ( Perfiles de Opinión, Opinión Ecuador, Market, Consult Marketing Solutions ) concordano che il Presidente Correa sarà riconfermato al primo turno con una differenza di 10 punti percentuali rispetto agli altri candidati. Che in Ecuador sia in atto un processo di profonda trasformazione politica, economica, sociale e culturale del Paese non è solo un'opinione degli elettori del Presidente Correa ma è un'evidenza incontrovertibile, deducibile dalla concreta realtà e dai grandi cambiamenti che hanno caratterizzato questi ultimi anni.

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