Tra pochi mesi un altro storico appuntamento per il destino dell’America Latina, per la continuità del processo di autodeterminazione, di sovranità nazionale e di affrancamento dall’egemonia imperialista e dalla globalizzazione neoliberale.
Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa è stato tra i primi a congratularsi con Hugo Chavez Frias per la sua strepitosa vittoria alle elezioni presidenziali in Venezuela, manifestandogli così la sua soddisfazione: “Meraviglioso trionfo popolare in Venezuela. Avanti, compagno Chávez, tutta l'America Latina sta con te e col nostro caro Venezuela, culla del Liberatore! Prossima battaglia: Ecuador!!!", riferendosi alle elezioni presidenziali che si celebreranno nel suo paese il 17 febbraio 2013.
Come la grande affermazione del comandante Hugo Chavez Frias in Venezuela, anche la rielezione di Rafael Correa in Ecuador, è vitale non solo per l’avanzamento della rivoluzione nel suo paese, ma ancor di più per il consolidamento dell’ALBA, l’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America, che rappresenta l’espressione più avanzata del processo di integrazione, di indipendenza e di autodeterminazione dell’America Latina e i Caraibi.

Una delle forme per arrivare al Socialismo del XXI secolo in America Latina

Il 25 ottobre scorso è stata inaugurata a Santiago del Cile la XXXII Fiera Internazionale del Libro alla Stazione Mapocho, e l’ospite d’onore era l’Ecuador, rappresentato dal suo presidente Rafael Correa che, con un lungo discorso in cui ha ricordato Salvador Allende, Pablo Neruda e Gabriela Mistral, nonché Victor Jara, Violeta Parra, gli Inti Illimani e i Quilapayún, ha strappato applausi a scena aperta specie nel bel mezzo di un discorso di taglio decisamente sociale in cui parlava delle manifestazioni cittadine e ha detto: “I nostri popoli si sono svegliati”. E ben lo sa questo il povero Presidente del Cile, Piñera, che da due anni combatte contro un’implacabile serie di movimenti sociali e studenteschi che hanno provocato la caduta delle teste di vari ministri del suo governo e non accennano a scemare, anzi si ampliano e si mettono in relazione tra loro. Tanto è cosciente di questo problema che, per presunti “motivi di sicurezza”, ha voluto impedire a Correa di effettuare una visita all’Università di Santiago, dove Correa invece sarebbe accolto da trionfatore, vista l’importanza che il suo governo ha dato anche nella nuova carta costituzionale alla Cultura e all’Istruzione quali diritti che lo Stato deve garantire a tutti. “La nostra vera indipendenza passa per la decolonizzazione del pensiero” ha detto Correa anche durante l’inaugurazione.

Il 4 gennaio del 2013 ha avuto inizio in Ecuador la campagna elettorale per le elezioni presidenziali e legislative del prossimo 17 febbraio.
Il Presidente in carica Rafael Correa, sostenuto dal Movimento Alianza País, ha accettato di essere di nuovo candidato per il prossimo periodo governativo 2013-2017 e ha dato inizio in maniera ufficiale alla sua campagna elettorale, per presentare la proposta di continuità rispetto al processo di Rivoluzione Cittadina che ha vissuto il Paese negli ultimi anni.
Il Capo di Stato,fin dall'iniziodel suo mandato, ha apportato al Paese profonde trasformazionial fine di costruireuna società inclusivaed equa, presentando una Nuova Costituzione, approvata con un referendum dal 70%della popolazione con il sostegno di tutte le organizzazioni indigene.
Il governoCorrea, basandosi sul Piano Nazionale di Sviluppo per il Buen Vivir,hapromosso un processo rivoluzionario che ha cambiato il volto del Paese con la creazione di un nuovo modello di sviluppo economico, produttivo e giusto, non più basato sulla rendita e l’esclusione sociale; con una politica estera che ha ridato all’Ecuador dignità e rilevanza in campo internazionale; con un innalzamento della qualità della vita della popolazione: la sua rielezione è l’occasione per continuare ed approfondire tali realizzazioni.

Il Presidente ecuadoriano Rafael Correa ha dichiarato che a partire da gennaio 2013 entrerà in vigore un aumento del 3% dell’imposta sugli utili delle banche private, e che i fondi derivati da questo aumento saranno destinati alle fasce sociali più deboli e marginali il cui Bonus di Sviluppo Umano passerà da 35 a 50 dollari mensili.
Correa è pienamente convinto che i trasferimenti di denaro non risolvono la povertà, che è ormai strutturale in America Latina, dopo decenni di politiche neoliberiste che hanno fatto arricchire una oligarchia borghese prona alle indicazioni del FMI e della BM e ridotto alla miseria e alla esclusione sociale masse enormi della popolazione; ma è ugualmente convinto che, quanto meno, possano ridurre la vulnerabilità di ampie fasce della popolazione.
La decisione di socializzare gli utili delle banche fa parte di un ampio programma di attenzione alla società realizzato dalla Rivoluzione Cittadina che ha effettuato grandi investimenti nel settore sanitario, in quello abitativo e in quello dell’istruzione. Il Bonus di Sviluppo Umano favorisce i disabili, una parte dei quali è stata individuata dalla Missione Manuela Espejo, realizzata con l’aiuto degli onnipresenti cubani quando si parla di solidarietà internazionalista; ma favorisce anche madri single e adulti maggiorenni in gravi condizioni di povertà. In cambio il governo di Correa richiede ai beneficiari che mandino i figli a scuola e che utilizzino i programmi sanitari preventivi.
Attualmente il Bonus è finanziato dallo Stato; a questo finanziamento, quindi, si aggiungerà l’aumento dell’imposta sui profitti delle banche che godono di ottima salute, visto che i loro utili sono passati da 200 milioni nel 2008, a 230 milioni nel 2009, 250 milioni nel 2010 e 393 milioni nel 2011. Dato, quindi, che il sistema bancario riflette il benessere del paese che è cresciuto economicamente di un 7,8% reale, si ritiene, giustamente, che debba essere coerente e contribuire a questa iniziativa del governo.

Pagina 5 di 5

Realizzazione: Natura Avventura

Joomla Templates by Joomla51.com