Quito, 30 gen (Prensa Latina) La Celac si è confermata come istanza di dialogo politico che deve stare attenta alla sua crescita affinché non gli succeda come ad altre istanze, convertite in luoghi per fare dichiarazioni, senza risultati concreti, ha assicurato oggi il cancelliere ecuadoriano, Ricardo Patiño. 

Crediamo che la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) può e deve fare progetti di politica internazionale, con l'obiettivo di ottenere consensi su temi vincolati allo sviluppo, alla pace, al disarmo ed al cambiamento climatico, ha affermato il titolare degli Esteri ecuadoriano. 
 
In una conferenza stampa nella sede della cancelleria -a radice dell’appena concluso III Vertice della Celac, in Costa Rica - Patiño ha evidenziato che l'appuntamento ha riflettuto la prospettiva dei nuovi tempi per la regione, dove deve prevalere l'unità. 
 
L'idea è ottenere consenso affinché la nostra regione possa esprimersi nei forum globali, ha insistito; è lottare per mantenere l'integrazione con rispetto alle dichiarazioni di ogni governo. 
 
Patiño ha sollecitato che si lavori verso la ricerca di spazi di dialogo, perché la Celac è nata precisamente dopo l'appuntamento del Gruppo di Rio, a Santo Domingo, dopo la discussione per mediare nel conflitto tra Colombia ed Ecuador. 
 

EL TELÉGRAFO - Primer Diario Público

Nel suo radiocollegamento cittadino 363 (01/03/14), il Presidente Rafael Correa ha analizzato il PIL in base ai redditi (distribuzione del reddito nazionale), assicurando che è un nodo chiave per la Rivoluzione Cittadina perché ci permette di: "Sapere se sta migliorando la giustizia sociale," perché "ci definisce come di sinistra o no", e perché inoltre "è uno dei fondamenti del socialismo nel XXI secolo". Il Presidente ha detto che il tema ha ispirato Marx: "E la risposta marxista è stata quella di eliminare la proprietà privata perché non avesse una grande ritorno sul capitale”, aggiungendo: "A nessuno può succedere questo nel XXI secolo" e poi "sappiamo che nel XXI secolo non è possibile, il rimedio è più costoso del problema", concludendo: "Il problema, però, esiste e riguarda quanto guadagna la classe operaia e quanto guadagnano i proprietari dei mezzi di produzione, i padroni del capitale." Secondo il Presidente, in Ecuador il 4% (dei datori di lavoro) detiene il 33% del reddito nazionale, mentre al 54% (dei lavoratori) va l'altro 33%, invece il 42% (dei lavoratori non pagati) ne ottiene il 29%. Il Presidente ha sostenuto: "Bisogna dare risposte intelligenti a questo problema", aggiungendo: "Nel XXI secolo queste risposte esistono, e le stiamo dando attraverso la rivoluzione", e ha indicato quali sono: "migliori politiche del lavoro, migliori politiche salariali, aumento dei salari, democratizzazione della proprietà del capitale, ma anche un buon sistema di tassazione redistributiva", al fine di "prendere un po' più da chi guadagna molto e spostarlo, soprattutto verso i più poveri."
La questione è passata inosservata. Ma il Presidente ha introdotto così un tema cruciale per la discussione tra la sinistra: che cosa è il capitalismo oggi? Che socialismo vogliamo? Perché il capitalismo di oggi non è quello che credeva Marx, il socialismo di stato è fallito, ed è certo che oggi è possibile un "capitalismo sociale" con la redistribuzione del reddito nazionale.

Quito, 8 gen (Prensa Latina) Ecuador ha sollecitato alla corte di arbitraggio de L'Aia di annullare il giudizio nel quale questa istanza internazionale si è dichiarato competente per accettare una denuncia dell'industria petrolifera Chevron contro il paese andino, ha informato oggi una fonte ufficiale. Come ha spiegato la Procura Generale dello Stato in una nota di stampa, nel sollecito presentato la vigilia si respingono gli argomenti branditi dalla multinazionale statunitense che accusa l'Ecuador di supposto rifiuto di giustizia e violazione di un Trattato Bilaterale di Investimenti con gli Stati Uniti.
In primo luogo, chiarisce il testo, il tribunale di arbitraggio non poteva dichiararsi competente in questo caso, dovuto all'inesistenza di un accordo arbitrale tra Ecuador e Chevron oltre a che il TBI invocato dall'industria petrolifera è entrato in validità cinque anni dopo l'uscita della compagnia dalla nazione sud-americana.

Il World Economic Forum, il massimo organo propagandistico e di potere del neoliberismo, che trasmette la "dottrina" del libero commercio, ha dovuto riconoscere il sostanziale progresso nello sviluppo economico e sociale, e nel campo della "competitività", che il governo del presidente Rafael Correa Delgado ha compiuto in Ecuador. I risultati del ranking della competitività mondiale, termine darwiniano che i neoliberisti difendono, mostrano il progresso dell'Ecuador grazie alle politiche anti-libere di mercato messe in atto dal governo di Correa a partire dal 2007. In Colombia, la rivista Dinero, organo neoliberista estremista appartenente a Publicaciones Semana, la cui direzione è guidata dal nipote del presidente Santos, il giornalista Alejandro Santos Rubino, che in tutti i suoi articoli sul governo della cosiddetta Revolución Ciudadana non nasconde la sua antipatia per il Presidente ecuadoriano, ha pubblicato un articolo che esamina i progressi evidenti che l'Ecuador sta vivendo nel settore delle infrastrutture, della sanità, dell'istruzione, della cultura e dello sviluppo tecnologico. Il testo della notizia, con l'evidente inclinazione anticorreista di questa rivista conservatrice, sostenitrice del modello neoliberista, è il seguente:

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