Come capire in 5 minuti cosa succede in Venezuela e in tre minuti il motivo per cui la destra venezuelana vuole far cadere con la violenza il Presidente Rivoluzionario Nicolás Maduro

  Prensa Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en Italia

Capire in 5 minuti cosa succede in Venezuela:

1999. In Venezuela, i vecchi partiti vengono sostituiti da un nuovo governante chiamato Hugo Chávez, che decide di convocare un referendum  per creare un’Assemblea Constituente che rappresenti i diversi settori della Nazione, convocazione avallata dalla maggioranza del popolo venezuelano attraverso il suffragio universale e l’approvazione di una nuova Carta Magna in deroga alla costituzione del 1961. Quell’anno, si inaugurava una tappa inedita in Venezuela e in America, quella del protagonismo democratico, diretto e participativo del popolo venezuelano.

2000. Dopo quasi 40 anni dalla sua creazione, l’ OPEC realizza il suo secondo Vertice dei Capi di Stato. Stranamente, un organismo così importante si era abituato a riunioni ministeriali ed incontri meramente protocollari, dimenticando le sue funzioni di regolazione dei prezzi, che continuavano a cadere sotto la soglia dei costi di estrazione, mentre piccole oligarchie nazionali si arricchivano consegnando il crudo alle voraci transnazionali. Il Presidente Chávez realizza un viaggio in tutti i paesi dell’OPEC. L’ organizzazione recupera il suo ruolo ed il barile i suoi giusti prezzi. Il Venezuela intraprende il sentiero del recupero socioeconomico.

2001. Con il paese sulla via del recupero, il Presidente Chávez applica la Ley Habilitante, approvando 49 leggi, tra cui alcune molto importanti come quella sulla terra, sulla pesca, sugli idrocarburi e sulle istituzioni finanziarie, che vanno a toccare gli interessi delle oligarchie venezuelane. A dicembre di quell’anno, il settore imprenditoriale attacca con il primo sciopero padronale che registra la storia del paese.

 

2002. La destra nel paese pianifica e mette in atto, nel mese di aprile, un Golpe con il sostegno del Governo degli USA e degli altri governi della destra, che interrompono per un lasso di 47 ore il sentiero costituzionale ed il processo democratico rivoluzionario del Venezuela, restituiti quasi immediatamente grazie al popolo e alle Forze Armate ad esso fedeli. Quello stesso anno, e fino all’inizio del 2003, le associazioni padronali e la mafia sindacale, unite ai vertici direttivi di  PDVSA, mettono in atto un golpe economico e petrolifero. Il popolo venezuelano, Chávez in testa,  riesce a sconfiggerlo.

2004. Il governo rivoluzionario, lancia il più moderno ed efficace piano educativo e sanitario che ci sia mai stato nel paese. Quell’anno viene attivato il meccanismo costituzionale del Referendum, il primo nella storia del paese, per chiedere al popolo se vuole che il Presidente concluda il suo mandato o meno. Il popolo sovrano conferma Hugo Chávez con il 58,32% dei voti, pari a cinque milioni di sostenitori.

2006. Il popolo elegge di nuovo Chávez come Presidente della Repubblica. Le azioni sociali del Governo a beneficio del popolo si moltiplicano. La Rivoluzione Bolivariana echeggia nei cinque continenti. Il Venezuela da concretezza ai principi di equilibrio internazionale e multipolarità. Hugo Chávez viene rieletto con il maggior numero di voti nella storia elettorale del paese, ottenendo il 62,84%.

2007. Il paese registra un record nella crescita economica. Miglior salario minimo del continente, alte riserve internazionali, numerose opere infrastrutturali, produttive alleanze internazionali.

2012. Nel mese di ottobre il Presidente Hugo Chávez Frías viene rieletto con il 55.07% dei voti, nonostante avesse annunciato al paese di essere impegnato ancora nella sua lotta contro il cancro, di dover subire un’ operazione e di doversi  sottoporre ad un nuovo trattamento. Si appella al popolo affinchè, in caso di qualsiasi evenienza, venga rieletto come Presidente della Repubblica Nicolás Maduro, se mai sarebbe stato impossibilitato ad esercitare il ruolo presidenziale per il quale il popolo venezuelano lo aveva eletto.

2013. Il 5 marzo viene reso ufficiale che il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez Frías, era venuto a mancare. In accordo al meccanismo previsto dalla Constituzione Nazionale per coprire la vacatio del primo mandatario, il 14 aprile si reliazzano delle elezioni presidenziali e il candidato della Revolución, Nicolás Maduro, risulta vincente con il 50.61% dei voti. La destra in Venezuela disconosce il risultato elettorale e si appella alla violenza di strada. 13 persone muoiono per le azioni di gruppi fascisti. Il Consiglio Nazionale Elettorale  decide il riconteggio delle schede e conferma il risultato a favore del candidato Nicolás Maduro. Da allora, il Presidente Maduro è stato attaccato dalla destra nazionale ed internazionale in diversi modi. Una prima strategia è stata la guerra economica, attraverso la deviazione di denaro concesso da CADIVI e la speculazione abissale con i generi di consumo, in particolare gli alimenti. Il governo di Maduro protesta con forza, ottenendo il sostegno popolare. A fine anno, si tengono le elezioni amministrative, che la destra pretende di convertire in un plebiscito contro il Presidente; ma le forze della Revolución Bolivariana ottengono  un’ampia vittoria, pari al  58,5% dei voti, facendo perdere alla destra l’ultima occasione elettorale per raggiungere i suoi obiettivi. Il 18 dicembre, il governo di Nicolás Maduro realizza un incontro con i Sindaci e i Governatori dell’ opposizione, affinché si trovino delle soluzioni per sviluppare diversi progetti. All’incontro partecipanto tutti i sindaci.

2014. La guerra economica continua. L'esecutivo, attraverso la Ley Habilitante, approva la Legge sul Giusto Prezzo, che da origine ad un violento attacco da parte della destra. I media internazionali, stranamente, diffondono la notizia che il Governo stia armando i Collettivi come gruppi paramilitari. Alla fine del mese di gennaio, l’estrema destra del paese, diretta da Leopoldo López e María Corina Machado (Deputato), chiede di scendere in strada “per mettere fine al governo di Nicolás Maduro”, attraverso un’ azione definitia con il termine di “La Salida” (L’uscita), e programmata, in modo incostituzionale, per il giorno 12 di febbraio, Giornata della Giovantù in Venezuela.

Febbraio:

6 febbraio: La destra organizza manifestazioni studentesche negli Stati Táchira e Mérida, che si concludono con atti vandalici, distruzione di locali commerciali e assalti  alla residenza del Governatore dello Stato Táchira, José Vielma Mora. Nella residenza si trovavano i fligli e la moglie del governatore, oltre a persone diversamente abili.

11 febbraio. Venezolana de Televisión diffonde la registrazione audio di una conversazione telefonica tra gli oppositori Iván Carratú Molina e Fernando Gerbasi, in cui viene svelato che nella marcia del 12 febbraio sarebbero stati realizzati atti di violenza, simili a quelli dell’11 abrile del  2002, con l’obiettivo di far cadere il governo legittimo di Nicolás Maduro. La registrazione conferma i 120 miliardi di bolivares “raccolti” per finanziare la destabilizzazione.

12 febbraio. A conclusione di una manifestazione organizzata dal partito Voluntad Popular di Leopoldo López, un gruppo di incappucciati assalta la sede della Procura Generale della Repubblica. In tale contesto, vengono assassinate 2 persone e ferite altre 23. Il Presidente Nicolás Maduro, in un discorso al paese, comunica che gli autori materiali e intellettuali dei morti e dei feriti che ci sono stati nel paese sono stati ideintificati. Tra i danni prodotti dagli atti violenti della destra, vi è la distruzione e l’incendio di cinque pattuglie del Corpo di Investigazioni Scientifiche, Penali e Criminologiche (CICPC). Da questa data, gruppi estremisti presenti nei municipi governati dall’ opposizione all’est di Caracas, Valencia, San Cristóbal, Lecherías y Altos Mirandinos, realizzano blocchi stradali (guarimbas), utilizzano metodi fascisti, causano morti dirette ed indirette nella popolazione. Las guarimbas hanno causato numerosi danni a beni di uso pubblico e privato, tra cui piazze, edifici, alberi, strade, muri e facciate.

17 febbraio. La Procura Generale della Repubblica pubblica un bilancio delle vittime della violenza, sottolineando i casi in cui la Forza Pubblica ha violato i diritti umani, così come i morti e i feriti causati dagli estremisti di destra sulle diverse barricate. Il 28 febbraio, la Procura conta 18 vittime come conseguenza delle barricate, senza includere le morti indirette di persone che hanno sofferto di asfissia o infarti, per non aver pouto accedere, con l’urgenza necessaria, ai presidi sanitari per essere debitamente curati. Il Presidente Nicolás Maduro ordina l’espulsione di tre diplomatici statunitensi, ritenuti responsabili di ingerenza e alleanza verso gli eventi violenti della destra. Giorni dopo, il 25 febbraio, gli USA mettono in atto una misura di ritorsione verso tre diplomatici venezuelani.

23 febbraio. Il dirigente della violenza, Leopoldo López, si consegna alle autorità venezuelane, a seguito di un ordine di detenzione emesso dalla Procura, e dopo aver appreso di essere obiettivo di un prossimo attentato da parte di violenti di destra. Il Governo gli garantisce tutti i suoi diritti, come è stato riconosciuto anche dalla sua famiglia.

26 febbraio. Il Presidente Nicolás Maduro inaugura una Conferenza per la Pace, alla quale partecipano diversi settori politici, sociali, culturali, sportivi ed economici. La Conferenza si trasforma in un evento permanente a partire dal 28 febbraio, che si pone l’obiettivo di affrontare le diverse questioni attraverso  tavoli di discussione e, allo stesso tempo, realizzare Conferenze per la Pace a livello regionale. Tra le proposte viene approvata quella per la creazione di una “Commissione per la Verità”, per ricercare i responsabili degli assassini verificatisi dal 12 febbraio 2014.

27 febbraio. Una grande manifestazione Nazionale ricorda i 25 anni della rivolta del febbraio del 1989. Nei giorni precedenti, donne, studenti, contadini, pescatori ed operai venezuelani esprimono il proprio sostegno alla Rivoluzione Bolivariana attraverso manifestazioni molto sentite, in cui ripudiano la violenza scatenata  dalla destra dal 12 febbraio in diversi luoghi del Venezuela. A livello internazionale, la Rivoluzione Bolivariana riceve il sostegno di numerosi movimenti sociali In America, Africa, Asia ed Europa, dell’ UNASUR, della CELAC e dell’ALBA. In contrapposizione, il governo degli USA rivela la sua strategia intervenzionista contro il Venezuela, ricorrendo ai suoi alleati internazionali in America e in Europa.

 

 

 

 

 

Capire in tre minuti il motivo per cui la destra venezuelana vuole far cadere con la violenza il Presidente Rivoluzionario Nicolás Maduro:

 

•              La Rivoluzione ha destinato il 64% degli introiti economici dello Stato agli investimenti in campo sociale.

•              Il Governo Bolivariano è riuscito a ridurre la povertà nel paese, passando dal 28,9% del 1999 al 19,6% del 2013. Allo stesso tempo, con il trionfo della Rivoluzione, la povertà estrema è stata ridotta dal 10,8% del 1999 all’attuale 5,5%.

•              I venezualani godono di una maggiore aspettativa di vita e di una migliore qualità della vita, hanno maggiore accesso ai servizi e godono dell’ uguaglianza di opportunità: la forbice sociale della disuguaglianza è stata ridotta dal 54% del 1997 al 39% del 2012.

•              La Rivoluzione garantisce l’educazione gratuita e di qualità a tutti i livelli di insegnamento. Oggi, l’85% dei bambini venezuelani frequenta la scuola.

•              Dal 2009 al 2013, sono stati consegnati 3.039.212  portatili “canaimitas” a studenti della scuola primaria e secondaria, come parte del processo integrato di apprendimento.

•              Durante la Rivoluzione, le matricole universitarie sono passate da 500.000 del 1999, a 2 milioni e 600.000 attuali.

•              Attualmente, il 97% dei Venezuelani ha accesso all’acqua potabile.

•              Prima della Rivoluzione Bolivariana, c’erano 18 medici per ogni 10 mila abitanti. Oggi questa cifra si è quadruplicata, con un rapporto di 59 medici per ogni 10 mila abitanti.

•              La Rivoluzione Bolivariana ha ridotto il tasso di mortalità infantile dal 25,8 al 13,9 per ogni mille nati (dati  2013).

•              Il Governo Bolivariano offre ai venezuelani un sistema di salute dignitoso, gratuito e di qualità. Con Chávez e Maduro, sono state costruite più di 7.000 cliniche in tutto il paese.

•              La Missione Barrio Adentro, ha salvato la vita a più di un milione e mezzo di persone.

•              La Missione Miracolo, ha ridato la vista a più di un milone e mezzo di persone.

•              La Missione Sorriso, ha curato più di 250.000 persone in 18 centri di salute in tutto il paese.

•              La Rivoluzione ha mantenuto gli impegni in materia di salute. Oggi lo Stato copre il 100% dei trattamenti per la cura dell’AIDS/HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili.

•              Più di 8000 Venezuleani hanno beneficiato delle Missioni di chirurgia selettiva.

•              Nei diversi ospedali sono state registrate più di 13 milioni di visite.

•              Nei Centri Diagnostici Integrali (CDI) sono stati realizzati quasi 31 milioni di esami e portati a termine più di 217 interventi chirurgici.

•              La Rivoluzione ha risolto il problema della fame e della denutrizione. 15 milioni di Venezuelani hanno accesso agli alimenti di alta qualità e a basso prezzo. Oggi solo il 2,7% dei Venezuelani soffre di denutrizione, rispetto all’8% del 1999.

•              Grazie alle azioni del Governo Bolivariano, attualmente il 94,6% dei Venezuelani ha accesso a tre pasti quotidiani e consuma 2.285 calorie al giorno, ovvero il 99% delle calorie necessarie.

•              La Rivoluzione ha garantito più lavoro ai Venezuelani. Il tasso di disocccupazione si è ridotto dal 16% del 1999 al 5,6%.

•              Il Governo Bolivariano ha saldato il debito con la classe lavorativa del paese, grazie all’aumento annuale del salario. All’inizio della Rivoluzione, il salario minimo era di circa 100 Bolívares. Oggi è pari a 3.270 Bolivares.

•              Con Chávez e Maduro, è aumentato l’accesso dei Venezuelani alle tecnologie. E’ stato registrato un aumento del 1.000% degli abbonati ad internet, del 600% nella telefonia mobile e del 300% nella telefonia fissa.

•              A seguito della nazionalizzazione dell’emittente CANTV nel 2007, sono stati registrati 3.242.374 di nuovi abbonati, con una crescita del 90,5% rispetto all’epoca in cui tale emittente era privata.

•              La nazionalizzazione di CANTV ha registrato, inoltre, 8.166.728 di abbonati nella telfonia mobile, con un incremento del 98,3%.

•              Nel 2012, il Governo Nazionale ha inaugurato la Televisione Digitale Aperta ed ha garantito questo servizio a 362.977 famiglie venezuelane.

•              La Rivoluzione del Popolo ha offerto sicurezza economica al paese. Mentre il mondo occidentale soccombe a causa della crisi capitalistica che colpisce le grandi potenze, in Venezuela si è registrata una crescita media annuale del Prodotto Interno Lordo del 2,7%, grazie all’azione del  Governo Bolivariano.

•              In materia di integrazione, nel 2013 il Venezuela ha ottenuto, per la prima volta, la Presidenza Pro Témpore del MERCOSUR. Come conseguenza,  sono state realizzate più di 120 riunioni nell’area sociale, politica e commerciale, e sono stati creati MERCOSUR OBRERO e MERCOSUR INDIGENA.

•              Grazie ai numerosi nuovi sistemi di integrazione e cooperazione latinoamericana, il nostro paese ha sottoscritto più di 200 accordi di cooperazione con  23 paesi, soltanto nel 2013.

•              Durante la Rivoluzione  il numero di pensionati è aumentato fino a 2 milioni e 600 mila: oggi godono di questo beneficio in accordo alla scala stabilita dal sistema di salario minimo.

 

 

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