Nella sede della ANEC e con i giovani della capitale, nel cinema teatro La Rampa è continuata l’intensa attività di Luciano Vasapollo e Rita Martufi a L’Avana.

« Siamo qui a L’Avana in delegazione  con Rita Martufi, rappresentando le entità, le associazioni e movimenti in cui lavoriamo».
 (Luciano Vasapollo è il coordinatore del Capitolo Italiano della Rete degli Intellettuali e gli Artisti in Difesa dell’Umanità, della Rete dei Comunisti,  membro d’onore della ANEC- associazione degli economisti e ragionieri cubani,  professore d’economia dell’Università di Pinar del Río e de L’Avana … tra le molte attività. Rita Martufi rappresenta anche i sindacati di base.  
«Con la collega, la Prof. Laura Mariottini rappresentiamo l’università La Sapienza di Roma realizzando diversi progetti culturali » ha spiegato  Vasapollo, che è il vice rettore e delegato del rettore di questa università di Roma per le relazioni con l’America Latina.  
Nel biblioteca dell’ICAP ci dice: « Siamo partiti da un momento storico indimenticabile,  la scomparsa del Comandante in Capo, Fidel Castro e  abbiamo pensato di presentare qualcosa che potesse servire sopratutto ai giovani,  per diffondere la grandezza di quell’immenso uomo.   In Europa da tempo si manifesta un terrorismo mass-medatico  contro Fidel, contro Chávez, oggi contro Maduro.
Il capitalismo non è superabile si sostiene in Europa, cercando di chiudere il discorso. Papa Francisco però, che non è un comunista marxista, durante la visita di Trump, il presidente degli USA, di pochi giorni fa, gli ha regalato due encicliche, una sull’ambiente, tema che Fidel ha sempre avuto molto a cuore, denunciando gli attacchi in tutti i Forum internazionali e la litteram del capitalismo, definito una  struttura terrorista che crea guerre, fame e morte.  Inoltre il Papa ha ricordato la detta “madre delle bombe”.  «Chiamare madre una bomba è una vergogna!» ha sostenuto.  
Prima di parlare di Fidel marxista si deve capire il Fidel martiano o non si comprenderà la Rivoluzione cubana. Lo dico sempre ai miei studenti ed è molto  importante che i giovani oggi studino e comprendano Martí e Bolivar e Tupac Amaru» ha considerato Luciano, che è apparso nella serata nella Mesa Redonda quotidiana della televisione cubana, come accade ogni volta che viene a Cuba, per analizzare con Elsa Claro, una specialista cubana  gli Stati Uniti e le sfide dell’era Trump. E non è certo la prima volta.  
Questo libro sul pensiero politico economico  di Fidel ma che va molto più in là sul suo legato, è stato presentato con Ramón Labañino, uno dei Cinque Eroi cubani che è vice presidente della ANEC, di recente anche in Italia ed è  una bella  edizione della Casa Editrice  Zambon.
Nella sala La Rampa, piena zeppa di studenti medi e universitari, la presentazione di Vasapollo, Labañino e Orlando Borrego  è stata dedicata ai giovani, indicando loro la profondità del pensiero e del legato di Fidel, dell’uomo nuovo, di Che Guevara,  l’umanità del socialismo e che la Rivoluzione è un atto d’amore.   
« Cuba è un paese che resiste da 60 anni nonostante il blocco e le sue poche risorse naturali, perchè il  popolo è legato molto profondamente a questo processo rivoluzionario e lo abbiamo visto nel percorso dalla capitale a Santiago, accompagnando le ceneri di Fidel» ci riferisce Vasapollo.
« Noi staremo qui a L’Avana altri tre giorni, faremo altre presentazioni di libri, dibattiti su Gramsci e Martì, e in particolare in difesa del Venezuela, attaccato e aggredito in maniera terribile per via delle sue infinite ricchezze sotterranee di petrolio.
L’unione e l’integrazione contro il capitalismo e l’imperialismo sono le battaglie che sferriamo oggi al fianco dei paesi progressisti di questo continente oggi, quando tutti noi non siamo fidelisti, siamo Fidel!  E lo diciamo forte e orgogliosi, dappertutto : Yo soy Fidel!»   

Lunedì 22 maggio siamo  partiti per una visita a  Cuba come delegazione in rappresentanza del  Capitolo Italiano della Rete inDifesa dell'Umanità ( in rappresentanza degli intellettuali, associaziomi e organizzazioni aderenti  tra cui CESTES, NUESTRA AMÉRICA, Contropiano e RETE dei COMUNISTI e altr assoc.), invitati ufficialmente da  istituzioni di Governo centrali nazionali cubane per incontri , convegni, seminari, per interscambi attività politico culturali; e per rafforzare la Campagna Internazionale  Contro il Blocco e per dare il nostro modesto contributo alle tante attività di solidarietà militante nella campagna  internazionale contro la  vile aggressione  politica, economica, militare, massmediatica, psicologica dell’imperialismo contro la rivoluzione chavista  del Venezuela.

 La nostra delegazione ufficiale ,   invitata da organismi centrali di governo - in particolare ANEC e ICAP  , ha tenuto moltissimi incontri importanti di alto livello partecipando con un ruolo di relatori principali  al  congresso internazionale dell'Anec  su pianificazione economica e problematiche socio ambientali . Molti lavori di commissioni con strutture ANEC , e altre istituzioni di governo e di rappresentanti di 14 paesi , con fitto interscambio e collaborazione intensa ai programmi ed elaborazioni in tema di processo di pianificazione socio- economica , con importanti continui confronti.

Già nei primissimi giorni non sono certo mancati momenti meravigliosi come a casa di Gerardo e Adriana con la piccola Gemma  e i due splendidi gemelli.

Sono poi continuati  importanti attività anche dopo la chiusura del grande congresso internazionale dell’ANEC su pianificazione economica e problematiche socio ambientali , nel quale abbiamo svolto un ruolo centrale con conferenza anche magistrale e direzioni di commissioni .

Molto emozionante la conferenza sul pensiero di Che Guevara a 50 anni dal suo assassinio , che abbiamo tenuto insieme a Ramon e Orlando Borrego a lungo diretto assessore di Guevara,  al teatro centrale la Rampa dell’Havana con la partecipazione di centinaia di giovani studenti che ci hanno manifestato il loro grande apprezzamento e affetto e con grande impatto televisivo e di stampa .

E poi continui  e sempre molto positivi incontri internazionali anche con intellettuali compagni dell’America Latina a partire dai nostri fratelli venezuelani , boliviani , Nicaragua , Argentina , Santo Domingo etc .

Nel lavoro intenso e proficuo che abbiamo svolto sulle attuali problematiche e molto positivamente dibattute politico economiche sui modelli di pianificazione si è direttamente operato anche in  commissioni con ANEC , e sempre con il vicepresidente e presidente Ramon Labanino Salazar e Oscar Luis.

E' seguita  intensa attività di conferenze; molto partecipata e seguita anche dalla stampa e televisioni cubane la presentazione del libro nell’edizione cubana di Ramon Labañino e Luciano Vasapollo " Yo soy Fidel "  con partecipazione al dibattito di viceministri di governo nazionale , incontri con istituzioni di governo , come con il viceministro Miguel García del Ministero di Finanza , e Roberto Verrier , accompagnati sempre dal profondo storico legame di amicizia fraterna che ci dona momenti di intensa umanità e poi momenti di allegro e stupendo relax con famiglie e  nipotino di Ramon, Fidel Ángel .

La delegazione ha continuato il lavoro politico- culturale con molti incontri bilaterali, con centri studi, istituzioni governative. Si è tenuto un incontro con i vertici del sindacato nazionale cubano- CTC ( Raimundo e Carmen) e un incontro con esponenti della solidarietà internazionalista di Portorico, Venezuela,Palestina del Comitato Internazionale Pace e Libertà.

Abbiamo realizzato molte interviste e in particolare con Granma Internazionale, Juventud Rebelde, Prensa Latina.

Vasapollo ha partecipato alla Mesa Redonda in diretta su Telesur e ha parlato del G7 di Taormina e di politica internazionale in difesa del governo e del popolo rivoluzionario della Venezuela chavista .

Molto intenso , di prospettiva e di fraterna amicizia organizzativa l'incontro della nostra delegazione con Juan Carlos Marsan, vice capo  responsabile  della Relazioni Internazionali del CCPCC,  il Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba .

Approfondita e fortemente  collaborativa la riunione con il ministro dell'Educazione Superiore di Cuba e con il vice Ministro Santin per preparare l'evento di Università 2018 , che si svolgerà il prossimo febbraio.

Molto partecipata e con grande riscontro della stampa e televisioni cubane la presentazione del ministro della cultura Abel Prieto dell' edizione cubana del libro "Gramsci e l'Alba di Nuestra America" con la partecipazione dei  due autori Luciano Vasapollo e Isabel Monal . 

Fraterni incontri di massima sintonia e collaborazione con impostazioni di lavoro politico già a partire dalle prossime settimane con Ali , l'ambasciatore del Venezuela a Cuba,con lCAP , con l'Anec con il ministero della Cultura , con il ministero dell'educazione superiore e continui incontri di grande fratellanza con i Cinque Eroi cubani.

 

Dopo quasi due intense e coinvolgenti settimane di lavoro politico si è conclusa  la nostra stupenda visita  con altre presentazioni di libri al centro studi martiano , con lezioni all’università dell' Avana e firma di protocolli esecutivi fra università e accordi quadro di collaborazione politica e scientifica con ANEC , università dell’Avana , università di Pinar del Río ; con incontri con il ministro della cultura Abel Prieto , con ministro di educazione superiore Saporido e il vice ministro  Santin, con i compagni del comitato centrale del PCC, con la stupenda compagna e sorella Kenia Serrano , con il presidente dell’ICAP Fernando e il vicepresidente Elio, con Ramon e tutti i 5 eroi cubani, con un caloroso incontro e caro  abbraccio con il ministro degli Esteri Bruno , e per concludere grande serata di emozioni con il Comandante della rivoluzione cubana Noriega, 91 anni di gioventù rivoluzionaria .  

Grazie Nuestra  Grande Isla  , grazie al partito , al governo e al popolo cubano per averci offerto questa altra grande occasione di interscambio politico e culturale che continua ad insegnarci il divenire storico del socialismo rivoluzionario .

YO SOY FIDEL TODOS SOMOS FIDEL !!

SOCIALISMO O MUERTE ! VENCEREMOS ! !

LA VICTORIA ES INEVITABLE !!

SEMPRE CON CUBA SOCIALISTA  RIVOLUZIONARIA , A PRESTISSIMO !! 

E grazie a tutti voi per averci seguito con pazienza e siamo certi con passione  rivoluzionaria , grazie a voi tutti per averci accompagnato in questa Intensa , emozionante visita ufficiale  di politica , cultura , tanto lavoro , tanta gioia , e tanto amore per le nostre idee che non moriranno mai !!

FIDEL VIVE , LA LUCHA SIGUE !!!

Viva Cuba  socialista nell’amore rivoluzionario !


 

Intervista all'AntiDiplomatico: "Quello che sta accadendo oggi in Venezuela è una guerra, alimentata da attacchi infami dei grandi potentati della stampa internazionale, che agiscono su ordini precisi di Usa e Unione Europea"

 

«Oggi 1 di maggio annuncio che in base alle mie facoltà presidenziali come Capo dello Stato d’accordo con l’articolo 347 convoco il Potere Costituente Originario affinché la classe operaia e il popolo convochino l’Assemblea Nazionale Costituente», queste le parole di Maduro pronunciate in Avenida Bolivar in occasione delle celebrazioni per la festa dei lavoratori. Nelle prossime ore verrà consegnata al Potere Elettorale la proposta per l’elezione di 500 costituenti.
L’opposizione, responsabile dei tentativi di golpe del 2002, del 2014 e quella attuale è in pieno fermento. Non solo la violenza nelle strade. Si grida al “golpe” con il megafono di tutta la stampa internazionale. Addirittura il presidente del Parlamento Borges ha dichiarato che questo è il momento di “colpire il paese”. Queste dichiarazioni gravissime contro il proprio paese seguono quelle dell’ex presidente Allup, altro leader dell’opposizione, che aveva minacciato due settimane fa “altri morti” nelle manifestazioni. Nelle violenze generate dalle frange più estreme dell’opposizione, nell’ultimo mese sono morte 30 persone, che si vanno a sommare alle 43 uccise nelle cosiddette “Guarimbas”, il tentativo di golpe del 2014.
Abbiamo chiesto al Professor Luciano Vasapollo, delegato del rettore della Sapienza per l’America Latina e Direttore del Centro Studi Cestes (Usb), di aiutarci a comprendere meglio il momento che attraversa il Venezuela con un’intervista telefonica che vi proponiamo.

 

Cosa cambia dopo l’annuncio di Nicolas Maduro di ieri di una nuova Assemblea costituente ed è la mossa giusta per uscire dall’impasse?
Quello che dirò non rappresenta la Sapienza, ma la mia opinione personale. La situazione in Venezuela era divenuta insostenibile. L’attacco di Trump, delle multinazionali del petrolio perfettamente rappresentate oggi da Tillerson nel Dipartimento di Stato Usa, e dell’”internazionale nera” non può che essere definita con un termine: guerra. L’invasione militare non se la possono permettere in questa fase, ma quello che sta accadendo oggi in Venezuela è una guerra, alimentata da attacchi infami dei grandi potentati della stampa internazionale, che agiscono su ordini precisi di Usa e Unione Europea. Non lo dico solo io, del resto, ma è quello che ha espresso nella sua analisi lucida della situazione venezuelana il premio Nobel della pace Esquivel. Una guerra alimentata dai media che ogni giorno ci bombardano di bufale sulla crisi umanitaria nel paese e sulla “repressione del regime” contro i ”manifestanti pacifici”. In Venezuela non c’è nessuna crisi umanitaria e se gli stessi atti di violenza e terrorismo fossero accaduti a Parigi, Roma, Bruxelles e per non citare una città degli Stati Uniti avremmo avuto una repressione migliaia di volte superiore a quella pacata e lungimirante dell’esercito e della polizia bolivariana.
 
Cosa cambia ora con l’annuncio di Nicolas Maduro?
Per comprendere il passaggio annunciato dal Presidente è necessario fare una premessa. Meglio di me, l’ha fatta sempre in questi giorni l’ex presidente dell’Uruguay in un’intervista che so avete tradotto come AntiDiplomatico. Quello che mi spaventa di più del Venezuela è l'opposizione, o una gran parte di essa. Credo che ci sia un clima di radicalizzazione che si è trasformata in irrazionale e che nel lungo periodo finisca per favorire la destra. Questo è molto pericoloso dato che c'è Trump negli Stati Uniti. Siamo ormai abituati alla retorica della difesa della democrazia, dei diritti umani, contro le armi di distruzione di massa. E dopo arriva sempre il terribile intervento armato degli Stati Uniti. Il peggio che possiamo fare come latinoamericani è fare da sponda all'interventismo. La radicalizzazione e quello che sta facendo Almagro nell'OSA è un pericolo, non solo per il Venezuela, ma per tutto il continente"
Ecco in questa situazione in cui la destra non solo si pone come sponda dell’interventismo, paralizzando il paese e lavorare solo perché il Venezuela sprofondi in una crisi per giustificare l’intervento umanitario bisognava agire e il presidente Maduro ha scelto la via più democratica e sensata possibile: ritornare al popolo.

 

Convocare il popolo per una nuova assemblea costituente che nel rispetto dei capisaldi e dei poteri della Costituzione del 1999 di un gigante della storia come Hugo Chavez sappia dare una soluzione all’impasse politico e sociale del paese.
Una lezione di democrazia popolare annunciata il giorno della festa dei lavoratori di fronte a milioni di persone. Una lezione, come la celebrazione del primo maggio a Cuba.

 

Perché il presidente del Venezuela è arrivato a questa scelta?
Per rispondere voglio prendere a riferimento le parole di Papa Francesco che di ritorno dalla visita di Cuba ha chiaramente fatto capire come l’impasse del dialogo sia dovuta ad un’opposizione divisa. Sono mesi che il governo Maduro chiama l’opposizione al dialogo, mediato da Unasur e Vaticano con quattro ex presidenti ibero-americani. Non solo non hanno risposto, se non una minima parte moderata. Non solo hanno paralizzato il Parlamento, non accettando le decisioni della Corte suprema sull’ineleggibilità per frode accertata di tre parlamentari e non ratificando riforme economiche con l’obiettivo dichiarato di far sprofondare il paese nel caos. Non solo dopo il colpo di stato del 2002 e il tentativo di golpe del 2014 hanno scelto la via della violenza e del terrorismo. Non solo tutto questo. Ma ora, come ha espressamente dichiarato Capriles, non hanno rispetto neanche delle dichiarazioni di Papa Francesco. Con un’opposizione del genere e in un clima di guerra indotta dall’esterno, che fare? Richiamare il popolo in una nuova assemblea costituente. Nell’Assemblea non saranno rappresentati il Psuv o gli altri partiti, ma sindacati, associazioni di imprese, i pensionati, l’esercito e tutte le altre componenti della società. All’interno ci sono diverse idee e riferimenti culturali. Ma saranno loro, il popolo, a scegliere la via per uscire da quest’impasse.
 

 

Degli Stati Uniti abbiamo detto. Come giudica il comportamento dell’Europa in questa guerra contro il Venezuela?
Proprio 4 giorni fa ero a Bruxelles per solidarizzare contro il bloqueo a Cuba e denunciare il vergognoso attacco che sta subendo il Venezuela. Bene, mentre su Cuba ho trovato solidarietà anche dalla cosidetta “sinistra moderata”, sul Venezuela quella anche “radicale” ha un atteggiamento influenzato dalle idiozie che scrivono i giornali. La settimana scorsa il Parlamento europeo ha approvato una vergognosa risoluzione d’ingerenza contro il governo di Caracas. L’Europa si è macchiata dell’ennesima vergogna con 450 voti a favore e soli 35 contro. Nei 450 c’erano il Pd europeo nelle sue varie sfaccettature, figli degli interessi dell’oligarchie. Il dato poi è di 100 astenuti. 100 Ponzio Pilato, molti della “sinistra radicale”, che fanno ancora più male in una fase come questa.
 
Cosa si aspetta dalla riunione della Celac convocata d’emergenza dal Venezuela e che si riunirà oggi a El Salvador?
Celac è oggi il livello più alto di rappresentanza possibile dell’America Latina. Sia perché all’interno, al contrario dell’Osa, non ci sono Stati Uniti e Canada a dettare la linea, sia per la presenza di Cuba. L’OSA di Almagro è divenuto lo strumento di ingerenza principale contro il Venezuela. Dopo il “golpe interno” contro la presidenza della Bolivia per imporre arbitrariamente una risoluzione contro il governo Maduro e dopo che Almagro si è trasformato nel prossimo candidato della destra veenezuelana nelle prossime elezioni, bene ha fatto la ministra degli esteri Delcy ad annunciare il ritiro e convocare la Celac, l’unico organismo rappresentativo del continente. 

 

da http://www.lantidiplomatico.it

 

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-luciano_vasapollo_sul_venezuela_con_una_destra_che_non_ha_rispetto_nemmeno_del_papa_dal_presidente_maduro_una_lezione_di_democrazia_popolare/5496_19942/

 

L'Ambasciatore del Venezuela Julian Isaias Rodriguez: “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta sul nostro paese”

Sala affollata, oltre 100 persone alla Sapienza, in un’importantissima giornata di corretta informazione  e divulgazione scientifica in un luogo, l’Università, adibito a questo, anche se troppo spesso lo dimentica.  


Durante il seminario internazionale nell'ambito del corso di Storia dell'America Latina e in occasione della presentazione del libro "Tempesta perfetta", in cui hanno preso la parola anche Militant e il Collettivo Noi Restiamo,  il prof. Luciano Vasapollo ha ricordato lunedì pomeriggio come la "guerra inter-imperialista" che sta attaccando in modo "vergognoso la Siria" su "notizie false".
 
A proposito di guerra di propaganda, il caso del Venezuela assume oggi un ruolo preponderante. "Non si tratta solo di guerra mass-mediatica, ma anche economica, psicologica e militare", ha proseguito il Professore. "Si attacca il Venezuela perché significa petrolio. Si attacca il Venezuela che, con  l'Alba, significa pace mondiale attraverso l'autodeterminazione dei popoli. Autodeterminazione che è e non può essere contemporaneamente economica, culturale e politica."
 
Per Vasapollo questo "è il momento più delicato. La Repubblica bolivariana è sempre stata attaccata dall'inizio della vittoria di Chavez. Ricordo subito dopo le elezioni di Maduro come le destre fasciste e oligarchiche non le abbiano accettate e in pochi mesi ci sono stati 43 morti sulla coscienza di mercenari e oligarchie internazionali. Alcuni giorni fa è morto un ragazzo di 19 anni e i responsabili sono sempre gli stessi."

E' un attacco totale. "In Ecuador ancora non riconoscono la sconfitta, il colpo di stato morbido contro Dilma in Brasile, il blocco contro Cuba..." - e l'Italia, a livello mediatico e politico conclude Vasapollo, gioca il ruolo di chi vuole destabilizzare e distruggere non dialogare.
 
Al seminario ha preso la parola anche l'Ambasciatore della Repubblica bolivariana del Venezuela, Julian Isaias Rodriguez, che, in relazione agli ultimi avvenimenti internazionali, ha ricordato come le"Organizzazioni internazionali, su tutte le Nazioni Unite, non prendono posizione e quindi non esistono."
 
Per il caso del Venezuela, l'organizzazione che più attacca la sovranità del paese è l'OSA.  "L'Osa ha condotto un'azione illegittima che cerca di interferire negli affari interni del Venezuela", ha affermato l'ambasciatore ricordando come l'organizzazione sia stata creata nel 1948 divenendo presto strumento di ingerenza degli Stati Uniti varie volte nella storia dell'America Latina: "il colpo di stato in Guatemala 1954, l’espulsione di Cuba 1962, il colpo di stato contro la Repubblica Domenicana del 1963, il colpo di stato in Brasile nel 1964, il colpo di stato del Cile nel 1973, Granada 1983, la destabilizzazione del Nicaragua nel 1985, di Panama nel 1989, i colpi di stato in Venezuela, Haiti, Honduras, Paraguay, 2002, 2005, 2009 e 2012". E oggi di nuovo contro il Venezuela:  "Questa organizzazione regionale agisce contro le nostre sovranità, contro le nostre tendenze politiche nonostante l'art. 19 stabilisca che nessun stato o gruppo di stati ha il diritto di intervenire in modo diretto e indiretto negli affari interni ed esterni di un altro stato".
 
Nel caso del Venezuela, ha precisato l&#

39;Ambasciatore, si tratta di una strategia che mira ad " un intervento sulla base dell'applicazione della Carta democratica sulla presunzione che si tratti di uno Stato fallito, immerso in una grave crisi umanitaria. A gran voce Usa e Canada invocano la Carta democratica Osa contro di noi. Ma in nessuna pagina web o documento compare che loro stessi l'abbiano firmata, e quindi non possono invocarla", ha proseguito.
 
Un riferimento dell’Ambasciatore anche al Segretario Generale dell'organizzazione, Almagro, che più di tutti cerca di mobilitare il Consiglio permanente contro il Venezuela, “anche se l'art.17 della Carta stabilisce che l'Osa possa agire nel caso in cui il governo dello Stato membro ritenga che il processo democratico sia in pericolo. Cosa che non è accaduta, non accade e non accadrà mai in Venezuela”.
  
"La situazione in questo momento per gli alleati degli Stati Uniti è disperata perché non hanno un popolo che li sostiene. Per questo hanno scelto la violenza nelle città più importanti, distruggendo mezzi di comunicazione, edifici dell'amministrazione, della giustizia e servizi sociali.". E poi una notizia che chiaramente Repubblica e gli altri giornali non hanno riportato nelle ore scorse:  "4 manifestanti violenti sono stati arrestati e hanno confessato agli investigatori di essere stati pagati da Voluntad Popular per agire in violazione della distruzione dei servizi pubblici del paese. Hanno segnalato che il contratto stipulato sia di 300 dollari per ogni giorno di vandalismo." Ma, prosegue, “in Venezuela non ci sono dollari. E’ la testimonianza più palese dell’aggressione nord-americana contro il nostro paese”.
 
E la conclusione sulla Costituzione del Venezuela. "Dei cinque poteri pubblici, l'opposizione ne controlla una, il Parlamento in una repubblica presidenziale. E con questa ha cercato di portare avanti una politica di caos e destabilizzazione." Ma, prosegue l'Ambasciatore, "il Venezuela non è né il Brasile e il Paraguay. Si ha una coscienza politica molto alta che ci può permettere di resistere come Cuba in questi anni. Il Venezuela ha l'autorità nel sistema inter-americano, nel resto dell'America Latina e nei consessi internazionali. Per questo non sono riusciti ad ottenere l'applicazione della Carta democratica non avendo raggiunto il quorum necessario, anche se sostenevano di avere la maggioranza già nel 2016. I paesi che attentano alla sovranità del Venezuela si sono resi del ruolo triste svolto e alcuni stanno ritirando l’appoggio. Oggi è la notizia del Guatemala e in tale direzione vanno anche altri stati che fanno parte di PetroCaribe. "

Questo, prosegue l’Ambasciatore, contribuisce ad aggravare la disperazione interna da parte dell'opposizione. Questo è il motivo delle manifestazioni alimentate dai media che portano avanti la guerra mediatica in tutto il mondo. “Come paese abbiamo poche possibilità di poter dare l'informazione corretta”. Ieri alla Sapienza è stato un raro esempio.
 
A questo si è aggiunta la disperazione dopo la vittoria della Revolucion ciudadana che "ha messo fine a questa storia che le rivoluzioni progressiste erano finite in America Latina. Sono più vive che mai. La sovranità popolare ha una coscienza elevatissima in America Latina, anche in quei paesi, come Paraguay e Brasile, dove sono stati compiuti colpi di stato."  L'America Latina sta facendo la sua parte. E l'Europa? 

La Redazione

 

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