Da Sud a Sud

Italexit. Verso un'area euromediterranea: apriamo il dibattito

Rete dei Comunisti

Italexit. Verso un'area euromediterranea: apriamo il dibattito

La Rete dei Comunisti organizza l'incontro con Luciano Vasapollo"ITALEXIT. Verso un'area mediterranea"Perché è necessaria la rottura dell'Unione EuropeaGiovedì 21 giugno, CAM Garibaldi, Corso Garibald...

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La questione curda è raggiungere la democrazia in Turchia

di Deniz Yurt

La questione curda è raggiungere la democrazia in Turchia

Ha risposto alle domande di Ahval dal carcere di massima sicurezza tramite il suo avvocato. Lei è stata co-Presidente dell’HDP in occasione delle storiche vittorie elettorali del 2015 e degli arresti ...

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Geraldina Colotti intervista il Prof. Luciano Vasapollo: "Il riformismo di maniera è morto, la sinistra storica è morta. Il rilancio passa solo dalla rottura delle gabbie Ue e euro"

Antidiplomatico

Geraldina Colotti intervista il Prof. Luciano Vasapollo: "Il riformismo di maniera è morto, la sinistra storica è morta. Il rilancio passa solo dalla rottura delle gabbie Ue e euro"

 Per l’uscita del suo ultimo libro – Chávez presente! La resistenza eroica della rivoluzione bolivariana, Edizioni Efesto – abbiamo intervistato Luciano Vasapollo, professore di Politica Economica all...

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Migliaia di persone hanno manifestato a Londra contro la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Donald Trump non è il benvenuto!”, hanno scandito i manifestanti lungo Oxford Street e Trafalgar Square.

Ieri in centinaia si erano radunati davanti alla residenza dell’ambasciatore statunitense, a Regent’s Park, dove Trump risiederà durante la sua visita londinese.

Per quasi due ore migliaia di dimostranti (100mila secondo gli organizzatori), muniti di pentole, fischietti e megafoni, hanno fatto più rumore possibile per denunciare le politiche di Trump su corsa al riarmo, persecuzione degli immigrati e disdetta degli accordi sul clima. “Quanti bambini hai messo in una gabbia oggi?”, hanno gridato, facendo riferimento ai bambini detenuti dalle autorità americane al confine con il Messico. “Questo è uno degli uomini più pericolosi del pianeta”, ha detto Sara Jones, attivista contro le armi nucleari, denunciando il ritiro Usa dall’accordo sul nucleare iraniano. “Sta minando alle fondamenta la cultura, le regole e le leggi” degli Stati Uniti, ha deplorato Calah Singleton, una scrittrice americana di 28 anni che vive a Londra.

Intorno alla visita di Trump c’era molto nervosismo negli apparati di sicurezza e nella polizia londinese che era arrivata a vietare l’uso di un palco con amplificazione nella manifestazione di protesta. Gli organizzatori della manifestazione Stop Trump avevano denunciato che improvvisamente era stato negato il permesso due giorni prima della loro protesta “pacifica e popolaree”, una mossa senza precedenti in tutte le manifestazioni a cui avevano precedentemente preso parte .

Trump non si è smentito in questa visita in Gran Bretagna, attaccando duramente il sindaco di Londra perché non aveva fatto rimuovere il gigantesco pallone gonfiabile con le fattezze di Trump a rappresentare un bambino capriccioso. “Non è mio compito essere un censore e giudicare il buon gusto” ha replicato il sindaco di Londra Sadik Khan, “Non intendo mancare di rispetto a Trump, ma l’idea che io debba fermare” il pallone fatto volare su Londra che rappresenta il presidente Usa Donald Trump come un neonato con il pannolino, “perché potrebbe offenderlo, e in questo modo limitare i diritti delle persone a protestare quando non vi è un pericolo alla sicurezza, causerebbe sconcerto”.

 

Conferenza con Vasapollo - Rete dei Comunisti- a Milano per presentare anche l’importante aggiornamento político económico vi nell’inchiesta sull’ipotesi di Italexit che sta conducendo in questi mesi la piattaforma Eurostop, ed iniziata a suo tempo con “PIIGS: il risveglio dei maiali”, come strumento di battaglia politica contro le ipotesi della sinistra liberal riformista sempre piu ‘ nelle sabbie mobili dell ‘ eurocentrismo.

Lo scorso giovedì 21, si è tenuta a Milano l’iniziativa dal titolo “Italexit. Verso un’area euro-mediterranea”, della Rete dei Comunisti con Luciano Vasapollo.
Poche ore prima dell’iniziativa, Vasapollo è comparso in diretta mondiale sulla rete venezolana Telesur, dove gli è stato chiesto e ha avuto la possibilità di chiarire la situazione politica italiana e le caratteristiche fortemente reazionarie e antipopolari dell’attuale governo. Oltre a ribadire la solidarietà forte verso la rivoluzione bolivariana e gli enormi sforzi di resistenza agli attacchi dell’imperialismo statunitense ed europeo dimostrati dai risultati delle ultime elezioni venezolane, c’è stato anche spazio per parlare di quanto si sta muovendo nel nostro paese: segnali di convergenza e di organizzazione che vanno emergendo fra le forze indipendenti, autonome e di classe, politiche e del sindacalismo di classe. Si è citata la grande e riuscita manifestazione contro il governo organizzata a Roma il 16 giugno dall’Unione sindacale di base per rompere i vincoli dell’UE e combattere le diseguaglianze sociali, che ha visto l’appoggio di diverse forze politiche fra cui Potere al popolo e aperta dallo striscione programmatico “prima gli sfruttati”; la rabbia e la determinazione alla lotta che l’omicidio dell’attivista sindacale Soumalia Sacko, ammazzato a colpi di fucile nella campagne della Calabria, che ha portato alla convocazione di due manifestazioni dei braccianti al sud e dei facchini della logistica a Piacenza il sabato 23 contro ogni sfruttamento, il lavoro nero, la repressione.
Un’iniziativa quella sull’Italexit importante per noi su un tema non scontato e oggi più che mai attuale. Nell’introduzione abbiamo chiarito i due principali motivi che ci hanno spinto ad affrontarlo in una città come Milano. Gli avvenimenti che hanno portato alla formazione dell’attuale governo, con i due partiti “populisti” che hanno cavalcato i sentimenti anti-austerity di una popolazione colpita in maniera sempre più forte dalla crisi e dalle politiche di classe dei governi e dell’Unione Europea, hanno dimostrato la velleità delle loro promesse, e l’impossibilità di opporsi alla UE senza una posizione chiara, popolare e democratica di rottura dei suoi equilibri. Questa costatazione, unita al ruolo che Milano ha nel quadro nazionale, come metropoli “a misura di capitale” e che punta con forza a rimanere agganciata al nucleo duro continentale a costo di mettere in campo una vera e propria Milanexit, ci hanno reso evidente la necessità di aprire il dibattito sulla nostra ipotesi di Italexit costruita da anni di lavoro di analisi condotta sulla formazione del polo imperialista europeo, e di lavoro politico che ci ha portato convintamente insieme ad altri soggetti politici e all’USB alla costruzione della piattaforma Eurostop.
Una iniziativa molto partecipata, che ha visto la presenza e anche un interessante dibattito nel merito delle questioni, da parte di militanti sindacali, attivisti politici e giovani compagni. Vasapollo nell’esposizione e nelle risposte alla domande ha chiarito la necessità della rottura dell’UE per aprire delle prospettive per le classi popolari dei paesi mediterranei, e messo al centro la necessità di avere un’idea guida, ambiziosa ma realistica perché nell’oggettività dei rapporti economici e produttivi internazionali e di classe, che per noi è un’area euro-afro-mediterranea. Un’ipotesi che ha tratto ispirazione da quanto fatto proprio in America latina con la creazione dell’ALBA, e che rappresenta per un’ipotesi internazionalista di appoggio, collaborazione e unità delle classi lavoratrici dei paesi sud europei e nordafricani, uno spazio economico e politico che si può aprire dalla rottura della gabbia dell’Unione Europea e della Nato.
Vasapollo ha ricordato anche l’importante aggiornamento nell’inchiesta sull’ipotesi di Italexit che sta conducendo in questi mesi la piattaforma Eurostop, ed iniziata a suo tempo con “PIIGS: il risveglio dei maiali”, come strumento di battaglia politica all’interno di una sinistra storica che in Italia spesso arenata nelle sabbie mobili dei parametri liberali ed europeisti.

La Rete dei Comunisti organizza l'incontro con Luciano Vasapollo
"ITALEXIT. Verso un'area mediterranea"
Perché è necessaria la rottura dell'Unione Europea

Giovedì 21 giugno, CAM Garibaldi, Corso Garibaldi 27 - Milano

Introduce Davide Bonfante (Rete dei Comunisti Milano)

www.retedeicomunisti.org
www.contropiano.org

[Luciano Vasapollo è autore o coautore di diverse pubblicazioni fra cui "Piigs: il risveglio dei maiali", "Che Guevara economista", "Trattato di economia applicata. Analisi critica della mondializzazione capitalista", "Chavez presente!"]

La prospettiva dell’Italexit, cioè di una fuoriuscita unilaterale del nostro paese dagli apparati del vincolo esterno come Unione Europea, Eurozona e Nato, necessita ormai di essere declinata con indicazioni sempre meno allusive e sempre più credibili.

Dai risultati delle elezioni italiane, così come dai referendum di diversa natura con cui i popoli europei si sono pronunciati negli ultimi anni, emerge sempre più chiaramente una diffusa ostilità nei confronti dell’Unione Europea, mentre nei ristretti circoli dell’ establishment si lavora per un inasprismento dei suoi meccanismi e non tramontano le ipotesi di un’ Europa a due velocità.

E' arrivato per noi il momento di discutere di una prospettiva di ITALEXIT popolare e di classe e di farlo anche nella città agganciata al "nucleo duro" dell'UE e che incarna una visione di Italia a due velocità.

Una città, Milano, sempre più orientata a rappresentare a tal punto gli interessi nazionali e internazionali della borghesia e delle elite finanziarie da far dire al sindaco Sala, già amministratore delegato di EXPO, che Milano, in assenza di risposte, si rivolgera’ direttamente all’Europa per continuare ad attrarre il mondo della finanza e delle imprese.

La nostra prospettiva di ITALEXIT scaturisce dalla constatazione dell’irriformabilità in senso democratico e progressista dell’attuale Unione Europea. Non è infatti pensabile che in un progetto del capitale, voluto dal capitale e guidato dal capitale ci siano gli spazi per il miglioramento delle condizioni delle classi popolari.

Ha risposto alle domande di Ahval dal carcere di massima sicurezza tramite il suo avvocato.
Lei è stata co-Presidente dell’HDP in occasione delle storiche vittorie elettorali del 2015 e degli arresti che sono seguiti. Come considera l’evoluzione dell’HDP dopo questo periodo difficile?
“Negli ultimi tre anni l’HDP ha superato innumerevoli processi. Abbiamo vissuto vittorie e anche attacchi, carenze e dolore crescente. Ma una cosa è rimasta vera; nonostante manchevolezze e errori, l’unico partito che poteva superare un periodo così arduo è l’HDP. Abbiamo respinto politiche cicliche e ci siamo invece concentrati su politiche strategiche.

“Il principio centrale dell’HDP è stato e continuerà a essere il sostegno per una patria condivisa e la nostra strategia continuerà a essere quella si seguire il repubblicanesimo democratico che garantisce diritti a tutti i popoli. Non c’è nessun altro partito che possa sostenere questa strategia per il futuro della Turchia.”

“Se guardiamo a altri partiti di opposizione in Parlamento, invece di produrre alternative al regime di un solo partito in cui viviamo, stanno disperatamente cercando di restare in Parlamento.”
“Ci sono state campagne mirate a prendere il posto dell’HDP, quando sono stati costituiti nuovi partiti e è stata creata un’opposizione nuova, amichevole per mantenere una sciarada di opposizione e attenuare gli spigoli del fascismo in questo Paese.”

“Dato che il principio fondativo dell’HDP non è di centralizzazione, è un partito più versatile, resiliente. Di fronte a un regime che rifiuta di considerare alternative, che inietta odio e divisioni nel suo popolo e a fronte di un’opposizione in crisi, l’HDP è pronto a organizzarsi intorno ai valori democratici radicali e a assumere il ruolo di principale opposizione in Turchia.”

Un ex deputato HDP ha detto che il ruolo di leadership lasciato dal suo co-leader in carcere Selahattin Demirtaş non può essere assunto da un turco. Qualcuno a sinistra ha criticato l’HDP per il fatto di scivolare verso vecchie politiche identitarie. Cosa ne pensa?

“Certamente uno degli obiettivi dell’HDP è di risolvere la questione curda e di garantire che vengano riconosciute le identità collettive. Tuttavia la realtà che alcuni rifiutano di vedere è che la questione curda non è limitata a una questione di identità.”

“La questione curda è completamente un fatto di raggiungere e istituzionalizzare la democrazia in Turchia. E il fatto è che l’HDP chiede libertà non solo per coloro che hanno un’identità curda, ma anche per persone con altri sistemi di fede i cui diritti collettivi vengono negati, i cui diritti come cittadini alla pari non sono riconosciuti.”

“L’HDP difende l’idea che possiamo unirci tutti senza cancellare le nostre differenze, assimilare o essere costretti nello stesso stampo.”

Il governo del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) è in declino?

“Nessun regime autoritario finisce da sé. Il governo può vacillare e declinare gradualmente, ma se l’opposizione non ha istituzionalizzato e sviluppato il proprio piano di azione politica, se non c’è nessuna forza che combatte in modo efficace il governo incombente, allora non si può dire che il regime è finito.”

“L’AKP ha perso molto terreno. Negli ultimi anni, la lotta per le libertà democratiche, il movimento curdo, il movimento delle donne, il movimento di Gezi e le sue propaggini nazionali hanno tutti portato alla luce uno spirito di attivismo in tutto il Paese.”

“Questi fattori hanno contribuito dal declino dell’AKP. Il Presidente (Recep Tayyip) Erdoğan e il suo partito hanno provato di essere incapaci di produrre qualsiasi crescita economica, sociale o politica. Ma in un caso classico di un regime autoritario che mantiene la presa sul potere, l’AKP e Erdoğan sono in grado di mantenere la loro posizione attraverso la guerra e l’uso della forza. Questa strategia sicuramente poterà la società al collasso, ma le forze al potere continuano.”

“Se la sinistra politica non è in grado di unire le forze antifasciste sotto un ombrello ampio, non sono capaci di andare oltre i loro punti di discussione politici e di assumersi dei rischi, e specialmente se non è in grado di costruire una relazione con l’HDP, allora o commetterà il peccato di essere un astante storico, o diventerà un partner nel portare al collasso della società.”
Quali effetti avrà l’operazione turca a Afrin sul Paese e sulla regione?

“Prendendo di mira le forze più efficaci contro ISIS nel nord della Siria, in particolare il popolo curdo, questa operazione continuerà a destabilizzare la regione e renderà i confini della Turchia più deboli e meno sicuri.”

“Chiunque abbia buon senso si rende conto del pericolo in chi riempirà il vuoto lasciato dalle Forze Siriane Democratiche (FSD) e dalle Unità di Difesa del Popolo (YPG), e in particolare dal Congresso del Popolo della Siria del Nord. L’operazione di Afrin crea uno spazio per elementi di ISIS e al Qaeda per conquistare terreno all’interno dei nostri confini.”

“L’esercito turco ha bombardato Afrin senza distinguere tra militari e civili e ha ucciso bambini e persone anziane,curdi e arabi, e persone di tutte le origini etniche e convinzioni religiose. Per giorni il governo ha cercato di provare che Afrin stava proteggendo terroristi, ma le prove che hanno presentato non hanno la minima credibilità.”

Cosa pensa delle elezioni presidenziali turche del 2019?

“La Turchia non può tenere elezioni sane se non mobilitiamo la lotta per togliere lo stato di emergenza, mettere fine alla guerra e alla censure e alle restrizioni nei confronti di organizzazioni politiche.

“L’HDP è aperto a mettere in campo un candidato comune con altri gruppi di opposizione, purché concordiamo su obiettivi e valori condivisi. Il candidato ideale sarebbe qualcuno che difenda la pace, lasciandosi alle spalle l’attuale status quo divisivo. E soprattutto sarebbe un leader che attribuisce potere al popolo piuttosto che concentrare la forza nelle sue mani. Non vogliamo sostituire Erdoğan con un altro regime di un-solo-uomo o di una-sola-donna.”

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