Da Sud a Sud

Italexit. Verso un'area euromediterranea: apriamo il dibattito

Rete dei Comunisti

Italexit. Verso un'area euromediterranea: apriamo il dibattito

La Rete dei Comunisti organizza l'incontro con Luciano Vasapollo"ITALEXIT. Verso un'area mediterranea"Perché è necessaria la rottura dell'Unione EuropeaGiovedì 21 giugno, CAM Garibaldi, Corso Garibald...

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La questione curda è raggiungere la democrazia in Turchia

di Deniz Yurt

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Ha risposto alle domande di Ahval dal carcere di massima sicurezza tramite il suo avvocato. Lei è stata co-Presidente dell’HDP in occasione delle storiche vittorie elettorali del 2015 e degli arresti ...

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Geraldina Colotti intervista il Prof. Luciano Vasapollo: "Il riformismo di maniera è morto, la sinistra storica è morta. Il rilancio passa solo dalla rottura delle gabbie Ue e euro"

Antidiplomatico

Geraldina Colotti intervista il Prof. Luciano Vasapollo: "Il riformismo di maniera è morto, la sinistra storica è morta. Il rilancio passa solo dalla rottura delle gabbie Ue e euro"

 Per l’uscita del suo ultimo libro – Chávez presente! La resistenza eroica della rivoluzione bolivariana, Edizioni Efesto – abbiamo intervistato Luciano Vasapollo, professore di Politica Economica all...

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21maggio Conferenza a Milano con Vasapollo - Rete dei Comunisti-

 

Conferenza con Vasapollo - Rete dei Comunisti- a Milano per presentare anche l’importante aggiornamento político económico vi nell’inchiesta sull’ipotesi di Italexit che sta conducendo in questi mesi la piattaforma Eurostop, ed iniziata a suo tempo con “PIIGS: il risveglio dei maiali”, come strumento di battaglia politica contro le ipotesi della sinistra liberal riformista sempre piu ‘ nelle sabbie mobili dell ‘ eurocentrismo.

Lo scorso giovedì 21, si è tenuta a Milano l’iniziativa dal titolo “Italexit. Verso un’area euro-mediterranea”, della Rete dei Comunisti con Luciano Vasapollo.
Poche ore prima dell’iniziativa, Vasapollo è comparso in diretta mondiale sulla rete venezolana Telesur, dove gli è stato chiesto e ha avuto la possibilità di chiarire la situazione politica italiana e le caratteristiche fortemente reazionarie e antipopolari dell’attuale governo. Oltre a ribadire la solidarietà forte verso la rivoluzione bolivariana e gli enormi sforzi di resistenza agli attacchi dell’imperialismo statunitense ed europeo dimostrati dai risultati delle ultime elezioni venezolane, c’è stato anche spazio per parlare di quanto si sta muovendo nel nostro paese: segnali di convergenza e di organizzazione che vanno emergendo fra le forze indipendenti, autonome e di classe, politiche e del sindacalismo di classe. Si è citata la grande e riuscita manifestazione contro il governo organizzata a Roma il 16 giugno dall’Unione sindacale di base per rompere i vincoli dell’UE e combattere le diseguaglianze sociali, che ha visto l’appoggio di diverse forze politiche fra cui Potere al popolo e aperta dallo striscione programmatico “prima gli sfruttati”; la rabbia e la determinazione alla lotta che l’omicidio dell’attivista sindacale Soumalia Sacko, ammazzato a colpi di fucile nella campagne della Calabria, che ha portato alla convocazione di due manifestazioni dei braccianti al sud e dei facchini della logistica a Piacenza il sabato 23 contro ogni sfruttamento, il lavoro nero, la repressione.
Un’iniziativa quella sull’Italexit importante per noi su un tema non scontato e oggi più che mai attuale. Nell’introduzione abbiamo chiarito i due principali motivi che ci hanno spinto ad affrontarlo in una città come Milano. Gli avvenimenti che hanno portato alla formazione dell’attuale governo, con i due partiti “populisti” che hanno cavalcato i sentimenti anti-austerity di una popolazione colpita in maniera sempre più forte dalla crisi e dalle politiche di classe dei governi e dell’Unione Europea, hanno dimostrato la velleità delle loro promesse, e l’impossibilità di opporsi alla UE senza una posizione chiara, popolare e democratica di rottura dei suoi equilibri. Questa costatazione, unita al ruolo che Milano ha nel quadro nazionale, come metropoli “a misura di capitale” e che punta con forza a rimanere agganciata al nucleo duro continentale a costo di mettere in campo una vera e propria Milanexit, ci hanno reso evidente la necessità di aprire il dibattito sulla nostra ipotesi di Italexit costruita da anni di lavoro di analisi condotta sulla formazione del polo imperialista europeo, e di lavoro politico che ci ha portato convintamente insieme ad altri soggetti politici e all’USB alla costruzione della piattaforma Eurostop.
Una iniziativa molto partecipata, che ha visto la presenza e anche un interessante dibattito nel merito delle questioni, da parte di militanti sindacali, attivisti politici e giovani compagni. Vasapollo nell’esposizione e nelle risposte alla domande ha chiarito la necessità della rottura dell’UE per aprire delle prospettive per le classi popolari dei paesi mediterranei, e messo al centro la necessità di avere un’idea guida, ambiziosa ma realistica perché nell’oggettività dei rapporti economici e produttivi internazionali e di classe, che per noi è un’area euro-afro-mediterranea. Un’ipotesi che ha tratto ispirazione da quanto fatto proprio in America latina con la creazione dell’ALBA, e che rappresenta per un’ipotesi internazionalista di appoggio, collaborazione e unità delle classi lavoratrici dei paesi sud europei e nordafricani, uno spazio economico e politico che si può aprire dalla rottura della gabbia dell’Unione Europea e della Nato.
Vasapollo ha ricordato anche l’importante aggiornamento nell’inchiesta sull’ipotesi di Italexit che sta conducendo in questi mesi la piattaforma Eurostop, ed iniziata a suo tempo con “PIIGS: il risveglio dei maiali”, come strumento di battaglia politica all’interno di una sinistra storica che in Italia spesso arenata nelle sabbie mobili dei parametri liberali ed europeisti.

Realizzazione: Natura Avventura

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