Roma 23 aprile: 'La Grande Fabbrica. Dalla catena di montaggio alla catena del valore'

  CESTES

Inchiesta su lavoro impresa e salari in Italia e in Europa

23 Aprile 2017 ore 10 - Roma, Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50/A Il Centro Studi CESTES ha portato a compimento un primo step di analisi sulla trasformazione del sistema produttivo italiano inserito nel contesto europeo, sulle ricadute che essa produce in termini oggettivi e soggettivi sui lavoratori. Si tratta di un’inchiesta che, basandosi su dati scientifici, può darci il modo di comprendere le prospettive dei settori di classe più direttamente legati alle dinamiche della competizione internazionale.

La crisi, come sappiamo non trova vie d’uscita; le prospettive vanno tutte nel senso del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro per i lavoratori del nostro paese e non solo, con l’aumento oggettivo della frammentazione produttiva e sociale, con l’indurimento ulteriore dei rapporti di lavoro.

Per costruire un intervento sindacale che affronti in modo organico le caratteristiche della fase è necessario comprendere quale ruolo è assegnato all’Italia dall’Europa Unita, che colloca il nostro paese nella fascia dei cosiddetti PIGS, costringendola a politiche di austerità, di privatizzazioni, di liquidazione della parti migliori del sistema produttivo con le delocalizzazioni e la cessione di importanti imprese a multinazionali estere.

 

Dopo anni di teorizzazioni sulla fine del lavoro, sulla scomparsa del lavoro manuale, degli operai e della fabbrica, questa inchiesta riporta al centro i termini oggettivi della situazione, mostrando come non solo l’Italia continui ad essere il secondo paese manifatturiero d’Europa, con un numero di addetti alla produzione inferiore di poco alla Germania, ma come l’area del lavoro operaio si sia espanso nell’ambito dei servizi all’impresa.

 

Nella circolazione delle merci con l’espansione della logistica fino ad arrivare alla loro distribuzione e vendita, là dove si realizza alla fine il profitto, con un processo d’integrazione di questi settori economici che spinge alla omogeneizzazione delle caratteristiche del lavoro, sempre più precarizzato e ricattato, fino ad arrivare a forme servili sempre più pesanti e infami.

 

Tali infatti sono i rapporti di lavoro che registriamo in agricoltura, nella logistica, nella grande distribuzione organizzata, dove alle figure operaie classiche si aggiungono i nuovi settori di classe: gli immigrati nelle campagne e nelle cooperative che lavorano per le grandi imprese di circolazione delle merci, i giovani costretti al lavoro gratuito al servizio delle multinazionali.

 

Questa condizione di attacco ai lavoratori però non riguarda solamente questa frazione di classe sopra menzionata. L’inasprimento della crisi, i venti di guerra, l’attacco ai contratti, l’apparato di controllo sociale, come dimostrano i recenti fermi e schedature, anche dei lavoratori che manifestano nelle piazze, riguardano tutti e necessitano di un approccio qualitativamente diverso alle vicende sindacali.

 

Questa fotografia permette di cogliere gli elementi essenziali della nuova composizione di classe, i settori di crescita maggiore e sviluppo che rimandano alla produzione manifatturiera, al commercio, alla logistica e al bracciantato in agricoltura, in una parola ai luoghi dove si produce valore e a quelli dove si realizzano i profitti.

L’inchiesta sta dimostrando che l’individuazione di una categoria operaia, contenuta nei documenti congressuali USB, non era un esercizio campato in aria ma rispondeva a quanto si andava verificando nel lavoro quotidiano.

Oggi l’inchiesta del Cestes ci fornisce gli strumenti analitici utili a contrastare quell’opera di frantumazione, di divisione operata dall’avversario di classe che sta alla base dell’attuale debolezza dei lavoratori, riconnettendo tutti quei soggetti che sono al centro dei processi di produzione e di sfruttamento che contribuiscono alla valorizzazione del capitale.

 

Unione Sindacale di Base

Centro Studi Cestes

 

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Di seguito un breve sommario degli argomenti analizzati nell’inchiesta

 

I caratteri parassitari della borghesia italiana La borghesia nazionale dopo la vendita delle grandi imprese e dopo aver usufruito delle privatizzazioni si dedica alla speculazione finanziaria lasciando l’apparato produttivo del paese in mano alle multinazionali. Si analizza anche il processo di internazionalizzazione e di concentrazione che riguarda le medie imprese italiane, le uniche che possono strategicamente tenere testa nella competizione globale.

 

L’analisi statistica

L’analisi scientifica è la condizione per effettuare le scelte sindacali; si può “registrare” la situazione della “frazione” della classe impiegata nella produzione per il mercato, soggetta alla frammentazione, alla precarizzazione, alla flessibilità etc., motivandola scientificamente. Abbiamo articolato l’inchiesta inserendo i dati in relazione a cinque punti di analisi divisi in due fattori, il Capitale e il Lavoro. Nel punto 6 invece evidenziamo i dati sulla conflittualità nel nostro paese.

 

PARTE 1. ANALISI CON RIFERIMENTO CENTRALE AL FATTORE PRODUTTIVO CAPITALE

 

 

1. Descrizione dei processi di delocalizzazione delle industrie italiane e della relazione tra queste e l’industria europea, qualità e quantità della produzione.

2. Analisi e dati sulla dimensione delle imprese ed sulle caratteristiche industriali e di servizi. La prevalenza delle piccole e medie imprese contrassegna il sistema industriale del paese e determina la condizione della classe lavoratrice.

3. tasso di produttività In relazione alla dimensione delle imprese e alle caratteristiche produttive che è anche il tasso di sfruttamento della Forza Lavoro (FL)

 

PARTE 2. ANALISI CON RIFERIMENTO CENTRALE AL FATTORE PRODUTTIVO LAVORO

 

 

1. Analisi del contesto occupazionale ovvero la condizione del lavoro: occupati, disoccupati, precariato, flessibilità, etc. (In preparazione un approfondimento giuridico sugli interventi legislativi).

2. La condizione della FL ovvero la condizione salariale e la condizione di competizione anche con gli immigrati. Si rileva anche la questione degli emigrati italiani, effetto ulteriore della condizione della FL anche in relazione al livello di scolarizzazione del lavoro intellettuale.

3. Rilevazione dei dati sul conflitto in Italia in diminuzione. La crescita delle ore di sciopero nel periodo del governo Berlusconi dimostrano l’importanza della soggettività.

Realizzazione: Natura Avventura

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