Martedi 13 dicembre presso la Casa della Pace a Roma

Nell’intervento di apertura la Rete dei Comunisti ha espresso la propria preoccupazione per il persistere di provocazioni politiche e militari messe in atto dalle forze armate sud-coreane, spalleggiate dagli Stati Uniti, contro La Repubblica Popolare Democratica di Corea.

E’ stato evidenziato come le politiche di aggressione condotte dagli Stati Uniti contro la RPDC, che durano ormai da 60 anni, hanno lo scopo di impedire la riunificazione della penisola coreana e rendere vane le trattative per la denuclearizzazione totale della penisola che è da sempre uno dei grandi obbiettivi, perseguiti costantemente dalla RPDC.

Il rafforzamento della presenza economico-militare americana in Asia, sembra preludere ad una nuova corsa al riarmo in stile “guerra fredda”, sia per un controllo militare e geo-politico dell’area, che per contrastare i processi di crescita economica non solo della Corea del nord, ma della Cina e dei paesi delle periferie produttive emergenti (BRICS).

Il commercio cinese nei confronti dell’Asean (Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale), è ulteriormente aumentato del 26%, solo nei primi sette mesi dell’anno e l’integrazione economica dell’area sembra aver tagliato fuori una buona parte delle aspettative americane di potersi agganciare alla crescita della regione, che da sola vale circa metà della crescita mondiale.

Il dislocamento di militari USA in Australia, il rafforzamento della cooperazione militare con le Filippine, la partecipazione di Barak Obama al vertice di novembre dell'Asean, sembrano delineare nella strategia americana del dopo Iraq e Afghanistan, la volontà di tentare un accerchiamento economico-militare della Cina, che ha ormai assunto un peso sempre crescente nella competizione globale con i poli imperialisti Statunitensi ed Europei.

Si è inoltre evidenziato che la profonda crisi strutturale e sistemica del capitalismo e la perdita di egemonia in primo luogo economica degli Stati Uniti, portano con sé il crescente pericolo della tendenza alla guerra, come di recente è avvenuto con l’invasione colonialista e imperialista della Libia, e con l’installazione di nuove basi militari USA in America Latina come supporto alle mai abbandonate tentazioni golpiste, per contrastare il processo di autodeterminazione, indipendenza e di scambio libero e solidale, in atto tra i paesi dell’ALBA e in forme diverse nell’intero continente Latino-americano.

Nel suo intervento e rispondendo alle domande dei presenti, l’Ambasciatore Han Tan Song ha espresso piena identità di vedute sull’analisi della attuale fase politica ed economica internazionale. Ha messo in evidenza che le politiche di aggressione degli Stati Uniti e dei loro alleati, hanno oltre allo scopo di creare un danno economico al paese e di ostacolare il processo di pace e disarmo nella penisola, quello di realizzare una politica di accerchiamento della Cina.

Tuttavia questo non sta però impedendo una ripresa e un miglioramento dei rapporti inter-coreani, grazie soprattutto alla volontà della RPDC di perseguire e proseguire sulla via del dialogo, pur non accettando mai imposizioni unilaterali.

L’Ambasciatore ha illustrato i forti passi avanti realizzati nella crescita economica del paese, anche attraverso importanti accordi di cooperazione economica stipulati sia con la Russia che con la Cina, nella ferma determinazione di migliorare le condizioni di vita e il benessere del popolo e di proseguire nella costruzione del socialismo e della prosperità del paese.

L’incontro che ha visto una grande attenzione e un forte interesse di tutti i partecipanti, si è concluso con gli auguri formulati dalla Rete dei Comunisti al Partito del Lavoro di Corea per le grandi celebrazioni previste nel 2012 per il centesimo anniversario della nascita del Presidente Kim Il Sung.

 

Rete dei Comunisti

 

 

Ieri all’udienza con Papa Benedetto XVI  è stato consegnato materiale informativo e una lettera del Prof. Vasapollo sul caso dei Cinque agenti  antiterroristi cubani: “i  nostri Cinque fratelli soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso Cuba dal terrorismo

 

Radio Città Aperta

 

15/12/2011 - Si è conclusa con la Tavola Rotonda di oggi, alla Parrocchia San Luca Evangelista di Roma, la Campagna 2011 “Il 5 per i 5”, tenuta in varie parrocchie di Roma e altre città italiane  dall’Associazione e rivista “Nuestra America” con il fine di sensibilizzare la società civile del nostro paese sul tema dei cinque agenti cubani ingiustamente detenuti nelle carceri statunitensi da oltre 13 anni. All’iniziativa, introdotta e coordinata dal prof. Luciano Vasapollo, dell’Università La Sapienza di Roma e Direttore di Nuestra America e vice Presidente del comitato italiano giustizia per i 5, hanno partecipato Padre Antonio Tarzia, Direttore della rivista Jesus, il Prof. Furio Pesci, dell’Università La Sapienza di Roma, il Dott. Vladimir Perez, consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Don Carlo Villano, parroco di S. Luca Evangelista di Vincaturo a Giuliano (Napoli), il Dott. Pino Baldassarri, dell’Associazione Maurizio Polverari, Mons. Remo Botola, parroco di S. Luca Evangelista. 

 

La scelta di portare la questione dei Cinque antiterroristi  cubani all’interno della comunità cattolica e delle parrocchie è la risposta all’esigenza, “espressa anche dai familiari dei Cinque durante un nostro recente viaggio a Cuba – ha spiegato il Prof. Vasapollo – di lavorare per sensibilizzare l’intera società civile per la soluzione di un caso politico che ha forti risvolti sul piano giuridico, sociale ed umano; un coinvolgimento che ha riscontrato un’attenzione particolarmente impegnata proprio nel mondo cattolico di base, come ha dimostrato l’intensa partecipazione di molti parrocchiani alle nostre iniziative durante tutto l’anno, che a loro volta hanno potuto informare tanti loro parenti, amici e aderenti alle loro comunità”.  

La chiusura del processo “kafkiano”, come lo ha definito il Prof. Furio Pesci, che ha portato a pesantissime condanne per i Cinque agenti Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González, ha consegnato la sorte dei Cinque alla procedura straordinaria dell’ Habeas Corpus, un’opportunità che viene offerta, solo una volta, ai condannati dopo aver esaurito, senza successo, tutti i ricorsi d’appello. Rimane aperta in ogni caso la strada di una decisone favorevole alla loro liberazione che resta di piena facoltà del Presidente degli Stati Uniti.

 

E’ in tale contesto che assume una particolare importanza il passo compiuto il 14 dicembre, quando l’Associazione “Cassiodoro”, presieduta da Padre Antonio Tarzia, con la presenza del Prof. Luciano Vasapollo ha partecipato all’udienza con Papa Benedetto XVI.  Come ha  voluto ricordare con passione Padre Tarzia ,in una intervista  che ci ha concesso e durante la tavola rotonda, alla fine dell’ udienza il Papa ha incontrato soltanto alcune ristrette delegazioni, tra cui quella dell’Associazione “Cassiodoro” che gli ha donato una targa commemorativa e alcuni libri,ed inoltre ha consegnato materiale informativo sui Cinque, e una lettera del Prof. Vasapollo in cui tra l’altro si sottolinea “la lunga battaglia di solidarietà per la liberazione dei Cinque fratelli cubani che soffrono ingiustamente detenuti da 13 anni nelle carceri statunitensi per aver difeso il proprio Paese dal terrorismo”, con la rispettosa richiesta di “una preghiera di Sua Santità per porre fine alla sofferenza dei Cinque fratelli cubani e dei loro familiari”. 

 

Proprio ieri il Granma dava la notizia che nei prossimi mesi, tra fine marzo e i primi di aprile, Papa Benedetto XVI andrà in visita in Messico e poi a Cuba. Una visita che – come ha detto il Prof. Vasapollo “si auspica possa aprire un serio spiraglio alla soluzione di questo caso dei Cinque  che oltre a rappresentare una palese aggressione politica contro la sovranità di Cuba, è un incredibile esempio di  ingiustizia giuridica, sociale e umana, giustificata solamente da quelle stesse oppressive ragioni politiche che da 50 anni i diversi governi statunitensi utilizzano come risposta al giusto percorso di autodeterminazione del popolo cubano”.

Ha concluso l’incontro il consigliere politico dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Vladimir Perez, che ha ricordato che il caso dei Cinque “è ormai tutto nelle mani del Presidente USA e Premio Nobel per la Pace Barack Obama”.

 

Piena solidarietà al Governo del Presidente del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frías, contro le ingerenze statunitensi

per installare sette minacciose basi militari in Colombia

Promosso dal Gruppo Giovanile di Studenti a Roma e il Comitato di Donne Latinoamericane di Roma solidali con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela,e con la partecipazione della Rete dei Comunisti, del Partito di Rifondazione Comunista , del Partito dei Comunisti Italiani e di varie associazioni italiane di solidarietà con la Rivoluzione Socialista Bolivariana, si è tenuta una manifestazione sit-in di fronte alla sede dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Via Nicolò Tartaglia 11, in appoggio al Governo del Presidente del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frías e in rifiuto alle pretese statunitensi di installare sette basi militari in suolo colombiano.

Nel corso della manifestazione, il rappresentante del Gruppo Giovanile di Studenti a Roma, Ian Carlos Torres, ha consegnato un documento ai rappresentanti del governo venezuelano lì presenti, l’ambasciatore presso l’Italia, Luis Berroterán, l’ambasciatore presso la Santa Sede, Iván Rincón, l’ambasciatrice presso la FAO, Gladys Urbaneja e un deputato al parlamento nazionale del Venezuela, esprimendo solidarietà e pieno appoggio al governo venezuelano, e condannando “l’ingerenza statunitense in America Latina” con il tentativo di condizionare negativamente lo sviluppo delle nascenti unioni latinoamericane, quali Unasur, Alba e Petrocaribe” e “la logica della guerra preventiva”.

Il Prof. Luciano Vasapollo a nome delle organizzazioni politiche e di tutte le associazioni italiane presenti ha espresso la piena solidarietà al governo del Venezuela e il forte appoggio a tutte le rivoluzioni e i processi di democrazia partecipativa in atto per rafforzare il processo di integrazione dell’America Latina, per  il rispetto dell’autodederminazione dei popoli e per la costruzione della NUESTRA AMERICA TERRA DI PACE E DI LIBERTÀ.

È stata una importantissima giornata di mobilitazione democratica al fianco di tutto il popolo sudamericano che desidera costruire la propria storia in pace e per la pace. La manifestazione si è svolta in un clima di allegria e partecipazione tra popolo e istituzioni governative venezuelane.

Gruppo Giovanile di Studenti a Roma solidali con la Rivoluzione Bolivariana

Comitato di Donne Latinoamericane di Roma solidali con la Rivoluzione Bolivariana

Rete dei Comunisti

Partito Rifondazione Comunista

Partito dei Comunisti Italiani

Rivista Nuestra América

La Villetta per Cuba

Radio Città Aperta

Casa del Popolo Tor Pignattara

Centro Studi Cestes Proteo

Manifestazione/sit-in di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma,

giovedì 8 ottobre 2009, ore 17:30

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Come ha  sottolineato il Comandante Fidel Castro,in  Honduras si è generata una nuova rivoluzione pacifica, ed anche in America Latina”, ha detto Zelaya

E' proprio tale volontà di cambiamento radicale che non è piaciuta alle forze militari e all’oligarchia Honduregna più conservatrice, come non  è piaciuto che  l’Honduras abbia  aderito alcuni mesi fa all’ALBA (Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra America) scegliendo così definitivamente la strada dell’indipendenza, dell’autodeterminazione senza alcun compromesso con i regimi delle multinazionali, con  l’imperialismo e i suoi organismi internazionali.Coprifuoco, mandati di cattura ,arresti  e dirigenti sociali e sindacali assassinati , la dura e ripetuta la condanna della comunità internazionale del colpo di Stato e della disarticolazione del regime costituzionale  e democratico esistente con il governo di Manuel Zelaya,  mostrano un clima politico repressivo e guerrafondaio CHE CI RIPORTA agli anni ’70/’80 quando gli Stati Uniti pensavano di gestire il continente come un "cortile di casa", con il suo carico di terrore, sfruttamento, dittature.

Siamo con le organizzazioni sociali dell’Honduras che hanno nuovamente proclamato lo stato di agitazione per imporre il ritorno del presidente Zelaya, la fine dello STATO D’ASSEDIO e il rispetto dell’ordinamento costituzionale, soprattutto stanno chiedendo a tutte le istituzioni latinoamericane e internazionali di pronunciarsi contro il COLPO STATO e hanno chiamato alla mobilitazione in tutto il mondo in solidarietà con il popolo dell’Honduras.

  Ci uniamo alla protesta mondiale che disapprova e condanna il regime militare imposto in questa nazione a chiamiamo all’applicazione di misure  energiche e profonde, per ottenere il ritorno alla normalità e la restituzione del potere al suo Presidente eletto in maniera leggittima e democratica , come manifestazione della volontà del suo popolo.

Si susseguono appelli internazionali di  movimenti sociali e organizzazioni  di base di lavoratori e di intellettuali (tra i più importanti ad esempio quelli della Red De Las Redes En Defensa De La Humanidad e di Via Campesina Internazionale, e Venezuela Solidarity Campaign) in solidarieta’ con le organizzazioni e i movimenti sociali honduregni  che continuano ad esprimere con la resistenza la volontà popolare di modificare radicalmente la Costituzione Honduregna ,affermando pienamente l’indipendenza e affiancarsi al cammino di quei paesi come Bolivia, Ecuador, Venezuela, Nicaragua e tanti altri che anche se con forme diverse stanno cercando una loro soluzione e una loro autonoma via allo sviluppo autodeterminato e a processi reali di democrazia partecipativa,sempre con la Rivoluzione socialista di Cuba come riferimento imprescindibile. 

E proprio Cuba continua a pagare la sua scelta di autodeterminazione nel processo rivoluzionario socialista con 50 anni di bloqueo economico da parte dei governi USA,di aggressioni terroriste che hanno provocato oltre 3800 morti, con atroci provocazioni come quella che ha portato da oltre   undici anni dall’ingiusto arresto dei 5 agenti dell’antiterrorismo cubano, che non hanno mai attuato atti di spionaggio, non hanno mai violato le leggi e le regole di sicurezza degli Stati Uniti, non hanno mai commesso alcun atto di violenza; i 5 agenti dell’antiterrorismo cubano hanno messo a rischio le loro vite per salvaguardare le vite di noi tutti , per controllare ed impedire l’attività di gruppi terroristici che dal territorio degli Stati Uniti progettavano e attuavano attentati non solo contro Cuba. Dalla data dell'infame arresto i 5 cubani sono stati sottoposti a torture fisiche e psicologiche, a violazioni dei diritti umani, impedendo la visita di alcuni dei loro familiari, a carcere duro motivato da sentenze della magistratura tutte a carattere politico e senza alcuna prova.

I fatti parlano da soli: i veri terroristi come Posada Carrilles, Orlando Bosch, Josè Basulto e tanti altri godono di piena libertà e impunità protetti dal governo degli Stati Uniti e ai 5 cubani si confermano intatte le condanne e l’ingiusta carcerazione. Allo stesso tempo il bloqueo economico, finanziario, commerciale imposto dal governo degli Stati Uniti continua a soffocare le possibilità di ulteriore sviluppo economico e sociale di Cuba, la sua sovranità e i suoi processi di autodeterminazione. Il nuovo governo ed amministrazione degli Stati Uniti non possono parlare di cambiamento delle loro politiche estere con nuovi processi democratici verso l’America Latina se prima non pongono immediatamente fine all’infame bloqueo contro Cuba, alla colossale ingiustizia contro i 5 cubani e se non si adoperano in tutte le maniere contro il golpe fascista e per ripristinare la piena libertà in Honduras e l’immediato reinsediamento del legittimo Presidente eletto Zelaya.

 

LIBERI SUBITO, facciamoli tornare a Cuba!!

 

  • Con i 5 eroi Cubani, ancora prigionieri nelle carceri USA

  • Per la fine del bloqueo imposto dagli USA da oltre 50 anni, contro la sovranità di CUBA

  • Contro il golpe fascista appoggiato dagli Stati Uniti, solidarietà con il popolo  dell'Honduras e il suo legittimo presidente

  •  Piena solidarietà al governo e al Presidente del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frías ,sollecitando una netta presa di posizione delle istituzioni internazionali contro le pretese statunitensi d’installare sette basi militari in suolo colombiano

  • Forte appoggio a tutte le rivoluzioni e i processi di democrazia partecipativa in atto per rafforzare il processo di integrazione dell’America  Latina , per  il rispetto delll’autodederminazione dei popoli e per la costruzione della NUESTRA AMERICA TERRA DI PACE E DI LIBERTA’

 

Promuovono e organizzano:

La VILLETTA per CUBA - I Membri italiani  de La Red de la Redes en Defensa de la Humanidad (NUESTRA AMERICA, RADIO CITTA’ APERTA, CONTROPIANO, LABORATORIO EUROPEO PER LA CRITICA SOCIALE, NATURA AVVENTURA) – Tele Ambiente – Archivio Cubano – Comitato “Fabio Di Celmo”– Rete dei Comunisti - PRC –PdCI- Sinistra e Libertà– Italia Dei Valori – Comitato Palestina nel Cuore –  AIASP  – Comitato Provincia Avana – Promocaraibi – Ass. Sportiva Tor di Quinto – Artiglio Calcio – Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani – Agenzia Giornalistica Televisiva Italiana – ANPI – La Rinascita - Liberazione –  USI-RdB  – Centro Studi CESTES-PROTEO  Ass. cult. Mezza Luna Rossa Palestinese – 

 

Aderiscono:

Rivista Essere Comunisti– Comunità Montana dell’Aniene– il Vecchio Mattatoio –Ass.Naz.Amicizia Italia/Cuba- Ass. Itaca – Ass. Articolo 3 - Angulo Cubano e Lato Cubano – TeleDonna – SiporCuba -Ass.Puntocritico

 

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