Intervista a Luciano Vasapollo. Ieri a Roma mentre il ministro degli Esteri Alfano riferiva al Senato sulla situazione in Venezuela, si è svolto un sit in di solidarietà popolare con l'esperienza bolivariana e chiavista nella vicina Piazza delle Cinque Lune. Lantidiplomatico ha raccolto in merito alcune osservazioni di Luciano Vasapollo.

 

Alfano ha riferito in Senato sul Venezuela. Cosa ci si aspetta?
Quello che dirò non rappresenta la posizione della Sapienza ma la mia personale. Oggi è una giornata importante per la solidarietà internazionale al governo Maduro, al Venezuela bolivariano, al chavismo qui in Italia. Continua la provocazione dei governi legati ai poteri forti, all’imperialismo statunitense, alle logiche delle multinazionali del petrolio. E' perlomeno ambiguo, poco chiaro, il fatto che il ministro degli esteri Alfano si rechi al Senato per dare “informazioni” sul Venezuela.

 

Non basta il massacro di notizie false a cui abbiamo assistito in questi giorni?
Le informazioni false, le menzogne,  l’Italia le sta diffondendo da tempo attraverso i giornali e telegiornali di regime, praticamente tutti. Con delle piccole voci, come l’AntiDiplomatico, Contropiano e Radio città aperta che provano a dare spiragli di verità. Altrimenti per informarci correttamente dobbiamo per forza rivolgerci all’estero, principalmente Telesur.
Quello che voglio dire sull’attività di oggi di Alfano in Parlamento è che siamo alla totale mancanza di rispetto delle regole internazionali, siamo all’ennesima ingerenza contro l’autodeterminazione dei popoli. Pensate per un momento quello che accadrebbe in Italia se un ministro degli esteri di un qualunque paese riferisse in Parlamento per esprimere preoccupazione sul mancato rispetto delle promesse di Renzi dopo il referendum o sul deterioramento sempre più grave dei diritti sociali nel nostro paese, o la situazione d’emergenza umanitaria di profughi e migranti, o, per concludere, della repressione brutale contro ogni forma di dissenso sociale in Italia.

 
L’Italia come paese democratico non l’accetterebbe.
Esattamente come non l’accetta un paese assolutamente democratico come il Venezuela. Paese assolutamente democratico, dove ci sono libere elezioni. Quando le vince l’opposizione, il governo le riconosce immediatamente. Quello che sta accadendo in questi giorni con le violenze e il terrorismo di mercenari e fascisti parte da una sentenza del Tribunale supremo, ammessa e legittima da parte della Costituzione del paese. Nonostante il Parlamento in mano all’opposizione abbia da subito assunto una posizione contro la Costituzione e i poteri costituenti, non rispettando neppure le sentenze del Tribunale supremo, e nonostante ripeto la decisione del Tribunale supremo fosse legittima per la Costituzione del paese, il Presidente Maduro ha chiesto che il Tribunale rispettasse la suddivisione dei poteri costituzionale. E quella sentenza è stata ritirata. Maduro e il governo venezuelano lavorano per il dialogo e la pace, chiesto da Papa Francesco, come dimostra anche la convocazione dell’Assemblea costituente. Le destre fasciste lavorano per arruolare mercenari e terroristi per distruggere il paese e creare le condizioni per un intervento esterno.
 

 
Sulle morti, la propaganda compie un unico elenco per accusare il “regime”. Incredibilmente in quell’elenco ci sono anche morti di poliziotti, leader studenteschi chavisti e attivisti filo-governativi. Se non è sciacallaggio a fini politici come definirlo?
Invito tutte le persone che leggono a vedere i video degli atti di terrorismo e le provocazioni violente contro le forze dell’ordine e l’esercito in corso in Venezuela. La reazione delle forze dell’ordine è stato assolutamente prudente. Negli Usa, in Francia o in altri paesi che consideriamo democratici ci sarebbe stata una vera e proprio carneficina. Gli abusi che ci sono stati da parte della polizia sono sotto processo.
L’opposizione, quella che in Italia avete imparato a conoscere come “manifestanti democratici che lottano per la libertà” è in realtà un mix tra narcos e fascisti che sono passati dal terrorismo commerciale e mediatico – perché in questa “dittatura” sono loro che controllano la quasi totalità della stampa e dei mezzi di produzione –  a quello contro magazzini di medicinali e alimenti, edifici pubblici, ospedali materni, scuole  e istituzioni.

 
E incredibilmente anche forze che si definiscono moderate stanno appoggiando con forza questa escalation violenta nel paese?
Siamo di fronte ad un chiaro piano di golpe , diretto da Usa e dall’internazionale nera. In Italia ad esempio l’attività contro il governo Maduro unisce in eventi organizzati insieme Pd e Fratelli d’Italia. Del resto dopo l’appoggio ai neo-nazisti in Ucraina, oggi quello ai fascisti venezuelani. Tutti devono sapere che cos’è diventato oggi il partito di riferimento del governo italiano. Noi, al contrario, siamo dalla parte di Papa Francesco, Pepe Mujica e premi nobel come Esquivel.

 
Due parole conclusive sulla manifestazione al Senato
Oggi abbiamo il governo italiano che interviene direttamente e nuovamente contro la sovranità  e l’autodeterminazione del Venezuela.  Ma questa cosa non passa senza risposte. Oggi contro questa nuova offensiva internazionale, cui l’Italia mostra il fianco, ci sarà una reazione popolare. In Venezuela il popolo chavista, milioni di persone, è già sceso in piazza. Oggi in Italia, da popolo a popolo gli manderemo un messaggio di solidarietà. Sono comitati di quartiere, comitati popolari e anche sigle importanti come Eurostop, una piattaforma che raccoglie un sindacato nazionale come l’Usb, Partito comunista italiano, Rifondazione comunista e Rete dei comunisti. Dimentico tanti e mi scuso, ma voglio dire solo che è un bellissimo momento di democrazia popolare, di solidarietà internazionale. Da popolo a popolo vogliamo dire a quello venezuelano di non mollare, che non è solo, che le ingerenze come quella di Alfano di oggi non passano inosservate. Siamo con loro in questa lotta di autodeterminazione.

Mercoledi 17 maggio 2017, alle ore 15, il ministro Angelino Alfano riferisce in Parlamento a proposito della situazione in Venezuela. I movimenti e le reti di solidarietà con il Venezuela Bolivariano hanno convocato in contemporanea un sit in solidale in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato.


Da oltre un mese, da quando sono iniziate le proteste e i disordini nelle strade delle città venezuelane, i media mainstream, governi e politici dell’Occidente o dall’Occidente controllati, Ong e alcune commissioni internazionali ripetono: «Manifestanti pacifici massacrati dalla polizia e dai  colectivos pro-regime».

In realtà – ed è un copione tante volte visto, anche negli ultimi anni – non sono affatto pacifici molti dei manifestanti organizzati dalle destre con l’intento di destabilizzare il paese. Nel 2002 fu ordito contro l’ex presidente Chavez un vero e proprio golpe e nel 2014 le stesse destre organizzarono contro l’attuale presidente Maduro le guarimbas (caos violento nelle strade).

Settori dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani nei quali governa l’opposizione, con l'appoggio delle autorità locali a loro affini. Moltissimi soggetti, incappucciati e armati di bastoni, pietre e petardi, assaltano strutture pubbliche (anche ospedali, asili nidi, cliniche veterinaie ambulanti), distruggono beni collettivi, saccheggiano, aggrediscono la Guardia Nazionale Bolivariana.

Un esame dettagliato delle decine di morti smonta la versione di «Maduro che fa sparare sulla folla». Del resto la polizia non è armata, usa solo lacrimogeni e idranti (e, come si vede nei video, in reazione ad aggressioni). La maggior parte dei morti è imputabile all’opposizione (e ai cecchini, come nel copione ucraino); aumentano i femminicidi politici; i (pochi) responsabili di uso eccessivo della forza fra le forze dell’ordine sono sotto inchiesta e detenuti. Ma la mistificazione è tale che anche manifestanti chavisti uccisi diventano, per i media, attivisti dell'opposizione massacrati dal regime.


La destra, che nelle sue mosse dentro e fuori dal Parlamento ignora le regole della Costituzione (ad esempio in materia di referendum revocatorio del presidente), accusa assurdamente di «golpe» il governo che ha convocato una nuova Assemblea Costituente.

Anche altre accuse rilevano della manipolazione: il cosiddetto «attacco alla libertà di stampa» è ridicolo, quando sia all’interno del Venezuela che fuori, i media privati e Internet sono il megafono dell’opposizione.  Così come l’accusa di «dittatura» e «popolazione portata alla miseria e alla fame»: dal 1999, il governo bolivariano e chavista ha compiuto progressi sociali riconosciuti a livello internazionale, anche se negli ultimi anni una grave crisi dovuta a una guerra economica, all'accaparramento di prodotti sussidiati, alle sanzioni, al killeraggio finanziario e ad altri fattori hanno provocato grandi difficoltà.

Due pesi due misure: il mondo sembra ignorare le pacifiche e grandi manifestazioni della base progressista.

Vanno denunciate le pesanti interferenze esterne capeggiate dagli Stati uniti, ma anche dall'Italia e dall'Europa che, per tornare a controllare le risorse ingenti del paese, finanziano e formano l’opposizione, dichiarano il Venezuela “una minaccia”, influenzano organizzazioni regionali come l’Osa.

Non è accettabile che governo e politici italiani proteggano l’opposizione di destra violenta in Venezuela!

Occorre sostenere il dialogo fra governo e opposizione, con la mediazione di diversi ex presidenti iberoamericani e della Santa Sede. Dialogo boicottato dall’opposizione, ha detto lo stesso papa Francesco.

Notizie e accuse false, notizie non verificate, omissioni, in una parola, la manipolazione, portano alla guerra. La verità porta alla pace.


http://contropiano.org/eventi/roma-sit-solidale-venezuela-bolivariano

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_verit_porta_alla_pace_manifestazione_corale_a_roma_in_difesa_del_venezuela_bolivariano/82_20127/

Giornata mondiale di solidarietà con la rivoluzione bolivariana : organizzazioni politiche, sindacali e movimenti sociali all'ambasciata della repubblica bolivariana del Venezuela in Italia per esprimere la solidarietà internazionalista e incontrare l'ambasciatore Isaia Rodríguez e il restante corpo diplomatico; tra gli altri delegazioni della Rete dei Comunisti , Nuestra América, Villetta ,USB, centro Studi Cestes, rivista Contropiano, Radio città aperta , capitolo italiano della Rete in difesa dell'umanità e docenti di varie università.

Roma 27 marzo 2017 : Incontro con l'Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, S.E. Isaia Rodriguez per sostenere come sempre la rivoluzione bolivariana e chavista, la sua indipendenza  e sovranità minacciata in queste ore dall’indebita ingerenza di Almagro, segretario dell'OSA. 
Da sempre vicini al Venezuela, al suo governo, al Presidente Maduro e al suo popolo.
Chavez Vive !!!!
La lucha sigue!!!

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