LA PAZ.-Il presidente boliviano Evo Morales ha detto che il suo sogno è che la Bolivia e l’America Latina diventino un modello per il mondo sradicando la povertà e trasformandosi in un territorio di pace.
Il quotidiano  argentino Página 12  ha pubblicato un’intervista al presidente boliviano, nella quale Morales indica che le sue sfide in Bolivia nei prossimi anni sono sradicare l’estrema povertà, possedere servizi di base al 100% ed essere un modello per il mondo.
Poi ha commentato che il suo desiderio è che l’America Latina e i Caraibi siano un modello per altri continenti, basato nella pace ma con giustizia sociale, una pace con dignità e uguaglianza di diritti.
Il mandatario ha un’ampia agenda che comincia dalle 4 di mattina e termina alla mezzanotte, per poter affrontare le aggressioni economiche, politiche e militari degli Stati Uniti.
Senza dubbio ha segnalato che per evitare tutto questo è necessaria l’unione dei popoli e dei movimenti sociali.
Poi ha ricordato quando gli Stati Uniti avevano pianificato di far sparire la Bolivia (1959), mandando alcuni in Argentina, altri in Cile, Paraguay e Brasile e che furono grandi fomentatori del tentativo di colpo di Stato nel 2008.
«Per questo non mi sono mai pentito d’aver espulso l’ambasciatore degli Stati Uniti», ha sostenuto.
In relazione alla politica di sinistra nel XXI secolo ha affermato, citato da Telesur , che importante è identificare i nemici interni - la destra - ed esterni – l’impero.  
A suo giudizio essere di sinistra in questi tempi è orientare le nuove generazioni.
(Traduzione GM - Granma Int.)

Lo scorso venerdì 30 GIUGNO, alla Villetta (Roma), con la presenza di Mauricio A. Martínez Duque, Responsabile Politico dell' Ambasciata di Cuba in Italia, si è svolto un incontro di solidarietà politica per la CAMPAGNA EUROPEA DI RACCOLTA DI FIRME PER LA FINE IMMEDIATA DEL BLOCCO USA CONTRO CUBA E PER LA RESTITUZIONE DEL TERRITORIO DI GUANTANAMO.
L'ASSOCIAZIONE LA VILLETTA PER CUBA, L'ASSOCIAZIONE NUESTRA AMÉRICA E IL CAPITOLO ITALIANO DELLA RETE DI INTELLETTUALI E MOVIMENTI SOCIALI IN DIFESA DELL'UMANITÀ annunciano di aver raccolto finora oltre 250 firme e più di 30 firme di Parlamentari Europei al Parlamento di Bruxelles .
Come primi firmatari e attivi partecipanti all' iniziativa ci sono la partigiana Tina Costa e la Sezione Regionale dell' ANPI, la Parlamentare Europea Eleonora Forenza, Luciano Iacovino , Luciano Vasapollo , molti compagni della Rete dei Comunisti , del PRC , della USB e del PCI , ASIA , e molti intellettuali , artisti , associazioni e movimenti sociali .
Gli organizzatori e promotori della campagna di raccolte di firme hanno preso l' impegno di realizzare a Settembre (data che comunicheremo al più presto) un SIT IN dinanzi all' ambasciata USA in Italia per dare un significativo apporto militante al movimento internazionale contro il BLOQUEO e per la restituzione immediata del territorio di Guantanamo alla sovranità di Cuba.
La serata si è conclusa con una diretta telefonica da Bruxelles della Parlamentare Eleonora Forenza che ringraziamo per il su ruolo fondamentale in questa campagna e subito dopo con una emozionante e coinvolgente telefonata in diretta da Cuba dell' eroe Ramon Labanino Salazar, uno dei 5 patrioti cubani che furono ingiustamente prigionieri per 16 anni negli Usa in quanto antiterrorista antimperialisti .
FIDEL VIVE , LA REVOLUCIÓN SIGUE !!
Viva Cuba socialista !!
ASSOCIAZIONI LA VILLETTA E NUESTRA AMÉRICA , CAPIT. Italiano RETE intellettuali e movimenti sociali in DIFESA dell' UMANITÀ.

 ORGANIZZATA DALL'ASSOCIAZIONE LA VILLETTA, L'ASSOCIAZIONE NUESTRA AMÉRICA E IL CAPITOLO ITALIANO DELLA RETE DI INTELLETTUALI E MOVIMENTI SOCIALI IN DIFESA DELL'UMANITÀ 

 L'infame provocazione del Signor Trump, presidente della forza imperialista degli  Stati Uniti che ha impostato le relazioni internazionali solo su campagne di aggressione contro l'auto determinazione dei popoli con guerre militari ed economiche, richiede assolutamente che tutti i progressisti, i democratici, le forze politiche sindacali, i movimenti sociali , gli intellettuali si impegnino in maniera militante in una più intensa e continua mobilitazione di solidarietà politica e internazionalista al fianco del governo e del popolo rivoluzionario di Cuba socialista e al  fianco di tutti i popoli aggrediti dall'imperialismo .

Nell’Ottobre del 2016, per la 24 esima volta consecutiva, l’Assemblea delle Nazioni Unite, ha chiesto di mettere fine al blocco economico e finanziario che colpisce da 59 anni la Repubblica di Cuba. Lo ha fatto con il voto favorevole di tutte le nazioni del mondo, di tutti gli stati membri dell’Unione Europea e per la prima volta l’astensione di Stati Uniti ed Israele. Un blocco che ha causato grandi sofferenze al popolo cubano e danni per miliardi alla sua economia, che per la sua natura extraterritoriale viola norme riconosciute del commercio internazionale, colpendo paesi terzi, fra i quali quelli europei.

Noi associazioni, cittadini, parlamentari europei ed italiani, ci rivolgiamo al Congresso degli Stati Uniti perché alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Cuba, che tutto il mondo ha salutato come una tappa storica, segua la rimozione del blocco economico degli Stati Uniti contro Cuba. Vi chiediamo di iniziare il processo per porre fine al blocco, in particolare dalle leggi  Helms-Burton y Torricelli. Ci rivolgiamo a voi, rappresentati del popolo degli Stati Uniti, per non tornare indietro , ma perché si continui nella strada di favorire il dialogo, la distensione,  la pace e l’amicizia fra i popoli, perché Cuba sia sovrana, indipendente e libera di scegliere il suo destino.

                           

 

Con una reazione che si manifesta sorprendente e lenta, i mezzi politici colombiani digeriscono oggi la trascendenza del primo passo del disarmo dato dalle FARC-EP mercoledì, senza la presenza della pompa magna della grande stampa.   
Quel giorno nella notte appena alcuni mezzi nazionali diffusero l'annuncio del disarmo in tre tappe presentato dal leader insorto Timoleon Jimenez, alias Tomochenko, nel suo account di Twitter, mentre brillarono per la loro assenza le reazioni del governo e dell'opposizione, e piuttosto predominò un ambiente di chiaro ermetismo. 
 
Fino ad ieri, nel tardo pomeriggio, il nuovo ministro dell'Interno, Guillermo Rivera, è stato chi espresse -senza affermare che fosse la classica posizione ufficiale della Casa di Nariño - che quelli che si aspettavano che l'insorgenza non consegnasse le sue armi, “rimasero delusi” 
 
Il titolare dell’Interno del governo aggregò che questo passo è la dimostrazione che si realizzerà il nuovo programma del disarmo già deciso, fatto che lascia senza argomenti gli oppositori del processo di pace. 
 
Si potrebbe dire che la prima reazione del governo è stata di stupore, perchè tutti si aspettavano che quando sarebbe successo tale passo trascendentale, in prima fila stesse lo stesso presidente Juan Manuel Santos. 
 
Lo stesso Timochenko espresse, annunciando la consegna alla missione dell'ONU di un 30% dell'armamento guerrigliero, che il mandatario non era stato presente a Caño Indio per complicazioni di agenda, ma che le FARC-EP avrebbero compiuto comunque col calendario fissato dalle due parti in quanto alla deposizione delle armi. 
 
Ieri si conobbe anche, da parte dell'Ufficio del Delegato di Pace, Sergio Jaramillo, che era a Florencia, in Caqueta, insieme al Consigliere per il Post-conflitto, Rafael pardo, che ambedue espressero lì -transitando in un taxi - la loro gioia di ricevere la notizia su questo passo iniziale di disarmo concreto. 
 
La fonte commentò che i due funzionari, in compagnia di una delegazione della Norvegia (paese garante del processo di pace), festeggiarono coi loro accompagnatori l'importante passo pattuito dall'insorgenza e dal governo. 
 
La missione delle Nazioni Unite, da parte sua, si limitò a spiegare ieri i passi tecnici che si diedero per collocare ogni fucile degli insorti nei contenitori posizionati in distinte zone rurali transitorie. 
 
In mezzo alla pioggia di commenti al riguardo che appaiono questo venerdì nei mattutino, il membro del Segretariato delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo, Ivan Marquez, informò all'emittente Blu Radio che fino ad ora, le prime armi deposte sommano un totale di 2230 fucili. 
 
Il comandante Marquez, che è stato il capo della squadra negoziatrice delle FARC-EP nei dialoghi de L'Avana, aggiunse che esiste un piano progettato tra l'ONU ed il movimento guerrigliero per deporre tutte le armi, con la cooperazione logistica del Governo e l'appoggio delle Forze Armate Nazionali. 
 
Da parte sua, l'ex capo della delegazione governativa nelle conversazioni della capitale cubana, Umberto de la Calle, si congratulò anche lui per questo primo passo del disarmo, la cui seconda consegna alle Nazioni Unite (un altro 30%) è prevista per il 14 di questo mese ed un'altra finale per il giorno 20 col 40% restante. 
 
Inoltre, in dichiarazioni a Prensa Latina, il senatore Ivan Cepeda, pensò che questa prima consegna di armi all'ONU, a carico delle FARC-EP, è una dimostrazione della volontà ferrea della guerriglia di compiere gli accordi di pace. 
 
Il co-presidente della Commissione di Pace del Congresso, manifestò i suoi desideri che in una delle due consegne di arma ancora da fare, siano presenti in un atto politico di alto simbolismo il presidente Santos ed anche Timochenko. 
 
La più importante guerriglia colombiana ed il governo realizzarono conversazioni a Cuba durante quasi quattro anni, alla ricerca dell'accordo di pace che sottoscrissero in seguito il governante colombiano ed il comandante guerrigliero nel teatro Colon di Bogotà, il 24 novembre dell'anno scorso e che mise fine ad oltre 50 anni di conflitto armato interno. 
 

Pagina 1 di 108

Realizzazione: Natura Avventura

Joomla Templates by Joomla51.com

echo '
nike tn pas chernike tn pas chernike tn pas chernike tn pas chernike tn pas chernike tn pas cherair max pas cherair max pas cherair max pas cherair max pas cherair max pas chergiuseppe zanotti pas cherzanotti pas chergiuseppe zanotti pas chergiuseppe zanotti pas cherzanotti pas chergiuseppe zanotti pas chergiuseppe zanotti soldesmichael kors outletmichael kors outlet onlinemichael kors outlet storemichael kors outlet handbagsmichael kors outlet watchesmoncler outlet onlinepiumini moncler outletmoncler outletmoncler outlet italiamoncler outlet milanowoolrich outlet online
';