“Una formazione mercenaria, fortemente armata e proveniente dalla Colombia, ha tentato di sbarcare in Venezuela. Con la chiara intenzione di realizzare attacchi terroristici, fra cui un attacco al Palazzo Presidenziale De Miraflores, è giunta in prossimità delle coste della Repubblica Bolivariana. Tuttavia, l’attenta vigilanza da parte delle autorità Venezuelane e l’intervento delle forze armate rivoluzionarie sono riuscite a sventare questo tentativo di destabilizzare il paese”. Lo afferma Luciano Vasapollo, economista e caposcula marxista, che ha denunciato, a nome della Rete dei Comunisti, questo attacco sostenendo come la vigilanza debba essere continua. “L’assalto terrorista, pur essendo stato sventato dalla solerzia delle forze rivoluzionarie bolivariane, dimostra l’arroganza e la persistenza dell’imperialismo nel voler dirottare il corso scelto dal popolo del Venezuela. I terroristi erano in possesso di un gran quantitativo di armi e erano pronti a fare qualsiasi cosa pur di destabilizzare il paese, cercando di creare le condizioni per un colpo di stato. Si tratta dell’ennesimo tentativo, sotto la regia di Trump e Pompeo, di destabilizzare il Venezuela”.

“Cionostante – ha spiegato Vasapollo – la Repubblica Bolivariana continuerà la sua lotta per la cooperazione, la solidarietà e la pace”.

“Le autorità venezuelane – osserva l’economista – hanno sottolineato come il paese abbia reagito con calma, mobilitando le forze sociali e di sicurezza e come il Paese sia pronto a ricacciare indietro qualsiasi tentativo di invasione. Vasapollo, che ha recentemente partecipato ad una tavola rotonda, in occasione del Primo Maggio, insieme ad Adán Chavez, fratello del Comandante Eterno Ugo Chavez e ambasciatore della Repubblica Bolivariana a Cuba e a Ramón Labañino, uno dei Cinque Eroi Cubani detenuto nelle carceri dell’Impero, ha spiegato come le forze reazionarie e l’imperialismo non riescono a sopportare l’esempio che il governo di Maduro sta dando durante questa pandemia, in cui il numero dei contagi è stato particolarmente ridotto e il sistema sanitario socialista ha retto bene l’urto. A differenza di quanto successo in Colombia, in Brasile e a Washington, i cui governi cercano in continuazione di destabilizzare il Venezuela. Non riuscendo a salvaguardare la propria popolazione, vogliono creare dei diversivi. Sono note le fantasiose accuse a Maduro delle settimane scorse – il Presidente era stato accusato in maniera volgare e ridicola di essere un narcotrafficante – e il blocco navale davanti le coste della Repubblica Bolivariana, decretato dagli Stati Uniti. In un momento in cui tutti gli sforzi della comunità internazionale dovrebbero essere diretti a sconfiggere la pandemia, si cerca evidentemente una nuova guerra”.

“A nome della Rete dei Comunisti e di tutte le organizzazioni politiche e culturali che si riconoscono nella lotta all’imperialismo, e a nome ai compagni che sono attivi nel sindacato, Vasapollo ha voluto esprimere la massima solidarietà con il legittimo Presidente Maduro, con la Repubblica Bolivariana del Venezuela e con il popolo rivoluzionario chavista contro questo nuovo tentativo di golpe da parte di alcuni gruppi mercenari proveniente dalla Colombia, in combutta con gli Stati Uniti.

Questo attacco ricorda l’assalto di Playa Girón, rileva Vasapollo, in riferimento al “tentativo con cui i mercenari della Cia cercarono di abbattere il sogno rivoluzionario cubano. Tuttavia, Cuba riuscì a ricacciare indietro gli invasori e a smascherare la tigre di carta. L’intento dell’impero, in ogni modo, è sempre lo stesso, quello di sconfiggere le possibili alternative al modello basato sullo sfruttamento. Oggi più che mai, poiché la crisi del coronavirus sta dimostrando la fragilità e l’inefficacia del capitalismo nel proteggere la vita umana, è necessario difendere il popolo del Venezuela, sottoposto a un blocco criminale e a continui attacchi terroristici”.


 
 

 

Le “Brigate mediche cubane Henry Reeve” meritano assolutamente il Premio Nobel per la Pace. Questo è l’appello del Capitolo italiano della Rete degli Intellettuali, Artisti e Movimenti Sociali in Difesa Dell’umanità (di cui fanno parte, fra le altre associazioni, il CESTES e l’Associazione padre Virginio Rotondi per un Giornalismo di Pace, l’Associazione Rivista Nuestra America, FarodiRoma, la Rivista Proteo) Infatti, la piccola isola caraibica, durante questa pandemia di coronavirus, ha inviato più medici e operatori sanitari nel mondo che qualsiasi altro paese, anche fra le economie più sviluppate.

Come ha spiegato l’intellettuale marxista e docente di economia presso l’Università di Roma “La Sapienza”, Luciano Vasapollo, “l’internazionalismo solidale di Cuba è sia un esempio che un modello per tutto il mondo. L’impegno di Cuba – che da tantissimi anni invia i propri medici e infermieri la dove c’è più bisogno, in paesi colpiti da terribili terremoti, epidemie, uragani e perfino eruzioni vulcaniche – merita un riconoscimento prestigioso, come il Premio Nobel per la Pace”.

In effetti, ha aggiunto Vasapollo – che insieme a Rita Martufi coordina il Capitolo Italiano della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità – “nell’agosto del 2005, infatti, fu reclutata dal popolo cubano una brigata di 1500 medici e tecnici specializzati nel settore della salute, con l’obiettivo di portare il proprio aiuto alla popolazione colpita dal terribile uragano Katrina. Tuttavia, l’arrogante governo degli Stati Uniti rifiutò questo soccorso, nonostante le condizioni gravissime in cui si trovava la città di New Orleans. Ciononostante, questo non impedì la costituzione della brigata Henry Reeve, che prese il nome da un volontario statunitense nella lotta per l’indipendenza di Cuba dal colonialismo spagnolo”.

Oggi, nel corso di questa terribile pandemia di coronavirus, la quale ha messo in crisi le nostre vite ed abitudini, ha spiegato Rita Martufi, “le brigate mediche cubane hanno raggiunto 28 paesi, in tutti i continenti. Si tratta di uno sforzo incredibile per un piccolo paese che ha messo a disposizione il suo bene più prezioso: Cuba ha investito tantissimo nella formazione di talenti nel campo medico e della ricerca. Nonostante il blocco economico, cui da sessant’anni è sottoposta la piccola isola caraibica, Cuba ha concentrato i propri sforzi per formare e esportare competenze mediche e umane, guardando alla cooperazione e alla fratellanza tra stati”.

La priorità di Cuba è stata il soddisfacimento dei bisogni sanitari del proprio popolo e l’impegno per la salute e il benessere di tutto il mondo, al di là delle preclusioni politiche e degli orientamenti ideologici. “Dal 1963”, ha sottolineato uno dei promotori e fondatori della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità (REDH) a Caracas nel 2004, Luciano Vasapollo, “quasi mezzo milione di professionisti e medici cubani hanno portato il loro aiuto in 160 paesi. In questo modo, l’isola caraibica ha dimostrato che i valori della solidarietà e della pace possono trionfare nei confronti della logica economica e della volontà di potenza”.

Per questo motivo si lancia questo appello affinché la prestigiosa giuria del Premio Nobel assegni alla Brigata di Medici cubani Henry Reeve il Premio Nobel per la Pace. Si tratta di un appello promosso dal Capitolo italiano della Rete degli Intellettuali e Artisti in Difesa dell’Umanità, che è stato già sottoscritto da decine di intellettuali, democratici, progressisti, marxisti e esponenti del cattolicesimo di base e che è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la ragione dell’umanità. Nei prossimi giorni, verrà, infatti, fornita la lista dei primi aderenti.

FarodiRoma aderisce convintamente all’iniziativa che prende le mosse dall’idea di un’organizzazione francese, “Cuba Linda” ed è portata avanti da

Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha sottolineato il ruolo dell’educazione, dei maestri e dei professori ed ha incitato a dare loro maggior dignità, distinguendoli.  

«L’educazione si difende con l’impegno, l’anima, la creatività e l’esempio e con queste convinzioni gli educatori andranno alla marcia per il Primo Maggio», ha sottolineato il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, intervenendo, giovedì 25, durante il Seminario Nazionale di preparazione del prossimo corso scolastico, che ha dedicato la sua prima giornata ad analizzare i risultati del Ministero d’Educazione  (MINED) nel 2018.
«Questo concetto, ha detto, l’ho riaffermato ascoltando gli interventi di quadri giovani provenienti da Manicaragua e da Cienfuegos, che hanno dato mostra dei risultati ottenuti nelle loro scuole ed hanno confermato l’importanza dell’esempio personale e della dedizione al loro lavoro».  
Più che un discorso,  Díaz-Canel ha stabilito una riflessione collettiva, arricchita dai suoi ricordi di quando era studente e con l’impegno di dirigente del settore, perché nel magistero sono sempre vigenti i precetti dei maestri e dei professori di tutte le epoche, includendo Fidel Castro e José Ramón Fernández.
Di quest’ultimo, ha indicato, abbiamo tutti un grato ricordo come rivoluzionario e pedagogo.
Poi ha insistito sul fatto che dobbiamo continuare ad applicare le idee del leader storico per questo settore. Lui affermava che senza educazione non c’è Rivoluzione possibile.  «Questo ha una grande attualità, ha sottolineato il mandatario cubano, in una situazione complessa, quando l’impero e i suoi lacchè strumentalizzano un discorso retorico, offensivo e pieno d’ingerenze, incolpando Cuba, perchè non è riuscito a realizzare i suoi piani d’aggressione del Venezuela, nè a far cadere il suo popolo e i suoi governi, che hanno rinforzato la propria resistenza.
Nelle sue riflessioni e proposte sugli impegni del settore dell’educazione, ha segnalato  che è fondamentale una preparazione docente metodologica con qualità e senza formalità.
«È quello che influenza di più nell’apprendimento degli studenti e garantisce la loro formazione integrale, rinforzando la formazione dei valori», ha segnalato.
Poi ha definito la scuola come il luogo dove impera la decenza, un ambiente che non deve favorire fatti d’avversione, volgari o banali.
«L’impegno principale per voi è il perfezionamento dei sistemi d’insegnamento che in forma sperimentale si sta realizzando in un gruppo d’istituzioni per la sua futura diffusione.
Il Presidente ha segnalato che nonostante i difficili momenti che si stanno vivendo a livello internazionale e nel paese, pochi giorni fa è stata inaugurata una scuola speciale a Santiago di Cuba, e nelle prossime settimane s’inaugurerà un’altra a  Villa Clara, esempi di quello che può fare una Rivoluzione.
Ha difeso il lavoro collettivo sia dei professori che dei maestri, come degli studenti, ed ha risaltato la necessità di prestare molta attenzione alle proposte dei lavoratori docenti e non docenti, della comunità e della famiglia, e partendo da questo, favorire il dibattito con loro e verso l’interno.
«Si deve dare dignità, distinguere di più maestri e professori, e qui sono stati posti vari esempi e dobbiamo vedere, dal Governo, in quali altre cose possiamo appoggiare», ha aggiunto, ed ha insistito sulla difesa dei bilanci territoriali, gli investimenti e la manutenzione  della rete di scuole, su  quanto realizzato sino al momento, ed ha valutato che Cienfuegos, Santiago di Cuba, Guantánamo e Las Tunas prevedono di tenerle tutte pronte per il 2020.
Rispetto al processo docente educativo e partendo da quanto discusso nell’incontro, ha sostenuto che il modello nelle scuole pedagogiche dà risultati. Abbiamo utilizzato misure alternative per supplire  il deficit degli educatori nelle aule, ma la cosa migliore è che  in ognuna ci sia un professore formato con tutto il rigore.   
Teresa Amarelle Boué, membro del Burò Politico del Partito e segretaria generale della Federazione delle Donne Cubane, successivamente ha decorato Ena Elsa Velázquez, ministro d’Educazione, con la medaglia Ordine Ana Betancourt, per  la sua carriera in politica e come educatrice.
Sono stati consegnati diplomi per i migliori risultati a scuole pedagogiche e a direzioni provinciali d’educazione.
Erano presenti Roberto Morales Ojeda, membro del Burò Politico del Partito e vicepresidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri, e Olga Lidia Tapia, membro della Segretaria del Comitato Centrale, tra i vari dirigenti. (GM – Granma Int.)

Appuntamenti: Sabato 13 aprile, dalle ore 10:00 alle 13.30, forum di discussione presso il Centro Convegni Villa Palestro – via Palestro 24, (vicino Stazione Termini/Piazza Indipendenza) Roma
A seguire, Sit-in piazza di Porta Pia dalle 14 alle 15.30

Giù le mani dal Venezuela! Hands off Venezuela!
Forum Venezuela

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