I Cancellieri dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América, riuniti nella città di Rio de Janeiro, Repubblica Federale del Brasile, 21 giugno 2012.

Di fronte all’aperta ingerenza nella politica interna dei paesi dell’ALBA da parte dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che dietro la scusa di “pianificare e amministrare l’assistenza economica e umanitaria esterna agli Stati Uniti in tutto il mondo” finanzia Organizzazioni Non Governative, azioni e progetti diretti a destabilizzare i legittimi governi che non sono affini ai suoi interessi.
Essendo a conoscenza delle evidenze apportate dagli archivi declassificati del Dipartimento di Stato Nordamericano in cui si dimostra il finanziamento a organizzazioni e partiti politici oppositori dei governi dei paesi dell’ALBA, in una chiara e sfacciata intromissione nei processi politici interni di ciascuna nazione.
Essendo contrario alle legislazioni interne di ciascun paese l’intervento di un paese straniero nella politica interna nazionale.

I paesi aderenti all’Alba hanno espresso la necessità di riformare l’OEA, affinché sia più aderente alle realtà sociali, politiche ed economiche espresse dal continente latino-americano e si adegui ai cambiamenti strutturali portati avanti dai governi progressisti della regione, altrimenti sarà destinata a scomparire. Il funzionamento della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH)e il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) sono le due istanze dell’OEA maggiormente criticate.
11 giugno 2012.

Si è svolta dal 3 al 5 giugno a Tiquipaya nel cuore della Bolivia la 42ª Assemblea Generale dell’ Organizzazione degli Stati Americani (OEA) che ha visto la partecipazione di due capi di stato, Evo Morales Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia e Rafael Correa Presidente dell’Ecuador, di 34 Ministri degli Esteri dei paesi membri e di 3.000 delegati che hanno discusso su temi centrali come la sicurezza e la sovranità alimentare, l’acqua come diritto umano, il riconoscimento e la depenalizzazione dell’acullico (masticazione delle foglie di coca), la diffusione della quinoa (pianta utilizzata fin dai tempi degli Incas e degli Aztechi), i cambiamenti climatici, i diritti umani, l'integrazione dei popoli e l'approfondimento della democrazia deliberativa e partecipativa nelle Americhe. Inoltre, sono state affrontate questioni di interesse geopolitico come la rivendicazione di sovranità dell'Argentina sulle Isole Malvinas e la richiesta avanzata dalla Bolivia al Cile del diritto di sbocco sull’Oceano Pacifico.

Roger Waters, fondatore ed ex leader dei Pink Floyd, lo scorso 2 di marzo, in un’intervista alla TV Nazionale cilena ha difeso la legittima sovranità dell’Argentina sulle Isole Malvinas (che i britannici si ostinano a chiamare Falkland) dicendo di vergognarsi per lo storico bellicismo coloniale del suo paese natale.
Nel medesimo giorno anche il “Parlatino” (il Parlamento Latinoamericano nato a Lima nel 1964) invita Inghilterra e Irlanda a “decolonizzare” le Isole Malvinas, le Georgias del Sud, le Sandwich del Sud e i circostanti spazi marittimi, in obbedienza alle apposite risoluzioni dell’ONU, lasciandole alla legittima sovranità dell’Argentina.
Un’ondata di anticolonialismo scuote ormai tutta l’America Latina, anche in una espressione alquanto moderata e onnicomprensiva come il Parlatino in cui trovano rappresentanza quasi tutti gli Stati dal Messico al Cile passando per Cuba.
Già un mese fa, invece, il Presidente Correa era andato oltre le dichiarazioni generiche di anticolonialismo pronunciandosi per porre sanzioni contro il Regno Unito che rifiuta di dialogare con l’Argentina sulla questione delle Malvinas.

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