Sabato 12 aprile

Ieri alla  Sapienza Università di Roma oltre 100 studenti di vari corsi, molti docenti e dottorandi  e con la presenza di esponenti di collettivi, movimenti sociali e sindacali hanno partecipato attivamente alla Conferenza internazionale  tenuta dal Prof. L. Vasapollo (delegato del Rettore per i paesi dell'ALBA) e introdotta dal Prof. F.  Lucchese.
Un vivo attento e partecipato ricordo dell’ insegnamento e l’ alto profilo educativo storico universale del  Presidente Comandante CHÁVEZ e di formazione, informazione delle pratiche di solidarietà e complementarietà del processo di autodeterminazione del popolo Bolivariano.

Negli ultimi sei mesi, oltre le specifiche lezioni , tenute da tanti docenti dell’ Università Sapienza di Roma nei vari corsi di laurea, dedicate ai diversi aspetti scientifici e alle tematiche politico-culturali di paesi quali Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, ecc., si sono tenuti oltre 25 Seminari Internazionali con il coordinamento del Prof. Luciano Vasapollo (Delegato del Rettore per le Relazioni  Internazionali con i paesi dell’ALBA). Continuano con sempre maggiore attenzione e partecipazione di studenti, dottorandi, docenti,  rappresentanti di varie istituzioni pubbliche e di organizzazioni sindacali e politico-sociali, le attività di  Seminari, Conferenze, Dibattiti, Tavole Rotonde, ecc. dedicate ai processi socio-economici e politico-culturali dei percorsi di transizione post-capitalista dei paesi dell’ALBA.

10/03 - TRIONFA COL 70% IL RIPUDIO AL REGIME NELLE ELEZIONI FARSA COLOMBIANE: URGE UN'ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE!

  Il regime colombiano è stato ampiamente screditato dal popolo durante le finte elezioni per il rinnovo del corrotto e illegittimo parlamento colombiano. Astensione al 56,5%, schede bianche o nulle 10,3% (3.384.408 schede), per un totale di quasi 7 colombiani su 10 che hanno espresso il proprio ripudio per un regime genocida ed escludente, che rappresenta solo se stesso e per il finto teatrino elettorale che serve unicamente come facciata ipocrita, da spendere a livello internazionale, col fine di spacciare spudoratamente una dittatura criminale per una specie di democrazia. Cosa che permette di svendere il paese e le sue ricchezze ai “democratici” paesi occidentali, i quali possono continuare a considerare la repubblica della cocaina come un partner credibile, facendo finta di avere le mani meno sporche. Per la cronaca, i partiti del putrido regime sono riusciti a spartirsi solo un terzo del bottino elettorale rappresentato da 32.835.856 elettori: Partito della U (Santos) 6,8% con 2.230.208 voti; Centro democratico (Uribe) 6,2% con 2.045.564 voti; Partito Conservatore 5,9% (1.944.284 voti); Partito Liberale 5,3% (1.748.749 voti); Cambio Radical 3% (996.872 voti) Alianza Verde 1,7% (564.663 voti); altri intorno all'1%. Senza considerare che per avere un'idea della reale rappresentatività di questi cleptocrati, occorrerebbe decurtare le già misere percentuali di cui sopra, di tutti quei voti comprati, estorti con la violenza e falsificati (gente che vota plurime volte, morti che compaiono col loro nome tra i votanti, ecc.), in una giornata “elettorale” che ha visto gli osservatori internazionali denunciare più di 700 casi di irregolarità riscontrate. Questi squallidi spettacolini pseudo-elettorali che di tanto in tanto l'oligarchia al potere organizza, sono comunque dei test interessanti per valutare il livello di repulsione che il regime fascista e neo liberista causa nel popolo. Nella fattispecie i risultati sono davvero senza appello. Con ragione e con forte sostegno popolare le FARC chiedono a gran voce dall'Avana la convocazione di un'Assemblea Nazionale Costituente, realmente rappresentativa di tutta la società colombiana, comprese le maggioranze da sempre escluse violentemente dalla politica del paese, per rifondare lo Stato, smantellare il fascismo e dar vita a una Nuova Colombia in pace e con giustizia sociale.

MER, 29/01/2014 - 11:09

 PROCLAMAZIONE DELL’AMERICA LATINA E DEI CARAIBI COME ZONA DI PACE

 (ORIGINALE FIRMATO DAI CAPI DI STATO E DI GOVERNO DELLA COMUNITA’ DEGLI STATI LATINOAMERICANI E CARAIBICI)

 I Capi di Stato e di Governo della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), riuniti a L’Avana, Cuba, nei giorni 28 e 29 gennaio 2014 nel II vertice, a nome dei loro popoli e interpretando fedelmente i loro desideri ed aspirazioni,

 Ratificando l’impegno dei propri paesi sui Propositi e i Principi consacrati dalla Carta delle Nazioni Unite e dal Diritto Internazionale, e coscienti che la prosperità e la stabilità della regione contribuiscono alla pace e alla sicurezza internazionale,

 Coscienti che la pace è un bene supremo e un desiderio legittimo di tutti i popoli e che preservarla è un elemento sostanziale dell’integrazione dell’America Latina e dei Caraibi e un principio e un valore comune della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC),

 Riaffermando che l’integrazione rafforza la visione di un ordine internazionale giusto, radicato nel diritto e in una cultura di pace che esclude l’uso della forza e dei mezzi non legittimi di difesa, tra cui le armi di distruzione di massa e, in particolare, le armi nucleari,

Realizzazione: Natura Avventura

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