Il secondo Vertice della CELAC che si terrà a L'Avana: uno spazio di partecipazione per Porto Rico

 Il Primo Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) si è svolto a Santiago del Cile tra il 27 e il 28 gennaio 2013 con la partecipazione di 33 nazioni dell'America Latina e dei Caraibi.

 Questo sforzo per una maggiore unità di tutta la regione si pone in proseguimento con il Vertice dell'Unità dell'America Latina e dei Caraibi tenutosi in Messico il 23 febbraio del 2010 e con il Vertice  Costitutivo della CELAC tenutosi nei giorni 2 e 3 dicembre del 2011 a Caracas, Venezuela. La CELAC rappresenta oggi per l'America Latina ed i Caraibi l'incipiente realizzazione di uno strumento che per decenni i popoli del subcontinente americano hanno rivendicato e desiderato. Oggi comprende ben 590 milioni di uomini e donne distribuiti su una superficie di oltre 20 milioni di chilometri quadrati. Da quando è stato istituito, ai sensi della IIIͣ parte del documento intitolato ¨Le procedure per il funzionamento organico della CELAC¨, a questo organismo spettano "le competenze e il dialogo della Comunità con altri paesi e gruppi regionali"-

Sembravano essersi placate, dopo le grandi manifestazioni dei mesi scorsi e gli scontri che avevano scioccato il Brasile, le proteste contro il governo, la corruzione e in particolare lo sperpero di denaro pubblico per la realizzazione delle infrastrutture necessarie alla celebrazione dei mondiali di calcio di quest’anno.  Ma evidentemente si trattava solo di una tregua. A cinque mesi dall’inizio della competizione ieri sera parecchie migliaia di persone sono scese in piazza in varie città del Brasile per dire no ai Mondiali. Non si sono viste le enormi folle del giugno dello scorso anno, e a volte solo poche centinaia di dimostranti, ma comunque la giornata di ieri è il segno che la rabbia e il malcontento covano sotto la cenere.
L’appello degli organizzatori denuncia, tra le altre cose, il moltiplicarsi delle spese previste per il campionato e si schiera contro la corruzione e il nepotismo nella pubblica amministrazione, che ha fatto si che gli appalti per le grandi opere necessarie ai mondiali andassero ad aziende favorite solo perché molto generose con i vari responsabili politici imponendo alla società brasiliana costi più che raddoppiati a fronte di infrastrutture scadenti e inadatte.

27 gennaio 2014
Lo scorso 23 gennaio è stato diffuso un comunicato del Comandante dello Stato Maggiore Centrale delle FARC Timoleón Jiménez, relativo allo stato del conflitto reale ed alla sua rappresentazione mediatica. In particolare, “Timochenko” denuncia “l'intenzione del governo di presentare all'opinione pubblica nazionale e mondiale una guerriglia assediata e distrutta”, con il duplice obiettivo “di tappare la bocca a Uribe ed al suo seguito, e di alleviare le preoccupazioni dei proprietari terrieri, industriali e finanzieri, così come delle multinazionali che investono nel paese, rispetto al processo dell'Avana”. La propaganda di regime cade nelle più ridicole contraddizione quando contemporaneamente sbandiera “un numero sempre più ridotto di guerriglieri, totalmente demoralizzati sulle possibilità di vittoria”, mentre esponenti del regime “predicano e applicano l'incremento delle proprie truppe e di ogni ordine di risorsa per riuscire a conseguire questa riduzione”.

Santiago del Cile, 14 gen (Prensa Latina) La Cepal ha fatto un appello ai paesi sviluppati a costruire un patto per la stabilità finanziaria mondiale e diversificare i suoi investimenti in America latina, col fine di contribuire al suo decollo economico e sociale.  
La segretaria esecutiva della Commissione Economica per America Latina ed i Caraibi (Cepal), Alicia Barcena, ha inaugurato con questa convocazione una riunione regionale del Comitato di Esperti sul Finanziamento per lo Sviluppo Sostenibile.   
Barcena ha sottolineato nell'appuntamento che se questa zona del mondo sarà parte del patto globale per il finanziamento per lo sviluppo non è perché chiede aiuti ufficiali.   
Ha fatto notare che questa integrazione deve significare un compromesso reale per la stabilità finanziaria, affinché non si ripeta il collasso del 2008, provocato dal mercato selvaggio e che ha colpito tutti, anche quelli che non sono responsabili della crisi.   
La segretaria esecutiva della Cepal ha spiegato che America Latina ed i Caraibi hanno oggi capacità distinte per potere contribuire in questo dibattito.   

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