Negli ultimi sei mesi, oltre le specifiche lezioni , tenute da tanti docenti dell’ Università Sapienza di Roma nei vari corsi di laurea, dedicate ai diversi aspetti scientifici e alle tematiche politico-culturali di paesi quali Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, ecc., si sono tenuti oltre 25 Seminari Internazionali con il coordinamento del Prof. Luciano Vasapollo (Delegato del Rettore per le Relazioni  Internazionali con i paesi dell’ALBA). Continuano con sempre maggiore attenzione e partecipazione di studenti, dottorandi, docenti,  rappresentanti di varie istituzioni pubbliche e di organizzazioni sindacali e politico-sociali, le attività di  Seminari, Conferenze, Dibattiti, Tavole Rotonde, ecc. dedicate ai processi socio-economici e politico-culturali dei percorsi di transizione post-capitalista dei paesi dell’ALBA.

10/03 - TRIONFA COL 70% IL RIPUDIO AL REGIME NELLE ELEZIONI FARSA COLOMBIANE: URGE UN'ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE!

  Il regime colombiano è stato ampiamente screditato dal popolo durante le finte elezioni per il rinnovo del corrotto e illegittimo parlamento colombiano. Astensione al 56,5%, schede bianche o nulle 10,3% (3.384.408 schede), per un totale di quasi 7 colombiani su 10 che hanno espresso il proprio ripudio per un regime genocida ed escludente, che rappresenta solo se stesso e per il finto teatrino elettorale che serve unicamente come facciata ipocrita, da spendere a livello internazionale, col fine di spacciare spudoratamente una dittatura criminale per una specie di democrazia. Cosa che permette di svendere il paese e le sue ricchezze ai “democratici” paesi occidentali, i quali possono continuare a considerare la repubblica della cocaina come un partner credibile, facendo finta di avere le mani meno sporche. Per la cronaca, i partiti del putrido regime sono riusciti a spartirsi solo un terzo del bottino elettorale rappresentato da 32.835.856 elettori: Partito della U (Santos) 6,8% con 2.230.208 voti; Centro democratico (Uribe) 6,2% con 2.045.564 voti; Partito Conservatore 5,9% (1.944.284 voti); Partito Liberale 5,3% (1.748.749 voti); Cambio Radical 3% (996.872 voti) Alianza Verde 1,7% (564.663 voti); altri intorno all'1%. Senza considerare che per avere un'idea della reale rappresentatività di questi cleptocrati, occorrerebbe decurtare le già misere percentuali di cui sopra, di tutti quei voti comprati, estorti con la violenza e falsificati (gente che vota plurime volte, morti che compaiono col loro nome tra i votanti, ecc.), in una giornata “elettorale” che ha visto gli osservatori internazionali denunciare più di 700 casi di irregolarità riscontrate. Questi squallidi spettacolini pseudo-elettorali che di tanto in tanto l'oligarchia al potere organizza, sono comunque dei test interessanti per valutare il livello di repulsione che il regime fascista e neo liberista causa nel popolo. Nella fattispecie i risultati sono davvero senza appello. Con ragione e con forte sostegno popolare le FARC chiedono a gran voce dall'Avana la convocazione di un'Assemblea Nazionale Costituente, realmente rappresentativa di tutta la società colombiana, comprese le maggioranze da sempre escluse violentemente dalla politica del paese, per rifondare lo Stato, smantellare il fascismo e dar vita a una Nuova Colombia in pace e con giustizia sociale.

MER, 29/01/2014 - 11:09

 PROCLAMAZIONE DELL’AMERICA LATINA E DEI CARAIBI COME ZONA DI PACE

 (ORIGINALE FIRMATO DAI CAPI DI STATO E DI GOVERNO DELLA COMUNITA’ DEGLI STATI LATINOAMERICANI E CARAIBICI)

 I Capi di Stato e di Governo della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), riuniti a L’Avana, Cuba, nei giorni 28 e 29 gennaio 2014 nel II vertice, a nome dei loro popoli e interpretando fedelmente i loro desideri ed aspirazioni,

 Ratificando l’impegno dei propri paesi sui Propositi e i Principi consacrati dalla Carta delle Nazioni Unite e dal Diritto Internazionale, e coscienti che la prosperità e la stabilità della regione contribuiscono alla pace e alla sicurezza internazionale,

 Coscienti che la pace è un bene supremo e un desiderio legittimo di tutti i popoli e che preservarla è un elemento sostanziale dell’integrazione dell’America Latina e dei Caraibi e un principio e un valore comune della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC),

 Riaffermando che l’integrazione rafforza la visione di un ordine internazionale giusto, radicato nel diritto e in una cultura di pace che esclude l’uso della forza e dei mezzi non legittimi di difesa, tra cui le armi di distruzione di massa e, in particolare, le armi nucleari,

Il secondo Vertice della CELAC che si terrà a L'Avana: uno spazio di partecipazione per Porto Rico

 Il Primo Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) si è svolto a Santiago del Cile tra il 27 e il 28 gennaio 2013 con la partecipazione di 33 nazioni dell'America Latina e dei Caraibi.

 Questo sforzo per una maggiore unità di tutta la regione si pone in proseguimento con il Vertice dell'Unità dell'America Latina e dei Caraibi tenutosi in Messico il 23 febbraio del 2010 e con il Vertice  Costitutivo della CELAC tenutosi nei giorni 2 e 3 dicembre del 2011 a Caracas, Venezuela. La CELAC rappresenta oggi per l'America Latina ed i Caraibi l'incipiente realizzazione di uno strumento che per decenni i popoli del subcontinente americano hanno rivendicato e desiderato. Oggi comprende ben 590 milioni di uomini e donne distribuiti su una superficie di oltre 20 milioni di chilometri quadrati. Da quando è stato istituito, ai sensi della IIIͣ parte del documento intitolato ¨Le procedure per il funzionamento organico della CELAC¨, a questo organismo spettano "le competenze e il dialogo della Comunità con altri paesi e gruppi regionali"-

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