Più del 73% dei cittadini britannici pensa che il Regno Unito dovrebbe restituire le Isole Malvine all’Argentina, rivela un’inchiesta pubblicata nel quotidiano The Daily Telegraph.

In un sondaggio eseguito via Internet dal giornale a 26.434 persone, 19.514 si sono mostrate a  favore della devoluzione delle Malvine a Buenos Aires.

Il 24,03 per cento degli interrogati (6.353) preferisce mantenere le Isole sotto il controllo britannico, mentre il  2,14 (567) preferisce la sovranità condivisa.

Oggi, 4 gennaio 2014, alle 10 a.m., nella città di Cúcuta, il governo colombiano, per mezzo delle sue forze repressive, ha detenuto il responsabile della commissione per le relazioni internazionali di Marcia Patriottica, il professore universitario, illustre analista politico e compagno Francisco Toloza, che trascorreva le feste in famiglia. Il regime colombiano, operando l'ennesima grossolana montatura, lo ha arrestato con l'accusa di ribellione aggravata.
Ricordiamo all'opinione pubblica nazionale e internazionale che nel corso del 2013 sono stati assassinato 25 militanti di Marcia Patriottica, e ingiustamente detenuti i compagni della Giunta Patriottica Nazionale Hubert Ballesteros, dirigente della Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT) e Wilmar Madroñero, dirigente della Federazione Sindacale Unitaria Agropecuaria-Fensuagro.

Il governante Frente Amplio ha chiamato, in una proiezione dell’Uruguay al mondo, a rinforzare i meccanismi regionali d’integrazione e a coltivare gli accordi e l’amicizia tra i popoli. Nella Dichiarazione Finale del suo VI Congresso straordinario, è stata sostenuta la necessità di consolidare il Mercato Comune del sud (MERCOSUR), l’Unione delle Nazioni sudamericane (UNASUR) e la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC).

Inoltre è stata espressa la convenienza che questi meccanismi siano spazi di coordinamento politico e ampliamento dell’integrazione regionale.

Intendiamo che è sempre più necessario stringere i vincoli di solidarietà attiva con tutti i popoli che lottano per essere sovrani nella costruzione del loro destino, sia in Nuestra America che nel resto del mondo, ratificando la nostra vocazione antimperialista, ha aggiunto il FA.

La Presidente Cristina Fernandez de Kirchner si sta lentamente ma progressivamente recuperando dopo l’operazione alla quale è stata sottoposta all’inizio del mese di ottobre. Ma l’Argentina è scossa dalla più grave crisi degli ultimi anni: saccheggi, scontri, proteste ovunque.  Alla vigilia del trentesimo anniversario del ritorno di Buenos Aires alla democrazia, continua e si estende il braccio di ferro tra governo federale e polizia, in sciopero da giorni apparentemente per chiedere aumenti salariali. La sparizione dei corpi di sicurezza dalle strade ha lasciato campo libero a gruppi di criminali organizzati che si sono dati ai saccheggi e agli assalti, ma anche a settori di popolazione povera che approfittano del caos per portare a casa cibo e prodotti gratis in una situazione in cui la crescente svalutazione della moneta locale, il peso, aggrava le condizioni di milioni di argentini.
Solo nelle ultime ore gli scontri hanno provocato tre morti, portando così a sette il conteggio totale delle vittime dall’inizio della crisi, proprietari di negozi ma anche alcuni saccheggiatori. La situazione è così grave che l’esecutivo federale ha accusato esplicitamente gli agenti di polizia e coloro che partecipano ai saccheggi – a volte, secondo le accuse, i due soggetti coinciderebbero – di cercare di destabilizzare il paese per aprire la porta ad una ventata reazionaria e autoritaria.

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