ORGANIZZATA DALL'ASSOCIAZIONE LA VILLETTA, L'ASSOCIAZIONE NUESTRA AMÉRICA E IL CAPITOLO ITALIANO DELLA RETE DI INTELLETTUALI E MOVIMENTI SOCIALI IN DIFESA DELL'UMANITÀ 

 L'infame provocazione del Signor Trump, presidente della forza imperialista degli  Stati Uniti che ha impostato le relazioni internazionali solo su campagne di aggressione contro l'auto determinazione dei popoli con guerre militari ed economiche, richiede assolutamente che tutti i progressisti, i democratici, le forze politiche sindacali, i movimenti sociali , gli intellettuali si impegnino in maniera militante in una più intensa e continua mobilitazione di solidarietà politica e internazionalista al fianco del governo e del popolo rivoluzionario di Cuba socialista e al  fianco di tutti i popoli aggrediti dall'imperialismo .

Nell’Ottobre del 2016, per la 24 esima volta consecutiva, l’Assemblea delle Nazioni Unite, ha chiesto di mettere fine al blocco economico e finanziario che colpisce da 59 anni la Repubblica di Cuba. Lo ha fatto con il voto favorevole di tutte le nazioni del mondo, di tutti gli stati membri dell’Unione Europea e per la prima volta l’astensione di Stati Uniti ed Israele. Un blocco che ha causato grandi sofferenze al popolo cubano e danni per miliardi alla sua economia, che per la sua natura extraterritoriale viola norme riconosciute del commercio internazionale, colpendo paesi terzi, fra i quali quelli europei.

Noi associazioni, cittadini, parlamentari europei ed italiani, ci rivolgiamo al Congresso degli Stati Uniti perché alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Cuba, che tutto il mondo ha salutato come una tappa storica, segua la rimozione del blocco economico degli Stati Uniti contro Cuba. Vi chiediamo di iniziare il processo per porre fine al blocco, in particolare dalle leggi  Helms-Burton y Torricelli. Ci rivolgiamo a voi, rappresentati del popolo degli Stati Uniti, per non tornare indietro , ma perché si continui nella strada di favorire il dialogo, la distensione,  la pace e l’amicizia fra i popoli, perché Cuba sia sovrana, indipendente e libera di scegliere il suo destino.

                           

 

Discorso pronunciato dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consigli  di Stato e dei Ministri, nella Seconda Sessione Straordinaria dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare nella sua VIII Legislatura, nel Palazzo delle Convenzioni, il 1º giugno del 2017, “Anno 59º della Rivoluzione”.

Care compagne e cari compagni :

Pronuncerò un breve discorso, dato il carattere straordinario di questa Assemblea convocata dal Consiglio di Stato per analizzare  complessi e vasti documento che come avevamo indicato nella nostra Relazione Centrale  nel Settimo Congresso del Partito, segneranno la rotta del processo rivoluzionario cubano, del Partito e della Società verso il futuro nella costruzione del nostro socialismo.
Ci riferiamo prima di tutto alla Concettualizzazione di Modello Economico e Sociale cubano di Sviluppo Socialista.
L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare anche in questa occasione, come nel luglio dell’anno scorso, ha sostenuto nel suo spirito e nel testo l’attualizzazione delle Linee di Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione per il periodo 2016-2021, approvata nel Settimo Congresso del Partito, che include già le opinioni emesse  dopo quella data.
L’Assemblea Nazionale ha conosciuto anche i risultati del processo di discussione delle Basi del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale sino al 2030 partendo dai quali si elaborerà il detto piano che sottoporremo alla approvazione di questo parlamento nel dicembre del 2018.
L’elaborazione di questi tre documenti ha i suoi precedenti nelle risoluzioni approvate nel Sesto Congresso del Partito nel 2011. Da allora sono state elaborate varie versioni che sono state poste alla considerazione del Burò Politico per la presentazione al Settimo Congresso del Partito.
Precedentemente, in ogni provincia era stata effettuata la consultazione  con 971 delegati e 3617 invitati al Congresso, dov’erano state generate 1345 proposte e si è permesso di chiarire concetti e ampliare le loro fondamenta.
Il Settimo Congresso del Partito accogliendo favorevolmente i progetti presentati, aveva accordato d’iniziare un dibattito ampio e democratico sulla Concettualizzazione di Modello Economico e  Sociale  sino al 2030, con tutti i militanti del Partito e dell’Unione dei Giovani Comunisti, i rappresentanti delle organizzazioni di massa e di diversi settori della società, oltre a considerare i risultati della consultazione per aggiustare le Linee dove fosse necessario.  
Per compiere questo accordo sono state realizzate 47.470 riunioni alle quali hanno partecipato più di 1.600.000 cubani, che hanno presentato 208.161 proposte e come conseguenza le modifiche di una parte significativa del contenuto o la redazione originale dei documenti.
Quest’attività nella quale è stata evidenziata la preparazione dei convocati, oltre a permettere il perfezionamento dei citati documenti è stata una via importante per l’esercizio della partecipazione popolare nel dibattito e nelle decisioni adottate. Inoltre è servita da strumento effettivo di comunicazione e socializzazione delle trasformazioni fondamentali che propone  l’attualizzazione del modello ed ha mostrato l’appoggio alla politica economica e sociale del Partito e  la Rivoluzione approvata nel Sesto Congresso.
I nuovi progetti frutto del riferito processo sono stati dibattuti dai membri del Comitato Centrale e dai deputati nelle loro rispettive province e le loro proposte sono state analizzate nel Terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito, organismo che ha approvato, in accordo con la facoltà concessa del Settimo Congresso, la Concettualizzazione  di Modello Economico e Sociale Cubano,  le basi del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale sino al 2030 e le nuove modifiche alle Linee di Politica Economica e Sociale del Partito e la Rivoluzione per il periodo 2016 – 2030, accordando di sottoporre alla considerazione dell’ Assemblea Nazionale i documento che abbiamo analizzato in questa sessione straordinaria.
Questo necessario riassunto  mi permette di ratificare  oggi quello che avevo detto lo scorso18  maggio nel Terzo Plenum del Comitato Centrale: «che questi  sono i documenti più studiati, discussi e ridiscussi nella storia della Rivoluzione e forse nella storia della Repubblica di Cuba».
Queste fondamenta programmatiche approvate di recente dal Comitato Centrale del Partito e sostenute ora dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare riaffermano il carattere socialista della Rivoluzione cubana e il ruolo del Partito Comunista come forza dirigente superiore della società e dello Stato, come stabilisce con assoluta chiarezza l’Articolo 5 della Costituzione della Repubblica.
Questo ci permetterà di continuare ad avanzare nell’attualizzazione del nostro modello economico e sociale o in quello che è lo stesso: cambiare tutto quello che dev’essere cambiato e lo faremo alla velocità che ci permette il consenso forgiato all’interno della nostra società e la capacità che dimostreremo di fare bene le cose per evitare gravi errori che possano compromettere il compimento positivo di questo gigantesco e onorato compito.
In questa stessa sessione e in rappresentazione della volontà genuina del nostro popolo, il Parlamento cubano ha approvato una dichiarazione di solidarietà  con il popolo e il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Su questo tema voglio sottolineare che è necessario  denunciare e  fermare l’aggressione che sta soffrendo questa fraterna nazione.
Gli interessi politici ed economici imperialisti cercano d’impedire l’esercizio della libera determinazione al popolo venezuelano.  Alle arbitrarie e ingiuste sanzioni unilaterali statunitensi si unisce l’intervento nei temi interni venezuelani della OSA e di vari governi, la diffamazione e la volgare manipolazione della realtà, il tutto indirizzato al crollo del governo costituzionale, eletti dai venezuelani.
Molti tra coloro che guidano le proteste e reclamano riconoscimenti internazionali sono gli stessi del colpo militare del 2002, sono quelli del colpo petrolifero del 2003 e delle azioni di colpo di Stato violente del 2004.
Il presidente  cubano ha sottolineato che si tenta di giustificare ipocritamente l’ingerenza straniera sostenendo che si vuole aiutare il popolo  venezuelano.
«Indubbiamente il solo modo di farlo è mostrando nei fatti il pieno rispetto della sovranità di questo paese e fomentando un dialogo costruttivo e rispettoso come unica via per smussare le differenze».
Se davvero i diritti umani e l’integrità delle persone preoccupano, si deve condannare la violenza dei golpisti che hanno provocato morti e feriti. Le immagini di giovani pugnalati e bruciati vivi ricordano le peggiori azioni del fascismo. Reitero la nostra solidarietà con la  Rivoluzione Bolivariana e chavista, con l’unione civico militare e il governo  guidato dal  presidente Nicolás Maduro».
Raúl ha poi indicato che: «Osserviamo con preoccupazione lo sviluppo degli avvenimenti in Brasile, conseguenza dei metodi con cui è stata separata la presidente Dilma Rouseff e sono perseguitati il  Partito dei Lavoratori e il suo leader storico,  Luis Ignacio Lula Da Silva. Siamo persuasi che solo il rispetto della volontà sovrana e il mandato del popolo, restituiranno legittimità al sistema politico del fraterno paese. In questa lotta il popolo conta e conterà con tutta la solidarietà di Cuba» , ha ratificato.

Compagne e compagni:

«Prima di terminare, desidero  annunciare ai deputati e a tutto il nostro popolo che, come facciamo tradizionalmente in ogni sessione ordinaria di questa Assemblea, il prossimo mese di luglio analizzeremo altre questioni dell’agenda nazionale e internazionale».

In occasione del Giorno della Stampa Nazionale, 14 marzo, Cuba ha inaugurato il canale d’informazione  Caribe, d’ alta definizione, hanno segnalato le fonti ufficiali.
Il Portale della Televisione  Cubana ha annunciato  che il Canale appare come prova dalle 8.30 alle 12.00, ora locale, e darà priorità alle trasmissioni dal vivo.
Caribe conterà agli inizi su spazi culturali e sportivi di 25 minuti, due frequenze di 15 minuti, con mostre di quel che accade in Internet, un telegiornale di un quarto d’ora e un riassunto dalle 23.30 alle 23.55, ora locale.
Il nome è un omaggio a una delle comunità etniche che ha abitato la regione prima della colonizzazione spagnola.
In suo onore sono stati nominati così i Giochi Sportivi  (Caribe) dell’Università de L’Avana,  che iniziarono grazie alla volontà del leader studentesco  Julio Antonio Mella nella prima metà del XX secolo. ( Traduzione GM - Granma Int.)

Intervista a Ramon Labanino Salazar. Ramon è uno dei Cinque patrioti cubani che hanno vissuto sedici anni nelle carceri statunitensi dopo aver subito delle condanne tombali. Il loro lavoro di informazione e prevenzione contro gli attentati e gli attentatori che partivano  da Miami per colpire Cuba, gli è costato condanne a uno o più ergastoli come “minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.  A seguito di una campagna internazionale durata anni, si è riusciti ad ottenerne la liberazione. Ma per lunghissimi sedici anni Ramon e gli altri quattro compagni cubani sono stati prigionieri dentro il circuito delle carceri di massima sicurezza statunitensi. Hanno rifiutato ogni proposta di collaborazione con l’Fbi e si servizi segreti Usa e non si sono mai piegati. Uno di loro, Ramon Labanino, attualmente vicepresidente dell’Anec (Associazione degli Economisti di Cuba) è stato invitato dalla Rete dei Coomunisti per  un giro di conferenze sul Pensiero economico e politico di Fidel. Le conferenze si sono tenute a Napoli, Bologna, Milano, Pisa. La visita in Italia di Ramon Labanino Salazar si è conclusa a Roma con un affollato incontro pubblico e popolare alla Villetta, storica associazione di solidarietà con Cuba. Dopo un botta e risposta con il pubblico e una cena sociale, abbiamo intervistato Ramon Labanino.

 

Sei stato per 16 anni nel sistema carcerario di massima sicurezza degli Stati Uniti. E’ un sistema concepito per annientare i prigionieri. Come hai fatto a mantenere integra la tua identità e dignità politica e umana?

 

Ti aiuta il senso del dovere verso la Patria. Noi abbiamo agito per impedire attentati a Cuba e per alcuni aspetti anche per evitare attentati negli Usa. Noi abbiamo salvato vite umane. E’ la resistenza morale quella che ti permette di andare avanti. Inoltre sono arrivate spesso le notizie delle mobilitazioni in tutto il mondo per la nostra liberazione. Sapevano che anche in Italia c’erano striscioni sui muri per la liberta dei Cinque, manifestazioni davanti all’ambasciata degli Stati Uniti, invio di lettere e mail alla Casa Bianca, addirittura una manifestazione davanti alla Casa Bianca. Sono queste le cose che ti permettono di resistere

 

Quando avete avuto  la sensazione di essere vicini ad una soluzione e che quindi la vostra liberazione si stava avvicinando?

 

Avevamo saputo che erano in corso negoziati  tra il governo di Cuba e quello degli Stati Uniti. Avevamo la percezione che le cose stavano marciando

 

Quando sei stato arrestato a Cuba c’era il Periodo Especial. Quando sei tornato a Cuba quanto l’hai trovata cambiata?

 

Siamo stati arrestati nel 1998, in pieno Periodo Especial e a Cuba mancavano moltissime cose, era un momento molto difficile. Quando sono tornato a Cuba nel 2014 c’erano molte più cose. Anche negozi privati che ne conseguono benefici. Ma è anche vero che con una parte degli introiti della loro attività viene poi finanziato il sistema sanitario, educazionale e il sistema complessivo. Ho trovato Cuba cambiata in meglio ma mantenendo la giusta direzione del sistema socialista

 

Hai fatto un lungo giro di conferenze in Italia. Che impressione ne hai ricavato?

 

Ho fatto molti incontri pubblici e c’erano moltissimi giovani molto interessati  ed è positivo. C‘erano anche compagni di maggiore esperienza ma che hanno ancora una carica rivoluzionaria. Ho visto nel vostro paese giovani con una forte coscienza sociale. Voglio ringraziare sinceramente i compagni italiani e la solidarietà con Cuba nel vostro paese,  è molto ampia, è sembrato quasi di stare in famiglia.

Permettici a nome delle redazioni di Contropiano e Radio Città Aperta di salutarti fraternamente e di portare il nostro saluto solidale agli altri quattro compagni liberati.

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