Buenos Aires, 25 giu (Prensa Latina) Rafael Correa, presidente dell'Ecuador, appoggia l'Argentina nella disputa che ha con i cosiddetti fondi avvoltoi, ed ha chiesto l'unità per impedire il saccheggio delle risorse naturali della regione.
Capi di Stato, personalità di diversi settori ed organizzazioni regionali hanno anche condannato il rifiuto della Corte Suprema degli Stati Uniti per discutere una causa di Buenos Aires contro la sentenza del giudice di New York Thomas Griesa.
Quest'ultimo ha sentenziato che Argentina è costretta a pagare circa 1330 milioni di dollari ai fondi avvoltoi, che nel 2005 e nel 2010 hanno rifiutato la nuova negoziazione del debito accettato dal 92,4% dei creditori.
Data la situazione, il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha ritenuto che Buenos Aires non dovrebbe pagare questi fondi speculativi, anche conosciuti come holdout.

Approvato a L'Avana il 27 gennaio 2014

Consegnato al Cancelliere Ricardo Patiño in un atto di solidarietà di massa con il popolo dell'Ecuador, svoltosi durante la sua visita a Cuba per partecipare al II Vertice della CELAC

I membri del gruppo di lavoro coordinato dall'Associazione Cubana delle Nazioni Unite sulla questione della transnazionale Chevron-Texaco nella Repubblica dell'Ecuador, composto da istituzioni, organizzazioni della società civile cubana e organizzazioni internazionali radicate a Cuba, così come da personalità della scienza, della cultura, del mondo accademico e dei media, si sono riuniti il 27 gennaio a L'Avana, Repubblica di Cuba, accordandosi per rilasciare la seguente Dichiarazione:

 

1. Esprimere la loro ferma condanna delle azioni della Chevron-Texaco nell'Amazzonia ecuadoriana e la loro solidarietà e sostegno alla giusta causa del popolo fraterno dell'Ecuador.

 

Quito, 22 gen (Prensa Latina) Il presidente Rafael Correa ha ammesso oggi che esistono tensioni e sfiducia mutua nelle relazioni tra Ecuador e Stati Uniti, ma ha messo in chiaro che continuerà a denunciare la doppia morale e gli attentati al diritto internazionale. 

Sì, ci sono certe tensioni con gli Stati Uniti, c'è sfiducia mutua, e ci sono anche gruppi di destra in questa nazione che se per fosse per loro ordinerebbero di bombardare, ha assicurato il mandatario in un incontro con la stampa straniera accreditata nel paese.   
Correa, che ha messo in chiaro che non si considera anti-USA né ostile al paese nordamericano, ha segnalato che Washington applica una politica rozza rispetto all'America Latina, e quelli che loro considerano governi ostili.   
Ha riferito, per esempio, che l'Ecuador ha deciso di rinunciare alle preferenze doganali quando gli Stati Uniti l’hanno minacciato di toglierli se davano asilo all'ex analista Edward Snowden, che ha rivelato lo spionaggio massiccio che realizza l'Agenzia di Sicurezza Nazionale.   
In quel momento ho detto loro, tenetevi pure l'ATPA (sigle in inglese della legge di preferenze), indipendentemente che daremo asilo a Snowden o no, perché devono imparare che qui c'è un paese sovrano che non sopporta umiliazioni né ricatti, ha sottolineato Correa.   

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