Presidente Correa ammette tensioni in relazioni del suo paese e gli USA

  tratto da Prensa Latina

Quito, 22 gen (Prensa Latina) Il presidente Rafael Correa ha ammesso oggi che esistono tensioni e sfiducia mutua nelle relazioni tra Ecuador e Stati Uniti, ma ha messo in chiaro che continuerà a denunciare la doppia morale e gli attentati al diritto internazionale. 

Sì, ci sono certe tensioni con gli Stati Uniti, c'è sfiducia mutua, e ci sono anche gruppi di destra in questa nazione che se per fosse per loro ordinerebbero di bombardare, ha assicurato il mandatario in un incontro con la stampa straniera accreditata nel paese.   
Correa, che ha messo in chiaro che non si considera anti-USA né ostile al paese nordamericano, ha segnalato che Washington applica una politica rozza rispetto all'America Latina, e quelli che loro considerano governi ostili.   
Ha riferito, per esempio, che l'Ecuador ha deciso di rinunciare alle preferenze doganali quando gli Stati Uniti l’hanno minacciato di toglierli se davano asilo all'ex analista Edward Snowden, che ha rivelato lo spionaggio massiccio che realizza l'Agenzia di Sicurezza Nazionale.   
In quel momento ho detto loro, tenetevi pure l'ATPA (sigle in inglese della legge di preferenze), indipendentemente che daremo asilo a Snowden o no, perché devono imparare che qui c'è un paese sovrano che non sopporta umiliazioni né ricatti, ha sottolineato Correa.   

Inoltre, ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno risposto con la stessa arroganza di sempre alla domanda di spiegazioni fatta dall'Ecuador, dopo che il quotidiano The Washington Post ha rivelato alla fine dell'anno scorso che la CIA ha partecipato al bombardamento colombiano del 2008 contro un accampamento guerrigliero in territorio ecuadoriano.   
Con l'arroganza di sempre, hanno detto che loro non danno informazioni sulla CIA, ha segnalato il mandatario, che ha qualificato l'attacco nel quale è morto il secondo capo delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, Raul Reyes, come un attentato al diritto internazionale.   
In questo senso, il capo di Stato ecuadoriano ha considerato legittimo indignarsi quando, ha detto, si conferma quello che sapevamo già: che la CIA ha appoggiato un bombardamento ad un paese sovrano, mentre ha reiterato i suoi sospetti che la supposta rivelazione del quotidiano statunitense vuole danneggiare il processo di pace in Colombia.   
Correa ha anticipato che l'Ecuador sta prendendo le misure pertinenti per fare rispettare la sovranità del paese, e tra queste ha segnalato che ha ordinato investigare la presenza di mezzo centinaio di militari nordamericani nell'ambasciata di Washington a Quito.   
Ha anche ricordato la posizione salda mantenuta dal suo governo di fronte all'Agenzia Internazionale per lo Sviluppo degli Stati Uniti (Usaid) che pretendeva continuare ad operare nel paese senza firmare un contratto di cooperazione con le autorità locali.   
Non è che siamo anti-USA, ma denunciamo sempre la doppio morale in politica internazionale, denunciamo sempre gli attentati al diritto internazionale ed ai diritti umani, e se questo rende tesi le relazioni con gli Stati Uniti, mi dispiace, però noi non claudicheremo nei nostri principi, ha concluso Correa. 
 
Ig/nm

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