In Nicaragua abbiamo abbattuto il tasso di analfabetismo

 

A soli 25 anni Erick Rios è il direttore di Radio Nicaragua. Egli è uno dei tanti giovani, in questa nazione centro americana, ad essere a capo delle istituzioni avendo delle responsabilità; dopo 16 anni di governo neoliberale tali giovani non vogliono perdere altro tempo.
Dalla nascita della Rete dei Giovani Comunicatori della Gioventù Sandinista, avvenuta il 19 Luglio, sono stati aperti nuovi spazi di partecipazione attraverso un linguaggio adatto al popolo che allo stesso tempo non risulta panflettistico in quanto, tale rete, assicura l'interazione con le persone, senza la quale non ci sarebbero consensi.

Come nasce la rete dei giovani comunicatori?
Nel momento d'opposizione, in Nicaragua, con l'assedio mediatico che ci venne imposto da parte del neoliberalismo, noi giovani iniziammo a costruire delle alternative mediatiche per poter informare le persone riguardo la nostra proposta politica “Fronte Sandinista”, iniziammo attraverso le radio comunitarie e con volantini posti all'interno degli autobus, ora che abbiamo vinto le elezioni la rete dei giovani comunicatori posside una rete con più di 74 spazi di comunicazione a disposizione.
La perdita del Fronte Sandista negli anni '90 fù a causa di un problema di comunicazione?
In realtà non vi fù un problema di comunicazione, si subì un logoramento dovuto alla guerra, il popolo si rese conto che grazie ai sandinisti possedeva ormai un'educazione, sicurezza pubblica, cultura e sistema sanitario ma a causa della guerra imposta dagli Stati Uniti, che provocò migliaia di morti, la gente votò per la pace.
Il potere logora ma con la sconfitta elettorale del sandismo iniziò un periodo di diciassette anni di governo neoliberale: il logoramento fu così maggiore?
Furono anni difficili soprattutto i primi sette, in quanto qualsiasi cosa venisse detta non veniva trasmessa dai mezzi di comunicazione, avevamo a malapena delle piattaforme dalle quali poter trasmettere i nostri messaggi. Per tale motivo ci rendemmo conto che non potevamo raggiungere il potere senza la comunicazione e fummo costretti a costruire dei nuovi mezzi di comunicazione.
Nacque così la Nueva Radio Ya, venne aumentata la capacità di diffusione dei messaggi di Radio Sandino, si diede fiducia alle radio comunitarie e cosa più importante vennero adottate nuove forme di comunicazione; ciò che facemmo non fù panflettistico né istituzionale, si trattava di comunicazione sociale basate sul linguaggio del popolo.
A partire dalla comunicazione quale ulteriore apporto potrebbe offrire il Nicaragua agli altri processi politici?
La nostra esperienza consiste nel rompere gli schemi non orientandosi su metodi di comunicazione tradizionali, abbiamo così due opzioni: o inventiamo o commettiamo degli errori.
In Nicaragua abbiamo apportato innovazione non solo all'interno dell'area digitale ma anche nel modo di fare televisione, un chiaro esempio è quello dei canali del potere cittadino, un'esperienza che dimostra come si possa costruire un consenso editoriale attraverso messaggi d'intrattenimento, sportivi, culturali, comici, sociopolitici ecc., raggiungendo un audience sempre più ampia formandola nel tempo politicamente e educandola a quello che è il riscatto dei valori.
Ora che siete nuovamente al potere, quali nuovi sfide affronterete?
Il Nicaragua sta scommettendo sul settore tecnologico, sulle telecomunicazioni, aspiriamo a portare in orbita il nostro primo satellite centro americano nel 2016, il che ci permetterebbe di intensificare le connessioni internet all'interno di tutto il Paese.
Ciò permetterà anche ad avviare nuovi canali televisivi educativi e d'intrattenimeto per far in modo che la gente possa avere maggior accesso ai mezzi di comunicazione. Non bisogna dimenticare che siamo coinvolti nel tema tecnologico in quanto abbiamo raggiunto dei miglioramenti in campo sociale come ad esempio l'abbattimento dell'analfabetismo.
Parli di innovazione: la stampa tradizionale è compatibile con le nuove tecnologie?
Il futuro della comunicazione è da ricercare nelle forme di interazione, non si tratta più di realizzare un periodico e che il pubblico lo riceva, in questo momento il ricevente è allo stesso tempo emittente dell'informazione, ci troviamo nell'epoca del giornalismo 2.0 e in futuro se non si interagirà con le persone queste difficilmente continueranno a seguirti.

http://www.larepublica.es/2013/06/en-nicaragua-hemos-erradicado-el-analfabetismo/
Pubblicato da: Internacional, Martedì 18 Giugno 2013.
Guillermo Nova, La República, La Habana.
Ulteriori informazioni su Cuba @bitacoranova.

Traduzione di Flavia Castelli

fonte foto:http://www.google.it/search?hl=it&site=imghp&tbm=isch&source=hp&biw=1920&bih=897&q=nicaragua&oq=nicaragua&gs_l=img.1.0.0l10.2698.4658.0.6838.9.9.0.0.0.0.147.1181.0j9.9.0.cqrwrth..0.0...1.1.17.img.eKjUx3HD6aI#facrc=_&imgdii=_&imgrc=D8fk_inl2IAbXM%3A%3B5rbrUeZ7O8XRWM%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.madre.org%252Fimages%252Fuploads%252Fimages%252F1301087635_Nicaragua%252520Water%252520Day%252520Photo.JPG%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.madre.org%252Findex%252Fpress-room-4%252Fnews%252Fproject-update-engineering-a-solution-for-clean-water-in-nicaragua-601.html%3B2041%3B1667

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