Caracas: continuano gli incontri del Prof. Vasapollo con vari dirigenti e movimenti sociali dell'America Latina, dell'Ecuador, Uruguay, con il viceministro di Bolivia Alfredo Prada e con il vice responsabile delle responsabile delle relazioni internazionali del Partito Comunista cubano.
Altre interviste con radiosur, altre radio, televisioni.

Nella trasmissione in diretta a TeleSUR il Prof. Vasapollo ha parlato del blocco economico che gli USA stanno attuando contro il Venezuela e che ricorda tristemente il blocco degli USA contro Cuba che è ancora in vigore e che sta danneggiando il popolo cubano e che ora la storia si ripete in Venezuela.

Nella Trasmissione in diretta nazionale con la prof . Cristina in "Alo' presidente " a RNV Radio nazionale Venezuela , il prof . Vasapollo ha parlato delle politiche imperialiste militari ed economiche sul piano internazionale e sulle sanzioni economiche del blocco USA contro il Venezuela e le continue contro Cuba presentando e discutendo attività di solidarietà internazionalista della Rete dei Comunisti , Assoc. Nuestra América e La Villetta , Capit. Italiano Red Defensa Humanidad , del CESTES- centro studi di USB , in appoggio militante a Venezuela , Cuba e con tutti i popoli aggrediti dagli imperialismi USA e UE .
Nei suoi interventi il prof. Vasapollo ha sottolineato che gli Stati Uniti sono un paese con un debito altissimo e che hanno necessità di esportare. Il Venezuela, quinto produttore di petrolio al mondo, è sotto attacco da parte dell'impero, ha una opposizione ipocrita, infame e fascista. Il Presidente Maduro invita tutti alle giornate di solidarietà con il Venezuela in favore della pace che si terranno a Caracas il 16 e 17 settembre prossimi.
Il Venezuela comunque si prepara a resistere alle provocazioni e ogni giorno il popolo bolivariano scende in piazza per dimostrare il proprio appoggio al Governo Maduro e alla Rivoluzione bolivariana.

No pasarán !
Chávez vive !!
La lucha sigue!!!

A Caracas si dibatte per formare i gruppi di lavoro e le tematiche chiave che si svilupperanno nelle due giornate internazionali che si terranno nelle prossime settimane a Caracas con titolo
JORNADA MUNDIAL TODOS DOMOS VENEZUELA . DIÁLOGO POR LA PAZ Y LA SOBERANÍA Y LA DEMOCRACIA BOLIVARIANA
Nei suoi interventi il prof. Vasapollo insieme a Joao Pedro Stedile dirigente del movimiento Sem Terra de Brasil e Jorge Ariaz Díaz vice capo delle relazioni internazionali del partito comunista di Cuba hanno fatto delle proposte comuni per dare importanza ai problemi degli imperialismi che agiscono contro l'autodeterminazione dei popoli attraverso l'uso massiccio della guerra mass mediatica che crea il consenso imperialista alle guerre economiche e militari .
Lavoro duro intenso senza soste e molto solidario propositivo ad altissimo contenuto di unità antimperialista e antifascista.

Caracas : continua il lavoro di preparazione delle due giornate di solidarietà con il Venezuela che avranno luogo il 16 e 17 settembre prossimo. Il prof. Vasapollo al rientro dall'incontro con il Presidente Maduro ha incontrato il Cancelliere Jorge Arreaza e domani avrà con lui un nuovo incontro. Proseguono gli incontri bilaterali per discutere le modalità per affrontare le gravi e sempre più incredibili provocazioni che vengono fatte contro la sovranità del popolo Venezuelano dagli USA. Il prof vasapollo sta continuando anche vari incontri con rappresentanti politici , del governo e dei movimenti sociali per discutere sulla situazione interna del Venezuela e internazionale e per un quadro sulle attività svolte e che si svolgeranno in Italia con la rete dei comunisti, con il Cestes centro studi USB , con la Villetta , contropiano , nuestra América , capit. ital rete difesa umanità e con tante altre associazioni di solidarietà e culturali in appoggio solidale militante con la rivoluzione bolivariana. Proseguono anche le interviste a TeleSUR e Radiosur , utili a testimoniare la vicinanza e la volontà di aiutare il governo e il popolo Venezuelano a risolvere la grave crisi economica provocata dalle assurde sanzioni USA.
SIAMO CON IL VENEZUELA, con Chavez , con Maduro e con la rivoluzione bolivariana.

Intervista a Luciano Vasapollo. Ieri a Roma mentre il ministro degli Esteri Alfano riferiva al Senato sulla situazione in Venezuela, si è svolto un sit in di solidarietà popolare con l'esperienza bolivariana e chiavista nella vicina Piazza delle Cinque Lune. Lantidiplomatico ha raccolto in merito alcune osservazioni di Luciano Vasapollo.

 

Alfano ha riferito in Senato sul Venezuela. Cosa ci si aspetta?
Quello che dirò non rappresenta la posizione della Sapienza ma la mia personale. Oggi è una giornata importante per la solidarietà internazionale al governo Maduro, al Venezuela bolivariano, al chavismo qui in Italia. Continua la provocazione dei governi legati ai poteri forti, all’imperialismo statunitense, alle logiche delle multinazionali del petrolio. E' perlomeno ambiguo, poco chiaro, il fatto che il ministro degli esteri Alfano si rechi al Senato per dare “informazioni” sul Venezuela.

 

Non basta il massacro di notizie false a cui abbiamo assistito in questi giorni?
Le informazioni false, le menzogne,  l’Italia le sta diffondendo da tempo attraverso i giornali e telegiornali di regime, praticamente tutti. Con delle piccole voci, come l’AntiDiplomatico, Contropiano e Radio città aperta che provano a dare spiragli di verità. Altrimenti per informarci correttamente dobbiamo per forza rivolgerci all’estero, principalmente Telesur.
Quello che voglio dire sull’attività di oggi di Alfano in Parlamento è che siamo alla totale mancanza di rispetto delle regole internazionali, siamo all’ennesima ingerenza contro l’autodeterminazione dei popoli. Pensate per un momento quello che accadrebbe in Italia se un ministro degli esteri di un qualunque paese riferisse in Parlamento per esprimere preoccupazione sul mancato rispetto delle promesse di Renzi dopo il referendum o sul deterioramento sempre più grave dei diritti sociali nel nostro paese, o la situazione d’emergenza umanitaria di profughi e migranti, o, per concludere, della repressione brutale contro ogni forma di dissenso sociale in Italia.

 
L’Italia come paese democratico non l’accetterebbe.
Esattamente come non l’accetta un paese assolutamente democratico come il Venezuela. Paese assolutamente democratico, dove ci sono libere elezioni. Quando le vince l’opposizione, il governo le riconosce immediatamente. Quello che sta accadendo in questi giorni con le violenze e il terrorismo di mercenari e fascisti parte da una sentenza del Tribunale supremo, ammessa e legittima da parte della Costituzione del paese. Nonostante il Parlamento in mano all’opposizione abbia da subito assunto una posizione contro la Costituzione e i poteri costituenti, non rispettando neppure le sentenze del Tribunale supremo, e nonostante ripeto la decisione del Tribunale supremo fosse legittima per la Costituzione del paese, il Presidente Maduro ha chiesto che il Tribunale rispettasse la suddivisione dei poteri costituzionale. E quella sentenza è stata ritirata. Maduro e il governo venezuelano lavorano per il dialogo e la pace, chiesto da Papa Francesco, come dimostra anche la convocazione dell’Assemblea costituente. Le destre fasciste lavorano per arruolare mercenari e terroristi per distruggere il paese e creare le condizioni per un intervento esterno.
 

 
Sulle morti, la propaganda compie un unico elenco per accusare il “regime”. Incredibilmente in quell’elenco ci sono anche morti di poliziotti, leader studenteschi chavisti e attivisti filo-governativi. Se non è sciacallaggio a fini politici come definirlo?
Invito tutte le persone che leggono a vedere i video degli atti di terrorismo e le provocazioni violente contro le forze dell’ordine e l’esercito in corso in Venezuela. La reazione delle forze dell’ordine è stato assolutamente prudente. Negli Usa, in Francia o in altri paesi che consideriamo democratici ci sarebbe stata una vera e proprio carneficina. Gli abusi che ci sono stati da parte della polizia sono sotto processo.
L’opposizione, quella che in Italia avete imparato a conoscere come “manifestanti democratici che lottano per la libertà” è in realtà un mix tra narcos e fascisti che sono passati dal terrorismo commerciale e mediatico – perché in questa “dittatura” sono loro che controllano la quasi totalità della stampa e dei mezzi di produzione –  a quello contro magazzini di medicinali e alimenti, edifici pubblici, ospedali materni, scuole  e istituzioni.

 
E incredibilmente anche forze che si definiscono moderate stanno appoggiando con forza questa escalation violenta nel paese?
Siamo di fronte ad un chiaro piano di golpe , diretto da Usa e dall’internazionale nera. In Italia ad esempio l’attività contro il governo Maduro unisce in eventi organizzati insieme Pd e Fratelli d’Italia. Del resto dopo l’appoggio ai neo-nazisti in Ucraina, oggi quello ai fascisti venezuelani. Tutti devono sapere che cos’è diventato oggi il partito di riferimento del governo italiano. Noi, al contrario, siamo dalla parte di Papa Francesco, Pepe Mujica e premi nobel come Esquivel.

 
Due parole conclusive sulla manifestazione al Senato
Oggi abbiamo il governo italiano che interviene direttamente e nuovamente contro la sovranità  e l’autodeterminazione del Venezuela.  Ma questa cosa non passa senza risposte. Oggi contro questa nuova offensiva internazionale, cui l’Italia mostra il fianco, ci sarà una reazione popolare. In Venezuela il popolo chavista, milioni di persone, è già sceso in piazza. Oggi in Italia, da popolo a popolo gli manderemo un messaggio di solidarietà. Sono comitati di quartiere, comitati popolari e anche sigle importanti come Eurostop, una piattaforma che raccoglie un sindacato nazionale come l’Usb, Partito comunista italiano, Rifondazione comunista e Rete dei comunisti. Dimentico tanti e mi scuso, ma voglio dire solo che è un bellissimo momento di democrazia popolare, di solidarietà internazionale. Da popolo a popolo vogliamo dire a quello venezuelano di non mollare, che non è solo, che le ingerenze come quella di Alfano di oggi non passano inosservate. Siamo con loro in questa lotta di autodeterminazione.

Mercoledi 17 maggio 2017, alle ore 15, il ministro Angelino Alfano riferisce in Parlamento a proposito della situazione in Venezuela. I movimenti e le reti di solidarietà con il Venezuela Bolivariano hanno convocato in contemporanea un sit in solidale in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato.


Da oltre un mese, da quando sono iniziate le proteste e i disordini nelle strade delle città venezuelane, i media mainstream, governi e politici dell’Occidente o dall’Occidente controllati, Ong e alcune commissioni internazionali ripetono: «Manifestanti pacifici massacrati dalla polizia e dai  colectivos pro-regime».

In realtà – ed è un copione tante volte visto, anche negli ultimi anni – non sono affatto pacifici molti dei manifestanti organizzati dalle destre con l’intento di destabilizzare il paese. Nel 2002 fu ordito contro l’ex presidente Chavez un vero e proprio golpe e nel 2014 le stesse destre organizzarono contro l’attuale presidente Maduro le guarimbas (caos violento nelle strade).

Settori dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani nei quali governa l’opposizione, con l'appoggio delle autorità locali a loro affini. Moltissimi soggetti, incappucciati e armati di bastoni, pietre e petardi, assaltano strutture pubbliche (anche ospedali, asili nidi, cliniche veterinaie ambulanti), distruggono beni collettivi, saccheggiano, aggrediscono la Guardia Nazionale Bolivariana.

Un esame dettagliato delle decine di morti smonta la versione di «Maduro che fa sparare sulla folla». Del resto la polizia non è armata, usa solo lacrimogeni e idranti (e, come si vede nei video, in reazione ad aggressioni). La maggior parte dei morti è imputabile all’opposizione (e ai cecchini, come nel copione ucraino); aumentano i femminicidi politici; i (pochi) responsabili di uso eccessivo della forza fra le forze dell’ordine sono sotto inchiesta e detenuti. Ma la mistificazione è tale che anche manifestanti chavisti uccisi diventano, per i media, attivisti dell'opposizione massacrati dal regime.


La destra, che nelle sue mosse dentro e fuori dal Parlamento ignora le regole della Costituzione (ad esempio in materia di referendum revocatorio del presidente), accusa assurdamente di «golpe» il governo che ha convocato una nuova Assemblea Costituente.

Anche altre accuse rilevano della manipolazione: il cosiddetto «attacco alla libertà di stampa» è ridicolo, quando sia all’interno del Venezuela che fuori, i media privati e Internet sono il megafono dell’opposizione.  Così come l’accusa di «dittatura» e «popolazione portata alla miseria e alla fame»: dal 1999, il governo bolivariano e chavista ha compiuto progressi sociali riconosciuti a livello internazionale, anche se negli ultimi anni una grave crisi dovuta a una guerra economica, all'accaparramento di prodotti sussidiati, alle sanzioni, al killeraggio finanziario e ad altri fattori hanno provocato grandi difficoltà.

Due pesi due misure: il mondo sembra ignorare le pacifiche e grandi manifestazioni della base progressista.

Vanno denunciate le pesanti interferenze esterne capeggiate dagli Stati uniti, ma anche dall'Italia e dall'Europa che, per tornare a controllare le risorse ingenti del paese, finanziano e formano l’opposizione, dichiarano il Venezuela “una minaccia”, influenzano organizzazioni regionali come l’Osa.

Non è accettabile che governo e politici italiani proteggano l’opposizione di destra violenta in Venezuela!

Occorre sostenere il dialogo fra governo e opposizione, con la mediazione di diversi ex presidenti iberoamericani e della Santa Sede. Dialogo boicottato dall’opposizione, ha detto lo stesso papa Francesco.

Notizie e accuse false, notizie non verificate, omissioni, in una parola, la manipolazione, portano alla guerra. La verità porta alla pace.


http://contropiano.org/eventi/roma-sit-solidale-venezuela-bolivariano

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_verit_porta_alla_pace_manifestazione_corale_a_roma_in_difesa_del_venezuela_bolivariano/82_20127/

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