È logico che il dollaro parallelo mantenga il prezzo attuale?

Proviamo a rifletterci in maniera didattica: è possibile che il cambio parallelo mantenga i livelli attuali, nonostante la totale e brusca caduta delle operazioni all'interno delle agenzie di cambio di frontiera?

Ragioniamoci sopra: cosa succede in un mercato dove, all'improvviso, nessuno entra più a comprare? Cosa succederebbe ai prezzi delle merci di quello stabilimento se la sua clientela diminuisse in maniera vertiginosa?

Queste domande semplici e chiare che riguardano le leggi del mercato svelano la realtà "incomprensibile" del mercato parallelo.

Di recente il giornale "Correo del Orinoco", citando il sito web elportafolio.com, ha annunciato che "a un mese dalla chiusura della frontiera colombo-venezuelana dello Stato di Táchira, le agenzie di cambio hanno visto i loro affari ridursi del 97% a causa della loro esclusiva dipendenza dalle azioni di interscambio commerciale". Di conseguenza: è logico che il dollaro parallelo mantenga ancora il prezzo attuale?

 

Prima Cúcuta, poi Maicao

Appena annunciate le misure eccezionali per la linea di frontiera, da Táchira al nord di Santander, Cúcuta e l'est della Colombia si sono allarmate. Centinaia di agenzie di cambio hanno assistito alla caduta assoluta ed inarrestabile delle loro operazioni. È diminuito il flusso di venezuelani che cambiavano dollari per bolívares ed anche il flusso di colombiani che cambiavano pesos per bolívares per poter entrare poi in Venezuela (per contrabbandare – "bachaquear" – o per realizzare attività legali).

Si è assistito così alla chiusura di molte agenzie di cambio, i cambiari che lavoravano nei chioschi per la strada sono scomparsi e la desolazione ha preso il sopravvento, visto che le agenzie di cambio sono state fino a quel momento la spina dorsale delle relazioni paramonetarie del paracommercio di frontiera ossia il contrabbando della moneta cartacea venezuelana.

Inoltre le stesse hanno avuto grande rilievo nella dinamica interna del commercio legale sul confine colombiano, sebbene il tipo di cambio deregolamentato delle agenzie mantenga attiva un'economia rovinosa, ma legale ed istituzionalizzata in Colombia.

Infatti in Colombia è normale che la Banca della Repubblica abbia un tasso variabile che ponga il valore di un bolívar a 230 pesos, mentre allo stesso tempo a Cúcuta un bolívar possa invece "valere" appena 4 pesos.

Dopo le esperienze della "stretta economica" vissute tra San Antonio e Cúcuta, Dolar Today ha affermato che da quel momento in avanti si sarebbe basato sulle operazioni delle agenzie di cambio di Macao e Bogotá per poter pubblicare quello che ha chiamato "il reale valore del bolívar" rispetto al dollaro e di conseguenza rispetto al peso. Hanno così deciso di punire la moneta venezuelana, deprezzandola, dandole un valore di 735 bolívares per dollaro.

Immediata la corsa alle agenzie di cambio di Maicao, invase da venezuelani che si precipitavano a vendere i dollari con una disperazione frenetica.

I presentimenti sulla possibilità che a Paraguachón sarebbero state prese delle decisioni in via eccezionale sono stati confermati.

L'attività dei cambiari di Maicao è crollata a picco.

Le misure eccezionali attuate a Zulia hanno significato lo stop istantaneo al passaggio delle merci attraverso il passo frontaliero ufficiale e nonostante il libero transito della popolazione Wayuu rimanga, la restrizione al libero passaggio di merci e banconote hanno approfondito ed amplificato gli effetti delle misure eccezionali prese dal governo venezuelano contro la paraeconomia di frontiera.

La stretta applicata anche nello Stato di Apure integra le misure di protezione economica e di sicurezza attese da gran parte della popolazione venezuelana che vi abita.

Dolar Today non ha saputo difendere i tassi di cambio che ha continuato a pubblicare dopo la chiusura di Maicao; detto altrimenti, ha "appoggiato" la pubblicazione del tasso attuale basandosi, a suo avviso, sulle attività delle agenzie di cambio di Bogotá, le quali hanno un'attività praticamente pari a zero riguardo al cambio da pesos a bolívares. Solamente i viaggiatori, negli aeroporti internazionali, comprano bolívares a Bogotá. Non ha quindi senso detenere bolívares nella capitale, ma solamente lungo la frontiera, per spostarsi da un parte all'altra.

 

Dal "mercato parallelo" al mercato prigioniero

Se il mercato parallelo fosse una realtà econometrica, matematica ed economica e non un artificio monetario, si assisterebbe alla rovina di tale mercato, in quanto sarebbe impossibile che il bolívar arrivi ad avere un valore di 710 bolívares per dollaro come in questo momento.

Dolar Today e le agenzie di cambio non hanno fissato un tasso basato su attività reali di compravendita di bolívares, dollari e pesos, non fanno riferimento cioè ad un mercato reale.

Dolar Today pubblica giornalmente un tasso che riflette, secondo lo stesso, il comportamento del "libero mercato di frontiera" e che definisce letteralmente come: "Cambio informale. Dollaro di strada, pagato e ricevuto in effettivo". Senza offerenti né compratori di moneta che attraversano la frontiera questo tasso chiamato "dollaro di strada" che fa da riferimento al valore del peso rispetto al bolívar, non ha appoggio matematico e perde quindi di senso. Questo prezzo dovrebbe strapiombare se tale fissazione di cambio facesse riferimento ad un mercato reale, ma chiaramente così non è.

Attraverso la chiusura della frontiera l'offerta e la domanda si sono annullate o per lo meno minimizzate e questo avrebbe dovuto avere un effetto sul valore delle monete, ma ciò non è successo, semplicemente sono state congelate e sostenute con variazioni minime.

Attualmente, senza "cambio di strada", Dolar Today ha deciso di applicare un altro "criterio matematico" per continuare a "calcolare il valore reale del bolívar". In Colombia si stanno producendo frequenti e severe svalutazioni del peso rispetto al dollaro, dato il recente apprezzamento internazionale del dollaro e dato che anche il governo colombiano si è visto obbligato a svalutare la sua moneta manipolando il "libero scambio" per aumentare le entrate in pesos delle sue già calanti esportazioni come conseguenza della firma dei Trattati di libero scambio (TLC) con gli USA. Ciò ha significato che il valore nominale artificiale del bolívar è stato fatto calare per rapportarlo al peso.

Da ciò ne consegue che questa matematica assurda continua ad essere un pretesto per mantenere il prezzo del dollaro a 710 bolívares.

Non si tratta più di libero scambio, dato che tale attività è calata a picco lungo la frontiera: si tratta piuttosto di spingere il bolívar verso il basso in conseguenza della perdita di valore del peso di fronte al dollaro.

Il dollaro parallelo è ora un "mercato prigioniero", isolato, è l'espressione sui volti dei proprietari delle agenzie di cambio di Cúcuta, i quali ora stimano la loro umiliata e solitaria attività con la matematica stagnante di un prezzo di bolívar per dollaro congelato a livelli alti, fissato a tale quota per sostenere la paraeconomia contrabbandiera e l'assedio internazionale economico contro il Venezuela.

Dolar Today e le agenzie di cambio hanno fissato artificialmente un tasso comportandosi come delle scatole nere. Finora, il sito elportafolio.com si è aggiudicato la cifra più alta in quanto a caduta delle operazioni, il 97%. Proprio per questo è una scatola nera, nessuno sa quante operazioni si realizzano, in quanto non sono articolate né sistematizzate in maniera trasparente.

Il mercato parallelo delle valute che risiede tra Cúcuta e Miami non pubblica il numero di operazioni in maniera trasparente, senza spiegare quanti offerenti e quanti venditori partecipano a questo mercato, è quindi impossibile parlare di un "mercato reale" o di un "mercato trasparente" che dia conto del prezzo delle valute in accordo alla sua offerta e domanda.

Entrambi (Dolar Today ed i cambiari) sono le varianti di una stessa corporazione politica di destra e paraeconomica ed anche se è da molto che questo è di dominio pubblico, il che è stato sufficiente per svelare da che parte sta l'economia cambiaria artificiale, sembra che la stretta frontaliera li abbia emarginati. Ormai non c'è un solo economista venezuelano, per oppositore ostinato che possa essere, disposto a sostenere che il tasso di cambio bolívar-dollaro pubblicato da Dolar Today sia il "vero" valore del bolívar paragonato al dollaro. Sarebbe alquanto sfacciato e di conseguenza denigrato pubblicamente.

 

Il Venezuela di fronte alla Colombia

Per il Venezuela è vitale che con la ripresa del dialogo con il governo colombiano, venga posto come tema di primo piano la discussione sulle deregolamentazioni e i disequilibri monetari, dato che questo flagello economico è un vero attacco al bolívar, che a sua volta compie la funzione di accelerare il contrabbando.

La paraeconomia di frontiera si è consolidata a livelli tali per cui la strutturazione della governance economica e politica dei due Stati si è sempre più diluita. Si è persa sempre più la governabilità effettiva e la capacità del potere istituzionale, aprendo il passo al radicamento territoriale di quegli agenti economici che in Colombia esercitano già il potere politico alla frontiera. La paraeconomia cambiaria è uno dei suoi più importanti anelli. Tutto ciò deve essere riconosciuto da entrambi i governi, deve essere assunto deve essere risolto.

Traduzione Silvia Orri

Collettivo Ricerca Nuestra America in Difesa dell'Umanità

Si è concluso il nostro viaggio in Venezuela con importanti iniziative al Ministero dell'Economia e Pianificazione, al Ministero della Comuna, Ministero Scienze, Tecnologia ed educazione superiore, con il Centro Miranda e con due centrali e molto partecipate conferenze di Martufi e Vasapollo con i dirigenti di tutti gli Stati per la Comuna e alla UNEFA ( Università Nazionale delle forze armate) e con intellettuali militanti di reti di solidarietà latino americani ed europei anche per la presentazione della seconda edizione del libro di L. Vasapollo,Martufi ed altri " L' ALBA di una futura umanità ", ed. Pioda e Natura Avventura 2015. Anche questa seconda edizione del libro con attualizzazioni e capitoli aggiuntivi ha riscosso in Venezuela una forte attenzione e partecipazioni sia da parte delle istituzioni ministeriali centrali del governo sia nelle Università e con forte presenza nei dibattiti anche di partiti e strutture sociali di base dei tanti incontri con centri studi sindacali tenuti in particolare da Rita Martufi come direttrice del CESTES .Stiamo rientrando in Italia ancora più convinti della centralità della rivoluzione chavista Venezuelana, dei percorsi della transizione socialista in difesa dell'umanità contro il sistema delle guerre, dell'imperialismo.

Chavez vive.

La lucha sigue !

La vittoria è inevitabile!!

 

 

 

 

 Una lettera- appello sottoscritta da movimenti sociali e organizzazioni politiche italiane diretta a Obama contro le ingerenze statunitense verso il Venezuela

Presidente,

noi, rappresentanti dei movimenti sociali in Italia, abbiamo accolto con sconcerto e indignazione la Sua decisione di decretare, il 9 marzo 2015, un’emergenza nazionale nei confronti della Repubblica bolivariana del Venezuela, definendo questo paese «una minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti». Questo decreto è un atto di aggressione che calpesta il diritto internazionale, ed è il tentativo più grave di violare la volontà democratica del popolo venezuelano. Noi crediamo inoltre che il Suo decreto metta a repentaglio la pace nel continente, perché indica con chiarezza che il Suo governo è disposto a contrastare le conquiste sociali che l’America latina ha realizzato nell’ultimo decennio. Lei, presidente Obama, sta isolando il Suo paese, facendone un vero «Stato canaglia». Lei tratta come nemico il Venezuela, un paese che ha una tradizione di pace internazionale antica di due secoli. Lei sta agendo come un «bandito internazionale» (o, più blando,  «bullo internazionale») che pretende di imporre la propria forza contro la legge, e contro la sovranità dei popoli.

Il presidente Nicolás Maduro ha di nuovo condannato la definizione data dagli Stati Uniti, che hanno definito il Venezuela “una minaccia per la loro sicurezza nazionale.

Il capo di Stato, al di fuori dal Palazzo di Miraflores, ha indicato che il Venezuela non è, nè sarà una minaccia per gli Stati Uniti.

“L’unica minaccia che esiste contro il popolo degli Stati Uniti sono i suoi stessi governanti che lo mandano in guerra”, ha detto.

Questa mano, che è la mano del presidente del Venezuela del popolo venezuelano, è una mano fraterna per il popolo degli Stati Uniti, il cui unico nemico è il governo che c’è a Washington”, ha aggiunto.

“Noi sapremo conquistare la pace ed io ho sempre più fiducia nel popolo del Venezuela. Sapremo guadagnare la pace con dignità, in piedi e non in ginocchio come pretende la destra del paese” ha dichiarato Maduro, che ha anche sostenuto che: “Il governo venezuelano e il suo popolo sconfiggeranno le minacce imperialiste, perchè il mostro ora è nudo davanti al mondo e non sa che fare! Noi contiamo con l’appoggio internazionale, non siamo soli”.

“Questo non è uno spettacolo per la stampa, nè un discorso di Maduro. Gli Stati Uniti e il loro governo hanno commesso un errore storico molto grande, che costerà loro molto caro nella politica, nella diplomazia e umanamente”, ha dichiarato.  

( Cubasi/ Traduzione GM - Granma Int.)

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